Sviluppo dei territori montani attraverso i canoni delle grandi derivazioni a uso idroelettrico

 

Mozione n. 844, in data 7 giugno 2017, a firma del Consigliere Magoni, concernente le azioni per lo sviluppo dei territori montani attraverso i canoni delle grandi derivazioni a uso idroelettrico.

(Argomento n. 6 all’ordine del giorno)

La mozione ha il merito di sollevare una questione datata per quanto riguarda i territori montani, ma per quanto concerne il contenuto il merito non è propriamente tale perché manca di una serie di considerazioni specifiche.

Occorre dire che con la legge Bersani del 1999 si è aperta la possibilità di rinnovo delle concessioni perché ricordo che l’Italia a tutt’oggi non ha ottemperato alle leggi della concorrenza, per cui questi grandi gestori come A2a piuttosto che Edison (a partire dall’ENEL, che, peraltro, vede prorogate dalla stessa legge le sue gestioni fino al 2029) per quanto riguarda il territorio di Regione Lombardia a tutt’oggi continuano ad operare nel mercato senza un regime di mercato stesso perché non vi è alcuna concorrenza, essendo anche le concessioni scadute mai messe in gara.

La legge e il decreto legislativo modificato dal governo Monti nel 2012 non cambiano la sostanza della normativa. Cinque anni prima della scadenza delle grandi concessioni la Regione Lombardia (è di competenza delle Regioni) sopra i tre megawatt doveva (o deve, questo è uno dei punti che vorrei chiarire) mettere in gare le stesse concessioni.

Devo dire la verità, le regioni (in particolare la nostra, che è una di quelle con i maggiori quantitativi di energia idroelettrica presenti sul proprio territorio) hanno fatto poco per forzare nei confronti del Governo, perché qualche avvocato sostiene (l’articolo 37 del decreto del governo Monti lo fa anche presagire e prevedere) che la Regione, forse anche in modo provocatorio, ma non illegittimo, avrebbe (e potrebbe) mettere in gara le stesse concessioni, perché non vi è dubbio che la messa in gara delle stesse competa alle regioni. Questo non giustifica nel modo più assoluto il comportamento del Governo, sia di Centrodestra sia di Centrosinistra, che nel corso degli ultimi decenni non ha fatto nulla sull’argomento in questione.

Se da una parte lo stesso Governo, in quell’occasione a maggioranza Centrosinistra, nei confronti delle regioni a statuto speciale (in modo particolare il Trentino-Alto Adige) ha concesso a queste stesse Province (lo hanno fatto singolarmente le due province di Trento e di Bolzano) di mettere in gara tutte le loro grandi concessioni e, guarda caso, sono state tutte vinte da aziende del loro territorio, non è stato fatto per le altre regioni.

L’impressione di chi vi parla, tuttavia, è che sia da una parte del Governo centrale sia dalle regioni, indipendentemente dalle maggioranze, vi sia poco interesse a far sì che queste grandi concessioni siano messe in gara. Tutto lascia pensare che le norme che hanno fin qui legiferato nel settore siano state scritte dai grandi gestori piuttosto che dalla politica. La politica, da questo punto di vista, cominciando dal Governo, non ha saputo assolutamente fare la sua parte, questa è la verità!

Quando Lara Magoni all’interno di questa mozione sostiene che, in effetti, questa sarebbe la soluzione per le problematiche della montagna, dice la verità, ma non fa altrettanto quando parla delle attenzioni che questa Regione ha sempre posto, soprattutto nei confronti delle politiche della montagna.

 Ricordo – l’ho fatto più volte in quest’aula – che questa Regione e questa Giunta guidata dal Governatore Maroni ha tolto completamente le poche risorse che la montagna aveva. Quando all’interno della mozione sostiene che la montagna lombarda avrebbe la possibilità di non chiedere più nulla in termini di sussidi, ricordo per inciso che la Costituzione prevede una particolare normativa per i territori montani. E’ previsto dalla Costituzione, non da chi è in montagna e ha voglia di chiedere qualcosa in più per essere assistito, ma purtroppo questa cosa non è stata fatta nel modo più assoluto negli ultimi cinque anni.

Devo dire la verità, questa Giunta ha fatto una cosa buona: ha dato alla Provincia di Sondrio la competenza concernente il rinnovo delle concessioni. Io sostengo che la Regione possa provare a indire le gare, mettersi in un confronto con il Governo con qualche coraggio in più e capire fino a che punto possa portare avanti la gara o, quanto meno, quali sono stati gli atti e i solleciti che fino ad oggi la Regione Lombardia abbia fatto nei confronti del Governo centrale. La mia impressione è che questi atti siano stati molto timidi.

 Stavo parlando del qualcosa di buono realizzato da questa Giunta: invece di togliere autonomia ai territori, l’ha concessa, ha riconosciuto alla Provincia di Sondrio di poter gestire anche le grandi concessioni, dandole la competenza che prima spettava esclusivamente alla Regione. Qualora il Governo attuasse o le Regioni indicassero una strada diversa per addivenire a gara di queste grandi concessioni (tutti ci auguriamo che avvenga al più presto), la Provincia di Sondrio, una delle province che all’interno dalle Alpi di Lombardia ha più concessioni idroelettriche, avrebbe la facoltà di indire le stesse gare e gestire l’idroelettrico per la situazione della sua provincia. Vi è, invece, un’altra cosa che questa Giunta non ha fatto, che è sostanzialmente una palese ingiustizia nei confronti di tutto il resto del territorio montano: insieme alla competenza per quanto riguarda le grandi concessioni idroelettriche, ha dato alla Provincia di Sondrio anche le risorse. La Regione, la Provincia, i comuni e i Consorzi BIM introitano delle risorse rispetto a canoni e sovracanoni.

Rispetto al dettato normativo generale e anche a quello cui si fa riferimento all’interno di questa mozione, laddove nessuno mette in discussione il fatto che i proventi che derivassero dal rinnovo delle concessioni devono essere spesi sul territorio, il Governo Monti ha messo prioritario il fatto economico, ma ha lasciato comunque che sia chiarito che la norma debba prevedere, per quanto riguarda le grandi concessioni, anche degli investimenti ambientali a beneficio e in ricaduta dei territori che generano quella ricchezza, per cui questo principio rimane a tutti gli effetti.

Cosa fanno, ad oggi, Regione Lombardia e le Province? Non i Consorzi BIM perché sono territoriali. Le Province e in particolare Regione Lombardia depauperano ulteriormente i territori montani tenendo per sé queste risorse, le quali vengono distribuite da parte di Regione Lombardia solo nella provincia di Sondrio.

In tutte le altre regioni montane della regione Lombardia, non solo Regione Lombardia, con questo mandato del Governatore Maroni, ha tolto le risorse, ma toglie anche queste. Per quanto riguarda, per esempio, la mia realtà territoriale, la Valle Camonica, questa cifra che Regione Lombardia tiene per sé e non restituisce al territorio ammonta a circa 9-10 milioni di euro, mentre per la provincia di Sondrio è un po’ di più perché è più grande, ha più risorse da un punto di vista idroelettrico e si aggira sui 18 milioni di euro annui che invece la Provincia di Sondrio introita.

Io non sono assolutamente contrario al fatto che questa Giunta abbia dato questa competenza e queste risorse alla Provincia di Sondrio, anzi, lo considero un merito, però già come territori montani dobbiamo subire la disparità che c’è da questo punto di vista tra le Regioni a statuto speciale e la nostra Regione, inoltre dobbiamo subire questo Governo centrale e anche questo trattamento da parte della Regione e, per quanto ci riguarda, anche da parte della Provincia. Con questo Governo la nostra Provincia ha promesso che queste risorse potranno essere destinate al nostro territorio, ma fino ad oggi questo non è mai avvenuto. Per cui per i territori montani, che sono sempre stati depauperati di questa risorsa, non c’è, in ottemperanza alla Costituzione, più attenzione, ma si tolgono ai territori montani anche le poche risorse che possiedono.

Credo che oggi, per serietà, all’interno di questa mozione dovremmo aggiungere di impegnare la Giunta nei confronti del Governo, che non difendo nel modo più assoluto, non ne faccio una questione di parte. Sulla questione idroelettrica delle grandi concessioni il Governo ha responsabilità ampie, più ampie anche della stessa Regione Lombardia, ma Regione Lombardia ha le sue e la prima responsabilità che ha Regione Lombardia è di creare equità all’interno delle vallate alpine, che comunque sono tutte vallate della regione Lombardia.

Si devono distribuire queste risorse e si devono restituire ai territori da cui provengono, per cui chiedo che venga aggiunto all’interno di questa mozione un appello alla Giunta in modo che con la variazione di bilancio questo si possa inserire; qualcuno presenterà un emendamento per chiedere alla Giunta di destinare quelle risorse ai territori da dove provengono.

 

Dichiarazioni di voto

Annuncio il voto favorevole del mio gruppo con alcune precisazioni. Come bene ha detto chi ha proposto questa mozione, la Consigliera Magoni, i territori che le hanno affidato questo mandato si aspettano qualcosa, non solo chiacchiere. Rispetto a quanto è stato inserito nell’emendamento del Consigliere Violi, che chiarisce un po’ la posizione, dato che siamo in prossimità della variazione di bilancio, noi presenteremo dei puntuali emendamenti per trovare le risorse e questa Giunta ci dimostrerà se ha intenzione di sedersi con i territori avendo accantonato delle risorse che provengono dalle destinazioni dell’idroelettrico che la Regione introita e che per quanto riguarda la Provincia di Sondrio già restituisce. Insieme agli altri territori si deve trovare il modo migliore per spenderli in compensazioni ambientali, ma i fondi devono esserci, altrimenti saremmo alle pure chiacchiere e non andrebbe bene.

Articolo scritto in Ambiente e agricoltura, Blog Dem, Economia e lavoro, Idee e politica, Sanità e welfare, Territorio.



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>