Home » Rinoplastica senza tamponi: come funziona

Rinoplastica senza tamponi: come funziona

rinoplastica senza tamponi

Oggi con la rinoplastica senza tamponi si elimina il dolore post intervento.

Se hai visto qualcuno che è ricorso alla rinoplastica, avrai notato che oltre alle fasciature vi erano dei tamponi all’interno del naso, posizionati lì per motivi precisi.

La rinoplastica di per sé è un intervento chirurgico relativamente semplice.

Grazie alle innovazioni tecnologiche, sempre più persone anche di giovane età possono ricorrere a correzioni nasali, sia estetiche che funzionali.

Vi sono infatti diversi tipi di interventi: nella maggior parte dei casi, le persone chiedono l’eliminazione della cosiddetta gobba oppure il rimodellamento della punta del naso.

In altre situazioni, dovendo intervenire a correggere il setto nasale deviato, si ricorre anche ad accorgimenti estetici in un unico intervento.

Ogni caso naturalmente viene trattato con approccio dedicato, ma in linea generale l’operazione viene eseguita in anestesia locale e non è dolorosa.

In pochi giorni il paziente può tornare al lavoro.

Come funziona la rinoplastica senza tamponi

Ma cosa sono i tamponi?

E perché è meglio ricorrere alla rinoplastica senza l’utilizzo di questa metodologia?

Fino a qualche tempo fa, il post intervento presentava un inconveniente: la rimozione dei tamponi era dolorosa.

I tamponi, ovvero un particolare tipo di garza, venivano messi per due motivi.

Il primo, per tenere in posizione corretta il setto nasale fino a cicatrizzazione completa.

E poi per contrastare l’eventuale emorragia che poteva avvenire dopo l’intervento. Queste garze però, si riempivano di sangue che, una volta secco, causava dolore in fase di estrazione.

Ad oggi l’utilizzo dei tamponi viene riservato a casistiche particolarmente problematiche, come ad esempio complesse ricostruzioni del setto.

In tutti gli altri casi, il contenimento dell’area trattata (setto e turbinati) avviene grazie all’applicazione di punti di sutura interni, che non vengono rimossi dal chirurgo ma cadono da sé.

Esiste anche una spugnetta, chiamata Mercel, che in talune occasioni può essere utilizzata al posto dei classici tamponi:in questo caso si permette la respirazione, ma la spugna non secca e quindi non dà dolore alla sua rimozione.

Anche la radiofrequenza è un’alternativa ai tamponi: grazie alle tecniche “soft” che evitano le emorragie, al paziente non vengono più applicate queste garze fastidiose.

Inoltre, i tempi di recupero diventano ancora più brevi, la persona che ha subito l’intervento viene monitorata in day hospital e dopo 6/8 ore può tornare a casa, e in pochi giorni riprendere anche l’attività lavorativa.

Quindi se desideri ricorrere a rinoplastica, puoi contare su nuove procedure veloci, efficaci, e che non causano nessun dolore, né durante né dopo l’intervento.