Archivi del mese: dicembre 2015

Maggiori risorse per lo sviluppo dei territori montani

MOZIONE
Oggetto: Risorse per lo sviluppo dei territorio montano.
Il Consiglio Regionale della Lombardia
Premesso che la situazione della montagna lombarda rivela un territorio ricco di risorse ed opportunità, ma fragile e dal delicato equilibrio, di cui grande priorità a5sume il mantenimento di adeguati livelli di servizi alla popolazione: la domanda e l’offerta di servizi così come la dotazione di infrastrutture, sono infatti strettamente correlate al mantenimento di un adeguato livello di qualità della vita e alla riduzione del grado di isolamento sofferto soprattutto dalle aree più disagiate;
Ricordato che:
• la montagna appare nel contesto normaUvo nazionale sin dalla Costituzione che all’art. 44 recita
“Alfine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali (…) la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”;
• le leggi in materia di montagna a partire dal secondo dopoguerra fino ad oggi hanno delineato un importante percorso sia di conoscenza che di crescita, sviluppo e salvaguardia del territorio montano;
Regione Lombardia dal punto di vista norrnativo è intervenuta in tal senso con una serie dl norme, tra le quali:
la L.R. 15 ottobre 2007, n. 25 “Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani”, che all’art. 1, comma 1, prevede:
“La Regione riconosce nei territori montoni una risorsa prioritoria di interesse regionale, si impegna a tutelarne gli aspetti paesaggistici ed i valori identitari, morfologici, culturali ed etici nonché a promuovere lo sviluppo socio-economico delle comunità locali, nel rispetto della complessità degli equilibri ambientali e territoriali”;
e che aII’art. 4 istituisce il “Fondo regionale per la montagna” per il finanziamento di progetti di sviluppo del territorio montano;
- la recente L.R. 8 luglio 2015, n. 19 “Riforma del sistema delle autonomie della Regione e disposizioni per il riconoscimento della specWcità dei territori rnontani in attuazione della legge 7 aprile 20r4, ti. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)” che ha riportato l’attenzione sulla specificità del territorio montano riconoscendo forme particolari di autonomia alla Provincia di Sondrio, che consentono la destinazione ai territori di importi equivalenti agli introiti dei canoni relativi alle derivazioni di acque pubbliche, e l’introduzione di indici premiali applicabili nella concessione di sovvenzioni, contributi e ausili finanziari alle persone fisiche, ai titolari di attività economiche e alle associazioni, per il restante territorio montano lombardo;
Considerato che:

- dall’analisi effettuata dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione nel giugno 2012 è possibile rilevare come i Comuni montani lombardi nella classificazione per aree dl svantaggio rientrano per l’80% nelle categorie di svantaggio medio (43%) ed elevato (37%) e la rilevanza In termini di popolazione ed enti locali Interessati è significativa non solo nella Provincia di Sondrio (che registra il coinvolgimento di 76 Comuni ed una popolazione di 147.843 abitanti) ma anche nelle restanti province montante come Brescia (82 Comuni — Popolazione 194.528 abitanti), Bergamo (115 Comuni —205.545 abitanti), oltre a Como (78 Comuni — Popolazione 85.024) e alle Province di Lecco, Varese e Pavia;
• il Fondo regionale per la montagna, finalizzato a promuovere un complesso di interventi speciali che spaziano in vari campi, dalla viabilità alla mitigazione del rischio idrogeologico, agli interventi volti alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali, rappresenta una importante fonte di finanziamento e uno strumento consolidato a supporto delle realtà locali;
Vista la DGR 2538 del 17.10.2014 “Presa d’atto della comunicazione del Presidente Maroni di concerto con l’Assessore Garavaglia e il Sottosegretario Parolo avente oggetto:
‘Effetti delle misure di contenimento delta spesa regionale sui programmi integrati di sviluppo locale per la montagna (PISL Montagna)” che in relazione alle risorse del Fondo regionale per la montagna precisa quanto segue:
“[…J le risorse regionali del capitolo relativo al Fondo regionale per la montagna di cui alla LI?. 25/2007 basate su mutuo appaiono certe solo per l’esercizio finanziario 2015, e non anche per le annualità successive (…J”
E conclude sottolineando che:
“Considerato che il territorio montano occupa oltre il 40% dell’intera superficie regionale, si dovranno assumere tutte le iniziative necessarie affinchè vengano individuati gli idonei mezzi di mantenimento del Fondo regionale per la montagna, di cui all’orticolo 4 della L. I?. 25/2007, alfine di poter garantire la prosecuzione degli interventi di finanziamento dei progetti di sviluppo del territorio montano”;
Preso atto infine che:
- l’italia è, nel settore idroelettrico, tra le prime nazioni europee per produzione e per potenza installata ed a livello nazionale è la Lombardia a detenere tale primato;
- i grandi impianti ad uso idroelettrico in Lombardia (73 in totale) sono situati in prevalenza nei territorio montano;
Ritenuto quindi importante concepire i canoni per le grandi derivazioni ad uso idroelettrico come leve per lo sviluppo locale del territorio montano;
Impegna la Giunta Regionale
- A dedicare priorità e urgenza all’individuazione dei mezzi idonei al mantenimento del Fondo regionale per la montagna a partire dal 2016;
A destinare agli enti locali delle province montane lombarde ed alle loro aggregazioni, un importo equivalente al 100% degli introiti dei canoni relativi alle concessioni di grandi derivazioni ad uso idroelettrico site nel territorio montano lombardo;
- Ad assumere, in collaborazione con gli enti e le istituzioni locali, tutte le iniziative necessarie affinchè vengano attivate le procedure per accedere ad ulteriori risorse comunitarie a favore della montagna;

- A monitorare periodicamente sugli sviluppi integrando la relazione di cui all’art. 9 (Clausola valutativa) della L.R. 25/2007 con quanto previsto dal presente ordine del giorno.

Milano, 25 novembre 2015

DOCUMENTO PERVENUTO
ALLE ORE . ….4
DEL
SERVIZIO SEGRETERIA
DELLASSM8IIEA CONSILIARE

 

Jacopo Scandella
Corrado Tomasi
Marco Carra
Agostino Alloni
Giuseppe Villani

Mario Barboni
Laura Barzaghi
GCtE UÀ


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Parco dello Stelvio

COMUNICATO STAMPA

 

Parco dello Stelvio
TOMASI (PD): “OK ALLA LEGGE, MA SE NON FUNZIONA, FRA UN ANNO SI CAMBIA. E IL DIRETTORE RESTI A BORMIO”

 

A larga maggioranza, Gruppo regionale del Pd compreso, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge di recepimento dell’intesa sull’attribuzione di funzioni statali e dei relativi oneri finanziari al Parco nazionale dello Stelvio, in ottemperanza a una legge nazionale del 2013.

 

“D’ora in poi non possiamo più parlare di ‘parco nazionale’, definizione che rimarrà solo come indicativa e simbolica, in quanto la rappresentanza legale sarà suddivisa in tre. In realtà novità vere non ce ne sono perché di fatto sembrerebbe che con questo voto si divida il parco, ma è già così da sempre: Alto Adige, Trentino e Lombardia hanno sempre investito in modo diverso. Quelli che ci hanno messo più risorse sono stati gli altoatesini, seguiti dai trentini e poi da noi lombardi – spiega Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd –. Ed è questo il vero punto e il vero banco di prova: capire se Regione Lombardia ha intenzione di investire qualcosa di più e lo vedremo già dal prossimo bilancio, in approvazione tra qualche giorno, se la Giunta Maroni metterà risorse anche per lo Stelvio, oltre che sul resto dei capitoli”.

 

Il motivo per cui il Pd ha votato a favore sta invece “nell’impegno da parte del sottosegretario Parolo, che ha la delega alle politiche per la montagna, a poter rivedere la legge, che si inserisce all’interno di un sistema molto articolato di gestione dello Stelvio. Quindi, la Giunta assicura che farà questa sorta di test: si prova la nuova gestione per un anno e poi, nell’eventualità si può rivedere”.

 

Tomasi ha anche chiesto che il vertice del parco e tutta la sua struttura si tenga in Lombardia, anzi, per la precisione “a Bormio, in Valtellina, cioè il territorio su cui insiste la stragrande maggioranza dell’area dello Stelvio”.

 

 

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