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Treni: 25 su 31 le linee ferroviarie sotto la soglia di affidabilità

La pessima performance dei treni nel mese di dicembre è oggi certificata dai dati pubblicati sul sito della Regione: ben 25 linee su 31 sono state sotto i livelli di servizio dichiarati accettabili e dunque la stragrande maggioranza degli abbonati lombardi avrà diritto al bonus.

Nel dicembre 2009, le linee critiche erano 11 e, nello stesso mese del 2008, 15 (dati relativi alle 29 linee Trenitalia, escluse Le Nord).

Ecco le linee incriminate, che hanno indice di affidabilità superiore a 5,10 (funziona al contrario, più alto è il valore meno affidabile è la linea):

NOVARA – MILANO PASSANTE – TREVIGLIO 5,60

MILANO – DOMODOSSOLA 7,78

MILANO – GALLARATE – VARESE 9,37

MILANO – GALLARATE – LUINO 6,46

MILANO – SEREGNO – CHIASSO 7,26

MILANO – LECCO – SONDRIO – TIRANO 6,28

COLICO – CHIAVENNA 8,93

COMO – MOLTENO – LECCO 7,02

LECCO – BERGAMO – BRESCIA 7,82

MILANO – CARNATE – BERGAMO 6,87

CREMONA – TREVIGLIO 6,84

MILANO – TREVIGLIO – BRESCIA – VERONA 6,21

BRESCIA – PARMA 6,23

BRESCIA – CREMONA 5,45

MILANO – CODOGNO – CREMONA – MANTOVA 5,41

MILANO – CODOGNO – PIACENZA 5,24

MILANO – PAVIA – STRADELLA 5,18

PAVIA – CODOGNO 7,75

MILANO – MORTARA – ALESSANDRIA 6,14

ALESSANDRIA – MORTARA – NOVARA – LUINO 23,11

ALESSANDRIA – PAVIA 7,11

VERCELLI – MORTARA – PAVIA 7,22

VOGHERA – BRONI – PIACENZA 5,96

MILANO – ASSO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

MILANO – SEVESO – MARIANO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

Molto critico il consigliere regionale del PD Stefano Tosi: “I dati
di dicembre certificano una situazione disastrosa, la peggiore da tre
anni a questa parte. È questo il servizio che i pendolari hanno in
cambio di tariffe sempre più care, perché i miglioramenti
annunciati sono finora solo nelle promesse di Cattaneo e Formigoni”.

Il PD ha anche verificato un’evidente mancanza del sistema di
bigliettazione via internet, e, cioè, che non riconosce il bonus, lo
sconto del 20%, a quei pendolari che, essendo su linee dichiarate
critiche dalla Regione, ne hanno diritto.

“Oggi – spiega Tosi – la bigliettazione via internet dovrebbe
essere il metodo più comodo e affidabile, perché riduce le code e i
costi, ma, così, non è. Abbiamo ricevuto segnalazioni che chi ha
diritto al bonus lo ottiene solo se si reca in biglietteria, non se
acquista il mensile sul sito di Trenitalia. Faremo nelle prossime ore
un’interrogazione per chiedere a Cattaneo quando si intende porre
rimedio”.

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Da Varese a Milano centrale col treno: si può fare

E’ trascorso un mese dalla partenza dei primi treni tra Milano Centrale e Malpensa. Un avvio in grande stile (con 51 corse giornaliere) che finalmente -con un ritardo di vent’anni circa- collega il principale aeroporto del Nord con la principale stazione ferroviaria del Nord.
L’avvio di questo nuovo servizio evidenzia anche un aspetto positivo e non secondario nell’annoso problema dei collegamenti tra la Provincia di Varese e Milano Centrale: la capacità della più grande stazione milanese di ricevere e fare partire nuovi treni. Addirittura 51 in più, da un giorno all’altro.
Non era affatto scontato che ciò potesse accadere, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo alla stampa locale il 27 settembre scorso quando, in risposta alla nostra proposta di collegamenti diretti tra Varese e Milano Centrale, disse che “al P.D. sono a dir poco originali: molto democratici, ma poco ferrovieri”, perché “quello dell’ingresso dei treni in Centrale non è un problema di costi, ma di limitata disponibilità di slot” (dove per “slot” bisogna intendere le “tracce” con cui ogni treno occupa i binari e le stazioni di R.F.I.).
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: ma perché Regione Lombardia, R.F.I. e T.L.N. non sono ancora riusciti a trovare poche tracce ( 6? 8?) per altrettanti treni da Milano Centrale a Varese e viceversa -come da tempo chiede il Partito Democratico- quando se ne sono rese disponibili da un giorno all’altro ben 51 per il collegamento con Malpensa?
La domanda è rivolta proprio a Regione Lombardia. Sì, perché T.L.N. (come, prima ancora, Trenitalia e Le Nord separatamente) ha dimostrato di essere in grado di adeguarsi anche in tempi brevissimi alle nuove domande di mobilità che il territorio pone ma che solo Regione Lombardia può “pretendere” : ne è un esempio la bella notizia di nuove fermate a Busto Arsizio e Saronno di alcuni treni della tratta Cadorna-Malpensa che fino al 12 gennaio scorso non fermavano in quelle due stazioni.
Regione Lombardia deve quindi spiegare qual è il motivo vero per cui Varese debba continuare ad essere l’unico capoluogo di provincia della Lombardia a non avere collegamenti diretti con Milano Centrale e perché solo la “città giardino” debba patire la presunta saturazione della più grande stazione ferroviaria milanese.
Tutti devono sapere che con zero euro circa di spesa (e da subito) si potrebbe prolungare di 7 o 8 minuti la corsa fino a Milano Centrale di qualcuno di quei treni che oggi, partendo ogni ora da Varese, si attestano a Milano Porta Garibaldi.
Formigoni e Cattaneo non possono rassegnarsi all’impossibilità (che non esiste) di un collegamento diretto con Milano Centrale, perché Varese non ha minori esigenze di mobilità di Lecco o di Sondrio o di qualsiasi altro capoluogo di provincia in Lombardia.
Una cosa è certa: noi non ci rassegniamo all’immobilismo della Regione, e su questo tema continueremo a dare battaglia.

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