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Risultati Primarie in Provincia di Varese

COLLEGIO DI BUSTO ARSIZIO

Cuperlo 1288 voti/15,32%

Renzi 5557 voti/66,10%

Civati 1562 voti/18,58%

COLLEGIO DI GALLARATE

Cuperlo 1306 voti/14,17%

Renzi 6249 voti/67,81%

Civati 1661/18,02%

COLLEGIO DI VARESE

Cuperlo 1075 voti/15,29%

Renzi 4669 voti/66,42%

Civati 1285 voti/18,25%

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Samuele Astuti è il nuovo segretario provinciale di Varese

astuti

Samuele Astuti è il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico di Varese.

Astuti ha battuto al ballottaggio Luca Carignola: 57 % per Astuti, contro 43% per Carignola.

Al primo turno ha partecipato anche Sara Battistini che aveva ottenuto il 13% dei voti.

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La sede Laura Prati, “un’intitolazione oltre la politica”

«Ringrazio il Partito Democratico perché mi hanno fatto capire che un partito è qualcosa che va oltre la politica. Ci è stato dimostrato affetto e amore personale e di questo sono molto grato a tutti». È con le parole del marito Giuseppe Poliseno, accompagnato dal figlio Massimo, che il Partito Democratico di Varese ha scoperto la targa d’intitolazione della sede provinciale di via Monte Rosa a Laura Prati, la sindaca di Cardano al Campo morta in luglio dopo un attentato a colpi d’arma da fuoco di un mitomane.
Questa mattina tutto il partito era riunito di fronte alla sede per salutare con questo atto, proposto proprio all’indomani della morte di Laura, la sindaca che ha sempre profuso grande impegno dentro al partito e nella società civile.

Un partito che, come tutto il mondo della politica e dei cittadini, è rimasto profondamente scosso da un gesto terribile e insensato contro una donna come Laura e contro l’istituzione che rappresentava.

Le amiche e gli amici di Laura Prati stanno anche lavorando per la costituzione di un’associazione che porti il suo nome e che con esso porti avanti un’attività di impegno, confronto e dibattito sui temi per i quali Laura si è sempre battuta durante il suo impegno civico e politico.

da Roberto Rotondo, Varesenews

 

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Varese: i candidati alle elezioni regionali

La Direzione Provinciale del PD di Varese ha approvato nella seduta di martedì 8
gennaio la lista dei candidati provinciali per le elezioni regionali indicando come capolista Alessandro Alfieri, consigliere regionale uscente e vicesegretario regionale. Le altre posizioni di lista sono state stabilite in base all’ordine alfabetico e all’alternanza di genere.
Ecco la lista, che verrà proposta alla direzione regionale del PD la prossima settimana:
Alfieri Alessandro, consigliere regionale
Antonello Letizia, consigliera comunale di Laveno
Gilardoni Nicola, consigliere comunale e segretario del circolo PD di Saronno
Castelli Renata,  già presidente della Consulta femminile provinciale
Marchesin Vincenzina, già vicesindaca di Azzate
Pasin Girolamo, consigliere comunale di Somma L.do e coordinatore di Malpensa Forum
Taricco Fabrizio, Segretario Provinciale, già Sindaco di Carnago
La lista è stata composta a partire dalle indicazioni emerse dalle riunioni di collegio dei circoli del PD e sulla base dei  criteri  di pluralismo politico e culturale, capacità e competenza, rappresentanza di genere, rappresentanza territoriale indicati dalla direzione  regionale.
La direzione ha tenuto conto che l’elezione del Consiglio Regionale avviene insieme a quella del Parlamento, i cui candidati sono stati scelti con le primarie che hanno indicato , in posizione di eleggibilità  Daniele Marantelli, deputato uscente di Varese,  Maria Chiara Gadda di Fagnano O. e Erica D’Adda di Busto Arsizio.
Complessivamente la proposta formulata rispecchia una rappresentanza di genere, territoriale  e di competenza adeguata al radicamento del Partito Democratico in tutte le aree della Provincia.

Elenco e biografia dei candidati di Varese in Consiglio regionale della Lombardia

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Scegli i tuoi parlamentari: i seggi a Varese

Sabato 29 dicembre si vota per scegliere i candidati del PD per il Parlamento che verrà rinnovato con le elezioni del 24 e 25 febbraio.
Ecco i candidati di Varese e l’elenco dei seggi dove si può votare.

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Ballottaggio: esiti del primo turno e seggi in provincia

Questo l’esito del primo turno alle primarie del centrosinistra in Provincia di Varese
Votanti 28.075. Più dei 23mila che nel 2005 incoronarono Romano Prodi. 
Pierluigi Bersani che ha ottenuto 12.091 voti (43,12%), Matteo Renzi 10.951 (39,04%), Nichi Vendola 3.629 (12,94%), Laura Puppato 1.051 (3,75%), Bruno Tabacci 321 (1,14%).

Il comitato Nazionale ricorda che domenica saranno ammessi al voto del ballottaggio gli elettori che hanno votato al primo turno e anche tutti coloro che avevano già effettuato la registrazione entro le ore 20 di domenica scorsa e che non hanno però esercitato il diritto di voto. Coloro che intendono registrarsi ex novo si possono rivolgere ai Comitati Provinciali con giustificati motivi.

Seggi Varese

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Lettera di Pier Luigi Bersani agli iscritti di Varese

Care Democratiche e Cari Democratici varesini,

nel momento in cui si concludono in tutta Italia le ultime Feste Democratiche mi é cara l’occasione per mandare un saluto riconoscente per l’accoglienza ospitale alle vostre feste della Schiranna e del Borgorino e un grazie di cuore a nome di tutto il Partito a tutti i volontari che le organizzano e le rendono vive lungo tutta l’estate.

Essere vostro ospite fu anche l’occasione, per me importante e significativa, di presentare proprio da Varese la Carta di Intenti per la ricostruzione e il cambiamento, per le elezioni del 2013, mettendo al centro della discussione l’Italia. L’Italia che lavora, che studia, che cerca un avvenire migliore e che aspetta da noi democratici fiducia e speranza in un momento di grande difficoltà economica e sociale.

“Tocca a noi” questo compito e lo dobbiamo svolgere, come ho detto a Varese, non solo con le forze politiche, democratiche e progressiste, ma con i movimenti e le associazioni della società civile, con gli amministratori dei nostri Comuni e con le donne e gli uomini che vogliano partecipare alla ricostruzione e al cambiamento di questo Paese.

Il PD porta in questo confronto le idee e le proposte che ha iniziato a delineare da tempo, già in occasione della conferenza programmatica che si tenne proprio nella vostra provincia, a Busto Arsizio.

Ora si avvicina il momento in cui diremo al Paese che vogliamo prenderci le nostre responsabilità e che conosciamo il nostro compito: farlo uscire da un destino di arretramento e farlo uscire con meno disuguaglianza, con più lavoro e con una democrazia funzionante e pulita.

Nulla di più rappresenta il nostro amore e il nostro rispetto per la democrazia della prova che affrontiamo con le primarie aperte.

Sarà un’occasione straordinaria per intensità di confronto e partecipazione.

Sarà la prova, che diamo all’Italia, di essere quello che siamo, un grande partito popolare, un partito libero, senza padroni.

Lo possiamo dire, con umiltà e orgoglio, anche grazie a voi e al lavoro e alla fatica delle oltre duemila Feste che si svolgono in tutta Italia.

Un saluto affettuoso dal vostro

Pier Luigi Bersani

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IMU: il PD varesino a fianco dei Comuni

IMU: IL PD VARESINO A FIANCO DEI COMUNI SENZA DEMAGOGIA E PER UNA VERA AUTONOMIA FISCALE

Il PD, con il segretario Bersani, propone di attenuare e affiancare all’Imu un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni per ridistribuire meglio il carico. Il PD sa bene che quello dell’IMU è un carico pesante che i Comun i sono costretti a mettere in carico ai cittadini e alle imprese. Un carico aggravato dalla grave crisi economica che vivono le famiglie. L’IMU deve avere solo la funzione di garantire ai Comuni entrate autonome, a misura delle loro funzioni: questa è l’ autonomia fiscale prevista in Costituzione. Lo Stato provveda ai suoi bisogni con misure distinte e soprattutto con la lotta all’evasione. Le posizioni che abbiamo sostenuto come PD sulla riforma delle Province e sul riordino e la eliminazione di enti intermedi per una reale riduzione della spesa pubblica ci consentono di stare con coerenza in difesa dei Comuni e delle loro richieste, per cambiare l’IMU e per la modifica del patto di stabilità, che consenta di liberare risorse per pagare le imprese creditrici ed aiutare l’economia reale.

ALLA LEGA DICIAMO: NON SPECULI SUI SACRIFICI DOVUTI AL SUO FALLIMENTO

 Detto questo non possiamo tacere una ferma risposta alla manovra puramente propagandistica e priva di qualsiasi credibilità della Lega Nord. Una manovra intollerabile ove si pensi che le attuali misure che la Lega strumentalizza nascono proprio dal rischio fallimento del Paese provocato dal governo Berlusconi-Lega”. Chi ha bruciato 2 miliardi per Alitalia, senza rilanciare Malpensa, impedito l’election day e aperto i ministeri fantasma a Monza, non parli di risparmi né di tagli mancati. Così come in passato si vede già in queste ore che dietro alle parole dei dirigenti leghisti, c’è solo il NULLA. Quelle della Lega sono proposte impraticabili anche i sindaci della Lega Nord sanno benissimo qual e’ la situazione. Basta leggere i giornali su quel che accade in casa leghista per capire che il Carroccio mira solo a nascondere i propri guai e la mancanza di una proposta seria per il Nord.

PD – FEDERAZIONE VARESE

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I conti del PD sono in equilibrio, senza tesoretti né debiti

Devo qualche parola di rassicurazione a tutti, compresi coloro che scrivono sui giornali populisti Il Fatto, Libero e Il Giornale. Il Pd non è in bancarotta. I 43 milioni di disavanzo del Pd (conto economico 2010) che tanto scandalizzano Padellaro, Bechis e compagnia, derivano esclusivamente dal criterio seguito nella contabilizzazione dei rimborsi elettorali (la competenza economica).

In termini di cassa, i conti del Pd sono in equilibrio, senza tesoretti nè debiti. Colpa mia, per carità: evidentemente le 7 telefonate con la giornalista de Il Fatto e la mail di chiarimento inviatale non erano sufficienti. Vero è invece che il Pd utilizza tutte le proprie entrate per fare politica e che i rimborsi elettorali – che vogliamo riformare – ne sono una componente essenziale. A differenza di altri, non compriamo oro o diamanti, non pasteggiamo con caviale e champagne, non investiamo in Tanzania.

Semplicemente, siamo il Partito Democratico. Un difetto insopportabile, a quanto pare, per i demagoghi di destra e di sinistra.

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Riforma del mercato del lavoro. Intervista a Stefano Fassina

Fassina, il governo sta studiando correttivi alla riforma dell`articolo 18 che affidano ai giudici il compito di smascherare le discriminazioni. Il Pd cosa ne pensa?

 «Le anticipazioni sono piuttosto fumose. Ma il punto è sempre lo stesso, cioè la possibilità di reintegro nel caso di licenziamento illegittimo. Se inoltre si pensa di applicare la revisione dell`articolo 18 solo ai neo assunti, è inaccettabile. Sarebbe profondamente contraddittorio proprio da parte di chi come Fornero e Monti, hanno indicato nella discriminazione dei giovani il problema fondamentale da risolvere. Gli interventi sul mercato devono essere ispirati a principi universalistici».

Dov`è il punto di mediazione, quindi? I Democratici a cosa mirano?

«Alla previsione, ripeto, del reintegro in caso di licenziamento illegittimo per motivi economici. E’ davvero contraddittorio da parte del governo sostenere da un lato che l`intervento sull`articolo 18 eviterà abusi, e proporre una misura che è di fatto una sollecitazione per l`impresa ad abusare di licenziamenti per motivi economici. Depotenziando la sanzione, si sta dicendo all`impresa che può liberarsi di forza lavoro. Non lo avrei condiviso, ma sarebbe stata molto più coerente la soluzione scelta dal conservatore Rajoy in Spagna, e cioè ampliare le fattispecie in base alle quali l`impresa può ricorrere al licenziamento individuale per morivi economici. Almeno la sanzione rimane la stessa, il reintegro».

 Sul “no al reintegro” farete le barricate?

«È una strada non percorribile, perché si apre al licenziamento arbitrario, lo legittima. La via da prendere è quella che va verso Berlino e non verso Madrid».

Il clima tra il Pd e il governo si sta svelenendo?

«Bersani è stato chiaro quando ha indicato la necessità di abbassare i toni. Siamo rimasti sorpresi dalle parole del presidente Monti dal Giappone. Continuiamo a non capire questa insistenza sulle virtù miracolistiche dell`eliminazione del reintegro. Il professor Monti farebbe un servizio utile al paese se fornisse una bibliografia dove trovare dati o correlazioni robuste tra l`eliminazione del reintegro nel posto di lavoro e l`afflusso di investimenti. Sembra piuttosto fantasioso che gli imprenditori cinesi o giapponesi siano in attesa di capire se c`è o no la possibilità di reintegro per riversare fiumi di investimenti in Italia».

Questo è uno degli argomenti.

«E diventato un mantra, infondato. Gli investimenti non si fanno in Italia per i problemi della pubblica amministrazione, per il peso del fisco, per l`assenza di infrastrutture, per il malfunzionamento della giustizia, per la presenza della criminalità. Dobbiamo decidere se le sfide dell`innovazione si affrontano attraverso un patto tra impresa e lavoro oppure ci si illude di poter continuare a svalutare il lavoro come via per la crescita».

Fornero si dice amareggiata.

«Anche noi lo siamo molto. C`era la disponibilità da parte di tutti i sindacati, anche della Cgil, attorno al modello tedesco, ma il governo non ha voluto coglierla».

Tratto da  G. Casadio, La Repubblica, 30 marzo 2012

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