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Solidarietà alla sindaca e al vicesindaco di Cardano al Campo

Tutto il PD varesino è stretto vicino alla Sindaca Laura Prati  e al vicesindaco Costantino Iametti  e alla comunità di Cardano al Campo gravemente colpiti dal gesto vile e inqualificabile di un uomo accecato dal rancore.
Il segretario provinciale Fabrizio Taricco, saputo dell’accaduto, si è recato immediatamente all’Ospedale di Gallarate dove è stata portata Laura Prati, immediatamente sottoposta ad un delicato intervento operatorio e si  mantiene in  costante contatto con la famiglia alla quale ha espresso la solidarietà di tutto il partito. In ospedale era presente anche il presidente dell’assemblea dei Giovani Democratici Tommaso Police.
L’operazione è terminata nelle prime ore del pomeriggio. Anche il vicesindaco Iametti, colpito alla testa e all’addome, è stato sottoposto ad un delicato intervento presso l’Ospedale di Varese.
Nel condannare il gravissimo attentato ai due amministratori, avvenuto nella sede del Municipio e con la motivazione assurda di ritorsione verso la corretta applicazione della legge a tutela della pubblica amministrazione, Taricco ricorda il lungo e appassionato impegno di Laura Prati, prima ancora che come Sindaco come donna. Un impegno per le pari opportunità e per il rispetto delle donne, della loro dignità.
Proprio venerdì scorso, Laura Prati aveva partecipato al convegno sul FEMMINICIDIO organizzato alla Festa democratica della Schiranna e venerdi prossimo sarebbe intervenuta al convegno su COMUNI E WALFARE in programma sempre alla Festa varesina.
Venerdì 5 luglio sarà anche  l’occasione, per tutti i democratici, di manifestare pubblicamente la solidarietà a Laura e a Costantino e a tutti gli amministratori onesti e integerrimi che in tanti Comuni d’Italia sono impegnati per il bene comune, con passione e disinteresse.

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PD:su Malpensa primo passo verso una nuova fase

Si è svolto nei giorni scorsi a Milano l’incontro tra Gianni Confalonieri, responsabile dei Rapporti Istituzionali del Comune di Milano, il segretario del PD provinciale Fabrizio Taricco, Luca Rasetti in rappresentanza della segreteria, e una delegazione del Malpensa Forum composta da Giacomo Buonanno, Walter Girardi e dai segretari di Samarate Ilaria Ceriani e di Ferno, Alessandro Zoccarato.

Fabrizio Taricco ha illustrato la posizione del PD della Provincia di Varese che, nel giugno scorso, ha approvato un documento nel quale vengono espresse forti perplessità nei confronti del master plan di Malpensa.

L’incontro è stato l’occasione per sintetizzare più di un anno di lavoro: analisi economica, studi sulla viabilità e sul sistema infrastrutturale del nord Italia, considerazioni ambientali, fino alle ultime indagini sull’inquinamento atmosferico e i dati epidemiologici resi noti dall’ASL della provincia di Varese la scorsa primavera.

I rappresentanti del Forum hanno spiegato a Confalonieri che la questione occupazionale è usata nel nostro territorio, dai sostenitori dell’ampliamento, per far leva sull’opinione pubblica, con dati che non trovano riscontro nella realtà e che sembrano decisamente sovrastimati.

Confalonieri, forte della sua lunga esperienza politica, si è dimostrato un interlocutore attento alla voce del territorio; il Comune di Milano è a conoscenza della questione Malpensa, e oggi più che mai è interessato a voler conciliare l’interesse del Comune, maggior azionista di Sea, con le problematiche dei Comuni varesini, con la precisa volontà di fare scelte condivise.

L’Amministrazione milanese si è posta l’obiettivo di trovare una soluzione organica ai numerosi problemi ricevuti in eredità, una visione che guarda con attenzione al traguardo di EXPO 2015 (che finalmente ha imboccato il binario giusto per arrivare a destinazione in tempo), ma con una progettualità di lunga veduta e soprattutto di ampio raggio che porti a fare le scelte opportune affinchè Malpensa sia realmente una risorsa strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio e non solo un problema.

Ruolo dell’Amministrazione di Milano sarà anche quello di agire da facilitatore e catalizzatore tra gli attori coinvolti in modo che si possa raggiungere una maggior sinergia tra SEA che in precedenza aveva come unico mandato quello di “fare cassa” e gli Enti locali: i Comuni, la Regione, le Provincie e tutte le associazioni che in questi ultimi anni si sono attivate in difesa del territorio.

Questo incontro conferma un cambiamento radicale di approccio a un’apertura al confronto e alla discussione. Rappresenta anche il primo passo verso una nuova fase di collaborazione costruttiva che possa permettere, attraverso il confronto costante, di gestire correttamente lo sviluppo di Malpensa.

Il Partito Democratico della Provincia di Varese, anche attraverso il Forum permanente su Malpensa sarà sempre un interlocutore attivo in questo processo. 

Segreteria Provinciale

Partito Democratico Varese

 Malpensa Forum

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Terza pista di Malpensa. Il PD prende posizione: “Un salto nel buio”

 Il Partito democratico della Provincia di Varese esprime forti perplessità sull’impostazione e sul contenuto del Piano di Sviluppo dell’Aeroporto di Malpensa (Master Plan), e auspica che la  procedura di VIA avviata in queste settimane costituisca una reale occasione di confronto con il territorio e le sue rappresentanze istituzionali economiche e sociali e non un rituale passaggio burocratico per giustificare scelte già compiute; esprime altresì una dura critica al Governo di Regione Lombardia per il mancato supporto della richiesta di valutazione strategica (VAS) e per il grave immobilismo dell’istituzione regionale che scarica sul territorio le contraddizioni derivanti dai non risolti problemi ambientali e di trasporto dello scalo.

Noi consideriamo Malpensa una risorsa della provincia, quale infrastruttura necessaria allo sviluppo delle nostre aziende e alla crescita dell’occupazione, sia diretta che indotta. Riteniamo indispensabile che lo scalo funzioni al meglio delle proprie possibilità, all’interno di un più efficiente e meglio coordinato sistema aeroportuale lombardo e del Nord.

Tuttavia, le sue potenzialità di espansione devono essere commisurate alla realtà oggi esistente.

La capacità di sopportazione del territori è pressoché al limite. Dati gli attuali livelli di traffico, e l’aumento dei trasporti su gomma da e verso l’aeroporto, permangono irrisolti il problema dell’inquinamento acustico e l’oggettivo peggioramento della qualità dell’aria, che mettono a rischio la salute dei cittadini; emblematici, a questo riguardo, i dati raccolti dal Comune di Casorate Sempione e dal Parco del Ticino.

Nel contempo, la qualità dell’occupazione è compromessa da forme di precarietà divenute ormai strutturali.

È in questo quadro che si inserisce il Piano di SEA ed il conseguente Contratto di Programma Enac-SEA, secondo cui si prevede, tra l’altro, di passare dagli attuali 19 milioni circa di passeggeri annui a 32 milioni nel 2020 mentre, secondo lo studio del gruppo Clas inserito nel contratto di programma, si può arrivare addirittura a 48.359.235 di passeggeri nel 2030.  Per quanto riguarda le merci, si considera un movimento dalle attuali 407.000 tonnellate alle 662.000 nel 2020.

Le proposte di ampliamento della struttura contenute nel Piano – in particolare, le realizzazioni della terza pista e del deposito merci -, che comporterebbero l’allargamento del sedime aeroportuale esistente con un inevitabile consumo di centinaia di ettari di brughiera, appaiono allo stato un salto nel buio.

Poste anche le più ottimistiche previsioni di traffico, tali interventi non sembrano necessari nel breve periodo. Considerati altri scali internazionali, infatti, è dimostrabile che un traffico aereo ben maggiore di quello attuale e di quello ipotizzato per Malpensa si supporta anche con due sole piste.

Inoltre, le due nuove opere sarebbero in parte finanziate con l’aumento delle tariffe, e i costi quindi scaricati sull’utenza privata e sulle imprese.

Allo stato attuale non vi sono pertanto gli elementi per ritenere sostenibile per il territorio e realmente utile il previsto piano di ampliamento, che sino ad oggi è stato subito passivamente dalla Regione.

Attraverso la Valutazione Ambientale Strategica d’Area (VAS) la Regione avrebbe dovuto tracciare le linee guida, gli strumenti di controllo e compensazione ed i limiti entro cui sarebbe stato possibile delineare un piano di sviluppo aeroportuale sostenibile.

Ad oggi, nulla di concreto è stato fatto, ed è molto grave che la Regione abbia abdicato al proprio ruolo di programmazione, di fatto accontentandosi della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente, procedura che comporta un ambito di valutazione insufficiente.

Considerato quanto detto sopra, il PD della provincia di Varese dichiara di essere contrario alla prospettata espansione del sedime aeroportuale poiché al momento non ne sussistono le condizioni.

Ribadisce inoltre la necessità di una VAS prima di realizzare tutte quelle opere utili al piano di sviluppo aeroportuale localizzate all’interno dell’attuale sedime, per valutare quali ripercussioni avranno sul territorio circostante (sia in termini ambientali che infrastrutturali) e sul sistema infrastrutturale lombardo e del Nord-Italia.

Si augura che le mutate condizioni politiche permettano di riaprire un dialogo su questa importante analisi (VAS) che fino a ieri pareva definitivamente accantonata dimostrando in questo modo una ritrovata attenzione al territorio.

Il PD di Varese eserciterà nel frattempo, a partire dai propri rappresentanti istituzionali, un ruolo attivo nel processo di commento critico alla VIA, pur consapevole dei limiti dello strumento adottato.

Istituisce altresì un Forum Provinciale Permanente su tutti gli aspetti che interessano Malpensa.

6 giugno 2011

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Da Varese a Milano centrale col treno: si può fare

E’ trascorso un mese dalla partenza dei primi treni tra Milano Centrale e Malpensa. Un avvio in grande stile (con 51 corse giornaliere) che finalmente -con un ritardo di vent’anni circa- collega il principale aeroporto del Nord con la principale stazione ferroviaria del Nord.
L’avvio di questo nuovo servizio evidenzia anche un aspetto positivo e non secondario nell’annoso problema dei collegamenti tra la Provincia di Varese e Milano Centrale: la capacità della più grande stazione milanese di ricevere e fare partire nuovi treni. Addirittura 51 in più, da un giorno all’altro.
Non era affatto scontato che ciò potesse accadere, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo alla stampa locale il 27 settembre scorso quando, in risposta alla nostra proposta di collegamenti diretti tra Varese e Milano Centrale, disse che “al P.D. sono a dir poco originali: molto democratici, ma poco ferrovieri”, perché “quello dell’ingresso dei treni in Centrale non è un problema di costi, ma di limitata disponibilità di slot” (dove per “slot” bisogna intendere le “tracce” con cui ogni treno occupa i binari e le stazioni di R.F.I.).
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: ma perché Regione Lombardia, R.F.I. e T.L.N. non sono ancora riusciti a trovare poche tracce ( 6? 8?) per altrettanti treni da Milano Centrale a Varese e viceversa -come da tempo chiede il Partito Democratico- quando se ne sono rese disponibili da un giorno all’altro ben 51 per il collegamento con Malpensa?
La domanda è rivolta proprio a Regione Lombardia. Sì, perché T.L.N. (come, prima ancora, Trenitalia e Le Nord separatamente) ha dimostrato di essere in grado di adeguarsi anche in tempi brevissimi alle nuove domande di mobilità che il territorio pone ma che solo Regione Lombardia può “pretendere” : ne è un esempio la bella notizia di nuove fermate a Busto Arsizio e Saronno di alcuni treni della tratta Cadorna-Malpensa che fino al 12 gennaio scorso non fermavano in quelle due stazioni.
Regione Lombardia deve quindi spiegare qual è il motivo vero per cui Varese debba continuare ad essere l’unico capoluogo di provincia della Lombardia a non avere collegamenti diretti con Milano Centrale e perché solo la “città giardino” debba patire la presunta saturazione della più grande stazione ferroviaria milanese.
Tutti devono sapere che con zero euro circa di spesa (e da subito) si potrebbe prolungare di 7 o 8 minuti la corsa fino a Milano Centrale di qualcuno di quei treni che oggi, partendo ogni ora da Varese, si attestano a Milano Porta Garibaldi.
Formigoni e Cattaneo non possono rassegnarsi all’impossibilità (che non esiste) di un collegamento diretto con Milano Centrale, perché Varese non ha minori esigenze di mobilità di Lecco o di Sondrio o di qualsiasi altro capoluogo di provincia in Lombardia.
Una cosa è certa: noi non ci rassegniamo all’immobilismo della Regione, e su questo tema continueremo a dare battaglia.

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