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Il federalismo leghista tradimento per il territorio

Da www.varesenews.it

«Se questo è il federalismo la Lega ha proprio poco da festeggiare». Dal Partito Democratico varesino arriva netta la condanna alla riforma appena approvata in parlamento, tra il giubilo delle pattuglie leghiste e il saluto di Berlusconi con il fazzoletto verde.

«La sensazione è quella di aver perso un’occasione per fare una riforma vera e solo per consegnare alla Lega una bandiera demagogica da sventolare davanti ai propri elettori», dicono dalla sede di via Monte Rosa durante una conferenza stampa organizzata dal neosegretario provinciale Fabrizio Taricco insieme gli esponenti delle amministrazioni Pd della provincia di Varese.
Più tasse e meno autonomia, dal Pd la condanna politica alla riforma leghista è riassunta da queste parole: «il federalismo, così come approvato, introduce una Imu, che definiamo una patrimoniale per le piccole imprese, e un’addizionale Irpef che può arrivare fino a 0.4%». Il sindaco di Gorla Min Migliarino sintetizza così:«dal Federalismo la gente si aspettava un trasferimento di risorse dallo stato agli enti locali e invece ci troviamo semplicemente un trasferimento di chi deve mettere le mani in tasca agli italiani senza che con questo vengano risolti i problemi drammatici in cui versano le amministrazioni locali in questi ultimi anni». E i problemi drammatici, secondo il Pd, sono “patto di stabilità” e la questione dell’ Ici: il primo perché ha strozzato l’azione dei comuni bloccandone investimenti e risorse economiche già disponibili, e il secondo perché togliendo l’Ici, l’unica tassa veramente federale, il Governo Bossi-Berlusconi avrebbe tagliato pesantemente i finanziamenti degli enti locali, «e per la risoluzione di questa gravissima condizione in cui versano i nostri comuni, il federalismo in salsa leghista, non rappresenta che una pezza insufficiente», dice Laura Prati assessore a Cardano al Campo.
Testimonianze molto crude sulla situazione finanziaria degli enti locali anche dagli amministratori di Besnate, Carnago e dalla consigliera bustocca Erika D’Adda: investimenti in importanti capitoli di spesa ridotti all’osso, quando non eliminati; investimenti per le opere pubbliche, volano tra l’altro per l’economia reale, più che dimezzati; amministrazioni insolventi con i propri creditori; e la beffa di «assistere a tutto questo mentre lo stato butta dalla finestra 300 milioni di euro decidendo di non fare l’election day accorpando le elezioni con i referendum. È di fronte a queste cose che un amministratore locale si sente preso in giro».
In considerazione di tutto questo il Partito Democratico lancia la sfida sul territorio alla Lega Nord, «il partito di Bossi non può più ergersi a paladino del territorio, spiegheremo quello che sta accadendo attraverso numerosi incontri pubblici», a cominciare da quelo in programma venerdì 11 marzo alle ore 21 presso la sala consigliare di Villa Aliverti a Vedano Olona dal titolo “Facciamo i conti con il federalismo”. Interverranno Antonio Misiani, deputato Pd della commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo, Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato Varese, Paolo Balduzzi, ricercatore dell’universita Cattolica e Luciano Porro, sindaco di Saronno.

4/03/2011
da Varesenews

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Federalismo municipale: l’intervento di Bersani alla Camera

 

Signor Presidente, cari colleghi, siamo al quarantaquattresimo voto di fiducia in due anni e mezzo: credo che, in due anni e mezzo, il Governo non sia quarantaquattro volte più forte, semmai, è altrettante volte più debole. Credo che l’umiliazione del Parlamento non ci dia un Governo più forte e credo che il voto di fiducia, anche stavolta, sia il termometro di una debolezza. Cari colleghi e cari colleghi della Lega, chiariamo subito un punto: il concetto stesso di federalismo fiscale, lo abbiamo introdotto noi e lo abbiamo messo in Costituzione.

Siamo interessati a fare il federalismo fiscale. Dunque, se lo si fa, e lo si fa per bene, noi votiamo a favore; se non lo si fa, e si fa un pasticcio, noi votiamo contro. Ebbene, questo decreto sul federalismo municipale, al di là delle vostre favole, è un pasticcio: noi voteremo contro tale decreto e contro la questione di fiducia.
Vi dico perché è un pasticcio. Primo: l’anno scorso, avete fatto un taglio micidiale agli enti locali, che non sono in condizione di garantire i servizi. Con questo decreto, dite loro: se volete mantenere i servizi dell’anno scorso, vi lasciamo mettere nuove tasse. Voi mettete le mani nelle tasche dei cittadini per procura.
Secondo: non si parli di autonomia fiscale. Il grosso di questa manovra è costituito, invece che da trasferimenti, da compartecipazioni: se non è zuppa, è pan bagnato. Terzo: voi con questo decreto – non negatelo – introducete una patrimoniale sulle piccole imprese, che pagheranno il doppio dell’ICI che pagano adesso, per tacere altre cosucce, come il trasferimento di proprietà di immobili, per esempio, per le ONLUS.

Vedrete ad una ad una queste cose. Voi avete sostanzialmente alleggerito la rendita e caricato su imprese e lavoro: il contrario della nostra proposta. Quindi, siamo in una situazione, con questo decreto, in cui mettiamo più tasse di quelle che c’erano prima e abbiamo meno federalismo di quel che c’era prima.

Con questo, credo di aver chiarito la posizione. Adesso, vorrei passare un attimo alla politica e voglio chiedermi: con questo passaggio e con quello che annunciate sulle regioni, state facendo deragliare una grande riforma, perché per fare una grande riforma ci vuole un filo logico, e il filo logico di una riforma federalista è il seguente. Primo: decidere quali sono i livelli essenziali di servizi e di prestazioni che i comuni devono dare in tutta Italia.

Secondo: fare in modo che i costi di quei servizi e di quelle prestazioni siano più o meno uguali in tutta Italia, in modo che nessuno faccia il furbo e ci marci. Terzo: sulla base di questi due punti, organizzare il finanziamento e l’autonomia fiscale, prevedendo meccanismi di perequazione e di equilibrio per non fare ingiustizie fra comuni e comuni. E non si tratta solo di nord e sud, ma di comuni nord-nord e sud-sud.

Non c’è niente di niente di tutto questo, non c’è filo logico. E non venitemi a dire che noi siamo per il Bengodi e che non teniamo conto delle risorse: prima si fa il filo logico e, poi, si realizza con i soldi che ci sono. Noi non pensiamo al Bengodi: voi avete venduto il Bengodi, quando avete parlato di federalismo.

Qui si va alla cieca, si va di fretta: si mette la fiducia e si tira avanti. Vi abbiamo chiesto un po’ di tempo, ma avete rifiutato in modo arrogante, e adesso vedo che con le regioni concedete qualche mese. Perché andate così alla svelta su una riforma che, lo abbiamo scritto tutti, si applicherà in 7 anni? Se va bene, perché in Spagna hanno impiegato 15 anni a farla. Perché correte così?

Ve lo dico io: perché la Lega sente che i tempi stringono, e vuole portare a casa la bandierina, comunque sia. Berlusconi sente che i tempi stringono, ha bisogno di sopravvivere, di farsi dare qualche voto per i suoi processi e vi lascia sventolare la bandierina.

Non più tardi di ieri voi avete firmato la lettera al Presidente Fini su una procedura che si propone di fermare i processi. Attenzione, perché al nord, un commerciante, un artigiano o un cittadino che viene accusato di prostituzione di minore va a processo!

Non è questione di moralismo, non è questione di puritanesimo, ma è uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Voi ci state facendo perdere la faccia davanti al mondo! In un mondo dove un politico di primo livello, in Germania, si dimette per aver copiato una tesi di laurea. È questo il mondo! Voi ci portate in un altro mondo, in un mondo che non c’è!

Voi state uccidendo gli anticorpi dello spirito civico di questo Paese, e senza anticorpi e senza spirito civico questo Paese non va da nessuna parte.

Io vi parlo diritto, come parla la nostra gente, che è uguale. La nostra gente del popolo parla diritto e io vi parlo diritto, e vi dico: cara Lega, non venite a raccontare che voi reggete Berlusconi per fare il federalismo.

Ve l’ho detto fuori di qui e ve lo dico qui, a partire da quel che pensiamo anche noi: federalismo che unisce, federalismo solidale. Noi vi garantiamo che il processo federalista va avanti anche in diverse condizioni politiche. Se volete reggere il moccolo al miliardario, se volete mettere il Carroccio a servizio dell’imperatore non trovate le scuse del federalismo, che non c’entra niente.

Voi e noi, da posizioni alternative, da posizioni conflittuali, rivendichiamo entrambi di avere radici autonomistiche profonde, nel DNA. Le nostre sono diverse dalle vostre, e vi dico dove sono diverse: voi volete colorare i comuni tutti di verde, mentre per noi il colore del comune è quello del suo gonfalone. L’autonomia la si serve, non la si usa!

Non a caso, otto anni su dieci avete governato e i comuni non sono mai stati messi peggio. Ditemi: cosa avete inventato di politica locale, fuori dalle ronde, che si sono perse nel bosco?
Noi ci crediamo. Crediamo che questo Paese ha realizzato i servizi a partire dalle realtà locali: per gli anziani, i bambini, le attività artigianali, l’urbanistica e la sanità pubblica; tutto è stato inventato a livello locale.

Oggi, qui da noi, in Italia, se si facesse una legge per togliere gli incroci semaforici, non succederebbe niente per vent’anni, ma basta che un comune realizzi una rotonda che funziona e la fanno tutti. Possiamo fare un federalismo fatto bene, per il nord e per il sud, che sono tutti sulla stessa barca. Possiamo farlo. Attenzione, fermatevi, fermatevi! Fermatevi, perché se no questa riforma deraglia.

Se vorrete andare avanti scambiando il guscio vuoto di questa riforma con la sopravvivenza di Berlusconi noi andremo a dirlo in tutti i posti e voi pagherete il tradimento del federalismo.

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