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I consiglieri provinciali del PD rispondono al presidente Galli

La questione dell’emergenza profughi sta mettendo il nostro Paese di fronte ad una prova molto seria. Molti sono i problemi dei quali ci si deve preoccupare, senza crearne di nuovi con inutili polemiche, come ha fatto il Presidente della Provincia di Varese Dario Galli con la sua infelice dichiarazione pubblicata sul sito della Provincia e ripresa dai giornali.

L’emergenza di Lampedusa, alla quale il Governo prova finalmente a far fronte, è sotto gli occhi di tutti. Questo problema, nelle sue diverse forme, tanto di cattare umanitario, che di legalità, sicurezza e garanzia dei diritti umani, non può che riguardare lo Stato italiano e le sue articolazioni, tutte, senza distinzioni. E’ semplicemente assurdo pensare il contrario.

Pretendere che i problemi dell’emergenza umanitaria siano qualcosa che interessa solo”una fazione (sic!) decisamente minoritaria” (così si esprime il Presidente Galli) significa non comprendere quali sono i compiti di una nazione moderna che aspira, come giusto, ad evere un ruolo di guida nell’ambito della Comunità internazionale di fronte ad una crisi che riguarda paesi vicini non solo geograficamente. 

Non bastava al nostro Presidente limitarsi a manifestare fiducia nell’operato del Ministro Roberto Maroni e degli organi dello Stato?  Non era sufficiente una sobria assicurazione di doverosa e leale disponibilità a collaborare, ove fosse richiesto? 

Purtroppo, come altre volte, il non saper anteporre il ruolo istituzionale all’appartenenza partitica lascia spazio al brutto vizio di intingere la penna nell’inchiostro verde padano per aggiungere qualche battuta astiosa che, in definitiva, mette solo in cattiva luce chi la pronuncia. 

In questo momento è necessario l’impegno di tutti e non sappiamo quale aiuto potrà venir richiesto, oggi o in futuro, anche alla nostra Provincia. Non c’era proprio bisogno di rivolgersi con tono irridente a quanti, enti di volontariato o privati, sono sempre stati disponibili a collaborare in situazioni di emergenza e potranno esserlo domani. 

Se invece l’ing. Galli voleva, con la sua dichiarazione, regolare qualche questione interna alla Lega oppure tra la Lega e il proprio elettorato, lo poteva fare in altra sede e in altro modo, manifestando la propria opinione, libera e opinabile come quella di ogni cittadino. 

Varese 31 marzo 2011 

I CONSIGLIERI PROVINCIALI DEL PARTITO DEMOCRATICO

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Lampedusa, PD: “Se sono capaci gestiscano il problema. Altrimenti se ne vadano a casa.”

Come gettare benzina sul fuoco? Basta chiederlo al ministro Umberto Bossi, primo firmatario della legge che disciplina la situazione degli stranieri in Italia tutt’ora in vigore: “immigrati? Fora da i ball” con tanto di gesto e fischio di accompagnamento sonoro.

La posizione della Lega è quella classica: fare dell’emergenza un motivo per aumentare il consenso populista della paura. A Bossi non interessa risolvere il problema degli sbarchi a Lampedusa ma serve solo ad incendiare gli animi dei propri elettori a colpi di frasi ad effetto. La colpa è sempre di qualcuno e mai della Lega. Questa volta la responsabilità è dell’Europa che non vuole condividere la gestione dell’emergenza degli sbarchi. L’eventuale soluzione dei problemi è quella “prenderli dall’isola e rimandarli a casa loro”.

Se il governo, come Bossi, dice ‘fora dai ball’, faccia da solo”. Lo dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, spiegando che  il Pd è pronto a collaborare purché il governo parli con una voce sola e che non sia sul tenore delle parole usate dal leader del Carroccio: “Maroni dice alle regioni ‘prendete gli immigrati’. Bossi dice ‘fora dai ball’. Ora il governo si deve mettere d’accordo. Noi di fronte a un’operazione organizzata e seria siamo, ventre a terra, disponibili.  Disponibilità valida  a condizione che il governo dica una parola chiara al Paese perché il piede in due scarpe -conclude Bersani- non lo può tenere”.
 “Bossi la smetta di nascondersi dietro messaggi di propaganda elettorale. La verità è che Bossi è un ministro del governo Berlusconi, il ministro dell’Interno è Maroni, la legge in vigore è la Bossi-Fini. Sono loro che stanno al governo. Se sono capaci gestiscano il problema. Altrimenti se ne vadano a casa. Il resto sono solo parole, peraltro di pessimo gusto, usate per gettare fumo negli occhi dei loro elettori”. Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria del PD.

“Dietro le sparate propagandistiche di Bossi si nasconde solo l’incapacita’ del Governo Berlusconi ad affrontare, con la legge voluta e votata dalla Destra,un’emergenza. Assistiamo all’ennesimo fallimento della Bossi- Fini e un ministro della Repubblica che ha dato il suo nome alla legge non trova di meglio che sparare frasi ad effetto che servono alla propaganda leghista ma testimoniano l’impotenza di un approccio basato solo sull’allarme e sulla paura”. Lo dice Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del PD.

“Credo che la situazione che si è creata a Lampedusa – continua la senatrice – non sia degna di una grande potenza come l’Italia e di una grande e antica democrazia come quella italiana. Trovo il piano dei respingimenti di massa di cui parlano maggioranza e governo, e uso un eufemismo, davvero poco attuabile sia nell’esecuzione che sotto il profilo del rispetto della legalità internazionale. Voglio ricordare che l’Italia ha avuto già problemi di flussi di immigrazione a assai più consistenti di questo. Con la crisi della ex Jugoslavia, i flussi migratori dal Kosovo e dall’Albania furono almeno 3 volte superiori a questi di oggi. La risposta allora fu ordinata, seria, con una verifica attenta dei requisiti per la protezione umanitaria, senza azioni di respingimenti di massa”.
“Penso – prosegue Anna Finocchiaro – che noi come centrosinistra abbiamo dimostrato come si può gestire l’immigrazione. Occorre innanzitutto pensare che le regole della legalità internazionale fanno premio su tutto, e che quindi tutti coloro i quali hanno diritto d’asilo o comunque hanno diritto a una forma di protezione umanitaria devono certamente essere assistiti. C’è poi il profilo delle condizioni nelle quali questi migranti vengono tenuti in attesa degli accertamenti del caso. Allora noi riuscimmo a varare un piano internazionale che prevedeva addirittura la collocazione in paesi come l’Australia, oltre che nei paesi europei e in altri paesi occidentali perché c’era una collaborazione con le agenzie internazionali e con gli altri paesi che era fondata sull’affidabilità e sulla credibilita’ dell’Italia e sulla sua disponibilità e sul la sua modernità nell’approccio a questi problemi. Qui invece – continua Anna Finocchiaro – si sta cercando di usare Lampedusa come una bomba ad orologeria,a fini elettorali e di propaganda con una violazione dei diritti umani anche dei minori, urlando e pestando i piedi nei confronti dell’Europa, quando l’Europa è stata considerata sempre, se non il nemico, quanto meno un avversario. E tutto avviene con il Ministero degli Interni in mano alla Lega”.

“Se Bossi e il Governo sono capaci di affrontare in modo civile e serio la questione troveranno nel PD e nei tanti amministratori italiani responsabili ascolto e collaborazione. Se non lo sono se ne vadano: le parole di Bossi sono irresponsabili e non degne di un rappresentante del Governo italiano”.

Per Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza e Difesa del Partito Democratico, “di fronte alle dichiarazione del ministro Bossi che smentisce il piano di distribuzione dei profughi sul territorio nazionale, attuato dal ministro Maroni, c’è da domandarsi come debbano sentirsi quei sindaci, quei presidenti di Regione o di Provincia che stanno predisponendo gli spazi per l’accoglienza. E anche come debbano sentirsi quei cittadini che cominciano a fronteggiare gli oggettivi problemi di convivenza e integrazione creati da questi nuovi insediamenti e tendopoli, la cui gestione risulta ancora difficile e necessità per questo di una solidarietà trasversale, calpestata e offesa dalle parole del ministro Bossi. Ma a quanto pare il ministro interessato solo a una perenne campagna elettorale e non alla risoluzione dei problemi concreti”.

Per Pina Picierno, parlamentare PD, “le parole del Ministro Bossi sull’emergenza immigrazione dimostrano ancora una volta le contraddizioni del Governo, che da un lato cerca di tamponare una situazione gravissima e di limitare il caos con soluzioni inadeguate, estemporanee e dilettantesche, mentre dall’altro si lascia andare a continue dichiarazioni dai toni propagandistici e allarmistici. Una gestione approssimativa e vergognosa che sta condannando migliaia di persone in stato di necessità, fra cui numerose donne e bambini, a condizioni inaccettabili, trasformando Lampedusa in una bomba a orologeria, in un caos insostenibile per i suoi stessi abitanti. Questa situazione sarebbe superata dai fatti se il Parlamento avesse recepito la direttiva europea sui rimpatri, come avevamo il dovere di fare entro dicembre e come le opposizioni hanno richiesto. Questo ritardo nell’uniformare le nostre norme sull’immigrazione a quelle dell’Europa rende non credibili e demagogiche le nostre richieste d’aiuto al resto del continente. Il Governo la smetta con gli slogan, si rimbocchi le maniche e prenda una delle due scelte percorribili che ha di fronte: assumere la direttiva europea sui rimpatri, oppure concedere permessi di soggiorno temporanei alle persone che sono sbarcate in questi giorni. Tutto il resto è pura propaganda”.

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