Archivi tag: elezioni amministrative 2011

Questa provincia non è più “la riserva bulgara” del centrodestra

I risultati delle Comunali dicono che  il vento del cambiamento soffia anche a Varese.
Al ballottaggio a Varese, Gallarate e Malnate.  Vittoria in molti Comuni, con importanti conferme (Daverio, Brenta, Oggiona, Cislago)  e molti nuovi successi (Vergiate, Albizzate, Caronno Pertusella, Brebbia, Comerio) e successi di liste aperte al dialogo con il PD (Angera, Leggiuno, Porto Ceresio).
Vince una politica concreta, non urlata, positiva. Perde chi ha aggredito ed ha creato un clima di crisi istituzionale.
Grandissimo il risultato di Milano, splendido il successo di Fassino, importante la conferma di Bologna. L’avanzata del centrosinistra è chiara anche in provincia di Varese con risultati vicino al 50% a Malnate e Vergiate.
La segreteria provinciale,  ringrazia le candidate e i candidati del PD che hanno reso possibile questo eccellente risultato. La battaglia continua a Varese, Malnate e Gallarate a fianco di Luisa Oprandi, Samuele Astuti e Edoardo Guenzani.

La partita è apertissima. 

Leggi il comunicato completo della segreteria

  Prossimi appuntamenti
WALTER VELTRONI

sarà presente

giovedì 26 maggio

ore 18.30 a Varese

Comizio in piazza del Podestà

SERGIO
CHIAMPARINO

sarà presente

Mercoledi 25 maggio 

ore 18,30 a Malnate
Aperitivo in piazza delle Tessitrici
 

ore 21 a Gallarate
Comizio in piazza Libertà 


 
 
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Con la regia di Lega e PDL a Gallarate va in scena il caos rifugiati

I giornali raccontano quanto avvenuto a Gallarate la scorsa notte ad un gruppo di rifugiati accompagnati dal Servizio Civile di Regione Lombardia e respinti dal Comune per paura che in piena campagna elettorale la Lega ne approfittasse per una speculazione contro il candidato del PdL. 

Ma la polemica è scoppiata puntuale. 

Il segretario della Lega che accusa  “Arrivano qui perché c’è una guerra in Libia che hanno voluto loro del PdL”.  Mentre il cadidato del PdL chiude le porte del centro di accoglienza, lascia gli interessati in mezzo alla strada e   attacca “chi ha deciso a livello superiore, che non può scaricare sempre tutto sui sindaci”.

Non si poteva avere una prova più evidente della incapacità a gestire i problemi da parte degli ex amici Lega e PdL.

Mentre in Parlamento approvano una mozione rappezzata sulla Libia, che dice tutto e il contrario di tutto, nel paese si vedono gli effetti della loro politica confusa e inconcludente che ci ha già fatto fare molte figuracce in Europa. 

I Consiglieri regionali del PD hanno già presentato una interrogazione urgente per chiarire i termini della questione e per capire chi è venuto meno al proprio dovere. 

Una brutta figura per Gallarate e per la nostra Provincia di cui qualcuno dovrà rendere conto. 

Segreteria Provinciale  PD

Varese 4.5.2011

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Il Pd varesino sceglie la trasparenza, un’idea di forte innovazione

Il Partito Democratico ha stabilito dei criteri che definisce «oggettivi» per la scelta ei candidati da inserire nella liste delle comunali. Il segretario cittadino Roberto Molinari ha stilato un pronunciamento, derivato dal codice etico del partito nazionale, che prevede l’accettazione di 16 punti per chiunque voglia candidarsi: impegno, onestà, trasparenza, rappresentatività di un mondo sociale o politico, ma anche principi più spicci come dare un contributo economico (piccole cifre e comunque volontarie), o accettare l’aiuto economico del partito (pieghevoli,santini ecc.). I candidati dovranno sottoscrivere il regolamento della campagna elettorale che per un aspirante eletto sono stringenti: «Sobrietà nelle spese e comportamenti corretti tra i candidati».
Chi vuole entrare nella lista dei 32 candidati (la modifica della legge li ha ridotti) deve presentare una domanda scritta al partito cittadino; sì proprio così, un curriculum vitae in cui elenchi le proprie credenziali, le esperienze pregresse e anche i suoi valori di riferimenti. Non occorre essere tesserati al Pd, ma si passerà attraverso una commissione esaminatrice, comporta da 7 persone, i saggi, i quali sceglieranno con disinteresse dato che essi stessi non sono candidabili. I sette savi del Pd sono persone con esperienza: l’ex senatore del Pci Claudio Donelli, l’ex capogruppo del Pci Ambrogio Vaghi, l’insegnante Margherita Giromini, l’attuale consigleire comunale Carlo Nicora, l’ex assessore del Psi Giampaolo Zoppini, l’ex preside del Liceo Classivo Livio Ghirnghelli e la resposanbile dei giovani del Pd Erica Lenzi.
La commissione esaminatrice, riceve le domande entro il 31 marzo. E’ facoltà dei sette saggi anche chiamare l’aspirante candidato a colloquio orale, per valutarne le motivazioni. La lista dei prescelti sarà sottoposta al giudizio del direttivo cittadino e da esso votata. La segreteria cittadina ha delegato il percorso alla commissione ma potrà intervenire in caso di dubbi. Ai consiglieri comunali uscenti – oggi sono 11 – sarà invece offerta una corsia parallela e «prioritaria».
Il segretario cittadino Roberto Molinari è orgoglioso della decisione intrapresa. «E’ una scelta di trasparenza – racconta – abbiamo stabilito criteri oggettivi sulla base dei quali sceglieremo le persone più adatte. Per la prima volta abbiamo creato un organismo indipendente per le candidature, mentre Lega e Pdl hanno meccanismi molto meno chiari».
Emiliano Cacioppo, l’attuale capogruppo, non si candiderà più, per favorire un ricambio: «Il Pd è stato l’unico partito a presentare pubblicamente il programma – osserva – e con questa iniziativa cerchiamo di riportare al centro del dibattito le idee e i valori».

18/03/2011
Roberto Rotondo
Varesenews

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Luisa Oprandi: una democratica per Varese

Il segretario cittadino del Pd presenta la candidata democratica alle amministrative di varese Luisa Oprandi

Luisa Oprandi è la candidata Sindaco del PD alla guida della coalizione per le elezioni del Comune di Varese della primavera prossima.
Lo ha deciso sabato pomeriggio, con 48 voti a favore e soli 3 astenuti  il direttivo cittadino del PD di Varese.
Come previsto e annunciato da tempo, Luisa Oprandi è, dunque, il candidato democratico da proporre agli alleati e alla cittadinanza.
Insegnante e donna impegnata nel volontariato, Luisa Oprandi è Consigliere provinciale dal 2008 (erano quasi venti anni che Varese non eleggeva un consigliere di centrosinistra in Provincia, ora ve ne sono due: Oprandi e Di Toro ), la nostra candidata è anche segretaria del circolo PD Varese 3 e anima culturale (e non solo) della nostra festa alla Schiranna, la festa più lunga d’Italia, che dura ben tre mesi.

Luisa non è certo un semplice candidato di partito, infatti è percepita molto  più come espressione della  società civile che della politica. E con ragione.
Nella sua professione, come insegnante e vicepreside, è molto stimata da allievi e genitori per la capacità di dialogo.
A Varese è impegnata da sempre in parrocchia e nel volontariato sociale; animatrice di eventi culturali, Luisa rappresenta, senza demagogia, la risposta “popolare” all’ ”aristocratico” Sindaco leghista Fontana, da tutti, lui sì, percepito come distante dalla città vera, quella profonda e umile.

Insomma, Luisa rappresenta  l’interpretazione dell’impegno pubblico come lo vorrebbero quelle donne che, domenica 13 febbraio scorso,  in piazza Monte Grappa hanno gridato “Se non ora, quando?”
Un impegno sobrio ma appassionato, intelligente ma non presuntuoso e soprattutto onesto e costante.
Nei prossimi giorni, il PD porrà al centro del dibattito politico questa candidatura, capace di interpretare quello spirito popolare tipico dei varesini, uno spirito che, per troppo tempo, ha sopportato l’arroganza leghista e che non ne può proprio più.
Un ultima cosa mi sento di scrivere. Luisa è stata indicata mediante uno scrutinio segreto. Questa decisione e il limpido risultato numerico che ne è scaturito deve riempire di orgoglio il PD. E’ stata una scelta che ha garantito a tutti la libertà di esprimersi senza impedimenti e il risultato ha confermato il lavoro che il gruppo dirigente ha fin qui svolto.

Roberto Molinari
Segretario cittadino PD Varese

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Fontana non festeggia? Napolitano non sarà contento

Un intervento del candidato sindaco del Pd a Varese, Luisa Oprandi

Il 17 marzo, con tanti italiani e varesini, festeggerò l’Unità d’Italia. Andremo alle manifestazioni organizzate per celebrare la storia che ci lega e ha legato i sogni, le speranze dei nostri genitori, dei nostri nonni e di coloro che hanno contribuito a costruire la storia comune della quale siamo figli. Leggo invece dai giornali che il sindaco di Varese starà a Palazzo a lavorare per preparare l’arrivo di Napolitano. Una scelta che, se l’avvocato Fontana fosse un comune cittadino, nessuno potrebbe contestare, in nome della libertà di pensiero e di espressione. Ma è il sindaco non solo di chi la pensa come lui e oltretutto ricopre la massima carica amministrativa cittadina proprio perchè ci sono questa nostra storia e questa nostra unità. Nessuna retorica, solo realismo. Chiunque, soprattutto chi fa politica ed è quindi “ a servizio” della gente e delle istituzioni, non può sentirsi sminuito dal fatto di dedicare un giorno ogni cinquant’anni (che vuol dire grosso modo una sola volta nella vita, al massimo due qualora fosse giovanissimo) al proprio Paese. Non può nemmeno prendere a pretesto il gran daffare per l’arrivo di Napolitano per giustificare una scelta che è solo ideologica, di asservimento alla linea politica della Lega. Sarebbe il primo, il presidente della Repubblica, proprio per il grande senso dello Stato che sa esprimere in ogni occasione, a sentirsi umiliato da questa scusa poco credibile.

Luisa Oprandi

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Stelluti lancia la campagna elettorale a Busto Arsizio

Carlo Stelluti

La presenza di Carlo Stelluti all’Assemblea Provinciale del PD varesino, lunedì 31 gennaio, non può che scaldare i motori in vista delle prossime amministrative. Il candidato di Busto Arsizio raccoglie il consenso di tutto il centrosinistra, ma anche  attestati di stima e voglia di confronto da parte delle forze di centro non allineate con il probabile asse Lega-PdL. Nato a Busto e residente da sempre nella sua città, ha svolto la propria attività lavorativa e politica prevalentemente fuori dai confini della stessa. Se alcuni problemi dell’ordinaria amministrazione gli sono meno noti, lo sguardo però è ampio, più aperto a dinamiche di rete e rapporti sovracomunali che la città più grande per numero di abitanti della provincia può e deve ricostruire. Chi è Carlo Stelluti? Già segretario provinciale della Cisl di Milano, poi  deputato dell’Ulivo nella XIII° legislatura – dove fa parte della Commissione Lavoro pubblico e privato ed è segretario della Commissione Bicamerale di Controllo degli Enti Gestori dei Fondi di Previdenza. Nel 2001 è componente della Presidenza provinciale delle Acli di Milano con l’incarico di coordinatore dell’ufficio studi. Nel 2005 ricopre la carica di Sindaco nel comune di Bollate, eletto al primo turno col 55% dei voti nella coalizione di centro sinistra. Nel 2010 non viene rieletto, per una manciata di voti, dopo essersi opposto ai tentativi di infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione. Comportamento che gli è valso il plauso del magistrato Ilda BOCCASSINI, titolare delle indagini. Diventa ufficialmente il candidato sindaco a Busto lo scorso dicembre, unendo tutti intorno al suo nome. Dopo quasi vent’anni stop alle rincorse dell’ultimo momento. Alle aggregazioni forzate. Ai cittadini il PD aveva promesso che stavolta avremmo scelto per tempo, e le promesse si mantengono. Entro la prima settimana di febbraio il programma, dopo un confronto sereno fra le forze politiche, si chiuderà, e Stelluti farà il punto della situazione. Il valore dell’alternanza è declinato avendo come riferimento il perno del progetto, la visione di una città altra nel modo di rapportarsi ai problemi. Busto dovrà riprendersi il ruolo di territorio a vocazione industriale, guidata da parole chiave come  innovazione e tecnologia, da rendere concrete. Per raggiungere l’obiettivo, si dovrà smontare un sistema familistico clientelare che mortifica le professionalità e l’idealità, in particolare delle giovani generazioni e delle donne. Poi abbattere i campanilismi, che impoveriscono le comunità locali, sostituendo la competizione deteriore alla solidarietà e alla valorizzazione delle diversità. Ancora, coniugare  l’azione amministrativa con i principi di legalità,  trasparenza,  partecipazione dei cittadini e delle associazioni alle decisioni sulle scelte fondamentali. Praticare la questione morale. Un progetto ambizioso? Certo, ma qual è la forza di Carlo Stelluti, uomo e politico? Quella di chi sa da dove viene, e dove vuole andare. Con la calma, la lucidità e la fermezza di una persona che ha già costruito molto. Per tutti i cittadini, una battaglia degna di vincere. Per noi, un candidato che ci rende ambiziosi.

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