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Lettera di Pier Luigi Bersani agli iscritti di Varese

Care Democratiche e Cari Democratici varesini,

nel momento in cui si concludono in tutta Italia le ultime Feste Democratiche mi é cara l’occasione per mandare un saluto riconoscente per l’accoglienza ospitale alle vostre feste della Schiranna e del Borgorino e un grazie di cuore a nome di tutto il Partito a tutti i volontari che le organizzano e le rendono vive lungo tutta l’estate.

Essere vostro ospite fu anche l’occasione, per me importante e significativa, di presentare proprio da Varese la Carta di Intenti per la ricostruzione e il cambiamento, per le elezioni del 2013, mettendo al centro della discussione l’Italia. L’Italia che lavora, che studia, che cerca un avvenire migliore e che aspetta da noi democratici fiducia e speranza in un momento di grande difficoltà economica e sociale.

“Tocca a noi” questo compito e lo dobbiamo svolgere, come ho detto a Varese, non solo con le forze politiche, democratiche e progressiste, ma con i movimenti e le associazioni della società civile, con gli amministratori dei nostri Comuni e con le donne e gli uomini che vogliano partecipare alla ricostruzione e al cambiamento di questo Paese.

Il PD porta in questo confronto le idee e le proposte che ha iniziato a delineare da tempo, già in occasione della conferenza programmatica che si tenne proprio nella vostra provincia, a Busto Arsizio.

Ora si avvicina il momento in cui diremo al Paese che vogliamo prenderci le nostre responsabilità e che conosciamo il nostro compito: farlo uscire da un destino di arretramento e farlo uscire con meno disuguaglianza, con più lavoro e con una democrazia funzionante e pulita.

Nulla di più rappresenta il nostro amore e il nostro rispetto per la democrazia della prova che affrontiamo con le primarie aperte.

Sarà un’occasione straordinaria per intensità di confronto e partecipazione.

Sarà la prova, che diamo all’Italia, di essere quello che siamo, un grande partito popolare, un partito libero, senza padroni.

Lo possiamo dire, con umiltà e orgoglio, anche grazie a voi e al lavoro e alla fatica delle oltre duemila Feste che si svolgono in tutta Italia.

Un saluto affettuoso dal vostro

Pier Luigi Bersani

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Stelluti lancia la campagna elettorale a Busto Arsizio

Carlo Stelluti

La presenza di Carlo Stelluti all’Assemblea Provinciale del PD varesino, lunedì 31 gennaio, non può che scaldare i motori in vista delle prossime amministrative. Il candidato di Busto Arsizio raccoglie il consenso di tutto il centrosinistra, ma anche  attestati di stima e voglia di confronto da parte delle forze di centro non allineate con il probabile asse Lega-PdL. Nato a Busto e residente da sempre nella sua città, ha svolto la propria attività lavorativa e politica prevalentemente fuori dai confini della stessa. Se alcuni problemi dell’ordinaria amministrazione gli sono meno noti, lo sguardo però è ampio, più aperto a dinamiche di rete e rapporti sovracomunali che la città più grande per numero di abitanti della provincia può e deve ricostruire. Chi è Carlo Stelluti? Già segretario provinciale della Cisl di Milano, poi  deputato dell’Ulivo nella XIII° legislatura – dove fa parte della Commissione Lavoro pubblico e privato ed è segretario della Commissione Bicamerale di Controllo degli Enti Gestori dei Fondi di Previdenza. Nel 2001 è componente della Presidenza provinciale delle Acli di Milano con l’incarico di coordinatore dell’ufficio studi. Nel 2005 ricopre la carica di Sindaco nel comune di Bollate, eletto al primo turno col 55% dei voti nella coalizione di centro sinistra. Nel 2010 non viene rieletto, per una manciata di voti, dopo essersi opposto ai tentativi di infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione. Comportamento che gli è valso il plauso del magistrato Ilda BOCCASSINI, titolare delle indagini. Diventa ufficialmente il candidato sindaco a Busto lo scorso dicembre, unendo tutti intorno al suo nome. Dopo quasi vent’anni stop alle rincorse dell’ultimo momento. Alle aggregazioni forzate. Ai cittadini il PD aveva promesso che stavolta avremmo scelto per tempo, e le promesse si mantengono. Entro la prima settimana di febbraio il programma, dopo un confronto sereno fra le forze politiche, si chiuderà, e Stelluti farà il punto della situazione. Il valore dell’alternanza è declinato avendo come riferimento il perno del progetto, la visione di una città altra nel modo di rapportarsi ai problemi. Busto dovrà riprendersi il ruolo di territorio a vocazione industriale, guidata da parole chiave come  innovazione e tecnologia, da rendere concrete. Per raggiungere l’obiettivo, si dovrà smontare un sistema familistico clientelare che mortifica le professionalità e l’idealità, in particolare delle giovani generazioni e delle donne. Poi abbattere i campanilismi, che impoveriscono le comunità locali, sostituendo la competizione deteriore alla solidarietà e alla valorizzazione delle diversità. Ancora, coniugare  l’azione amministrativa con i principi di legalità,  trasparenza,  partecipazione dei cittadini e delle associazioni alle decisioni sulle scelte fondamentali. Praticare la questione morale. Un progetto ambizioso? Certo, ma qual è la forza di Carlo Stelluti, uomo e politico? Quella di chi sa da dove viene, e dove vuole andare. Con la calma, la lucidità e la fermezza di una persona che ha già costruito molto. Per tutti i cittadini, una battaglia degna di vincere. Per noi, un candidato che ci rende ambiziosi.

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