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PD:su Malpensa primo passo verso una nuova fase

Si è svolto nei giorni scorsi a Milano l’incontro tra Gianni Confalonieri, responsabile dei Rapporti Istituzionali del Comune di Milano, il segretario del PD provinciale Fabrizio Taricco, Luca Rasetti in rappresentanza della segreteria, e una delegazione del Malpensa Forum composta da Giacomo Buonanno, Walter Girardi e dai segretari di Samarate Ilaria Ceriani e di Ferno, Alessandro Zoccarato.

Fabrizio Taricco ha illustrato la posizione del PD della Provincia di Varese che, nel giugno scorso, ha approvato un documento nel quale vengono espresse forti perplessità nei confronti del master plan di Malpensa.

L’incontro è stato l’occasione per sintetizzare più di un anno di lavoro: analisi economica, studi sulla viabilità e sul sistema infrastrutturale del nord Italia, considerazioni ambientali, fino alle ultime indagini sull’inquinamento atmosferico e i dati epidemiologici resi noti dall’ASL della provincia di Varese la scorsa primavera.

I rappresentanti del Forum hanno spiegato a Confalonieri che la questione occupazionale è usata nel nostro territorio, dai sostenitori dell’ampliamento, per far leva sull’opinione pubblica, con dati che non trovano riscontro nella realtà e che sembrano decisamente sovrastimati.

Confalonieri, forte della sua lunga esperienza politica, si è dimostrato un interlocutore attento alla voce del territorio; il Comune di Milano è a conoscenza della questione Malpensa, e oggi più che mai è interessato a voler conciliare l’interesse del Comune, maggior azionista di Sea, con le problematiche dei Comuni varesini, con la precisa volontà di fare scelte condivise.

L’Amministrazione milanese si è posta l’obiettivo di trovare una soluzione organica ai numerosi problemi ricevuti in eredità, una visione che guarda con attenzione al traguardo di EXPO 2015 (che finalmente ha imboccato il binario giusto per arrivare a destinazione in tempo), ma con una progettualità di lunga veduta e soprattutto di ampio raggio che porti a fare le scelte opportune affinchè Malpensa sia realmente una risorsa strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio e non solo un problema.

Ruolo dell’Amministrazione di Milano sarà anche quello di agire da facilitatore e catalizzatore tra gli attori coinvolti in modo che si possa raggiungere una maggior sinergia tra SEA che in precedenza aveva come unico mandato quello di “fare cassa” e gli Enti locali: i Comuni, la Regione, le Provincie e tutte le associazioni che in questi ultimi anni si sono attivate in difesa del territorio.

Questo incontro conferma un cambiamento radicale di approccio a un’apertura al confronto e alla discussione. Rappresenta anche il primo passo verso una nuova fase di collaborazione costruttiva che possa permettere, attraverso il confronto costante, di gestire correttamente lo sviluppo di Malpensa.

Il Partito Democratico della Provincia di Varese, anche attraverso il Forum permanente su Malpensa sarà sempre un interlocutore attivo in questo processo. 

Segreteria Provinciale

Partito Democratico Varese

 Malpensa Forum

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Manovra: il Governo è responsabile dell’aumento della benzina

“Il Governo e’ il diretto responsabile del nuovo record del prezzo della benzina”.

Lo afferma in una nota Antonio Lirosi, responsabile consumatori e commercio del Pd, aggiungendo che “l’aumento dell’Iva dal 20% al 21% ha avuto come previsto un effetto immediato sui prezzi dei carburanti”.

“E sempre a carico del Governo – prosegue l’esponente del Pd – devono essere conteggiati anche gli inevitabili effetti inflazionistici che seguiranno questa misura totalmente sbagliata che danneggera’ in modo significativo le imprese e i consumi delle famiglie”.

“E’ vero che questo Governo lavora a tempo perso – conclude Lirosi , tuttavia nelle poche ore in cui lavora per il Paese sarebbe utile che concentrasse i suoi sforzi sugli strumenti da adottare per arginare la speculazione causata dalle sue politiche inconsulte”.

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Sciopero dei sindaci

«Cari concittadini, scioperiamo per voi». I sindaci d´Italia oggi si fermano. Una «protesta simbolica senza interruzione dei servizi», spiega l´Anci, l´associazione dei Comuni che l´ha indetta, contro una manovra giudicata insostenibile. Uffici aperti e funzionanti, dunque, con brevi chiusure (anche pochi minuti) solo per le anagrafi, simbolo dello sciopero.

E poi manifestazioni ovunque, sindaci in piazza a volantinare le ragioni del malcontento davanti a quelle stesse anagrafi (Fassino a Torino, Alemanno a Roma, Merola a Bologna, Delrio a Reggio Emilia), Consigli comunali tematici come a Roma e Milano, in molti casi aperti ai cittadini, cortei di sindaci con i gonfaloni pronti a privarsi della fascia tricolore, maratone web, addirittura una sorta di speaker´s corner nel centro di piazza San Marco a Venezia, con il sindaco Orsoni sul palchetto come ad Hyde Park di Londra a spiegare il perché di una iniziativa clamorosa, accompagnato dai 44 “colleghi” della provincia.

I sindaci in sciopero restituiranno, simbolicamente, le deleghe dell´anagrafe ai prefetti (ma quelli toscani pensano di farlo sul serio e ostacolare il censimento in corso). Anche i presidenti delle Regioni oggi pomeriggio metteranno sul tavolo dell´incontro con il ministro Fitto i contratti con Trenitalia (il taglio ai trasporti locali è di 1,5 miliardi nel 2012).
Lo sciopero dei Comuni, e la contestuale protesta di Regioni e Province, è tutto contro la manovra, da ieri legge, bocciata senza appello perché mette a rischio i servizi (9,2 miliardi di tagli entro il 2013, ridotti di 3,6 miliardi grazie alla Robin tax).

Come evidenziano le prime stime Ifel, l´Istituto per la finanza e l´economia locale, il rispetto del Patto di Stabilità e le manovre estive costeranno ad ogni cittadino, nel solo 2012, in media 136 euro a testa e ben 6,2 miliardi agli oltre 8 mila Comuni italiani. Ogni romano pagherà 172 euro in più, il milanese 227 euro, il napoletano 236 euro, il torinese 220 euro e il veneziano 327 euro.

Tra i piccoli Comuni, la stangata è per Livigno (483 euro a testa), Cortina d´Ampezzo (423 euro), Sanremo (400 euro), Forte dei Marmi (397 euro).
L´impatto dei sacrifici si abbatterà con forza sui servizi. Secondo gli scenari tracciati dai ricercatori Ifel, nei tre anni di manovra le spese dei Comuni dovranno dimagrire di ben 7 miliardi: 2,3 miliardi dagli investimenti (-14,5%), un miliardo dall´amministrazione corrente, quindi anche licenziamenti (-9,7%), un miliardo da territorio e ambiente (-18,5%), un altro miliardo dal sociale (-17,6%), 634 milioni dai trasporti (-18,6%), 500 milioni dalla scuola (-15%), 178 milioni dalla cultura (-14,8%). Carne viva.
Ecco i perché dello sciopero trasversale. Aderiscono sindaci di Pd, Pdl, liste civiche. Non quelli della Lega Nord che si sfilano per “ragion di partito”, pur condividendo le motivazioni. E´ il caso del sindaco di Varese, Attilio Fontana. Tra i promotori dello sciopero, da mesi in testa alla protesta dei sindaci, si dimette anche da presidente di Anci-Lombardia: «Sono innanzitutto un militante della Lega, però queste dimissioni mi pesano, perché continuo a condividere le battaglie dell´Anci», dice Fontana, definendo le proteste «giuste» e scusandosi di «aver deluso tanti colleghi».

fonte: Valentina Conte – La Repubblica – 15 settembre 2011

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Terza pista di Malpensa. Il PD prende posizione: “Un salto nel buio”

 Il Partito democratico della Provincia di Varese esprime forti perplessità sull’impostazione e sul contenuto del Piano di Sviluppo dell’Aeroporto di Malpensa (Master Plan), e auspica che la  procedura di VIA avviata in queste settimane costituisca una reale occasione di confronto con il territorio e le sue rappresentanze istituzionali economiche e sociali e non un rituale passaggio burocratico per giustificare scelte già compiute; esprime altresì una dura critica al Governo di Regione Lombardia per il mancato supporto della richiesta di valutazione strategica (VAS) e per il grave immobilismo dell’istituzione regionale che scarica sul territorio le contraddizioni derivanti dai non risolti problemi ambientali e di trasporto dello scalo.

Noi consideriamo Malpensa una risorsa della provincia, quale infrastruttura necessaria allo sviluppo delle nostre aziende e alla crescita dell’occupazione, sia diretta che indotta. Riteniamo indispensabile che lo scalo funzioni al meglio delle proprie possibilità, all’interno di un più efficiente e meglio coordinato sistema aeroportuale lombardo e del Nord.

Tuttavia, le sue potenzialità di espansione devono essere commisurate alla realtà oggi esistente.

La capacità di sopportazione del territori è pressoché al limite. Dati gli attuali livelli di traffico, e l’aumento dei trasporti su gomma da e verso l’aeroporto, permangono irrisolti il problema dell’inquinamento acustico e l’oggettivo peggioramento della qualità dell’aria, che mettono a rischio la salute dei cittadini; emblematici, a questo riguardo, i dati raccolti dal Comune di Casorate Sempione e dal Parco del Ticino.

Nel contempo, la qualità dell’occupazione è compromessa da forme di precarietà divenute ormai strutturali.

È in questo quadro che si inserisce il Piano di SEA ed il conseguente Contratto di Programma Enac-SEA, secondo cui si prevede, tra l’altro, di passare dagli attuali 19 milioni circa di passeggeri annui a 32 milioni nel 2020 mentre, secondo lo studio del gruppo Clas inserito nel contratto di programma, si può arrivare addirittura a 48.359.235 di passeggeri nel 2030.  Per quanto riguarda le merci, si considera un movimento dalle attuali 407.000 tonnellate alle 662.000 nel 2020.

Le proposte di ampliamento della struttura contenute nel Piano – in particolare, le realizzazioni della terza pista e del deposito merci -, che comporterebbero l’allargamento del sedime aeroportuale esistente con un inevitabile consumo di centinaia di ettari di brughiera, appaiono allo stato un salto nel buio.

Poste anche le più ottimistiche previsioni di traffico, tali interventi non sembrano necessari nel breve periodo. Considerati altri scali internazionali, infatti, è dimostrabile che un traffico aereo ben maggiore di quello attuale e di quello ipotizzato per Malpensa si supporta anche con due sole piste.

Inoltre, le due nuove opere sarebbero in parte finanziate con l’aumento delle tariffe, e i costi quindi scaricati sull’utenza privata e sulle imprese.

Allo stato attuale non vi sono pertanto gli elementi per ritenere sostenibile per il territorio e realmente utile il previsto piano di ampliamento, che sino ad oggi è stato subito passivamente dalla Regione.

Attraverso la Valutazione Ambientale Strategica d’Area (VAS) la Regione avrebbe dovuto tracciare le linee guida, gli strumenti di controllo e compensazione ed i limiti entro cui sarebbe stato possibile delineare un piano di sviluppo aeroportuale sostenibile.

Ad oggi, nulla di concreto è stato fatto, ed è molto grave che la Regione abbia abdicato al proprio ruolo di programmazione, di fatto accontentandosi della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente, procedura che comporta un ambito di valutazione insufficiente.

Considerato quanto detto sopra, il PD della provincia di Varese dichiara di essere contrario alla prospettata espansione del sedime aeroportuale poiché al momento non ne sussistono le condizioni.

Ribadisce inoltre la necessità di una VAS prima di realizzare tutte quelle opere utili al piano di sviluppo aeroportuale localizzate all’interno dell’attuale sedime, per valutare quali ripercussioni avranno sul territorio circostante (sia in termini ambientali che infrastrutturali) e sul sistema infrastrutturale lombardo e del Nord-Italia.

Si augura che le mutate condizioni politiche permettano di riaprire un dialogo su questa importante analisi (VAS) che fino a ieri pareva definitivamente accantonata dimostrando in questo modo una ritrovata attenzione al territorio.

Il PD di Varese eserciterà nel frattempo, a partire dai propri rappresentanti istituzionali, un ruolo attivo nel processo di commento critico alla VIA, pur consapevole dei limiti dello strumento adottato.

Istituisce altresì un Forum Provinciale Permanente su tutti gli aspetti che interessano Malpensa.

6 giugno 2011

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Frontalieri, PD:”Il governo deve impegnarsi per i nostri lavoratori”

In provincia di Varese il fenomeno dei frontalieri è molto diffuso. Vi segnaliamo questa cronaca di una serata organizzata dal Pd nel comune di Malnate. Fonte: www3.varesenews.it 

Non può non esserci una certa preoccupazione fra i frontalieri italiani: prima la campagna Bala i ratt, ora la recente vittoria elettorale della Lega Ticinese. Forse anche questo ha spinto nei giorni scorsi molte persone, fra cui tanti frontalieri malnatesi, a partecipare all’incontro organizzato dal Partito democratico. «Parlare di frontalieri – ha esordito il candidato sindaco Pd del centrosinistra Samuele Astuti - significa parlare di persone e di lavoro. Il lavoro ha un valore economico e sociale, e la mancanza di lavoro è un problema enorme perchè ruba il futuro, in primo luogo ai giovani. Qui ci sono mille frontalieri su seimila famiglie: faremo di Malnate una roccaforte a difesa dei frontalieri. Se i leghisti svizzeri dovessero erigere dei muri, noi saremo pronti ad iniziare a scavare dei tunnel». Il Pd varesino aveva lanciato già qualche mese fa – dopo la campagna ticinese “Bala i ratt” – una campagna per dimostrare invece il ruolo fondamentale dei lavoratori italiani in Svizzera.
«E’ un problema che deve essere risolto dalla politica - ha spiegatol’onorevole Franco Narducci - Chiediamo quindi al governo italiano di impegnarsi a tutela degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori italiani e di avviare un tavolo negoziale a loro tutela. Chiediamo inoltre a gran voce di riaprire immediatamente i canali diplomatici di confronto e dialogo tra Svizzera e Italia: il ministro Tremonti si rifiuta ormai da troppo tempo di incontrare l’ambasciatore svizzero».
Si è svolta poi una tavola rotonda presieduta dal segretario del PD cittadino Marco Viscardi con i contributi degli altri ospiti Cattaneo, Gilardoni, Pedroncelli, Pozzetti e il dibattito con interventi e testimonianze di alcuni frontalieri presenti nel pubblico. La conclusioni sono toccate a Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale ed esponente del Pd di Como.
16/04/2011

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Aumenti dei carburanti: ci guadagna solo lo Stato!

Con il livello record che ha raggiunto, il prezzo della benzina dovrebbe  essere subito calmierato per dare un po’ di sollievo all’economia e alle famiglie, attuando il meccanismo della cosiddetta “accisa mobile”. Si possono, anzi si devono, restituire ai consumatori i milioni di euro che stanno versando all’erario in termini di Iva a causa dello straordinario aumento del prezzo della benzina alla pompa. Basterebbe soltanto la volontà del governo Berlusconi ed in particolare quella del ministro dell’Economia e delle Finanze per adottare il provvedimento attuativo del dispositivo dell’accisa mobile trimestrale, previsto dalla legge finanziaria 2008 (legge 244/2007 commi 290/294), voluto dal governo Prodi. Hanno perciò ragione le associazioni dei consumatori a chiedere l’applicazione immediata di tale legge, pensata per tutelare il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori in congiunture così difficili. È inaccettabile che chi detiene la responsabilità dei conti pubblici continui ad  essere cointeressato al rialzo del prezzo del petrolio perché così all’erario arriva un surplus non previsto di gettito Iva. Tale surplus va invece messo a copertura di una rapida e temporanea diminuzione delle accise che gravano sul prezzo dei carburanti.

Stefano Fassina – Responsabile nazionale PD Economia e Lavoro

Antonio Lirosi – Responsabile nazionale PD Consumatori

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Pedemontana faccia a faccia

La realizzazione della Pedemontana sarà rinviata? Sono stati sbloccati i fondi necessari alla realizzazione o è ancora tutto appeso ad una firma che manca? Si imporranno i pedaggi sulle tangenziali di Varese e Como dopo che il progetto iniziale non li aveva previsti ? Ho richiesto un’audizione del viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli e dell’assessore regionale Raffaele Cattaneo. Entrambi saranno presto invitati a presenziare in commissione Territorio del Consiglio regionale della Lombardia. La richiesta di audizione è stata infatti fatta propria dalla commissione e recepita dal suo presidente Giorgio Pozzi. La commissione deve vederci chiaro, per questo abbiamo chiesto l’audizione. La Pedemontana non è ulteriormente rinviabile e occorre capire quali sono gli aspetti critici su cui il Governo sta tergiverdando. Attendiamo con impazienza il faccia a faccia con Castelli e con Cattaneo. Un’opera tanto attesa non ammette ulteriori colpevoli lungaggini. Se ci sono problemi li risolvano senza perdere altro tempo e soprattutto senza mettere a rischio la realizzazione dell’infrastruttura. In questi giorni si è parlato del pedaggio: non pensino di cavarsela con un aumento delle tariffe che si aggiungerebbe ai vari balzelli introdotti da Regione e Governo, dagli aumenti del trasporto pubblico alla tassa sui biglietti del cinema. La pazienza dei cittadini ha un limite.

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Treni: 25 su 31 le linee ferroviarie sotto la soglia di affidabilità

La pessima performance dei treni nel mese di dicembre è oggi certificata dai dati pubblicati sul sito della Regione: ben 25 linee su 31 sono state sotto i livelli di servizio dichiarati accettabili e dunque la stragrande maggioranza degli abbonati lombardi avrà diritto al bonus.

Nel dicembre 2009, le linee critiche erano 11 e, nello stesso mese del 2008, 15 (dati relativi alle 29 linee Trenitalia, escluse Le Nord).

Ecco le linee incriminate, che hanno indice di affidabilità superiore a 5,10 (funziona al contrario, più alto è il valore meno affidabile è la linea):

NOVARA – MILANO PASSANTE – TREVIGLIO 5,60

MILANO – DOMODOSSOLA 7,78

MILANO – GALLARATE – VARESE 9,37

MILANO – GALLARATE – LUINO 6,46

MILANO – SEREGNO – CHIASSO 7,26

MILANO – LECCO – SONDRIO – TIRANO 6,28

COLICO – CHIAVENNA 8,93

COMO – MOLTENO – LECCO 7,02

LECCO – BERGAMO – BRESCIA 7,82

MILANO – CARNATE – BERGAMO 6,87

CREMONA – TREVIGLIO 6,84

MILANO – TREVIGLIO – BRESCIA – VERONA 6,21

BRESCIA – PARMA 6,23

BRESCIA – CREMONA 5,45

MILANO – CODOGNO – CREMONA – MANTOVA 5,41

MILANO – CODOGNO – PIACENZA 5,24

MILANO – PAVIA – STRADELLA 5,18

PAVIA – CODOGNO 7,75

MILANO – MORTARA – ALESSANDRIA 6,14

ALESSANDRIA – MORTARA – NOVARA – LUINO 23,11

ALESSANDRIA – PAVIA 7,11

VERCELLI – MORTARA – PAVIA 7,22

VOGHERA – BRONI – PIACENZA 5,96

MILANO – ASSO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

MILANO – SEVESO – MARIANO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

Molto critico il consigliere regionale del PD Stefano Tosi: “I dati
di dicembre certificano una situazione disastrosa, la peggiore da tre
anni a questa parte. È questo il servizio che i pendolari hanno in
cambio di tariffe sempre più care, perché i miglioramenti
annunciati sono finora solo nelle promesse di Cattaneo e Formigoni”.

Il PD ha anche verificato un’evidente mancanza del sistema di
bigliettazione via internet, e, cioè, che non riconosce il bonus, lo
sconto del 20%, a quei pendolari che, essendo su linee dichiarate
critiche dalla Regione, ne hanno diritto.

“Oggi – spiega Tosi – la bigliettazione via internet dovrebbe
essere il metodo più comodo e affidabile, perché riduce le code e i
costi, ma, così, non è. Abbiamo ricevuto segnalazioni che chi ha
diritto al bonus lo ottiene solo se si reca in biglietteria, non se
acquista il mensile sul sito di Trenitalia. Faremo nelle prossime ore
un’interrogazione per chiedere a Cattaneo quando si intende porre
rimedio”.

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Pedemontana ferma

Cantiere Pedemontana

Incredibile ma vero! L’infrastruttura lombarda più attesa rischia di subire uno stop per gli inghippi e le lentezze della burocrazia capitolina, proprio nel mese della vittoria del sedicente federalismo. Incredibile, oppure fin troppo credibile, con un Governo ormai prigioniero delle vicende del Premier e dimentico dei problemi del Paese.

Ecco come la vicenda Pedemontana è raccontata dallo stesso Giornale di famiglia (B).

Roma mette, ancora una volta, i bastoni tra le ruote di Milano. E questa volta sono quelle dei 350mila veicoli che ogni giorno dovranno (o a questo punto dovrebbero) percorrere la Pedemontana, gli 87 chilometri da di nuova autostrada da Dalmine a Malpensa. Una mega opera che ha aperto i cantieri giusto un anno fa, ma che ora rischia di subire uno stop per gli inghippi e le lentezze della burocrazia capitolina.

Se il governo bloccherà la Pedemontana i cittadini lo prenderanno a calci, e noi del Pd saremo con loro. E’ questo è il commento del nostro Consigliere regionale Stefano Tosi alla conferma del mancato sblocco dei finanziamenti per la Pedemontana da parte del Governo. Tutto rimane in stand-by almeno fino al 25 febbraio, data dell’ennesima riunione in cui a Roma si discuterà del futuro dell’ opera. Nello specifico, il problema è nato sul “debito residuo” (per chi vuole entrare nello specifico, si tratta di un passivo da saldare pari a 1,2 miliardi di euro sui 5 miliardi di investimento totale, che ricadrà sulle tasche di chi si aggiudicherà la gara per la nuova concessione).

La Pedemontana è un’opera tanto attesa che non ammette ulteriori colpevoli lungaggini, tanto più se un ulteriore rinvio rischia di far slittare la realizzazione oltre il 2015, quando ci sarà l’Expo. Se ci sono problemi li risolvano senza perdere altro tempo e soprattutto senza mettere a rischio la realizzazione dell’infrastruttura. Ma non pensino di cavarsela con un aumento delle tariffe che si aggiungerebbe ai vari balzelli introdotti da Regione e Governo, dagli aumenti del trasporto pubblico alla tassa sui biglietti del cinema. La pazienza dei cittadini ha un limite.

 

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Da Varese a Milano centrale col treno: si può fare

E’ trascorso un mese dalla partenza dei primi treni tra Milano Centrale e Malpensa. Un avvio in grande stile (con 51 corse giornaliere) che finalmente -con un ritardo di vent’anni circa- collega il principale aeroporto del Nord con la principale stazione ferroviaria del Nord.
L’avvio di questo nuovo servizio evidenzia anche un aspetto positivo e non secondario nell’annoso problema dei collegamenti tra la Provincia di Varese e Milano Centrale: la capacità della più grande stazione milanese di ricevere e fare partire nuovi treni. Addirittura 51 in più, da un giorno all’altro.
Non era affatto scontato che ciò potesse accadere, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo alla stampa locale il 27 settembre scorso quando, in risposta alla nostra proposta di collegamenti diretti tra Varese e Milano Centrale, disse che “al P.D. sono a dir poco originali: molto democratici, ma poco ferrovieri”, perché “quello dell’ingresso dei treni in Centrale non è un problema di costi, ma di limitata disponibilità di slot” (dove per “slot” bisogna intendere le “tracce” con cui ogni treno occupa i binari e le stazioni di R.F.I.).
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: ma perché Regione Lombardia, R.F.I. e T.L.N. non sono ancora riusciti a trovare poche tracce ( 6? 8?) per altrettanti treni da Milano Centrale a Varese e viceversa -come da tempo chiede il Partito Democratico- quando se ne sono rese disponibili da un giorno all’altro ben 51 per il collegamento con Malpensa?
La domanda è rivolta proprio a Regione Lombardia. Sì, perché T.L.N. (come, prima ancora, Trenitalia e Le Nord separatamente) ha dimostrato di essere in grado di adeguarsi anche in tempi brevissimi alle nuove domande di mobilità che il territorio pone ma che solo Regione Lombardia può “pretendere” : ne è un esempio la bella notizia di nuove fermate a Busto Arsizio e Saronno di alcuni treni della tratta Cadorna-Malpensa che fino al 12 gennaio scorso non fermavano in quelle due stazioni.
Regione Lombardia deve quindi spiegare qual è il motivo vero per cui Varese debba continuare ad essere l’unico capoluogo di provincia della Lombardia a non avere collegamenti diretti con Milano Centrale e perché solo la “città giardino” debba patire la presunta saturazione della più grande stazione ferroviaria milanese.
Tutti devono sapere che con zero euro circa di spesa (e da subito) si potrebbe prolungare di 7 o 8 minuti la corsa fino a Milano Centrale di qualcuno di quei treni che oggi, partendo ogni ora da Varese, si attestano a Milano Porta Garibaldi.
Formigoni e Cattaneo non possono rassegnarsi all’impossibilità (che non esiste) di un collegamento diretto con Milano Centrale, perché Varese non ha minori esigenze di mobilità di Lecco o di Sondrio o di qualsiasi altro capoluogo di provincia in Lombardia.
Una cosa è certa: noi non ci rassegniamo all’immobilismo della Regione, e su questo tema continueremo a dare battaglia.

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