Archivi del mese: aprile 2012

I conti del PD sono in equilibrio, senza tesoretti né debiti

Devo qualche parola di rassicurazione a tutti, compresi coloro che scrivono sui giornali populisti Il Fatto, Libero e Il Giornale. Il Pd non è in bancarotta. I 43 milioni di disavanzo del Pd (conto economico 2010) che tanto scandalizzano Padellaro, Bechis e compagnia, derivano esclusivamente dal criterio seguito nella contabilizzazione dei rimborsi elettorali (la competenza economica).

In termini di cassa, i conti del Pd sono in equilibrio, senza tesoretti nè debiti. Colpa mia, per carità: evidentemente le 7 telefonate con la giornalista de Il Fatto e la mail di chiarimento inviatale non erano sufficienti. Vero è invece che il Pd utilizza tutte le proprie entrate per fare politica e che i rimborsi elettorali – che vogliamo riformare – ne sono una componente essenziale. A differenza di altri, non compriamo oro o diamanti, non pasteggiamo con caviale e champagne, non investiamo in Tanzania.

Semplicemente, siamo il Partito Democratico. Un difetto insopportabile, a quanto pare, per i demagoghi di destra e di sinistra.

Pubblicato in Blog Dem, Economia e lavoro, Idee e politica, Territorio | Taggato , , , , | Lascia un commento

Riforma del mercato del lavoro. Intervista a Stefano Fassina

Fassina, il governo sta studiando correttivi alla riforma dell`articolo 18 che affidano ai giudici il compito di smascherare le discriminazioni. Il Pd cosa ne pensa?

 «Le anticipazioni sono piuttosto fumose. Ma il punto è sempre lo stesso, cioè la possibilità di reintegro nel caso di licenziamento illegittimo. Se inoltre si pensa di applicare la revisione dell`articolo 18 solo ai neo assunti, è inaccettabile. Sarebbe profondamente contraddittorio proprio da parte di chi come Fornero e Monti, hanno indicato nella discriminazione dei giovani il problema fondamentale da risolvere. Gli interventi sul mercato devono essere ispirati a principi universalistici».

Dov`è il punto di mediazione, quindi? I Democratici a cosa mirano?

«Alla previsione, ripeto, del reintegro in caso di licenziamento illegittimo per motivi economici. E’ davvero contraddittorio da parte del governo sostenere da un lato che l`intervento sull`articolo 18 eviterà abusi, e proporre una misura che è di fatto una sollecitazione per l`impresa ad abusare di licenziamenti per motivi economici. Depotenziando la sanzione, si sta dicendo all`impresa che può liberarsi di forza lavoro. Non lo avrei condiviso, ma sarebbe stata molto più coerente la soluzione scelta dal conservatore Rajoy in Spagna, e cioè ampliare le fattispecie in base alle quali l`impresa può ricorrere al licenziamento individuale per morivi economici. Almeno la sanzione rimane la stessa, il reintegro».

 Sul “no al reintegro” farete le barricate?

«È una strada non percorribile, perché si apre al licenziamento arbitrario, lo legittima. La via da prendere è quella che va verso Berlino e non verso Madrid».

Il clima tra il Pd e il governo si sta svelenendo?

«Bersani è stato chiaro quando ha indicato la necessità di abbassare i toni. Siamo rimasti sorpresi dalle parole del presidente Monti dal Giappone. Continuiamo a non capire questa insistenza sulle virtù miracolistiche dell`eliminazione del reintegro. Il professor Monti farebbe un servizio utile al paese se fornisse una bibliografia dove trovare dati o correlazioni robuste tra l`eliminazione del reintegro nel posto di lavoro e l`afflusso di investimenti. Sembra piuttosto fantasioso che gli imprenditori cinesi o giapponesi siano in attesa di capire se c`è o no la possibilità di reintegro per riversare fiumi di investimenti in Italia».

Questo è uno degli argomenti.

«E diventato un mantra, infondato. Gli investimenti non si fanno in Italia per i problemi della pubblica amministrazione, per il peso del fisco, per l`assenza di infrastrutture, per il malfunzionamento della giustizia, per la presenza della criminalità. Dobbiamo decidere se le sfide dell`innovazione si affrontano attraverso un patto tra impresa e lavoro oppure ci si illude di poter continuare a svalutare il lavoro come via per la crescita».

Fornero si dice amareggiata.

«Anche noi lo siamo molto. C`era la disponibilità da parte di tutti i sindacati, anche della Cgil, attorno al modello tedesco, ma il governo non ha voluto coglierla».

Tratto da  G. Casadio, La Repubblica, 30 marzo 2012

Pubblicato in Blog Dem, Economia e lavoro, Idee e politica | Taggato , , , , , , | Lascia un commento