Archivi del mese: febbraio 2011

Nella scuola pubblica c’è la libertà

“Ora una cosa è certa: la SCUOLA statale nel 1962 in Italia non tende a formare giovani con una determinata impronta di partito, con un certo credo filosofico: né ha lati ed aspetti che le diano un’impronta suscettibile di dispiacere a chi ha certe concezioni, a quei genitori molto curanti dei figli che confidano di trasmettere loro idee, predilezioni, ripugnanze. [...] Quando si sente che lo Stato deve sovvenzionare la SCUOLA privata, perché anche il povero come il ricco possa disertare la SCUOLA pubblica, occorre scendere a fondo dell’argomento. La SCUOLA pubblica strappa i figli ai genitori? Certamente no. Merita questa sfiducia, perché ha una netta inferiorità sulla SCUOLA privata? Nessuno osa sostenerlo. Ed allora può ben rispondersi che lo Stato non ha l’obbligo di provvedere a chi abbia una antipatia irragionevole per certi suoi servizi, non voglia salire, ad esempio, sui treni. In realtà il pensiero recondito è un altro: «Io non ho la capacità e la volontà od il tempo di cercar di plasmare mio figlio; ma voglio che sia plasmato; non voglio appunto che sia in quella SCUOLA dove troverà insegnanti diversi che gli apriranno prospettive diverse tra cui potrà scegliere: voglio abbia una SCUOLA in cui gli si presenti un’unica via, gli si dica chiaramente: questa è la verità, questo l’errore». Credo che alla base di tale atteggiamento, più diffuso che non sembri, ci sia una grande illusione; penso alle generazioni di rivoluzionari usciti da scuole di gesuiti o di scolopi o di barnabiti, alle riscosse cattoliche compiute da uomini che avevano avuto maestri anticlericali, ai fascisti romagnoli allievi di maestri mazziniani.” Invitiamo i sedicenti ‘riformisti cattolici’ che applaudivano le offensive parole di Berlusconi a ripassare i principi del liberalismo. come diceva una famosa trasmissione TV degli anni ’60: “non è mai troppo tardi”

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150° anniversario dell’unità: mozione PD in provincia

 Il Consiglio provinciale

Considerata l’imminenza della storica data del 17 marzo, 150° anniversario della prima riunione del Parlamento Italiano al Teatro Carignano di Torino

Richiamate come di seguito le parole del Presidente della Repubblica,  Capo dello Stato e  rappresentante l’unità nazionale,  

che ci ammonisce come celebrare un avvenimento storico può comportare il rischio dell’enfasi retorica senza sobrietà e serietà di contenuti, del  rituale richiamo al passato senza partecipazione umana e popolare, un  rischio che si può evitare e si sta evitando attraverso celebrazioni che rappresentano un modo di ritrovarci in quanto italiani nello spirito che ci condusse 150 anni fa a unirci come Nazione e come Stato, e nella riflessione comune sulle prove che abbiamo vissuto insieme, sui problemi che insieme abbiamo davanti.

e ci ricorda  che dal Nord al Sud il Risorgimento in tutte le sue fasi, fino al compimento del moto unitario, fu guidato dall’ideale della libertà e dal principio di nazionalità strettamente uniti, nel XIX secolo, in tutta Europa. Affrancamento dallo straniero, conquista di diritti costituzionali furono obbiettivi tra loro inscindibili : e da noi in Piemonte come in Sicilia, in Lombardia come a Napoli, la Nazione da unire e liberare si chiamava Italia, e aveva radici antiche.  Per quanto tra le diverse componenti del movimento nazionale potessero esserci e permanere a lungo diverse valutazioni sulla possibilità di perseguire l’unificazione di tutta l’Italia, nessuno metteva in dubbio che quello fosse lo sbocco storico naturale e in ultima istanza irrinunciabile a cui tendere.

e considera giusto che in occasione del centocinquantenario si rievochino i termini di una complessa dialettica tra moderati e democratici, sostenitori della Monarchia e ardenti repubblicani, difensori di una visione centralistica e teorici del federalismo : una dialettica che fu arduo comporre in quello sforzo convergente per l’Unità che rappresentò il miracolo della guida di Cavour e permise la vittoria finale.

E, infine, raccomanda di evitare l’esaltazione retorica di quello che fu 150 anni fa il punto d’arrivo – storicamente obbligato – del moto unitario,  e ci spinge a valorizzare, come è giusto, i decisivi balzi in avanti compiuti dalla società italiana grazie all’Unità, ma anche a riflettere su vizi di origine del nostro Stato nazionale, perpetuatisi e aggravatisi in determinate fasi dei successivi 150 anni ; e –soprattutto- a lavorare per riformare e rinnovare quel che è necessario, nel solco dei grandi princìpi e indirizzi della Costituzione repubblicana.

Con la considerazione conclusiva e  fondamentale che per portare avanti riforme che sono all’ordine del giorno resta oggi decisivo un clima di corretto e costruttivo confronto in sede istituzionale.     (Dal discorso di Giorgio Napolitano a Bergamo il 2 febbraio 2011)

Richiamata la Costituzione che, all’art. 5, definisce sin dal 1948 il fondamento della nostra nazione in una ricca articolazione territoriale e di istituzioni autonome che sono parte integrante della Repubblica;

considerato che, anche per questo, oltre che per il ricordo di gloriose pagine di storia scritte in questo territorio e dalle sue Genti, la nostra Provincia si ritrova con piena ragione nel solco della storia ultrasecolare che  viene ricordata in queste settimane con iniziative culturali e politiche, con approfondimenti affidati al mondo della scuola e dell’università, del cinema, del teatro, del giornalismo,

tutto ciò richiamato e considerato

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

PARTECIPA ALLE CELEBRAZIONI DEL 150 ANNIVERSARIO DELL’UNITA’,

ADERISCE ALLE INIZIATIVE DEL COMITATO STORICO PROVINCIALE PER IL 150°,

INVITA  IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, LA GIUNTA E IL PRESIDENTE A METTERE IN ATTO LE AZIONI CONSEGUENTI PER L’ ATTUAZIONE DI QUESTA VOLONTA’

INVITA I CITTADINI A FARE  DELLA GIORNATA DEL 17 MARZO UN MOMENTO DI PROFICUO RICORDO DELLA NOSTRA STORIA E DI FECONDO IMPEGNO PER IL PRESENTE DELLA NOSTRA NAZIONE

Varese 22 .02. 11

Firmato da Mario Aspesi, Roberto Caielli, Greta Achini, Luisa Oprandi, Rita Romano, Michele Di Toro, Marco Giudici, Andrea Larghi, Mario Santo

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Pedemontana faccia a faccia

La realizzazione della Pedemontana sarà rinviata? Sono stati sbloccati i fondi necessari alla realizzazione o è ancora tutto appeso ad una firma che manca? Si imporranno i pedaggi sulle tangenziali di Varese e Como dopo che il progetto iniziale non li aveva previsti ? Ho richiesto un’audizione del viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli e dell’assessore regionale Raffaele Cattaneo. Entrambi saranno presto invitati a presenziare in commissione Territorio del Consiglio regionale della Lombardia. La richiesta di audizione è stata infatti fatta propria dalla commissione e recepita dal suo presidente Giorgio Pozzi. La commissione deve vederci chiaro, per questo abbiamo chiesto l’audizione. La Pedemontana non è ulteriormente rinviabile e occorre capire quali sono gli aspetti critici su cui il Governo sta tergiverdando. Attendiamo con impazienza il faccia a faccia con Castelli e con Cattaneo. Un’opera tanto attesa non ammette ulteriori colpevoli lungaggini. Se ci sono problemi li risolvano senza perdere altro tempo e soprattutto senza mettere a rischio la realizzazione dell’infrastruttura. In questi giorni si è parlato del pedaggio: non pensino di cavarsela con un aumento delle tariffe che si aggiungerebbe ai vari balzelli introdotti da Regione e Governo, dagli aumenti del trasporto pubblico alla tassa sui biglietti del cinema. La pazienza dei cittadini ha un limite.

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Treni: 25 su 31 le linee ferroviarie sotto la soglia di affidabilità

La pessima performance dei treni nel mese di dicembre è oggi certificata dai dati pubblicati sul sito della Regione: ben 25 linee su 31 sono state sotto i livelli di servizio dichiarati accettabili e dunque la stragrande maggioranza degli abbonati lombardi avrà diritto al bonus.

Nel dicembre 2009, le linee critiche erano 11 e, nello stesso mese del 2008, 15 (dati relativi alle 29 linee Trenitalia, escluse Le Nord).

Ecco le linee incriminate, che hanno indice di affidabilità superiore a 5,10 (funziona al contrario, più alto è il valore meno affidabile è la linea):

NOVARA – MILANO PASSANTE – TREVIGLIO 5,60

MILANO – DOMODOSSOLA 7,78

MILANO – GALLARATE – VARESE 9,37

MILANO – GALLARATE – LUINO 6,46

MILANO – SEREGNO – CHIASSO 7,26

MILANO – LECCO – SONDRIO – TIRANO 6,28

COLICO – CHIAVENNA 8,93

COMO – MOLTENO – LECCO 7,02

LECCO – BERGAMO – BRESCIA 7,82

MILANO – CARNATE – BERGAMO 6,87

CREMONA – TREVIGLIO 6,84

MILANO – TREVIGLIO – BRESCIA – VERONA 6,21

BRESCIA – PARMA 6,23

BRESCIA – CREMONA 5,45

MILANO – CODOGNO – CREMONA – MANTOVA 5,41

MILANO – CODOGNO – PIACENZA 5,24

MILANO – PAVIA – STRADELLA 5,18

PAVIA – CODOGNO 7,75

MILANO – MORTARA – ALESSANDRIA 6,14

ALESSANDRIA – MORTARA – NOVARA – LUINO 23,11

ALESSANDRIA – PAVIA 7,11

VERCELLI – MORTARA – PAVIA 7,22

VOGHERA – BRONI – PIACENZA 5,96

MILANO – ASSO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

MILANO – SEVESO – MARIANO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

Molto critico il consigliere regionale del PD Stefano Tosi: “I dati
di dicembre certificano una situazione disastrosa, la peggiore da tre
anni a questa parte. È questo il servizio che i pendolari hanno in
cambio di tariffe sempre più care, perché i miglioramenti
annunciati sono finora solo nelle promesse di Cattaneo e Formigoni”.

Il PD ha anche verificato un’evidente mancanza del sistema di
bigliettazione via internet, e, cioè, che non riconosce il bonus, lo
sconto del 20%, a quei pendolari che, essendo su linee dichiarate
critiche dalla Regione, ne hanno diritto.

“Oggi – spiega Tosi – la bigliettazione via internet dovrebbe
essere il metodo più comodo e affidabile, perché riduce le code e i
costi, ma, così, non è. Abbiamo ricevuto segnalazioni che chi ha
diritto al bonus lo ottiene solo se si reca in biglietteria, non se
acquista il mensile sul sito di Trenitalia. Faremo nelle prossime ore
un’interrogazione per chiedere a Cattaneo quando si intende porre
rimedio”.

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Luisa Oprandi: una democratica per Varese

Il segretario cittadino del Pd presenta la candidata democratica alle amministrative di varese Luisa Oprandi

Luisa Oprandi è la candidata Sindaco del PD alla guida della coalizione per le elezioni del Comune di Varese della primavera prossima.
Lo ha deciso sabato pomeriggio, con 48 voti a favore e soli 3 astenuti  il direttivo cittadino del PD di Varese.
Come previsto e annunciato da tempo, Luisa Oprandi è, dunque, il candidato democratico da proporre agli alleati e alla cittadinanza.
Insegnante e donna impegnata nel volontariato, Luisa Oprandi è Consigliere provinciale dal 2008 (erano quasi venti anni che Varese non eleggeva un consigliere di centrosinistra in Provincia, ora ve ne sono due: Oprandi e Di Toro ), la nostra candidata è anche segretaria del circolo PD Varese 3 e anima culturale (e non solo) della nostra festa alla Schiranna, la festa più lunga d’Italia, che dura ben tre mesi.

Luisa non è certo un semplice candidato di partito, infatti è percepita molto  più come espressione della  società civile che della politica. E con ragione.
Nella sua professione, come insegnante e vicepreside, è molto stimata da allievi e genitori per la capacità di dialogo.
A Varese è impegnata da sempre in parrocchia e nel volontariato sociale; animatrice di eventi culturali, Luisa rappresenta, senza demagogia, la risposta “popolare” all’ ”aristocratico” Sindaco leghista Fontana, da tutti, lui sì, percepito come distante dalla città vera, quella profonda e umile.

Insomma, Luisa rappresenta  l’interpretazione dell’impegno pubblico come lo vorrebbero quelle donne che, domenica 13 febbraio scorso,  in piazza Monte Grappa hanno gridato “Se non ora, quando?”
Un impegno sobrio ma appassionato, intelligente ma non presuntuoso e soprattutto onesto e costante.
Nei prossimi giorni, il PD porrà al centro del dibattito politico questa candidatura, capace di interpretare quello spirito popolare tipico dei varesini, uno spirito che, per troppo tempo, ha sopportato l’arroganza leghista e che non ne può proprio più.
Un ultima cosa mi sento di scrivere. Luisa è stata indicata mediante uno scrutinio segreto. Questa decisione e il limpido risultato numerico che ne è scaturito deve riempire di orgoglio il PD. E’ stata una scelta che ha garantito a tutti la libertà di esprimersi senza impedimenti e il risultato ha confermato il lavoro che il gruppo dirigente ha fin qui svolto.

Roberto Molinari
Segretario cittadino PD Varese

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Fontana non festeggia? Napolitano non sarà contento

Un intervento del candidato sindaco del Pd a Varese, Luisa Oprandi

Il 17 marzo, con tanti italiani e varesini, festeggerò l’Unità d’Italia. Andremo alle manifestazioni organizzate per celebrare la storia che ci lega e ha legato i sogni, le speranze dei nostri genitori, dei nostri nonni e di coloro che hanno contribuito a costruire la storia comune della quale siamo figli. Leggo invece dai giornali che il sindaco di Varese starà a Palazzo a lavorare per preparare l’arrivo di Napolitano. Una scelta che, se l’avvocato Fontana fosse un comune cittadino, nessuno potrebbe contestare, in nome della libertà di pensiero e di espressione. Ma è il sindaco non solo di chi la pensa come lui e oltretutto ricopre la massima carica amministrativa cittadina proprio perchè ci sono questa nostra storia e questa nostra unità. Nessuna retorica, solo realismo. Chiunque, soprattutto chi fa politica ed è quindi “ a servizio” della gente e delle istituzioni, non può sentirsi sminuito dal fatto di dedicare un giorno ogni cinquant’anni (che vuol dire grosso modo una sola volta nella vita, al massimo due qualora fosse giovanissimo) al proprio Paese. Non può nemmeno prendere a pretesto il gran daffare per l’arrivo di Napolitano per giustificare una scelta che è solo ideologica, di asservimento alla linea politica della Lega. Sarebbe il primo, il presidente della Repubblica, proprio per il grande senso dello Stato che sa esprimere in ogni occasione, a sentirsi umiliato da questa scusa poco credibile.

Luisa Oprandi

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Pedemontana ferma

Cantiere Pedemontana

Incredibile ma vero! L’infrastruttura lombarda più attesa rischia di subire uno stop per gli inghippi e le lentezze della burocrazia capitolina, proprio nel mese della vittoria del sedicente federalismo. Incredibile, oppure fin troppo credibile, con un Governo ormai prigioniero delle vicende del Premier e dimentico dei problemi del Paese.

Ecco come la vicenda Pedemontana è raccontata dallo stesso Giornale di famiglia (B).

Roma mette, ancora una volta, i bastoni tra le ruote di Milano. E questa volta sono quelle dei 350mila veicoli che ogni giorno dovranno (o a questo punto dovrebbero) percorrere la Pedemontana, gli 87 chilometri da di nuova autostrada da Dalmine a Malpensa. Una mega opera che ha aperto i cantieri giusto un anno fa, ma che ora rischia di subire uno stop per gli inghippi e le lentezze della burocrazia capitolina.

Se il governo bloccherà la Pedemontana i cittadini lo prenderanno a calci, e noi del Pd saremo con loro. E’ questo è il commento del nostro Consigliere regionale Stefano Tosi alla conferma del mancato sblocco dei finanziamenti per la Pedemontana da parte del Governo. Tutto rimane in stand-by almeno fino al 25 febbraio, data dell’ennesima riunione in cui a Roma si discuterà del futuro dell’ opera. Nello specifico, il problema è nato sul “debito residuo” (per chi vuole entrare nello specifico, si tratta di un passivo da saldare pari a 1,2 miliardi di euro sui 5 miliardi di investimento totale, che ricadrà sulle tasche di chi si aggiudicherà la gara per la nuova concessione).

La Pedemontana è un’opera tanto attesa che non ammette ulteriori colpevoli lungaggini, tanto più se un ulteriore rinvio rischia di far slittare la realizzazione oltre il 2015, quando ci sarà l’Expo. Se ci sono problemi li risolvano senza perdere altro tempo e soprattutto senza mettere a rischio la realizzazione dell’infrastruttura. Ma non pensino di cavarsela con un aumento delle tariffe che si aggiungerebbe ai vari balzelli introdotti da Regione e Governo, dagli aumenti del trasporto pubblico alla tassa sui biglietti del cinema. La pazienza dei cittadini ha un limite.

 

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Donne, energia per l’Italia

Laura Prati, Presidente Direzione provinciale PD

Ci rivolgiamo alle donne italiane perché crediamo sia giunto il momento di alzare la voce e riaffermare la nostra autonomia, aiutando il Paese a voltare pagina.

Le donne hanno ottenuto risultati importanti nel lavoro, nello studio, nella società e ogni giorno tengono insieme i fili che uniscono la nostra comunità. Ma la nostra forza resta troppo spesso intrappolata in ostacoli che stanno diventando sempre più grandi e che dobbiamo rimuovere e combattere.

Troviamo intollerabile continuare ad assistere a uno spettacolo indecoroso che ci offende. Nell’indecente scambio di donne usate come merce e oggetti sessuali, che nega l’impegno quotidiano e la vita di ciascuna di noi.

lTroviamo intollerabili e false promesse di un governo che, con i suoi atti concreti, ha aggravato le condizioni della vita delle donne.

Il governo ha cancellato misure di sostegno come il credito di imposta per le lavoratrici nel Sud e la norma contro le dimissioni in bianco, mentre nel nostro Paese il tasso di occupazione femminile è il più basso d’Europa: una donna su due non ha lavoro o harinunciato a cercarlo. Una situazione di emergenza nazionale che richiederebbe un vero e proprio piano straordinario.

Il governo ha cancellato i finanziamenti per gli asili nido e azzerato il fondo per la non autosufficienza, in 3 anni hanno tagliato l’80% del fondo per le politiche sociali e il 90% del fondo per la famiglia. Tutto si scarica ancora una volta sulle famiglie e soprattutto sulle donne per le quali è sempre più difficile scegliere il proprio destino.

Di fronte ad un fenomeno sempre più grave e preoccupante come quello della violenza contro le donne, il governo non ha varato il piano nazionale antiviolenza ed i centri sono a rischio di chiusura in tutta Italia

Noi crediamo che l’Italia abbia bisogno delle donne, di investire nelle nostre capacità e nel nostro talento, per uscire dalla crisi profonda che il Paese sta vivendo.

Per questo chiediamo a tutti, donne e uomini, di partecipare il 13 febbraio alle manifestazioni che si svolgeranno in tutte le piazze italiane e promuoviamo la prima Conferenza nazionale delle democratiche, invitando tutte le donne a condividere con noi una nuova stagione di confronto ed impegno, per dire basta al governo Berlusconi e costruire insieme un’Italia nuova e più giusta.

A Varese, la manifestazione “Se non ora quando”, si terrà in piazza Monte Grappa dalle 10.30 alle 12.30.

Invitiamo donne e uomini a partecipare indossando una sciarpa o un fiocco bianco e ad inviare l’adesione ed un eventuale messaggio che sarà letto domenica a: manifestazione13febbraiovarese@gmail.com

Le donne del PD

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La nuova segreteria provinciale a Varese

Ridare a questo grande partito il ruolo che gli compete e che merita anche in provincia di Varese, nonostante gli attuali difficili momenti. Questo il tema scelto dalla nuova segreteria provinciale del Pd, in una fase politica delicata ma affascinante, per infondere nuovamente fiducia ai cittadini nei confronti della politica.

Ovviamente una politica che nulla ha da spartire con le tristi e ben note vicende che coinvolgono il Presidente del Consiglio.

Questo, in sintesi, il pensiero del segretario provinciale del Partito Democratico Fabrizio Taricco il quale, presso la sede di Viale Monterosa, ha presentato oggi sia il nuovo programma che i 13 componenti la segreteria del partito (mentre è ancora in fase di organizzazione una nuova delega riservata a problematiche prettamente femminili), ognuno con delle deleghe specifiche.

“ Il nostro slogan è “il lavoro di squadra sarà la nostra forza” Nessun partito è presente in maniera così capillare sul territorio: questo grazie soprattutto ai circoli di base che abbiamo solo noi. Nemmeno la Lega è così presente sul territorio, nonostante i loro proclami- dice Taricco che aggiunge- Nel Pd non vi è nessun fuoriclasse così come nessun leader pre costituito ma abbiamo invece bisogno della forza propositiva di tutti gli iscritti”.

Tra le varie iniziative già messe in atto vi è anche quella di una raccolta firme per dare il “benservito” a Berlusconi “Ora siamo impegnati nella raccolta di firme per “mandare a casa Berlusconi” in sintonia con il livello nazionale- aggiunge il segretario del Pd- magari qualcuno tenderà a ironizzare su questa iniziativa ma noi ci crediamo molto, con l’obiettivo anche provocatorio di raccogliere in tutto il Paese 10 milioni di firme.”

Per questa particolare iniziativa si parte da una base di 23.000 firme già raccolte durante le primarie e ora si pensa di coinvolgere sia i cittadini che i vari componenti dei circoli. Coinvolgimento totale grazie ai gazebo nelle piazze e nei mercati e al tradizionale e diretto porta a porta.

Tra i componenti della segreteria troviamo pure il “politicamente navigato” Luca Radice a cui spetta la delega all’Organizzazione “C’è parecchia gente che non sopporta più Berlusconi e la sua politica. Ora basta con le feste mentre le famiglie fanno fatica a tirare alla fine del mese. In un altro Paese, il premier sarebbe decaduto da tempo e per molto meno” Tra i temi all’ordine del giorno non poteva mancare la questione federalismo, sul quale il Pd varesino ha le idee ben chiare, come sottolinea ancora Taricco “ Su questo tema ora ci troveremo con in nostri iscritti per spiegare e discutere insieme la nostra idea di federalismo che non è certamente quello della Lega: la loro è una sorta di parodia del federalismo”

Questione festeggiamenti Unità D’Italia: “Abbiamo a cuore anche i festeggiamenti del 150esimo dell’Unità d’Italia, dove ci stiamo muovendo significativamente, coinvolgendo enti locali, scuole, ecc…”

In questa occasione non poteva certamente mancare un riferimento alle imminenti elezioni amministrative, che coinvolgeranno direttamente Varese e diversi Comuni della provincia. “Quasi tutti i circoli dei Comuni della provincia interessati hanno già dato delle indicazioni precise sui candidati da presentare-aggiunge Taricco- Solo su Varese non abbiamo ancora deciso e siamo in attesa di confrontarci a livello regionale e nazionale; però nei prossimi giorni sicuramente verrà indicato il candidato sindaco anche per il capoluogo di provincia.”

Sulla questione interviene pure il capogruppo del gruppo consiliare varesino, con delega all’Economia e Lavoro all’interno della segreteria, Emiliano Cacioppo : “Non c’è nulla di strano nel ritardare sulla scelta del nominativo, in quanto noi non amiamo presentare un candidato per poi fare il programma, ma l’esatto contrario indipendentemente da quanto dicano gli avversari politici”

Ecco i componenti della segreteria con le rispettive deleghe:

Carignola Luca :Coordinamento segreteria – Giustizia e sicurezza.

Belli Giorgio: risorse e logistica-servizi pubblici

Bova Beatrice:territorio e ambiente.

Cacioppo Emiliano: economia e lavoro.

Caielli Roberto: comunicazione, sport e turismo.

D’Adda Erica: enti locali.

Manzoni Carlo: tesoreria.

Monti Maria Angela: carta valori-associazionismo.

Oprandi Luisa: scuola, università e cultura.

Radice Luca: organizzazione.

Rasetti Luca: infrastrutture.

Senaldi Angelo: politiche industriali e imprese.

Zaffaroni Mauro: sanità e welfare

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La patrimoniale? Idea di Berlusconi e Lega

Nonostante la campagna di falsità fatta dal Tg1, non esiste nessuna tassa patrimoniale nel programma del Pd. Semmai è la maggioranza ad aumentare le tasse con la scusa del federalismo. Letta: “Non ci provi Berlusconi a rifare il colpo della campagna elettorale del 2006, quando giocò tutto sulle tasse di Bertinotti”
pubblicato il 2 febbraio 2011 , 589 letture
“La patrimoniale nel programma del Pd non c’è. Punto”. Così Enrico Letta, vice segretario del Partito Democratico ha posto fine ad una sterile, falsa polemica sull’introduzione di una tassa patrimoniale nel programma di governo del Pd.

“Non ci provi Berlusconi – ha continuato il leader democratico – a rifare il colpo della campagna elettorale del 2006, quando giocò tutto sulle tasse di Bertinotti. Invece è chiaro che questo governo ha finito la benzina. E non è in grado di rispondere al dramma del 29% di disoccupazione giovanile. Il lavoro ai giovani sarà invece il centro dell’Assemblea Nazionale del Pd in programma a Roma venerdì e sabato prossimi”.

La strategia di Berlusconi è stata facilmente smascherata: disorientare l’opinione pubblica su una notizia non vera e fare in modo che il volano di diffusione fosse il Tg1 del fedele Minzolini.

“Stasera il Tg1 ha fatto un salto di qualità. Il livello di disinformazione raggiunto dal telegiornale della prima rete del servizio pubblico ormai non si limita più ad omettere rilevanti notizie relative al presidente del Consiglio, ma addirittura attribuisce all’opposizione proposte inesistenti, come quella della patrimoniale, per falsare la realtà e avvantaggiare la maggioranza. È l’ennesima dimostrazione che bisogna cambiare pagina con questa Rai e tornare ad un’informazione equilibrata e corretta”. Così Matteo Orfini, responsabile Informazione del Pd.

Dello stesso parere anche Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria del Pd. “Una vergogna, Minzolini ha cercato di fare credere agli spettatori, per l’ennesima volta, una cosa falsa: la patrimoniale non è la proposta del Pd. Anche questa sera il Tg1 ha stravolto la realtà venendo meno alla corretta e imparziale informazione a cui è tenuto il servizio pubblico. Faziosità e falsità hanno animato un servizio in cui si affermava che la patrimoniale fosse l’unica proposta economica delle opposizioni. Mentre il Tg1 ha nascosto ancora una volta la verità, la nostra proposta è depositata alla camera e non contiene alcuna patrimoniale”.

Per Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd, “ora è chiaro: con la scusa del federalismo il Pdl, la Lega Nord di Bossi e Calderoli stanno aumentando le tasse, in particolare per artigiani e
commercianti, loro sì oggetto secondo il testo del decreto Calderoli di una vera imposta patrimoniale. Cresceranno le addizionali comunali. Cresceranno le imposte sui patrimoni dei piccoli imprenditori. Ma questo non è federalismo: questo è lo scaricamento sulle spalle dei cittadini dei tagli di spesa decisi a pioggia da Tremonti nei confronti dei comuni e riversati da questi sulle spalle dei contribuenti italiani. Questo non è federalismo, questa è una furbata per non far vedere che è lo Stato, governato da Berlusconi, che mette le mani nelle tasche della gente”.

Per Stefano Fassina, responsabile economico del Pd “il decreto sul federalismo municipale determina un aumento delle tasse su lavoratori, imprese e famiglie. L’aumento arriva da quattro misure:1) aumento addizionale comunale all’irpef, 2).introduzione imposta di soggiorno, 3) introduzione imposta di scopo, 4) raddoppio ici, ridefinita Imu, su immobili ad uso aziendale di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori. Sui giornali Berlusconi fa propaganda. L’Italia ha bisogno di federalismo serio e responsabile. Calderoli ritiri e riscriva il decreto. Il Pd da mesi ha proposto le soluzioni per un fisco municipale senza aumenti di imposte e con vera autonomia per i Comuni”.

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