Atto vile e scellerato

Giudico l’attentato di Brindisi un atto vile e scellerato. Colpire dei giovani, delle studentesse, sembra un messaggio volto a colpire il futuro. Nelle prossime ore bisognerà approfondire le dinamiche dell’attentato e capirne di più. Certo è che il nome della scuola Morvillo Falcone e il momento – il 23 maggio è il giorno dalla strage di Capaci -, sommati al passaggio della Carovana Antimafia in programma a Brindisi nel pomeriggio, danno un indicazione chiara. Bisogna dare risposte immediate.
Parteciperò alle 18 alla manifestazione di Libera a Varese, in piazza XX Settembre.
 

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Dubbi Imu

Stiamo cominciando a fare i conti con l’imposta municipale unica. Ieri, a Varese, gli sportelli sono stati presi d’assalto in cerca di chiarezza.
Gli enti locali devono dare maggiore assistenza possibile per la compilazione delle dichiarazioni e per i pagamenti. Colpisce, infatti, l’incertezza che si è creata, sia sul valore globale delle entrate, sia sulle aliquote che i cittadini dovranno pagare.
I sindaci sono pronti a manifestare dal momento che, secondo i calcoli di Fondazione dell’Anci per la finanza locale, ai comuni rischiano di arrivare addirittura 2,5 miliardi in meno rispetto a quanto incassavano con la vecchia Ici.
Nello stesso tempo, si teme un aumento delle aliquote.
Quello che è certo è che l’Imu, di fatto, diventa una patrimoniale sulla ricchezza immobiliare da pagare ogni anno e , senza essere progressiva, interessa 8 famiglie su 10. Superata l’emergenza del periodo, è importante che l’Imu diventi uno strumento completamente a disposizione degli enti locali, andando a superare così la logica dei trasferimenti centrali e nazionali;
permettendo una maggiore semplificazione e un chiaro legame fra quanto si paga e i servizi resi.
 

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Parlare di fisco

Questa settimana le notizie riguardanti Equitalia e i controlli dell’agenzia delle entrate stanno occupando le prime pagine dei giornali, così come gli atti disperati che coinvolgono persone in difficoltà economica. Si tratta spesso di imprenditori che non trovano un adeguato sostegno, sia per affrontare la riduzione degli ordinativi di impresa, che per far fronte agli adempimenti burocratici fiscali rimasti inalterati nonostante la crisi.
Sicuramente si tratta di un contesto difficile, nel quale non si faranno molti passi avanti se non si discuterà con chiarezza delle politiche fiscali, dei controlli e delle nuove soluzioni da adottare.
Fino a oggi, invece, si è parlato troppo poco dei controlli in atto sulle posizioni fiscali. Soprattutto nel passato, quando si è affrontato il tema della fiscalità, lo si è fatto in modo pasticciato e furbo.
Dovrebbero essere i cittadini a chiedere trasparenza e verifiche. Ormai è chiaro a tutti che è possibile vedere chi evade incrociando i dati degli studi di settore, del redditometro, dello spesometro, dei movimenti bancari, delle informazioni sulle proprietà e della lista clienti-fornitori. Pretendiamolo che venga fatto e abituiamoci a sentir parlare di fisco, contemporaneamente chiediamo la revisione delle procedure e dei controlli opprimenti, spesso rigidi e non adeguati alla attuale situazione di crisi.
Quando parlare di fisco sarà trasparente si riuscirà anche ad abbassare le tasse oggi troppo alte.
 

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Politiche industriali?

Oggi, durante un incontro con l’ufficio di presidenza della Commissione attività produttive (convocato su richiesta dei sindacati di categoria della Cisl), abbiamo fatto il punto sulla situazione del settore Ict, ovvero delle imprese che lavorano con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Ict è uno dei settori lombardi in crisi ma anche con maggior possibilità di crescita. Le notizie però non sono buone. Il tavolo di confronto costituito sul settore è partito a metà febbraio e da allora non si è più riunito. Sono assenti le organizzazioni imprenditoriali e non è stato avviato alcun confronto per esaminare un possibile scenario di evoluzione.
Abbiano chiesto a tutti gli attori in gioco di intervenire subito elaborando una strategia di settore. Il nostro obiettivo voleva essere quello di evitare di concentrarsi solo sulle situazioni di crisi, ma coinvolgere le organizzazioni imprenditoriali in un progetto che potesse portare nuovi orizzonti di sviluppo, e quindi occupazione.
I ritardi sono un ulteriore esempio di come la Regione non stia comprendendo la portata della crisi in corso.
 

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Alpini

Oggi non ho potuto essere presente a Bolzano, all’annuale adunata nazionale degli alpini. Ma vedere le immagini dell’evento in televisione mi ha riportato a Merano, agli anni della mia esperienza militare.
I cappelli con le penne, gli scarponi, i canti. Ma quello che caratterizza un alpino è soprattutto l’attenzione e la vicinanza al territorio. Durante il servizio militare, giorno dopo giorno, con la fatica e l’impegno, si costruisce un rapporto con l’ambiente, la montagna e la gente che continua a crescere negli anni. E’ qualcosa che entra nel cuore e che porta a collaborare con la protezione civile e a partecipare a iniziative di solidarietà.
E poi c’è quel legame forte, quasi palpabile, che lega le generazioni di alpini tra loro nel ricordo dei grandi drammi vissuti nel secolo scorso e nella volontà costante di essere d’aiuto in qualsiasi occasione.
La storia è andata avanti e sono cambiate tante cose, ma è bello vedere come tra le generazioni rimangano vivi i sentimenti più positivi.
 

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Tensione

“Non ci sono ragioni di dissenso politico e tensione sociale che possano giustificare ribellismi, illegalismi, forme di ricorso alla forza destinate a sfociare in atti di terrorismo“. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento al Quirinale in occasione della Giornata della Memoria dedicata alle vittime del terrorismo. Ma la gambizzazione del manager Ansaldo a Genova e le rivendicazioni contro Equitalia sono chiari segnali di come la tensione nel Paese si sta alzando. Il 2012 sarà un anno difficile perché la manovra finanziaria di risanamento di bilancio si somma alla recessione internazionale. I problemi che si originano dalla mancanza del lavoro e dalla diminuzione del potere di acquisto sono quelli che devono essere seguiti con maggiore attenzione. La giustizia sociale deve essere anche giustizia fiscale: chi non paga le tasse deve dare il proprio contributo al risanamento, senza giustificazioni. Si deve distinguere chi non riesce a pagare da chi vuole fare il furbo. Bisogna tenere un alto livello di attenzione e colpire chi vuole sfruttare con la violenza la situazione difficile.

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I ristorni sbloccati

Una buona notizia, che è anche un segnale del cambiamento in atto in Italia. Sono stati sbloccati i ristorni dei frontalieri: in pratica, è stato dato ordine di pagamento in favore dell’Italia. Si è arrivati a questo traguardo perché Italia e Svizzera hanno aperto un dialogo per affrontare i diversi temi finanziari e fiscali. Forse anche per il ridimensionamento di spinte e forze che, a più riprese, negli scorsi mesi avevano dimostrato vicinanza alla lega ticinese, principale responsabile della decisione di bloccare metà dei ristorni.
Il colloquio bilaterale ha preso in esame anche il modello di convenzione sulla regolarizzazione dei patrimoniali detenuti in Svizzera da non residenti. E poi, ancora, l’accesso ai mercati finanzieri, la black list e gli accordi per regolare il lavoro dei frontalieri.
Meno di un anno fa, la tensione che si respirava in Italia non avrebbe fatto pensare a una possibile risoluzione. Era solo lo scorso giugno quando il governo ticinese aveva scelto di congelare il 50% della quota di ristorni dei frontalieri destinata ai nostri comuni. Una decisione che avrebbe avuto pesanti ripercussioni per le casse di molti comuni a sarebbero venuti a mancare 20 milioni di euro, investimenti necessari per assicurare alle piccole realtà locali i servizi essenziali e transfrontalieri.
In questa occasione si dimostra l’importanza di mantenere la coesione fra Governo nazionale, Regione e comuni affinché la trattativa vada a buon fine. Oggi si è fatto un primo passo positivo.
 

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I segnali delle amministrative

Il calo dell’affluenza è il primo segnale significativo portato da queste elezioni amministrative. Pdl e Lega ne hanno fatto le spese, sancendo la conclusione dell’esperienza di governo iniziata nel 2008 e sostanzialmente fallita alla fine del 2011.
Il centro sinistra, invece, tiene nei voti e nelle percentuali, riuscendo ad aggregarsi attorno a progetti di governo che comprendono non solo il centro sinistra tradizionale, ma anche altre forze civiche interessate ad amministrare in modo trasparente, che hanno condiviso i programmi con la comunità locali.
Le parole che meglio caratterizzano queste elezioni sono affidabilità e normalità. Gli elettori cercano persone affidabili, in grado di risolvere i problemi, non di crearli.
Anche Hollande dichiara di voler essere un presidente normale. In Italia hanno vinto sindaci normali.
C’è un altro tema che mi sta a cuore: quello della sicurezza economica e sociale che è diventata una delle caratteristiche fondamentali su cui si dirige il consenso politico. Mentre Pdl e Lega crollano, il centro sinistra, con il Pd in modo particolare, si sta confermando come il partito che meglio interpreta questa nuova esigenza.
La presenza di Grillo, che passa dall’antipolitica alla presenza nei consigli comunali, finora senza grandi frutti, e alla dichiarata volontà di partecipare ai lavori del parlamento, è un fenomeno simile a quello che si riscontra anche in altri paesi europei; forse con un tasso di spettacolarità inferiore.
Lo scenario che si costituito rimarca come la ricostruzione dell’Italia richieda forze più ampie degli schieramenti tradizionali: il Pd è il perno di tutte le coalizioni di centro sinistra, tranne qualche caso sporadico. Partiamo da qui per costruire un nuovo modo di governare il Paese.
Con proposte aperte e convincenti, anche in grado di convincere l’elettorato che sta alla finestra o che vuole finalmente trovare una strada percorribile e da sviluppare assieme.
 

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Svolta in Francia, tensione in Grecia

L’elezione di Hollande rappresenta una svolta per la politica francese. Dopo tre mandati presidenziali di centro destra, due di Chirac e uno di Sarkozy, torna al governo il partito socialista con un arco di alleanze più ampio rispetto al passato per l’indicazione di voto del centrista Bayrou.
Il cambiamento in Francia inciderà sulle politiche europee, porterà il tema dello sviluppo al centro dell’iniziativa della commissione e dei governi, superando finalmente l’asse Merkel-Sarkozy.
Dall’altra parte, la logica dell’asse Merkel-Sarkozy ha colpito drammaticamente la Grecia. Le elezioni elleniche sono molto preoccupanti per il ridimensionamento dei due più grandi partiti tradizionali greci e addirittura per l’ingresso in parlamento di una piccola formazione neonazista. La svolta francese può essere l’occasione per cambiare la politica economica che rischia di spingere molti paesi in una situazione di ingovernabilità drammatica nel momento di crisi economica che stiamo vivendo.
 

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Ciao Ornella

Ornella era un’amica. Mi piace ricordarla impegnata nell’organizzazione della festa dell’Unità, in quell’area Cagna che una volta era degradata. La festa, a quel tempo, non era solo un momento di aggregazione e partecipazione, ma anche un’occasione per riqualificare una zona della città che nel resto dell’anno versava nell’incuria. Ornella viveva i giorni dell’organizzazione con impegno e dedizione totale. Si occupava dell’allestimento, degli appuntamenti, della gestione dell’evento. Per lei era una forma di militanza volontaria.
Metteva moltissima energia al servizio delle Acli (dagli anni ’90 è stata responsabile del coordinamento Acli donne a livello provinciale e regionale) e dell’attività del consiglio comunale. A ogni cosa dedicava un entusiasmo straordinario.
Il tuo esempio continuerà ad accompagnarci nel tempo. Ornella, non ti dimenticheremo.
 

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