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Incontro sulla Sanità di Montagna con con la sen. De Biasi

DeBiasi15luglio

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Il Gruppo Scuola si presenta

A tutte/i  le/gli iscritte/i  e simpatizzanti.

Da oltre un anno è attivo il Gruppo Scuola del PD e, possiamo dirlo, abbiamo operato con qualche risultato. Siamo però coscienti della necessità di allargare le nostre fila. Chiediamo perciò a tutte le persone interessate a farne parte di annunciarsi.
Ricordiamo che il lavoro del Gruppo avviene con queste modalità: incontri presso la sede di Sondrio una volta ogni due o tre  mesi (a seconda delle urgenze), scambi frequenti di opinioni e notizie mediante  posta elettronica, incontri pubblici, uso del Blog-Dem.

In questo periodo il Gruppo si propone di affrontare due temi di vitale importanza, nazionale e locale.
La formazione professionale nelle aree montane è il primo tema: dalla nostra Provincia guarderemo a come operano i nostri vicini grigioni e trentini.
Secondo tema: le nuove regole per l’educazione e la cura dei bambini da zero a sei anni (regole previste all’interno dell’apposita delega alla legge “La buona Scuola”). Intendiamo in particolare condurre una ricerca, su quanto offre il sistema educativo provinciale ai bambini da zero a sei anni, in collaborazione con formatori universitari e con l’aiuto di un certo numero di studentesse e di studenti impegnati nelle attività di “alternanza Scuola-Lavoro”.
A proposito di “alternanza”, nella primavera scorsa abbiamo incontrato dirigenti scolastici e docenti, da Chiavenna a Bormio. Abbiamo riscontrato una realtà articolata e complessa e abbiamo registrato reazioni molto positive alla nostra iniziativa conoscitiva.
Da ultimo ricordiamo che abbiamo contribuito ad organizzare, insieme al Gruppo senatori e ai dirigenti del Partito, locali e provinciali, due incontri pubblici sulla “Buona Scuola di montagna” nel settembre 2015 a Morbegno e nell’aprile 2016 a Sondrio.

Piergiorgio Evangelisti
Coordinatore del Gruppo Scuola del PD provinciale

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Del Barba: “da presidente Mattarella rassicurazioni sul futuro della specificità montana”

Il presidente della Repubblica ha chiarito che la riforma non intacca il percorso di autonomia dei territori montani

“Sono molto contento della visita del presidente Mattarella, che ha reso omaggio al nostro territorio e a tutti i suoi cittadini.” ha dichiarato il senatore Mauro Del Barba. “Ringrazio il presidente per aver fatto chiarezza su alcuni dubbi in materia di autonomie, sgombrando il campo da dubbi e timori infondati, riconoscendo l’importanza della legge nazionale che ha obbligato la Regione a riconoscere particolari forme di autonomia alla Valtellina e alla Valchiavenna.”

“Il presidente Luca Della Bitta e il presidente Maroni hanno chiesto al presidente Mattarella, nel suo ruolo di garanzia, rassicurazioni sul futuro della specificità montana in vista del referendum.” Ha dichiarato il senatore morbegnese. “Tutti i sindaci di Valtellina e Valchiavenna hanno potuto così sentire la risposta del presidente della Repubblica, che ha chiaramente esplicitato come, qualunque sia l’esito del referendum, non ci saranno ricadute negative sul nostro territorio e sul percorso di autonomia intrapreso”

“Ora si chiuda al più presto questa brutta pagina di disinformazione e si torni a parlare del merito vero della riforma: il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi dei consigli regionali e la chiarezza nei rapporti tra Stato e regioni.” Ha concluso Del Barba. “Da oggi non è più possibile avere dubbi: la riforma costituzionale non toglie né autonomie né risorse. Anche per la Valtellina e Valchiavenna basta un si!

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La Camera approva il ddl Realacci: in arrivo investimenti e banda larga

Curti: “Premiato l’impegno del Partito democratico verso i territori”
Del Barba: “Confronto e collaborazione con gli amministratori locali nelle scelte.”

“Martedì è stata approvata la legge Realacci per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni: un impegno concreto che il Partito democratico ha messo in campo per aiutare i piccoli borghi a far fronte alle numerose sfide della modernità.” ha dichiarato Giovanni Curti, segretario PD provinciale, a seguito dell’approvazione alla Camera del ddl “ Misure per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici.”
“Il primo passaggio è stato finalmente completato e ha visto l’approvazione di tutte le principali forze politiche, segno che la proposta ha trovato la piena condivisione in virtù della sua importanza per i piccoli Comuni. Va riconosciuto il grande impegno del gruppo dei Deputati del Partito democratico, in particolare Enrico Borghi e Antonio Misiani.”
“Si tratta di una legge che nasce dall’esperienza e dall’esigenza degli amministratori locali e dei territori, per fare fronte alle questioni concrete che interessano migliaia di comuni in italia, di cui 71 solo in Valtellina e in Valchiavenna.” ha spiegato Curti. “All’interno della legge sono contenute misure per contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi, oltre ad investimenti sulla banda larga e sul potenziamento dei servizi pubblici essenziali in territori poco popolati. In particolare, la Camera ha deliberato lo stanziamento di 100 milioni, dal prossimo anno fino al 2023, per investimenti in azioni di tutela dell’ambiente, promozione dei beni culturali, rilancio del turismo e valorizzazione del settore agroalimentare, oltre che prevenzione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza delle scuole.”
“A breve toccherà a noi senatori discutere del disegno di legge ed eventualmente proporre e approvare emendamenti al testo trasmessoci: per questo motivo scriverò ufficialmente a tutti i sindaci dei Comuni sotto i 5000 abitanti del nostro territorio, inviando loro il disegno di legge approvato dalla Camera e chiedendo di formulare eventuali suggerimenti o proposte di modifica.” ha aggiunto il senatore valtellinese Mauro Del Barba. “Questa legislatura ha il record di parlamentari che provengono da esperienze di amministrazione locale: abbiamo tutti ben presente i problemi che le tante, piccole realtà del nostro Paese devono affrontare ogni giorno e sappiamo quanto sia importante collaborare ogni giorno con Sindaci e consiglieri comunali. Grazie a questo continuo confronto abbiamo approvato in questa legislatura provvedimenti di primaria importanza, come il definitivo superamento del Patto di stabilità e le nuove norme semplificate sulla finanza locale: il disegno di legge sui piccoli comuni continua il percorso di valorizzazione e sostegno alle comunità locali, specialmente quelle delle zone di montagna, permettendo ai territori meno popolati di esser nelle condizioni di cogliere appieno le opportunità per il futuro.”

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Del Barba interviene sull’Area Vasta

Se ne facciano una ragione i signori della Lega - ha tuonato il morbegnese -: hanno governato 20 anni e hanno fallito con le promesse per il Nord. Non hanno mai portato a casa nulla. In verità non hanno mai neppure proposto alcunché per la provincia di Sondrio. Ed è bene dirlo ai cittadini confusi dal linguaggio mistificatorio della Lega.

http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/lega-bugiarda-la-riforma-non-cancella-la-specificita_1203261_11/

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Sovracanoni BIM, Curti: buone notizie per i territori – FEDERBIM smentisce Cioccarelli

“Smentite le previsioni disfattiste della Cioccarelli diffuse per creare il caos e prendere i titoli dei giornali”

La FEDERBIM (l’associazione nazionale dei Bacini Imbriferi Montani), con nota del 16 settembre, esprime giudizio positivo sulla normativa sul pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (Psea) che “conferma l’importanza e punta alla valorizzazione del capitale naturale nell’interesse dei territori e delle comunità locali”.
Il direttivo della Federbim inoltre valuta “positivamente l’attuale interlocuzione con il gruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, in particolare col suo presidente Enrico Borghi (PD)”.
Buone notizie quindi per i nostri territori ed una conferma che i rappresentanti locali del Partito Democratico seguono le partite importanti.

Nella stessa nota la federbim censura gli atteggiamenti allarmistici dicendo che “al di là del legittimo pensiero di ciascun presidente di Consorzio Bim riteniamo che non sia giusto far circolare informazioni sbagliate dovute ad errate interpretazioni della bozza di Decreto Ministeriale”.
Il riferimento all’uscita maldestra del presidente del BIM Adda Carla Cioccarelliè chiaro e voluto, la presidente Cioccarelli ha tuonato su tutti i giornali contro il Governo, reo – a suo avviso – di voler “scippare” al BIM parte delle risorse derivanti dai sovraccanoni BIM.

Mi chiedo che credibilità possiamo dare ai nostri rappresentanti se non trovano di meglio da fare che creare allarmismo su questioni fondamentali come la gestione delle acque e dei relativi canoni diffondendo interpretazioni sbagliate di una bozza di un Decreto. Non si può usare il ruolo istituzionale per fare battaglia politica contro il governo, tra l’altro a torto rischiando di creare problemi e danno al territorio. E’ un modo sbagliato di cercare visibilità.

“Il tema delle acque è centrale per il nostro territorio e le nostre comunità: purtroppo spesso viene cavalcato in modo strumentale per creare paura nei cittadini e negli amministratori locali con tesi basate sul nulla” ha continuato Curti “E’ il modus operandi usato dalla politica speculativa del dissenso e del populismo”.

Ritengo positivo l’intervento del direttivo della Federbim che ha sottolineato la positiva interlocuzione con il gruppo parlamentare ed ha censurato allo stesso tempo le notizie sbagliate diffuse da qualche presidente. Segnale che la discussione seria e serena produce effetti positivi.

Giovanni Curti
Segretario Provinciale PD Sondrio

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Festa dell’Unità a Sondrio

Festa dell' Unità 2016

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La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano

La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano. L’Alto Lario e l’ospedale di Menaggio tornino a Como e la Valcamonica a Brescia.

Con la legge regionale 33/2015 si è voluto riformare il sistema sanitario della Regione Lombardia, un sistema capace di assicurare un buon livello di assistenza sanitaria ma non privo di punti di caduta e di miglioramenti da implementare.
Principi ispiratori ed obiettivi annunciati della nuova legge sono il miglioramento dei servizi per i cittadini con integrazione tra i servizi ospedalieri e socio-assistenziali, nuova organizzazione e risparmi per tutto il sistema sanitario della Lombardia.
A quasi un anno di distanza dall’entrata in vigore della nuova legge è doveroso fare un punto sullo stato di attuazione riscontrando le difficoltà e le criticità che hanno impatto sui cittadini e sulla gestione dei servizi.
Dopo l’arresto dell’Assessore Regionale e le dimissioni del Direttore Regionale si è fatta sentire la mancanza di una guida forte ed autorevole della sanità lombarda in un momento che dovrebbe essere di forte attenzione per il cambiamenti in atto. L’assenza di regia stà bloccando la riforma è gli effetti sui servizi si fanno sentire. La confusione è molta, gli operatori e gli amministratori stanno riscontrando molte difficoltà e nutrono molti dubbi sulle scelte fatte.
Erano state promesse maggiori risorse, ma nei bilanci si sta procedendo a tagli.
Le zonizzazione delle nuove ATS (azienda tutela salute) e ASST stanno creando problemi e in molti casi sembrano proprio sbagliate. Ambiti territoriali differenti che si estendono dalla provincia di Sondrio fino all’Alto Lario per l’ASST e alla Val Camonica per l’ATS. Ambiti estesi con logistica difficoltosa, sistemi differenti e problemi di costi. Anziché più integrazione e servizi sul nostro territorio si stà materializzando più costi e difficoltà nei servizi. Il rischio è il peggioramento dei servizi per il cittadino.
Non si può dire, per rispettare i tempi d’attesa, ai cittadini di Sondrio che possono andare all’ospedale di Menaggio perché fa parte dell’ASST Valtellina e Alto Lario.
Il Partito Democratico della provincia di Sondrio chiede, come previsto dalla riforma, che in Regione si faccia una valutazione seria di come stanno funzionando le zonizzazioni.
A volte bisogna avere il coraggio d’ammettere che il percorso previsto dalla riforma può essere modificato.
In particolare per Sondrio, riportando ATS a ASST alle originarie dimensioni provinciali per favorire la vera integrazione territoriale dei servizi, lasciando che l’ospedale di Menaggio si gestito dall’ASST Lariana.
Con il riconoscimento della specificità montana alla provincia di Sondrio, per le sue caratteristiche di territorio interamente montano e di confine, si è voluto sottolineare la peculiarità e la necessità di specifiche forme di autonomia gestionale. Autonomia che si concretizza in particolare nell’organizzazione dei servizi e delle risorse. La revisione della riforma sanitaria deve necessariamente tener conto di questa impostazione.
Bisogna, a nostro avviso, riconsiderare sia l’aspetto della dimensione territoriale dell’ASST e dell’ATS che delle risorse a disposizione. Il territorio deve sapere cogliere la sfida del cambiamento e dentro i propri confini avere il coraggio di superare la visione campanilista della sanità, dei doppioni per innalzare la qualità della risposta ospedaliera e dei servizi socio-sanitari assistenziali. Per questo la necessaria riorganizzazione del sistema sanitario e socio assistenziale locale deve partire dal potenziamento delle specialità esistenti, dalla valorizzazione-rifunzionalizzazione delle strutture del territorio e da un offerta di servizi di buon livello. Non è pensabile di ridurre gli investimenti e la qualità della sanità provinciale. La montagna ha un suo valore e rappresenta una risorsa per la Lombardia e non possiamo accettare un servizio sanitario che arretra invece di avanzare. Il discorso non vale solo per la provincia di Sondrio, la nostra non è una visione localistica, ma riguarda tutta la montagna lombarda. Il governo regionale deve trovare le risorse e le giuste autonomie gestionali per garantire i servizi, tema che al momento non stà affrontando.

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Abolizione Tasi, dodici milioni di tasse in meno in provincia

Il Partito democratico ricorda gli impegni mantenuti sulla riduzione dei tributi prima casa e agricoli

“Giovedi 16 giugno rappresenta una sorta di tax day per circa 16 milioni di Italiani che dovranno pagare la prima rata di IMU e TASI. Il Partito Democratico con una serie di iniziative vuole ricordare l’impegno del Governo che, mantenendo le promesse, ha eliminato la TASI sulle prime case e il pagamento dell’IMU agricolo. Un segnale importante in un momento comunque difficile per la spesa pubblica che ha un duplice significato. Il primo esprime la volontà di mantenere gli impegni e di andare ad una progressiva riduzione delle tasse sulla prima casa, il secondo è lo sforzo di selezionare l’impatto fiscale sulla popolazione cercando di tutelare le classi meno abbienti. Sforzo che non graverà sulle casse degli enti locali visto l’impegno a compensare il minor gettito locale. Coerenza ed equità fiscale, un impegno difficile da perseguire.”

“Certo i detrattori potranno dire che si parla di poco e che la pressione fiscale è ancora alta. Non si possono però negare i fatti, il rispetto delle promesse mantenute con l’approvazione della legge di stabilità 2016 e il risparmio non indifferente di circa 12 milioni di euro nella sola provincia di Sondrio.”

“Qualche numero: chi ha smesso di pagare la Tasi? Il 74,3% dei contribuenti che ha smesso di pagare la Tasi prima casa guadagna meno di 28000 euro lordi. Il 72,2% delle case sono di tipo civile, economico, popolare e ultrapopolare. Il taglio Tasi riguarda per il 40,8% lavoratori dipendenti, per il 34,4% pensionati,  per il 14,6% lavoratori autonomi. Il numero totale delle famiglie coinvolte è di 19.536.820″

IMU agricola e Imbullonati

IMU terreni: nel 2016 il risparmio complessivo dei contribuenti sull’IMU terreni è stato valutato in circa 401 milioni di euro (una verifica definitiva sarà effettuata entro la fine del mese di luglio 2016 come previsto anche per l’esenzione TASI abitazione principale).

Il risparmio sull’IMU per i cosiddetti  “macchinari imbullonati” è quantificato nella relazione tecnica della legge di stabilità 2016 in complessivi 530 milioni di euro.

Un cambio di rotta nel modo di affrontare le problematiche e nella ricerca continua di soluzioni che mirino a migliorare la situazione attuale ed alla semplificazione ed efficienza.

Nel fine settimana con i banchetti per la promozione del referendum costituzionale verrà distribuito il materiale informativo relativo alle novità TASI ed IMU.

“Il Partito democratico, nell’interesse dei cittadini e delle comunità, va avanti su questa strada: c’è ancora molto da fare – a partire dall’informare più gente possibile sulla necessità di votare “sì” al referendum sulle riforme costituzionali – ma è necessario non stare fermi”.

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A SONDRIO IL PD ESPONE LE RAGIONI PER UN Sì AL REFERENDUM

Grande partecipazione all’incontro col senatore dem Roberto Cociancich
“Siamo soddisfatti della riuscita, in termini di partecipazione e dei temi trattati, di questo primo incontro pubblico di confronto sulla riforma costituzionale. Ci saranno altri momenti da qui ad ottobre per approfondire e far conoscere i vari aspetti.” ha dichiarato il segretario provinciale del Partito democratico Giovanni Curti, a margine del convegno “La Riforma costituzionale: le ragioni per un sì” tenutosi a Sondrio il 6 giugno e organizzato dalla Federazione provinciale del PD.
“In queste settimane tutto il Partito è impegnato nella raccolta delle firme per l’indizione del referendum, attraverso iniziative e gazebo. E’ presente anche un apposito modulo presso gli uffici anagrafe/elettorale di tutti i Comuni della provincia. Invitiamo i valtellinesi e i valchiavennaschi a recarsi presso i propri comuni di residenza per sottoscrivere la richiesta di referendum sulla riforma: c’è tempo fino al 25 giugno. ”
“Abbiamo mantenuto una promessa chw abbiamo fatto quando nel 2013 ci siamo candidati.
Mi ritengo molto fortunato, perché non era facile mantenere una promessa così impegnativa, specialmente a seguito del risultato delle elezioni: ma l’abbiamo fatto, abbiamo rispettato il nostro impegno con gli elettori e costruito un cambiamento profondo.” Ha dichiarato il senatore del Partito democratico Mauro Del Barba, introducendo insieme al segretario provinciale Giovanni Curti l’incontro “La Riforma costituzionale: le ragioni per un sì”, davanti a una sala gremita. “L’Italia non ha mai trovato il coraggio di decidere, oggi invece noi abbiamo deciso e proponiamo ai cittadini il referendum su questa proposta, urgente e necessaria, che rivendichiamo con orgoglio e che stiamo spiegando, nelle piazze e negli incontri, confrontandoci con tutti i cittadini per spiegare nel merito cosa cambierà.”
“Abbiamo mantenuto la promessa che abbiamo fatto quando nel 2013 ci siamo candidati: fare quella riforma della costituzione che il Paese aspetta da decenni.” ha dichiarato il senatore del Partito democratico Mauro Del Barba, introducendo l’incontro. “Mi ritengo molto fortunato, perché non era facile mantenere una promessa così impegnativa, specialmente a seguito del risultato delle elezioni: ma l’abbiamo fatto, abbiamo rispettato il nostro impegno con gli elettori e costruito un cambiamento profondo.”
“L’Italia non ha mai trovato il coraggio di decidere, oggi invece noi abbiamo deciso e proponiamo ai cittadini il referendum su questa proposta, urgente e necessaria, che rivendichiamo con orgoglio e che stiamo spiegando, nelle piazze e negli incontri, confrontandoci con tutti i cittadini per informare nel merito cosa cambierà.”
“Votare sì comporta diversi vantaggi, anche a livello locale: con la nuova Costituzione si rafforza il processo verso il pieno riconoscimento della specificità montana, perché viene garantita la possibilità di concedere specifiche autonomie alle aree viste montane. Senza la riforma costituzionale questo processo, avviato a fatica e basato sulla forza politica del nostro territorio di imporre la propria visione, rischia di vernire meno. La riforma in definitiva fa salvo e rende definitivo il percorso della specificità montana della nostra provincia: chi afferma il contrario dice il falso.”
“Questo mondo che cambia oggi esige delle istituzioni che siano capaci di reagire in maniera celere ed efficiente ed efficace. La critica sistematicamente fatta alla classe politica è l’esser sempre in ritardo, mostrando spesso difficoltà nel guidare lo sviluppo del paese, affrontando concretamente problemi dei cittadini.” ha affermato il parlamentare PD, membro della Commissione Affari costituzionale e padre del famoso “emendamento-canguro” che ha permesso di superare l’ostruzionismo delle opposizioni, che durante la discussione in Aula avevano presentato milioni di emendamenti fotocopia, poi ridotti ad alcune centinaia di migliaia dal presidente del Senato Grasso. “Anche il nostro sistema istituzionale è molto cambiato: oggi viviamo quasi un “tricameralismo”, perché dobbiamo considerare il livello europeo – che nel ‘46 non c’era affatto – e che oggi si occupa di diversi settori della legislazione. Non si può non tenere conto di questo fatto nuovo e di tutto ciò che è cambiato dal dopoguerra ad oggi.”
“Oggi il nostro Paese ha la necessità di rendere più efficaci e rafforzare le nostre istituzioni democratiche: se confermeranno quanto abbiamo proposto, i cittadini le troveranno più capaci di affrontare e incidere sui problemi.” ha ricordato Cociancich “Questa riforma darà più credibilità al nostro paese e un maggior senso di repsonsabilità: verranno meno gli alibi che per troppi anni hanno circondato l’azione politica, quando le scelte non erano chiare e frutto di mediazioni oscure e grigie. Senza la titolarità della scelta manca anche la responsabilità: questa riforma, insieme alla legge elettorale, identificherà con precisione la responsabilità dei successi e degli insuccessi permettendo ai cittadini di premiare o punire chi ha governato.”
Cociancich ha anche esposto con chiarezza come non vi sia alcun problema di deriva autoritaria nel testo della riforma, spiegando come gli equilibri in termini di numeri dei voti interni al Parlamento e le maggioranze richieste impediranno l’egemonia di un solo partito nell’elezione dei membri del CSM e del Presidente della Repubblica, costringendo la maggioranza a ricercare un ampio accordo tra le forze presenti in Parlamento. In merito all’eliminazione del bicameralismo paritario, Cociancich ha ricordato che la fiducia al Governo sarà data dalla sola Camera, mentre invece il Senato sarà composto da 100 membri (anziché i 315 attuali) e sarà espressione delle istituzioni territoriale: 74 senatori verranno indicati dalle Regioni, 21 dai Comuni e 5 saranno infine nominati dal presidente della Repubblica. “I componenti del nuovo senato saranno legati alle istituzioni attraverso le quali sono stati eletti e dunque avranno una durata collegata a quella degli organi di appartenenza, garantendo così un continuo ricambio e una rappresentazione fedele delle istanze locali. Il senato inoltre avrà domani la possibilità di esaminare qualunque legge approvata dalla Camera, e proporre entro 30 giorni eventuali modifiche sulle quali deciderà poi la Camera.”
Oltre un centinaio i presenti: tra i numerosi interventi dal pubblico anche quello del Sindaco di Tirano, Franco Spada, che ha ricordato le promesse disattese dalla Regione contenute all’interno della Carta di Chiavenna, sottoscritta dai sindaci del territorio, del segretario di ANPI Sondrio Egidio Melé, di molti amministratori e cittadini del territorio curiosi di conoscere cosa cambierà con la nuova riforma.

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