Archivi categoria: Sanità e welfare

Incontro sulla Sanità di Montagna con con la sen. De Biasi

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Festa dell’Unità a Sondrio

Festa dell' Unità 2016

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La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano

La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano. L’Alto Lario e l’ospedale di Menaggio tornino a Como e la Valcamonica a Brescia.

Con la legge regionale 33/2015 si è voluto riformare il sistema sanitario della Regione Lombardia, un sistema capace di assicurare un buon livello di assistenza sanitaria ma non privo di punti di caduta e di miglioramenti da implementare.
Principi ispiratori ed obiettivi annunciati della nuova legge sono il miglioramento dei servizi per i cittadini con integrazione tra i servizi ospedalieri e socio-assistenziali, nuova organizzazione e risparmi per tutto il sistema sanitario della Lombardia.
A quasi un anno di distanza dall’entrata in vigore della nuova legge è doveroso fare un punto sullo stato di attuazione riscontrando le difficoltà e le criticità che hanno impatto sui cittadini e sulla gestione dei servizi.
Dopo l’arresto dell’Assessore Regionale e le dimissioni del Direttore Regionale si è fatta sentire la mancanza di una guida forte ed autorevole della sanità lombarda in un momento che dovrebbe essere di forte attenzione per il cambiamenti in atto. L’assenza di regia stà bloccando la riforma è gli effetti sui servizi si fanno sentire. La confusione è molta, gli operatori e gli amministratori stanno riscontrando molte difficoltà e nutrono molti dubbi sulle scelte fatte.
Erano state promesse maggiori risorse, ma nei bilanci si sta procedendo a tagli.
Le zonizzazione delle nuove ATS (azienda tutela salute) e ASST stanno creando problemi e in molti casi sembrano proprio sbagliate. Ambiti territoriali differenti che si estendono dalla provincia di Sondrio fino all’Alto Lario per l’ASST e alla Val Camonica per l’ATS. Ambiti estesi con logistica difficoltosa, sistemi differenti e problemi di costi. Anziché più integrazione e servizi sul nostro territorio si stà materializzando più costi e difficoltà nei servizi. Il rischio è il peggioramento dei servizi per il cittadino.
Non si può dire, per rispettare i tempi d’attesa, ai cittadini di Sondrio che possono andare all’ospedale di Menaggio perché fa parte dell’ASST Valtellina e Alto Lario.
Il Partito Democratico della provincia di Sondrio chiede, come previsto dalla riforma, che in Regione si faccia una valutazione seria di come stanno funzionando le zonizzazioni.
A volte bisogna avere il coraggio d’ammettere che il percorso previsto dalla riforma può essere modificato.
In particolare per Sondrio, riportando ATS a ASST alle originarie dimensioni provinciali per favorire la vera integrazione territoriale dei servizi, lasciando che l’ospedale di Menaggio si gestito dall’ASST Lariana.
Con il riconoscimento della specificità montana alla provincia di Sondrio, per le sue caratteristiche di territorio interamente montano e di confine, si è voluto sottolineare la peculiarità e la necessità di specifiche forme di autonomia gestionale. Autonomia che si concretizza in particolare nell’organizzazione dei servizi e delle risorse. La revisione della riforma sanitaria deve necessariamente tener conto di questa impostazione.
Bisogna, a nostro avviso, riconsiderare sia l’aspetto della dimensione territoriale dell’ASST e dell’ATS che delle risorse a disposizione. Il territorio deve sapere cogliere la sfida del cambiamento e dentro i propri confini avere il coraggio di superare la visione campanilista della sanità, dei doppioni per innalzare la qualità della risposta ospedaliera e dei servizi socio-sanitari assistenziali. Per questo la necessaria riorganizzazione del sistema sanitario e socio assistenziale locale deve partire dal potenziamento delle specialità esistenti, dalla valorizzazione-rifunzionalizzazione delle strutture del territorio e da un offerta di servizi di buon livello. Non è pensabile di ridurre gli investimenti e la qualità della sanità provinciale. La montagna ha un suo valore e rappresenta una risorsa per la Lombardia e non possiamo accettare un servizio sanitario che arretra invece di avanzare. Il discorso non vale solo per la provincia di Sondrio, la nostra non è una visione localistica, ma riguarda tutta la montagna lombarda. Il governo regionale deve trovare le risorse e le giuste autonomie gestionali per garantire i servizi, tema che al momento non stà affrontando.

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Maroni allarga i confini della provincia di Sondrio!!

Con l’inclusione dei territori del Medio Alto Lario e della Valcamonica all’interno dei confini della ATS Montagna, il Presidente Maroni ha annunciato ieri l’allargamento di fatto dei confini della Provincia di Sondrio. L’occasione è stata quella della presentazione della riforma sanitaria lombarda nel corso della quale ha  confermato che l’ATS di Montagna comprenderà questi territori oltre a quello della Provincia di Sondrio. Di fatto, la nuova ATS Montagna  comprende un territorio  eterogeneo, così vasto che la sanità sarà di difficilissima gestione:  dalla Valcamonica a Porlezza ci vogliono più di 5/6 ore di auto, lo stesso tempo che si impiega da Milano a Roma!!
Durante l’incontro ha inoltre affermato che questo riassetto organizzativo è funzionale alla prevista soppressione delle Province.  Prendiamo atto  di questo annuncio che per l’ennesima volta avviene senza dibattito e senza confronto con il territorio.
La legge Delrio ha riconosciuto alla Provincia di Sondrio l’attributo della “Specificità Montana”, in quanto Provincia interamente montana (unica in Lombardia), attributo che consentirà ampi margini di autonomia e risorse aggiuntive.  La Regione Lombardia lavori per questo!
“Entro il mese di giugno la provincia di Sondrio sarà come Trento e Bolzano” aveva annunciato ai quattro venti il Presidente Maroni in visita a Sondrio alla vigilia di Natale dello scorso anno, ma già prima di Capodanno il sottosegretario Parolo aveva smorzato le speranze quando, nel corso di un incontro con i Sindaci nella sala del Consiglio Provinciale, riconobbe pubblicamente che “Trento e Bolzano” erano una forzatura natalizia.
Gli eventi dei mesi successivi hanno poi disvelato la pochezza del contenuto autonomista delle riforme della Giunta Regionale, in particolare la Riforma sulle Autonomie e la Riforma Sanitaria che non hanno colto l’opportunità del riconoscimento della “specificità Montana” contenuta nella “Legge Delrio”.
Entrambe queste riforme hanno di fatto disatteso le speranze che aveva portato al documento unitario approvato a Chiavenna dai Sindaci della provincia. La cosiddetta “Carta di Chiavenna” è rimasta sostanzialmente lettera morta e con essa le speranze che vi erano state riposte.
Al Presidente Maroni diciamo che i valtellinesi e i valchiavennaschi meritano rispetto e non invece questa ennesima presa in giro.
Come fa il Presidente Maroni a dire che attorno a questa riforma sanitaria c’è ampio consenso?  I territori, TUTTI, hanno chiesto altro, e ora Maroni ci dice che attorno a questa riforma c’è ampio consenso? Ma Maroni dialoga con i Sindaci e i territori?   Cosa ne pensa la Lega Nord locale di questa riorganizzazione territoriale in campo socio-sanitario?La specificità, la specialità, l’autonomia, non si attuano con soli annunci  e proclami ma soprattutto con i fatti, con le cose concrete: è questo che vuole la nostra gente!

Sondrio, 27 novembre 2015 Il Segretario Provinciale

Salvatore Ambrosi

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Punti irrinunciabili per la sanità di montagna

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Riforma sanità Lombarda

Questa settimana il Consiglio Regionale discuterà una proposta di Legge che negli obiettivi di facciata del Presidente Maroni vorrebbe riformare la Sanità Lombarda, ma che in realtà, se approvata, lascerà irrisolti i problemi veri, quelli che interessano quotidianamente i cittadini: il costo del ticket non certo equo e vicino alla possibilità di tutti, le liste di attesa sempre più dilatate, la qualità dei servizi socio sanitari non sempre garantita a tutti allo stesso modo. La riorganizzazione territoriale della sanità Lombarda, contenuta in questo provvedimento, ignora completamente la “specificità montana” che la Legge Delrio ha riconosciuto per la nostra provincia. Prevedere di identificare un bacino territoriale comprendendo oltre la provincia di Sondrio, anche il Medio e Alto Lario, significa mettere in difficoltà il nostro territorio con un conseguente depotenziamento delle strutture esistenti che erogano i servizi socio sanitari. Non si tiene in alcun modo conto delle condizioni di svantaggio strutturale e delle peculiari caratteristiche geomorfologiche di un territorio come il nostro che è oggettivamente diverso da quello del Medio e Alto Lario. Ma il Presidente della Provincia su questo non si pronuncia?

Oltretutto nella veste di Sindaco di Chiavenna dovrebbe essere ulteriormente preoccupato. Nella definizione degli ambiti territoriali, la questione della specificità Montana è nodale; dobbiamo pensare ad una riorganizzazione delle strutture ospedaliere che rientrano nel nostro ambito provinciale, che peraltro ha evidenti peculiarità, se vogliamo garantire parità di trattamento tra chi abita in pianura e chi in montagna.

Cosa ne pensano la Lega Nord, Forza Italia e NCD di questa ipotesi di nuova riorganizzazione della sanità che interessa il nostro territorio? Tutto tace, nessuno si pronuncia. Questi partiti anziché intimorire quei Sindaci del nostro territorio che hanno chiesto, purtroppo invano, di essere ascoltati dal Presidente Maroni affinché venisse approvata una Legge Regionale di Riforma del Sistema delle Autonomie che riconoscesse alla Provincia di Sondrio maggiori risorse economiche e competenze, cerchino di porre rimedio in fretta alle scellerate scelte che stanno venendo avanti in questi giorni a Milano dove chi governa Regione Lombardia continua a dimostrare di non conoscere i problemi dei territori.

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La riforma regionale delle autonomie locali

Il prossimo martedì 30 giugno verrà discussa in Consiglio Regionale la Legge di Riforma del Sistema delle Autonomie Locali, indubbiamente uno dei provvedimenti legislativi regionali più importanti di questi ultimi anni, che influirà in maniera determinante sul futuro e sullo sviluppo socio economico del nostro territorio. Nell’incontro con i Sindaci, che si è tenuto a Sondrio nello scorso mese di gennaio, il Presidente Maroni aveva dichiarato (Fonte Lombardia Notizie – organo ufficiale di stampa della Giunta Regionale): “Chiedo la collaborazione di tutti i Sindaci, a qualunque forza politica appartengano, invitandoli a fornirci proposte e idee. Li ascolteremo”. Sulla scorta di quell’inequivocabile invito, il nostro territorio, per il tramite del Presidente Della Bitta e dei Sindaci, ha elaborato espliciti emendamenti alla Legge realizzando una proposta, consegnata a Maroni a Chiavenna lo scorso 22 maggio. Quella proposta è stata completamente disattesa nel contenuto del testo che la maggioranza presenterà in aula consiliare  martedì prossimo, mentre il gruppo consigliare del Partito Democratico in Regione, come ha già fatto nella competente commissione, riproporrà buona parte degli emendamenti proposti dai nostri Sindaci, in particolare modo quelli che riguardano due temi chiave per il nostro territorio come il “Demanio Idrico” e il “Federalismo Fiscale”. Il territorio si è espresso tramite i Sindaci perché la gestione del Demanio Idrico passi alla Provincia di Sondrio che deve determinare e incassare direttamente i canoni idrici, come avviene da tempo in altre province montane come quella di Belluno;  così come vuole che una parte delle imposte e delle tasse regionali pagate in provincia di Sondrio rimangano al nostro territorio. E per ottenere questo, concretamente, non solo a chiacchiere, devono necessariamente essere impegnate a carico del Bilancio Regionale, e a favore della nostra provincia, maggiori risorse economiche; è sicuramente insostenibile che possa trattarsi di un passaggio neutro per il Bilancio regionale come scritto nella proposta di Legge sostenuta da Maroni. Finiamola di prendere in giro i valtellinesi e valchiavennaschi. Se Maroni, con i partiti di governo, Lega Nord, Forza Italia e NCD, hanno davvero a cuore il futuro del nostro territorio,  il prossimo martedi facciano proprie le proposte del territorio APPROVANDO gli emendamenti del gruppo consigliare del Partito Democratico, senza se e senza ma.

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“Sanità di Montagna, quali prospettive”: l’incontro a Morbegno

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Conferenza pubblica: sanità di montagna

Siete tutti invitati!

sondrio

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Incontro a Milano: “Le nuove sfide della sanità: più qualità e più sostenibilità”

Carissime, carissimi,

vi segnaliamo che il Gruppo consiliare del Partito Democratico vi invita al convegno

LE NUOVE SFIDE DELLA SANITA’: PIU’ QUALITA’ E PIU’ SOSTENIBILITA’

che si terrà il prossimo SABATO 13 DICEMBRE  DALLE ORE 9:30 ALLE ORE 13 PRESSO L’AUDITORIUM GIORGIO GABER (Palazzo Pirelli, Piazza Duca D’Aosta 3 in Milano) con la partecipazione del Presidente della Conferenza Stato-Regioni,

SERGIO CHIAMPARINO

 

Di seguito il programma completo: vi aspettiamo numerosi!

 

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LE NUOVE SFIDE DELLA SANITA’: PIU’ QUALITA’ E PIU’ SOSTENIBILITA’
SABATO 13 Dicembre 2014 – Ore 9.30 /13.00
Auditorium Gaber – Palazzo Pirelli, piazza Duca d’Aosta 3, Milano

 

Saluto di
Enrico Brambilla, Capogruppo PD Consiglio Regionale della Lombardia

 

Presiede e coordina
Marco Carra, Consigliere regionale, Commissione Sanità e Politiche Sociali

 

Le nuove sfide della sanità
Sergio Chiamparino, Presidente Regione Piemonte, Presidente Conferenza Stato-Regioni

 

Modelli regionali a confronto: La proposta di riforma del sistema sociosanitario lombardo
Carlo Borghetti, Consigliere regionale, Capogruppo PD Commissione Sanità e Politiche Sociali
Sara Valmaggi, Vicepresidente Consiglio Regionale, Commissione Sanità e Politiche Sociali

 

Uno sguardo alle altre regioni
Claudio Sinigaglia, Vicepresidente Commissione Assistenza, Igiene, Sanità, Sicurezza sociale Regione Veneto
Luigi Marroni, Assessore Diritto alla Salute Regione Toscana (invitato)

 

A seguire:

 

Presiede e coordina
Gian Antonio Girelli, Consigliere regionale, Commissione Sanità e Politiche Sociali

 

Il nuovo Patto per la salute tra universalismo e innovazione
Sen. Emilia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità Senato
On. Elena Carnevali, Componente Commissione Affari sociali Camera

 

Conclusioni
Alessandro Alfieri, Segretario regionale PD lombardo

 

Sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Luca Gaffuri, Consigliere regionale, Commissione Sanità e Politiche Sociali, e di Mario Barboni, Consigliere regionale e responsabile Forum Welfare segreteria regionale PD.

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