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La Camera approva il ddl Realacci: in arrivo investimenti e banda larga

Curti: “Premiato l’impegno del Partito democratico verso i territori”
Del Barba: “Confronto e collaborazione con gli amministratori locali nelle scelte.”

“Martedì è stata approvata la legge Realacci per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni: un impegno concreto che il Partito democratico ha messo in campo per aiutare i piccoli borghi a far fronte alle numerose sfide della modernità.” ha dichiarato Giovanni Curti, segretario PD provinciale, a seguito dell’approvazione alla Camera del ddl “ Misure per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici.”
“Il primo passaggio è stato finalmente completato e ha visto l’approvazione di tutte le principali forze politiche, segno che la proposta ha trovato la piena condivisione in virtù della sua importanza per i piccoli Comuni. Va riconosciuto il grande impegno del gruppo dei Deputati del Partito democratico, in particolare Enrico Borghi e Antonio Misiani.”
“Si tratta di una legge che nasce dall’esperienza e dall’esigenza degli amministratori locali e dei territori, per fare fronte alle questioni concrete che interessano migliaia di comuni in italia, di cui 71 solo in Valtellina e in Valchiavenna.” ha spiegato Curti. “All’interno della legge sono contenute misure per contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi, oltre ad investimenti sulla banda larga e sul potenziamento dei servizi pubblici essenziali in territori poco popolati. In particolare, la Camera ha deliberato lo stanziamento di 100 milioni, dal prossimo anno fino al 2023, per investimenti in azioni di tutela dell’ambiente, promozione dei beni culturali, rilancio del turismo e valorizzazione del settore agroalimentare, oltre che prevenzione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza delle scuole.”
“A breve toccherà a noi senatori discutere del disegno di legge ed eventualmente proporre e approvare emendamenti al testo trasmessoci: per questo motivo scriverò ufficialmente a tutti i sindaci dei Comuni sotto i 5000 abitanti del nostro territorio, inviando loro il disegno di legge approvato dalla Camera e chiedendo di formulare eventuali suggerimenti o proposte di modifica.” ha aggiunto il senatore valtellinese Mauro Del Barba. “Questa legislatura ha il record di parlamentari che provengono da esperienze di amministrazione locale: abbiamo tutti ben presente i problemi che le tante, piccole realtà del nostro Paese devono affrontare ogni giorno e sappiamo quanto sia importante collaborare ogni giorno con Sindaci e consiglieri comunali. Grazie a questo continuo confronto abbiamo approvato in questa legislatura provvedimenti di primaria importanza, come il definitivo superamento del Patto di stabilità e le nuove norme semplificate sulla finanza locale: il disegno di legge sui piccoli comuni continua il percorso di valorizzazione e sostegno alle comunità locali, specialmente quelle delle zone di montagna, permettendo ai territori meno popolati di esser nelle condizioni di cogliere appieno le opportunità per il futuro.”

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Del Barba interviene sull’Area Vasta

Se ne facciano una ragione i signori della Lega - ha tuonato il morbegnese -: hanno governato 20 anni e hanno fallito con le promesse per il Nord. Non hanno mai portato a casa nulla. In verità non hanno mai neppure proposto alcunché per la provincia di Sondrio. Ed è bene dirlo ai cittadini confusi dal linguaggio mistificatorio della Lega.

http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/lega-bugiarda-la-riforma-non-cancella-la-specificita_1203261_11/

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Sovracanoni BIM, Curti: buone notizie per i territori – FEDERBIM smentisce Cioccarelli

“Smentite le previsioni disfattiste della Cioccarelli diffuse per creare il caos e prendere i titoli dei giornali”

La FEDERBIM (l’associazione nazionale dei Bacini Imbriferi Montani), con nota del 16 settembre, esprime giudizio positivo sulla normativa sul pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (Psea) che “conferma l’importanza e punta alla valorizzazione del capitale naturale nell’interesse dei territori e delle comunità locali”.
Il direttivo della Federbim inoltre valuta “positivamente l’attuale interlocuzione con il gruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, in particolare col suo presidente Enrico Borghi (PD)”.
Buone notizie quindi per i nostri territori ed una conferma che i rappresentanti locali del Partito Democratico seguono le partite importanti.

Nella stessa nota la federbim censura gli atteggiamenti allarmistici dicendo che “al di là del legittimo pensiero di ciascun presidente di Consorzio Bim riteniamo che non sia giusto far circolare informazioni sbagliate dovute ad errate interpretazioni della bozza di Decreto Ministeriale”.
Il riferimento all’uscita maldestra del presidente del BIM Adda Carla Cioccarelliè chiaro e voluto, la presidente Cioccarelli ha tuonato su tutti i giornali contro il Governo, reo – a suo avviso – di voler “scippare” al BIM parte delle risorse derivanti dai sovraccanoni BIM.

Mi chiedo che credibilità possiamo dare ai nostri rappresentanti se non trovano di meglio da fare che creare allarmismo su questioni fondamentali come la gestione delle acque e dei relativi canoni diffondendo interpretazioni sbagliate di una bozza di un Decreto. Non si può usare il ruolo istituzionale per fare battaglia politica contro il governo, tra l’altro a torto rischiando di creare problemi e danno al territorio. E’ un modo sbagliato di cercare visibilità.

“Il tema delle acque è centrale per il nostro territorio e le nostre comunità: purtroppo spesso viene cavalcato in modo strumentale per creare paura nei cittadini e negli amministratori locali con tesi basate sul nulla” ha continuato Curti “E’ il modus operandi usato dalla politica speculativa del dissenso e del populismo”.

Ritengo positivo l’intervento del direttivo della Federbim che ha sottolineato la positiva interlocuzione con il gruppo parlamentare ed ha censurato allo stesso tempo le notizie sbagliate diffuse da qualche presidente. Segnale che la discussione seria e serena produce effetti positivi.

Giovanni Curti
Segretario Provinciale PD Sondrio

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Festa dell’Unità a Sondrio

Festa dell' Unità 2016

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600 mila GRAZIE a tutti

Obiettivo raggiunto, siamo soddisfatti per aver superato le 500mila firme necessarie per la richiesta referendum sulla riforma costituzionale. Voglio ringraziare quanti si sono impegnati anche in provincia di Sondrio per la raccolta firme, iscritti, circoli, amministratori, simpatizzanti. L’impegno anche delle categorie come la coldiretti a fianco dei comitati per il Sì. Un lavoro non facile spiegare il perché, l’importanza di andare tra la gente e cominciare ad informare i cittadini sui contenuti della Riforma Costituzionale. Un lavoro di squadra. Le quasi 600mila firme consegnate in cassazione rappresentano un risultato non banale visto il poco tempo a disposizione, la sovrapposizione con le elezioni amministrative e il clima difficile. Per noi questo risultato rappresenta una spinta importante per lanciare la campagna informativa e spiegare agli italiani come il sistema istituzionale possa essere migliorato, la politica alleggerita e resa meno costosa.

Il Segretario Provinciale
Giovanni Curti

foto di PD Provincia di Sondrio.
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Riforma Costituzionale – troppa disinformazione per spaventare i cittadini

Il voto sulla riforma costituzionale rappresenta l’appuntamento politico piu’ importante del prossimo autunno. Una riforma corposa che modifica il processo legislativo con riforma del bicameralismo paritario, la riduzione del senato ad un senato delle autonomie con soli 100 rappresentanti, e molte altre modifiche tese alla semplificazione ed efficienza dello stato. La discussione dei comitati schierati in favore della riforma e di quelli contrari si stà giustamente sviluppando con argomentazioni ed opinioni diverse, rispettabili, nel merito. Ci sono anche delle posizioni politiche che tendono a trasformare la votazione in un referendum sul presidente del consiglio, tese alla personalizzazione, evitando la discussione di merito. E’ una strategia dei partiti di minoranza che capisco ma non condivido. La riforma è sicuramente perfettibile in molti aspetti ma rappresenta un passo avanti nel percorso riformista del paese e della governabilità. Tra l’altro il voto referendario prevede la facolta’ di approvare o respingere la riforma nel suo complesso. Respingerla vorrebbe dire ripartire da zero e perdere un occasione per riformare il paese. La situazione nazionale ed internazionale è molto complicata con il voto della Brexit che crea preoccupazioni per il futuro della UE e dei paesi che ne fanno parte, la situazione dell’economia stagnante, la paura diffusa del terrorismo e del fenomeno migratorio e il ritorno a pericolosi nazionalismi.

Questi aspetti complicano sicuramente il voto di ottobre.

Tornando al territorio ciascuno è libero di esprimere le ragioni e le posizioni che ritiene opportune, mi sembra però che chi lo fa sfruttando i livelli istituzionali debba almeno informarsi e raccontare la verità. In provincia si stà diffondendo una campagna strisciante che invita al voto per il NO perché l’affermazione del SI porterebbe alla cancellazione dei proventi derivanti dallo sfruttamento idroelettrico.

Tutto questo semplicemente non è corretto. Con la riforma tornano allo Stato energia, infrastrutture con la possibilità di decidere centralmente le politiche nazionali su questi importanti argomenti.

Per quanto concerne le nostre acque gli ambiti sono due: l’energia e il demanio idrico.

Lo spostamento della competenza legislativa dell’energia a favore dello stato riguarda solo la dimensione nazionale, come è già adesso, lasciando così alla regione la competenza legislativa sull’energia per quanto concerne la dimensione locale.

La competenza amministrativa sulla gestione del demanio idrico non cambia: a seguito del decentramento delle competenze amministrative in materia di gestione del demanio idrico attuato con la Bassanini (D.Lgs. 112/98), la gestione del demanio idrico è conferita dallo Stato alle Regioni e agli enti locali.

 

Tornando ai proventi dello sfruttamento dobbiamo ricordare che la parte piu’ consistente non è toccata dalla riforma costituzionale perché derivano da altre leggi nazionali. I sovracanoni BIM che portano circa 22 milioni di euro alla provincia di Sondrio derivano da legge nazionale del 1953 (I Consorzi BIM sono consorzi di Comuni che si mettono insieme, ai sensi della L. 959 del 27/12/1953, per una gestione associata delle entrate derivanti dai sovracanoni, previsti espressamente dall’art. 1 comma 8 della suddetta legge).

I sovracanoni rivieraschi che portano altri 6-7 milioni a favore dei Comuni rivieraschi e delle rispettive province è stato istituito dall’art. 53 del T.U. 1775 del 11/12/1933.

 

La riforma contiene al contrario un importante riconoscimento con la costituzionalizzazione della specificità montana. Nasce un tipo nuovo e diverso di Provincia per i territori interamente montani e confinanticon un Paese straniero, riconoscendo una differenziazione funzionale e ordinamentale tra laProvincia ordinaria e la Provincia montana di confine.L’art. 1, co. 3, legge n. 56/2014 introduce la specialità montana, quale specifico regime delle Province montana di confine.

Pertanto, sarà possibile valorizzare questa specificità rivendicando oltre alle particolari forme di autonomia gestionale le risorse per il territorio tra le quali quelle derivanti dallo sfruttamento idroelettrico e di entrare nell’importante partita del rinnovo delle grandi concessioni. Sarà fondamentale non solo conservare queste importanti risorse ma mettere in campo tutte le azioni per sfruttarle al meglio.

 

Giovanni Curti

Segretario Provinciale PD

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La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano

La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano. L’Alto Lario e l’ospedale di Menaggio tornino a Como e la Valcamonica a Brescia.

Con la legge regionale 33/2015 si è voluto riformare il sistema sanitario della Regione Lombardia, un sistema capace di assicurare un buon livello di assistenza sanitaria ma non privo di punti di caduta e di miglioramenti da implementare.
Principi ispiratori ed obiettivi annunciati della nuova legge sono il miglioramento dei servizi per i cittadini con integrazione tra i servizi ospedalieri e socio-assistenziali, nuova organizzazione e risparmi per tutto il sistema sanitario della Lombardia.
A quasi un anno di distanza dall’entrata in vigore della nuova legge è doveroso fare un punto sullo stato di attuazione riscontrando le difficoltà e le criticità che hanno impatto sui cittadini e sulla gestione dei servizi.
Dopo l’arresto dell’Assessore Regionale e le dimissioni del Direttore Regionale si è fatta sentire la mancanza di una guida forte ed autorevole della sanità lombarda in un momento che dovrebbe essere di forte attenzione per il cambiamenti in atto. L’assenza di regia stà bloccando la riforma è gli effetti sui servizi si fanno sentire. La confusione è molta, gli operatori e gli amministratori stanno riscontrando molte difficoltà e nutrono molti dubbi sulle scelte fatte.
Erano state promesse maggiori risorse, ma nei bilanci si sta procedendo a tagli.
Le zonizzazione delle nuove ATS (azienda tutela salute) e ASST stanno creando problemi e in molti casi sembrano proprio sbagliate. Ambiti territoriali differenti che si estendono dalla provincia di Sondrio fino all’Alto Lario per l’ASST e alla Val Camonica per l’ATS. Ambiti estesi con logistica difficoltosa, sistemi differenti e problemi di costi. Anziché più integrazione e servizi sul nostro territorio si stà materializzando più costi e difficoltà nei servizi. Il rischio è il peggioramento dei servizi per il cittadino.
Non si può dire, per rispettare i tempi d’attesa, ai cittadini di Sondrio che possono andare all’ospedale di Menaggio perché fa parte dell’ASST Valtellina e Alto Lario.
Il Partito Democratico della provincia di Sondrio chiede, come previsto dalla riforma, che in Regione si faccia una valutazione seria di come stanno funzionando le zonizzazioni.
A volte bisogna avere il coraggio d’ammettere che il percorso previsto dalla riforma può essere modificato.
In particolare per Sondrio, riportando ATS a ASST alle originarie dimensioni provinciali per favorire la vera integrazione territoriale dei servizi, lasciando che l’ospedale di Menaggio si gestito dall’ASST Lariana.
Con il riconoscimento della specificità montana alla provincia di Sondrio, per le sue caratteristiche di territorio interamente montano e di confine, si è voluto sottolineare la peculiarità e la necessità di specifiche forme di autonomia gestionale. Autonomia che si concretizza in particolare nell’organizzazione dei servizi e delle risorse. La revisione della riforma sanitaria deve necessariamente tener conto di questa impostazione.
Bisogna, a nostro avviso, riconsiderare sia l’aspetto della dimensione territoriale dell’ASST e dell’ATS che delle risorse a disposizione. Il territorio deve sapere cogliere la sfida del cambiamento e dentro i propri confini avere il coraggio di superare la visione campanilista della sanità, dei doppioni per innalzare la qualità della risposta ospedaliera e dei servizi socio-sanitari assistenziali. Per questo la necessaria riorganizzazione del sistema sanitario e socio assistenziale locale deve partire dal potenziamento delle specialità esistenti, dalla valorizzazione-rifunzionalizzazione delle strutture del territorio e da un offerta di servizi di buon livello. Non è pensabile di ridurre gli investimenti e la qualità della sanità provinciale. La montagna ha un suo valore e rappresenta una risorsa per la Lombardia e non possiamo accettare un servizio sanitario che arretra invece di avanzare. Il discorso non vale solo per la provincia di Sondrio, la nostra non è una visione localistica, ma riguarda tutta la montagna lombarda. Il governo regionale deve trovare le risorse e le giuste autonomie gestionali per garantire i servizi, tema che al momento non stà affrontando.

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Abolizione Tasi, dodici milioni di tasse in meno in provincia

Il Partito democratico ricorda gli impegni mantenuti sulla riduzione dei tributi prima casa e agricoli

“Giovedi 16 giugno rappresenta una sorta di tax day per circa 16 milioni di Italiani che dovranno pagare la prima rata di IMU e TASI. Il Partito Democratico con una serie di iniziative vuole ricordare l’impegno del Governo che, mantenendo le promesse, ha eliminato la TASI sulle prime case e il pagamento dell’IMU agricolo. Un segnale importante in un momento comunque difficile per la spesa pubblica che ha un duplice significato. Il primo esprime la volontà di mantenere gli impegni e di andare ad una progressiva riduzione delle tasse sulla prima casa, il secondo è lo sforzo di selezionare l’impatto fiscale sulla popolazione cercando di tutelare le classi meno abbienti. Sforzo che non graverà sulle casse degli enti locali visto l’impegno a compensare il minor gettito locale. Coerenza ed equità fiscale, un impegno difficile da perseguire.”

“Certo i detrattori potranno dire che si parla di poco e che la pressione fiscale è ancora alta. Non si possono però negare i fatti, il rispetto delle promesse mantenute con l’approvazione della legge di stabilità 2016 e il risparmio non indifferente di circa 12 milioni di euro nella sola provincia di Sondrio.”

“Qualche numero: chi ha smesso di pagare la Tasi? Il 74,3% dei contribuenti che ha smesso di pagare la Tasi prima casa guadagna meno di 28000 euro lordi. Il 72,2% delle case sono di tipo civile, economico, popolare e ultrapopolare. Il taglio Tasi riguarda per il 40,8% lavoratori dipendenti, per il 34,4% pensionati,  per il 14,6% lavoratori autonomi. Il numero totale delle famiglie coinvolte è di 19.536.820″

IMU agricola e Imbullonati

IMU terreni: nel 2016 il risparmio complessivo dei contribuenti sull’IMU terreni è stato valutato in circa 401 milioni di euro (una verifica definitiva sarà effettuata entro la fine del mese di luglio 2016 come previsto anche per l’esenzione TASI abitazione principale).

Il risparmio sull’IMU per i cosiddetti  “macchinari imbullonati” è quantificato nella relazione tecnica della legge di stabilità 2016 in complessivi 530 milioni di euro.

Un cambio di rotta nel modo di affrontare le problematiche e nella ricerca continua di soluzioni che mirino a migliorare la situazione attuale ed alla semplificazione ed efficienza.

Nel fine settimana con i banchetti per la promozione del referendum costituzionale verrà distribuito il materiale informativo relativo alle novità TASI ed IMU.

“Il Partito democratico, nell’interesse dei cittadini e delle comunità, va avanti su questa strada: c’è ancora molto da fare – a partire dall’informare più gente possibile sulla necessità di votare “sì” al referendum sulle riforme costituzionali – ma è necessario non stare fermi”.

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IL PD provinciale in piazza per la riforma costituzionale

IL PD provinciale in piazza per la riforma costituzionale
Riduzione di un terzo dei parlamentari, velocità ed efficienza nell’approvazione delle leggi, fine del bicameralismo paritario i punti-chiave della storica riforma.

Dopo il riuscito incontro organizzato lunedì 6 giugno col senatore Roberto Cociancich, al quale hanno partecipato un centinaio di militanti, amministratori, cittadini e imprenditori, continua l’impegno del Partito democratico provinciale sulla riforma costituzionale.

“Si tratta di uno spartiacque storico, che supera il bicameralismo paritario e porta gli enti locali e i loro rappresentati direttamente dentro il processo legislativo.” hanno dichiarato in una nota i vertici del partito democratico provinciale, che unanimemente sta facendo campagna per il “sì” al referendum, un passo avanti nell’azione di riforma e semplificazione del paese ritenuto necessario. “Ci sono diversi miglioramenti tesi a favorire la partecipazione popolare all’iniziativa legislativa, abbassando il quorum del referendum abrogativo e introducendo quello propositivo; si mette un tetto al compenso dei governatori regionali e vengono aboliti i finanziamenti ai gruppi consiliari regionali. Inoltre, viene tagliato un terzo dei parlamentari: al senato gli enti locali saranno rappresentati da sindaci e consiglieri regionali che non riceveranno alcuna indennità.”

“Per arrivare a questo risultato il Partito democratico ha lavorato duramente e ha approvato insieme alle altre forze di maggioranza una riforma che è sicuramente perfettibile, ma che rappresenterà un punto di svolta per il nostro Paese. Abbiamo deciso fin da subito di coinvolgere i cittadini e lasciare agli elettori l’ultima parola. E’ necessario favorire l’informazione e la partecipazione.”

Il PD sarà presente con i suoi gazebo sabato 11 a Sondrio (8.30-12.00) e Chiavenna (9.00-13.00), domenica 12 a Tirano (9.30-12.00) e sabato 18 a Morbegno (9.30-12.30) per incontrare i cittadini e raccogliere le firme per richiedere il referendum costituzionale.

Appello ai cittadini: fino al 25 giugno è possibile recarsi presso le anagrafi di tutti i Comuni della Provincia e firmare direttamente in Comune la richiesta di indizione del referendum.

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A SONDRIO IL PD ESPONE LE RAGIONI PER UN Sì AL REFERENDUM

Grande partecipazione all’incontro col senatore dem Roberto Cociancich
“Siamo soddisfatti della riuscita, in termini di partecipazione e dei temi trattati, di questo primo incontro pubblico di confronto sulla riforma costituzionale. Ci saranno altri momenti da qui ad ottobre per approfondire e far conoscere i vari aspetti.” ha dichiarato il segretario provinciale del Partito democratico Giovanni Curti, a margine del convegno “La Riforma costituzionale: le ragioni per un sì” tenutosi a Sondrio il 6 giugno e organizzato dalla Federazione provinciale del PD.
“In queste settimane tutto il Partito è impegnato nella raccolta delle firme per l’indizione del referendum, attraverso iniziative e gazebo. E’ presente anche un apposito modulo presso gli uffici anagrafe/elettorale di tutti i Comuni della provincia. Invitiamo i valtellinesi e i valchiavennaschi a recarsi presso i propri comuni di residenza per sottoscrivere la richiesta di referendum sulla riforma: c’è tempo fino al 25 giugno. ”
“Abbiamo mantenuto una promessa chw abbiamo fatto quando nel 2013 ci siamo candidati.
Mi ritengo molto fortunato, perché non era facile mantenere una promessa così impegnativa, specialmente a seguito del risultato delle elezioni: ma l’abbiamo fatto, abbiamo rispettato il nostro impegno con gli elettori e costruito un cambiamento profondo.” Ha dichiarato il senatore del Partito democratico Mauro Del Barba, introducendo insieme al segretario provinciale Giovanni Curti l’incontro “La Riforma costituzionale: le ragioni per un sì”, davanti a una sala gremita. “L’Italia non ha mai trovato il coraggio di decidere, oggi invece noi abbiamo deciso e proponiamo ai cittadini il referendum su questa proposta, urgente e necessaria, che rivendichiamo con orgoglio e che stiamo spiegando, nelle piazze e negli incontri, confrontandoci con tutti i cittadini per spiegare nel merito cosa cambierà.”
“Abbiamo mantenuto la promessa che abbiamo fatto quando nel 2013 ci siamo candidati: fare quella riforma della costituzione che il Paese aspetta da decenni.” ha dichiarato il senatore del Partito democratico Mauro Del Barba, introducendo l’incontro. “Mi ritengo molto fortunato, perché non era facile mantenere una promessa così impegnativa, specialmente a seguito del risultato delle elezioni: ma l’abbiamo fatto, abbiamo rispettato il nostro impegno con gli elettori e costruito un cambiamento profondo.”
“L’Italia non ha mai trovato il coraggio di decidere, oggi invece noi abbiamo deciso e proponiamo ai cittadini il referendum su questa proposta, urgente e necessaria, che rivendichiamo con orgoglio e che stiamo spiegando, nelle piazze e negli incontri, confrontandoci con tutti i cittadini per informare nel merito cosa cambierà.”
“Votare sì comporta diversi vantaggi, anche a livello locale: con la nuova Costituzione si rafforza il processo verso il pieno riconoscimento della specificità montana, perché viene garantita la possibilità di concedere specifiche autonomie alle aree viste montane. Senza la riforma costituzionale questo processo, avviato a fatica e basato sulla forza politica del nostro territorio di imporre la propria visione, rischia di vernire meno. La riforma in definitiva fa salvo e rende definitivo il percorso della specificità montana della nostra provincia: chi afferma il contrario dice il falso.”
“Questo mondo che cambia oggi esige delle istituzioni che siano capaci di reagire in maniera celere ed efficiente ed efficace. La critica sistematicamente fatta alla classe politica è l’esser sempre in ritardo, mostrando spesso difficoltà nel guidare lo sviluppo del paese, affrontando concretamente problemi dei cittadini.” ha affermato il parlamentare PD, membro della Commissione Affari costituzionale e padre del famoso “emendamento-canguro” che ha permesso di superare l’ostruzionismo delle opposizioni, che durante la discussione in Aula avevano presentato milioni di emendamenti fotocopia, poi ridotti ad alcune centinaia di migliaia dal presidente del Senato Grasso. “Anche il nostro sistema istituzionale è molto cambiato: oggi viviamo quasi un “tricameralismo”, perché dobbiamo considerare il livello europeo – che nel ‘46 non c’era affatto – e che oggi si occupa di diversi settori della legislazione. Non si può non tenere conto di questo fatto nuovo e di tutto ciò che è cambiato dal dopoguerra ad oggi.”
“Oggi il nostro Paese ha la necessità di rendere più efficaci e rafforzare le nostre istituzioni democratiche: se confermeranno quanto abbiamo proposto, i cittadini le troveranno più capaci di affrontare e incidere sui problemi.” ha ricordato Cociancich “Questa riforma darà più credibilità al nostro paese e un maggior senso di repsonsabilità: verranno meno gli alibi che per troppi anni hanno circondato l’azione politica, quando le scelte non erano chiare e frutto di mediazioni oscure e grigie. Senza la titolarità della scelta manca anche la responsabilità: questa riforma, insieme alla legge elettorale, identificherà con precisione la responsabilità dei successi e degli insuccessi permettendo ai cittadini di premiare o punire chi ha governato.”
Cociancich ha anche esposto con chiarezza come non vi sia alcun problema di deriva autoritaria nel testo della riforma, spiegando come gli equilibri in termini di numeri dei voti interni al Parlamento e le maggioranze richieste impediranno l’egemonia di un solo partito nell’elezione dei membri del CSM e del Presidente della Repubblica, costringendo la maggioranza a ricercare un ampio accordo tra le forze presenti in Parlamento. In merito all’eliminazione del bicameralismo paritario, Cociancich ha ricordato che la fiducia al Governo sarà data dalla sola Camera, mentre invece il Senato sarà composto da 100 membri (anziché i 315 attuali) e sarà espressione delle istituzioni territoriale: 74 senatori verranno indicati dalle Regioni, 21 dai Comuni e 5 saranno infine nominati dal presidente della Repubblica. “I componenti del nuovo senato saranno legati alle istituzioni attraverso le quali sono stati eletti e dunque avranno una durata collegata a quella degli organi di appartenenza, garantendo così un continuo ricambio e una rappresentazione fedele delle istanze locali. Il senato inoltre avrà domani la possibilità di esaminare qualunque legge approvata dalla Camera, e proporre entro 30 giorni eventuali modifiche sulle quali deciderà poi la Camera.”
Oltre un centinaio i presenti: tra i numerosi interventi dal pubblico anche quello del Sindaco di Tirano, Franco Spada, che ha ricordato le promesse disattese dalla Regione contenute all’interno della Carta di Chiavenna, sottoscritta dai sindaci del territorio, del segretario di ANPI Sondrio Egidio Melé, di molti amministratori e cittadini del territorio curiosi di conoscere cosa cambierà con la nuova riforma.

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