Archivi del mese: giugno 2016

La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano

La riorganizzazione socio-sanitaria riconosca la specificità del nostro territorio interamente montano. L’Alto Lario e l’ospedale di Menaggio tornino a Como e la Valcamonica a Brescia.

Con la legge regionale 33/2015 si è voluto riformare il sistema sanitario della Regione Lombardia, un sistema capace di assicurare un buon livello di assistenza sanitaria ma non privo di punti di caduta e di miglioramenti da implementare.
Principi ispiratori ed obiettivi annunciati della nuova legge sono il miglioramento dei servizi per i cittadini con integrazione tra i servizi ospedalieri e socio-assistenziali, nuova organizzazione e risparmi per tutto il sistema sanitario della Lombardia.
A quasi un anno di distanza dall’entrata in vigore della nuova legge è doveroso fare un punto sullo stato di attuazione riscontrando le difficoltà e le criticità che hanno impatto sui cittadini e sulla gestione dei servizi.
Dopo l’arresto dell’Assessore Regionale e le dimissioni del Direttore Regionale si è fatta sentire la mancanza di una guida forte ed autorevole della sanità lombarda in un momento che dovrebbe essere di forte attenzione per il cambiamenti in atto. L’assenza di regia stà bloccando la riforma è gli effetti sui servizi si fanno sentire. La confusione è molta, gli operatori e gli amministratori stanno riscontrando molte difficoltà e nutrono molti dubbi sulle scelte fatte.
Erano state promesse maggiori risorse, ma nei bilanci si sta procedendo a tagli.
Le zonizzazione delle nuove ATS (azienda tutela salute) e ASST stanno creando problemi e in molti casi sembrano proprio sbagliate. Ambiti territoriali differenti che si estendono dalla provincia di Sondrio fino all’Alto Lario per l’ASST e alla Val Camonica per l’ATS. Ambiti estesi con logistica difficoltosa, sistemi differenti e problemi di costi. Anziché più integrazione e servizi sul nostro territorio si stà materializzando più costi e difficoltà nei servizi. Il rischio è il peggioramento dei servizi per il cittadino.
Non si può dire, per rispettare i tempi d’attesa, ai cittadini di Sondrio che possono andare all’ospedale di Menaggio perché fa parte dell’ASST Valtellina e Alto Lario.
Il Partito Democratico della provincia di Sondrio chiede, come previsto dalla riforma, che in Regione si faccia una valutazione seria di come stanno funzionando le zonizzazioni.
A volte bisogna avere il coraggio d’ammettere che il percorso previsto dalla riforma può essere modificato.
In particolare per Sondrio, riportando ATS a ASST alle originarie dimensioni provinciali per favorire la vera integrazione territoriale dei servizi, lasciando che l’ospedale di Menaggio si gestito dall’ASST Lariana.
Con il riconoscimento della specificità montana alla provincia di Sondrio, per le sue caratteristiche di territorio interamente montano e di confine, si è voluto sottolineare la peculiarità e la necessità di specifiche forme di autonomia gestionale. Autonomia che si concretizza in particolare nell’organizzazione dei servizi e delle risorse. La revisione della riforma sanitaria deve necessariamente tener conto di questa impostazione.
Bisogna, a nostro avviso, riconsiderare sia l’aspetto della dimensione territoriale dell’ASST e dell’ATS che delle risorse a disposizione. Il territorio deve sapere cogliere la sfida del cambiamento e dentro i propri confini avere il coraggio di superare la visione campanilista della sanità, dei doppioni per innalzare la qualità della risposta ospedaliera e dei servizi socio-sanitari assistenziali. Per questo la necessaria riorganizzazione del sistema sanitario e socio assistenziale locale deve partire dal potenziamento delle specialità esistenti, dalla valorizzazione-rifunzionalizzazione delle strutture del territorio e da un offerta di servizi di buon livello. Non è pensabile di ridurre gli investimenti e la qualità della sanità provinciale. La montagna ha un suo valore e rappresenta una risorsa per la Lombardia e non possiamo accettare un servizio sanitario che arretra invece di avanzare. Il discorso non vale solo per la provincia di Sondrio, la nostra non è una visione localistica, ma riguarda tutta la montagna lombarda. Il governo regionale deve trovare le risorse e le giuste autonomie gestionali per garantire i servizi, tema che al momento non stà affrontando.

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Abolizione Tasi, dodici milioni di tasse in meno in provincia

Il Partito democratico ricorda gli impegni mantenuti sulla riduzione dei tributi prima casa e agricoli

“Giovedi 16 giugno rappresenta una sorta di tax day per circa 16 milioni di Italiani che dovranno pagare la prima rata di IMU e TASI. Il Partito Democratico con una serie di iniziative vuole ricordare l’impegno del Governo che, mantenendo le promesse, ha eliminato la TASI sulle prime case e il pagamento dell’IMU agricolo. Un segnale importante in un momento comunque difficile per la spesa pubblica che ha un duplice significato. Il primo esprime la volontà di mantenere gli impegni e di andare ad una progressiva riduzione delle tasse sulla prima casa, il secondo è lo sforzo di selezionare l’impatto fiscale sulla popolazione cercando di tutelare le classi meno abbienti. Sforzo che non graverà sulle casse degli enti locali visto l’impegno a compensare il minor gettito locale. Coerenza ed equità fiscale, un impegno difficile da perseguire.”

“Certo i detrattori potranno dire che si parla di poco e che la pressione fiscale è ancora alta. Non si possono però negare i fatti, il rispetto delle promesse mantenute con l’approvazione della legge di stabilità 2016 e il risparmio non indifferente di circa 12 milioni di euro nella sola provincia di Sondrio.”

“Qualche numero: chi ha smesso di pagare la Tasi? Il 74,3% dei contribuenti che ha smesso di pagare la Tasi prima casa guadagna meno di 28000 euro lordi. Il 72,2% delle case sono di tipo civile, economico, popolare e ultrapopolare. Il taglio Tasi riguarda per il 40,8% lavoratori dipendenti, per il 34,4% pensionati,  per il 14,6% lavoratori autonomi. Il numero totale delle famiglie coinvolte è di 19.536.820″

IMU agricola e Imbullonati

IMU terreni: nel 2016 il risparmio complessivo dei contribuenti sull’IMU terreni è stato valutato in circa 401 milioni di euro (una verifica definitiva sarà effettuata entro la fine del mese di luglio 2016 come previsto anche per l’esenzione TASI abitazione principale).

Il risparmio sull’IMU per i cosiddetti  “macchinari imbullonati” è quantificato nella relazione tecnica della legge di stabilità 2016 in complessivi 530 milioni di euro.

Un cambio di rotta nel modo di affrontare le problematiche e nella ricerca continua di soluzioni che mirino a migliorare la situazione attuale ed alla semplificazione ed efficienza.

Nel fine settimana con i banchetti per la promozione del referendum costituzionale verrà distribuito il materiale informativo relativo alle novità TASI ed IMU.

“Il Partito democratico, nell’interesse dei cittadini e delle comunità, va avanti su questa strada: c’è ancora molto da fare – a partire dall’informare più gente possibile sulla necessità di votare “sì” al referendum sulle riforme costituzionali – ma è necessario non stare fermi”.

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IL PD provinciale in piazza per la riforma costituzionale

IL PD provinciale in piazza per la riforma costituzionale
Riduzione di un terzo dei parlamentari, velocità ed efficienza nell’approvazione delle leggi, fine del bicameralismo paritario i punti-chiave della storica riforma.

Dopo il riuscito incontro organizzato lunedì 6 giugno col senatore Roberto Cociancich, al quale hanno partecipato un centinaio di militanti, amministratori, cittadini e imprenditori, continua l’impegno del Partito democratico provinciale sulla riforma costituzionale.

“Si tratta di uno spartiacque storico, che supera il bicameralismo paritario e porta gli enti locali e i loro rappresentati direttamente dentro il processo legislativo.” hanno dichiarato in una nota i vertici del partito democratico provinciale, che unanimemente sta facendo campagna per il “sì” al referendum, un passo avanti nell’azione di riforma e semplificazione del paese ritenuto necessario. “Ci sono diversi miglioramenti tesi a favorire la partecipazione popolare all’iniziativa legislativa, abbassando il quorum del referendum abrogativo e introducendo quello propositivo; si mette un tetto al compenso dei governatori regionali e vengono aboliti i finanziamenti ai gruppi consiliari regionali. Inoltre, viene tagliato un terzo dei parlamentari: al senato gli enti locali saranno rappresentati da sindaci e consiglieri regionali che non riceveranno alcuna indennità.”

“Per arrivare a questo risultato il Partito democratico ha lavorato duramente e ha approvato insieme alle altre forze di maggioranza una riforma che è sicuramente perfettibile, ma che rappresenterà un punto di svolta per il nostro Paese. Abbiamo deciso fin da subito di coinvolgere i cittadini e lasciare agli elettori l’ultima parola. E’ necessario favorire l’informazione e la partecipazione.”

Il PD sarà presente con i suoi gazebo sabato 11 a Sondrio (8.30-12.00) e Chiavenna (9.00-13.00), domenica 12 a Tirano (9.30-12.00) e sabato 18 a Morbegno (9.30-12.30) per incontrare i cittadini e raccogliere le firme per richiedere il referendum costituzionale.

Appello ai cittadini: fino al 25 giugno è possibile recarsi presso le anagrafi di tutti i Comuni della Provincia e firmare direttamente in Comune la richiesta di indizione del referendum.

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A SONDRIO IL PD ESPONE LE RAGIONI PER UN Sì AL REFERENDUM

Grande partecipazione all’incontro col senatore dem Roberto Cociancich
“Siamo soddisfatti della riuscita, in termini di partecipazione e dei temi trattati, di questo primo incontro pubblico di confronto sulla riforma costituzionale. Ci saranno altri momenti da qui ad ottobre per approfondire e far conoscere i vari aspetti.” ha dichiarato il segretario provinciale del Partito democratico Giovanni Curti, a margine del convegno “La Riforma costituzionale: le ragioni per un sì” tenutosi a Sondrio il 6 giugno e organizzato dalla Federazione provinciale del PD.
“In queste settimane tutto il Partito è impegnato nella raccolta delle firme per l’indizione del referendum, attraverso iniziative e gazebo. E’ presente anche un apposito modulo presso gli uffici anagrafe/elettorale di tutti i Comuni della provincia. Invitiamo i valtellinesi e i valchiavennaschi a recarsi presso i propri comuni di residenza per sottoscrivere la richiesta di referendum sulla riforma: c’è tempo fino al 25 giugno. ”
“Abbiamo mantenuto una promessa chw abbiamo fatto quando nel 2013 ci siamo candidati.
Mi ritengo molto fortunato, perché non era facile mantenere una promessa così impegnativa, specialmente a seguito del risultato delle elezioni: ma l’abbiamo fatto, abbiamo rispettato il nostro impegno con gli elettori e costruito un cambiamento profondo.” Ha dichiarato il senatore del Partito democratico Mauro Del Barba, introducendo insieme al segretario provinciale Giovanni Curti l’incontro “La Riforma costituzionale: le ragioni per un sì”, davanti a una sala gremita. “L’Italia non ha mai trovato il coraggio di decidere, oggi invece noi abbiamo deciso e proponiamo ai cittadini il referendum su questa proposta, urgente e necessaria, che rivendichiamo con orgoglio e che stiamo spiegando, nelle piazze e negli incontri, confrontandoci con tutti i cittadini per spiegare nel merito cosa cambierà.”
“Abbiamo mantenuto la promessa che abbiamo fatto quando nel 2013 ci siamo candidati: fare quella riforma della costituzione che il Paese aspetta da decenni.” ha dichiarato il senatore del Partito democratico Mauro Del Barba, introducendo l’incontro. “Mi ritengo molto fortunato, perché non era facile mantenere una promessa così impegnativa, specialmente a seguito del risultato delle elezioni: ma l’abbiamo fatto, abbiamo rispettato il nostro impegno con gli elettori e costruito un cambiamento profondo.”
“L’Italia non ha mai trovato il coraggio di decidere, oggi invece noi abbiamo deciso e proponiamo ai cittadini il referendum su questa proposta, urgente e necessaria, che rivendichiamo con orgoglio e che stiamo spiegando, nelle piazze e negli incontri, confrontandoci con tutti i cittadini per informare nel merito cosa cambierà.”
“Votare sì comporta diversi vantaggi, anche a livello locale: con la nuova Costituzione si rafforza il processo verso il pieno riconoscimento della specificità montana, perché viene garantita la possibilità di concedere specifiche autonomie alle aree viste montane. Senza la riforma costituzionale questo processo, avviato a fatica e basato sulla forza politica del nostro territorio di imporre la propria visione, rischia di vernire meno. La riforma in definitiva fa salvo e rende definitivo il percorso della specificità montana della nostra provincia: chi afferma il contrario dice il falso.”
“Questo mondo che cambia oggi esige delle istituzioni che siano capaci di reagire in maniera celere ed efficiente ed efficace. La critica sistematicamente fatta alla classe politica è l’esser sempre in ritardo, mostrando spesso difficoltà nel guidare lo sviluppo del paese, affrontando concretamente problemi dei cittadini.” ha affermato il parlamentare PD, membro della Commissione Affari costituzionale e padre del famoso “emendamento-canguro” che ha permesso di superare l’ostruzionismo delle opposizioni, che durante la discussione in Aula avevano presentato milioni di emendamenti fotocopia, poi ridotti ad alcune centinaia di migliaia dal presidente del Senato Grasso. “Anche il nostro sistema istituzionale è molto cambiato: oggi viviamo quasi un “tricameralismo”, perché dobbiamo considerare il livello europeo – che nel ‘46 non c’era affatto – e che oggi si occupa di diversi settori della legislazione. Non si può non tenere conto di questo fatto nuovo e di tutto ciò che è cambiato dal dopoguerra ad oggi.”
“Oggi il nostro Paese ha la necessità di rendere più efficaci e rafforzare le nostre istituzioni democratiche: se confermeranno quanto abbiamo proposto, i cittadini le troveranno più capaci di affrontare e incidere sui problemi.” ha ricordato Cociancich “Questa riforma darà più credibilità al nostro paese e un maggior senso di repsonsabilità: verranno meno gli alibi che per troppi anni hanno circondato l’azione politica, quando le scelte non erano chiare e frutto di mediazioni oscure e grigie. Senza la titolarità della scelta manca anche la responsabilità: questa riforma, insieme alla legge elettorale, identificherà con precisione la responsabilità dei successi e degli insuccessi permettendo ai cittadini di premiare o punire chi ha governato.”
Cociancich ha anche esposto con chiarezza come non vi sia alcun problema di deriva autoritaria nel testo della riforma, spiegando come gli equilibri in termini di numeri dei voti interni al Parlamento e le maggioranze richieste impediranno l’egemonia di un solo partito nell’elezione dei membri del CSM e del Presidente della Repubblica, costringendo la maggioranza a ricercare un ampio accordo tra le forze presenti in Parlamento. In merito all’eliminazione del bicameralismo paritario, Cociancich ha ricordato che la fiducia al Governo sarà data dalla sola Camera, mentre invece il Senato sarà composto da 100 membri (anziché i 315 attuali) e sarà espressione delle istituzioni territoriale: 74 senatori verranno indicati dalle Regioni, 21 dai Comuni e 5 saranno infine nominati dal presidente della Repubblica. “I componenti del nuovo senato saranno legati alle istituzioni attraverso le quali sono stati eletti e dunque avranno una durata collegata a quella degli organi di appartenenza, garantendo così un continuo ricambio e una rappresentazione fedele delle istanze locali. Il senato inoltre avrà domani la possibilità di esaminare qualunque legge approvata dalla Camera, e proporre entro 30 giorni eventuali modifiche sulle quali deciderà poi la Camera.”
Oltre un centinaio i presenti: tra i numerosi interventi dal pubblico anche quello del Sindaco di Tirano, Franco Spada, che ha ricordato le promesse disattese dalla Regione contenute all’interno della Carta di Chiavenna, sottoscritta dai sindaci del territorio, del segretario di ANPI Sondrio Egidio Melé, di molti amministratori e cittadini del territorio curiosi di conoscere cosa cambierà con la nuova riforma.

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RIFORMA COSTITUZIONALE, A SONDRIO INCONTRO COL SENATORE ROBERTO COCIANCICH IL 6 GIUGNO

“Il Partito democratico ha avuto la tenacia di portare fino in fondo una riforma che tanti invocavano da tempo, ma che nessuno è riuscito ad attuare. L’ha fatto in una situazione complicata, con coraggio, portando avanti Cociancichinsieme alla maggioranza parlamentare la volontà di riformare il paese. Ora che la fase parlamentare si è conclusa con l’approvazione definitiva, dobbiamo impegnarci tutti per informare e coinvolgere i cittadini, che saranno chiamati a decidere se introdurre queste innovazioni al nostro sistema istituzionale oppure se mantenere la situazione attuale ” ha dichiarato Giovanni Curti, segretario provinciale del Partito democratico, che in questi giorni si sta impegnando sul territorio per la campagna nazionale e per la raccolta firme per la promozione del referendum, proprio perché i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi sulla riforma. “Siamo convinti che la riforma costituzionale, approvata dal Parlamento trasformerà l’Italia in un Paese più semplice e competitivo; da qui al referendum ci impegneremo al massimo per organizzare incontri e eventi su tutto il territorio provinciale, coinvolgendo e informando i cittadini affinché il voto sia il più consapevole possibile. Ci sono sicuramente degli aspetti migliorabili: nessuna riforma è perfetta, ma nel complesso va sicuramente promossa perché rappresenta un passo avanti significativo.” 

Già fissato il primo appuntamento pubblico: lunedì 6 giugno, alle ore 18, presso la Sala della Banca Popolare a Sondrio: ospite d’eccezione il senatore dem Roberto Cociancich, membro della Commissione Affari costituzionali assurto agli onori della cronaca grazie a un suo fondamentale emendamento che ha permesso di evitare le migliaia di emendamenti fotocopia presentati dalle minoranze al solo scopo di fare ostruzione e ritardare l’approvazione dell’articolo 1 della riforma. Assieme al Senatore per il primo appuntamento pubblico di approfondimento sulla riforma costituzionale del Partito democratico in provincia, ci saranno anche il senatore Mauro Del Barba e il segretario regionale del PD, Alessandro Alfieri. 

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