Archivi del mese: febbraio 2015

L’Italia riparte con le consultazioni del 1 marzo!

I seggi in provincia di Sondrio.
Le informazioni sulla consultazione.

 

ItaliaRiparteReferendum1Marzo

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Del Barba: “Risorse e tempi più veloci per la variante di Tirano”

Del Barba (Pd): “Il governo Renzi ha rispettato le promesse e premiato lo sforzo del territorio’ “La maggioranza di governo ha mantenuto le sue promesse, impegnandosi a fondo per recuperare ulteriori risorse con le quali completare il finanziamento della tangenziale di Tirano. È un passo avanti molto importante, anche se non ancora definitivo, per completare finalmente il potenziamento della viabilità valtellinese: un obiettivo che il nostro territorio insegue da oltre vent’anni.” Ha dichiarato il senatore PD Mauro Del Barba, a seguito dell’inserimento nel Piano Quinquennale delle opere di A.N.A.S. della variante di Tirano. “Uno sforzo comune e corale di tutto il territorio, che è stato capace di raccogliere una quota davvero considerevole delle risorse necessarie: un fatto che ha colpito molto positivamente tutti gli interlocutori coi quali siamo entrati in contatto. È la dimostrazione che quando una comunità si muove con una forte volontà condivisa, supportata dalla determinazione di tutti ci cittadini e dal lavoro dei propri rappresentanti, anche i traguardi più ambiziosi possono essere raggiunti.” “Dalla prima interrogazione a mia firma, nell’ottobre 2013, il percorso per arrivare fin qua è stato davvero molto lungo e impegnativo, ma finalmente sta mostrando i primi risultati concreti anche per quanto riguarda la variante di Tirano: l’inserimento nel Piano quinquennale è un grande passo avanti, che conferma la sicurezza della realizzazione dell’opera in tempi brevi.” Ha dichiarato il senatore morbegnese. “Sono particolarmente contento per i cittadini di Tirano e dell’Alta Valle: la forte collaborazione con i sindaci e gli amministratori locali è stata determinante per continuare a mantenere alta l’attenzione, anche nazionale, su questo tema.” “Ora bisogna tenere monitorati i prossimi passaggi: su tutti l’approvazione da parte del CIPE del Piano quinquennale. Inoltre, le recenti decisioni del Ministero dei Trasporti e di A.N.A.S. sembrano avere accolto in pieno le richieste del territorio di sganciare l’avvio dei lavori per Tirano dalla conclusione dei cantieri per la tangenziale di Morbegno: se l’iter proseguirà così come è stato fino ad adesso, non è da escludere la cantierabilità del progetto entro fine 2016.” Ha concluso il senatore Del Barba.

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Consumo di suolo

La nuova legge sul consumo di suolo approvata dal Consiglio regionale lombardo e presentata con enfasi dalla Lega Nord della provincia di Sondrio, e in particolare dal sottosegretario Ugo Parolo, avrà ripercussioni negative sulla nostra provincia: l’ennesimo risultato di una politica regionale debole che solo a parole si professa a favore dei territori.
Un’analisi approfondita sui suoi effetti sul nostro territorio evidenzia come è proprio la nostra provincia, fra tutte quelle lombarde, a maggior rischio cementificazione. Diversi soggetti come il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS), con Legambiente, Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) e Politecnico di Milano lanciano l’allarme: nei prossimi 30 mesi, in provincia di Sondrio rischiano di sparire 2299 ettari di suolo agricolo, pari a circa il 27% del nostro suolo esistente già urbanizzato. In tutta la Lombardia, che peraltro ha già una percentuale di cementificazione maggiore della media nazionale, si stimano nuovi consumi di suolo pari a circa quattro volte la città di Milano. In pratica: il 30% in più di quanto costruito nel primo decennio degli anni 2000, quando si assistette all’ultimo boom immobiliare. In questi 30 mesi infatti, non vi è alcuna limitazione all’attuazione dei contenuti dei PGT vigenti nei comuni, nemmeno per quanto concerne la trasformazione delle aree agricole in edificate. Una vera e propria licenza ad “uccidere” il nostro territorio.
La nuova legge regionale sul consumo di suolo è il risultato di una mediazione al ribasso fra le forze di maggioranza in Regione: si era partiti da un testo ben diverso nelle intenzioni e nei contenuti, che il Partito democratico aveva proposto per primo in Regione, già nella scorsa legislatura, vista l’urgenza di legiferare in materia di consumo di suolo, soprattutto in merito alle questioni del dissesto idrogeologico, oltre che del paesaggio, dell’ambiente e della qualità della vita; argomenti fondamentali per il nostro territorio.
La scelta della giunta Maroni alla fine è stata quella attendista e un po’ pilatesca di posticipare la riduzione del consumo di suolo di 30 mesi (ammesso che non subentrino le “solite proroghe”, che sposterebbero ancor più là questo termine). Ciò significa che nell’immediato, si avverte il pericolo di una corsa ad edificare, anche senza una vera necessità: quindi il rischio concreto di altre costruzioni invendute, altri capannoni vuoti, di cui il nostro territorio non ha certamente bisogno.

Come si può coniugare questa scelta politica con la promozione delle peculiarità turistiche, paesaggistiche, ricreative ed ambientali, che anche la Regione Lombardia riconosce essere fra le ricchezze principali di Valtellina e Valchiavenna?
Si poteva e si doveva osare di più, con più coraggio: quel coraggio che il presidente Maroni, la Lega Nord  e la maggioranza che governa la Regione non hanno mostrato.

Esistono infatti dei precedenti eccellenti. La Toscana ha appena approvato una legge che da subito pone un vincolo vero al consumo di suolo: oltre il perimetro urbanizzato, non sarà più possibile costruire e bisognerà riusare le vecchie abitazioni invece di edificarne nuove.
Bisogna anche negare l’assioma per cui consumo di suolo zero significhi sviluppo zero.

La Regione farebbe meglio a disincentivare sul serio le trasformazioni di aree agricole, censire gli stabili in disuso e incentivarne il recupero, senza pregiudicare così le attività edilizie delle imprese, approfittando anche degli incentivi governativi sulle ristrutturazioni e sul miglioramento dell’efficienza energetica, che stanno dando buoni risultati anche in ambito lavorativo e che il governo Renzi ha già riproposto per il 2015: è necessario cioè che la Regione si faccia promotrice della diffusione di buone pratiche per le ristrutturazioni, sia sotto l’aspetto strutturale che energetico. Basti pensare che in provincia di Sondrio, la crescita della superficie antropizzata negli ultimi anni è stata notevolmente sovradimensionata rispetto alla crescita della popolazione: si stima inoltre che esistano circa 12 mila case abbandonate nei nuclei storici e ci sia una superficie pari al 2% del territorio occupata da aree dismesse di fondovalle da recuperare.
Valorizzare e ristrutturare l’esistente significa davvero migliorare la qualità delle nostre città e dei nostri paesi, mantenendone viva l’identità, sfruttandone le potenzialità della loro storia e del paesaggio in cui sono inseriti; valori questi ultimi che invece continuano ad essere messi in secondo piano, rispetto alle logiche del costruire necessariamente comunque e dovunque.

Il Segretario Provinciale

Salvatore AMBROSI

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Dal PD della Provincia di Sondrio proposte Concrete per il Territorio

COMUNICATO STAMPA

Non  stupisce il fatto che l’aver solo osato fare
delle considerazioni su un tema fondamentale per il nostro territorio come
quello del Demanio Idrico, contenuto nel progetto di Legge sulla Riforma del
Sistema delle Autonomie Locali che il Consiglio Regionale deve ancora discutere
e approvare, potesse creare una dura reazione da parte della Lega Nord: è un
comportamento che ci si aspetta quando si impongono scelte dall’alto su cui
nessuno può democraticamente criticare nulla!

Siamo
d’accordo con Borromini sul fatto che i cittadini delle nostre Valli non ne
possono più di chi pensa a distruggere anziché a costruire e le considerazioni
che abbiamo fatto sul Demanio Idrico vanno proprio in quella direzione:
lavorare concretamente per il nostro territorio!  Ma lavorare facendo chiarezza e  proprio in questo momento in cui le cose
possono ancora essere cambiate,  non
illudendo i cittadini con un  facile
populismo!

Riguardo
al tema demanio idrico riteniamo fondamentale che nella Legge Regionale venga
approvata una norma che dia la possibilità al nostro territorio, come già
avviene da tempo in Provincia di Belluno, di poter incassare direttamente i Canoni Idrici e decidere sul territorio provinciale come spenderli.

Constatiamo
come, tra l’altro, questa richiesta  non
sia una novità, ma del tutto simile a quella  emersa dal nostro territorio e contenuta nella
Deliberazione del Consiglio Provinciale N. 24 adottata dal Presidente della
Provincia in data 26 agosto 2014, ai sensi dell’art. 1,comma 82, della Legge 7
aprile 2014, N. 56,  condivisa
successivamente con i Sindaci dei Comuni capoluogo di mandamento, avente ad
oggetto: “Richiesta di forme particolari
di autonomia alla provincia di Sondrio in attuazione di quanto disposto
dall’articolo 1,comma 3, secondo periodo, della Legge 7 aprile N. 56”.
Senza
giri di parole riportiamo una parte del contenuto della delibera facilmente
reperibile all’indirizzo web:

 http://www.provincia.so.it/amministrazione/delibere/default.asp

 

Omissis……

“MATERIE SULLE QUALI
SI RIVENDICA FORME PARTICOLARI DI AUTONOMIA IN ATTUAZIONE DELL’ART. 1, COMMA 3,
SECONDO PERIODO, E DEL COMMA 52, SECONDO PERIODO, DELLA LEGGE 7 APRILE 2014, N.
56:

A)DEMANIO IDRICO
(GESTIONE E VALORIZZAZIONE DELLA RISORSA IDRICA) Situazione attuale: la
Provincia di Sondrio istruisce e autorizza le domande di concessione per
piccole derivazioni idroelettriche; istruisce le domande per le concessioni per
grandi derivazioni idroelettriche; all’attualità i canoni sono introitati dalla
Regione Lombardia e trasferiti alla Provincia in ottemperanza all’articolo 6
della legge regionale n. 33/2007 per l’attuazione dell’AQST.

 Rivendicazioni
cui all’articolo 1, comma 52, L. n. 56/2014
: autorizzare anche le
domande per le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche; determinare e incassare i canoni di
concessione
sia per le piccole sia per le grandi derivazioni d’acqua a
scopo idroelettrico. Si rivendica un ruolo attivo della Provincia di Sondrio
con la Regione Lombardia in relazione ai rinnovi delle concessioni
idroelettriche.”

Omissis……

Queste
indicazioni non sono state recepite
nella proposta di legge approvata dalla Giunta Regionale il 30 dicembre 2014;
leggendo l’art. 4, comma 5,  della
proposta di Legge è  immediatamente
comprensibile che non cambia nulla in tema di demanio idrico, anzi se questo
testo venisse approvato dal Consiglio Regionale ci sarebbe un aggravio di funzioni relative alle istruttorie e  i canoni idrici  continuerebbero ad essere incassati dalla
Regione che deciderebbe  come spenderli
pur sempre in accordo con la Provincia mediante
lo strumento dell’AQST.

Inoltre
quale sarebbe la capacità di contrattazione del nostro territorio  relativamente al rinnovo delle concessioni idroelettriche?

Decidano
i cittadini se sembra loro che questa sia
l’Autonomia che in tema di
acque si vuole riconoscere al nostro territorio!

Ci
permettiamo di suggerire alla Lega Nord provinciale, così come faremo noi come
PD della provincia di Sondrio, di lavorare insieme ai gruppi consiliari
regionali per sostituire l’attuale art. 4, comma 5, della proposta di Legge con
questo testo: “Sono conferite alla
Provincia di Sondrio, in ragione delle peculiarità territoriali e idrografiche,
le funzioni amministrative per la gestione del demanio idrico, ivi comprese
tutte le funzioni amministrative relative alle derivazioni di acqua pubblica,
alla ricerca, estrazione e utilizzazione delle acque sotterranee, alla tutela
del sistema idrico sotterraneo nonché alla
determinazione dei canoni di concessione e all’introito dei relativi
proventi”.

Nel
caso specifico, a proposito delle cose da tenere in memoria, crediamo però
utile ricordare al Segretario della Lega Nord e al sottosegretario Parolo che,
per quanto riguarda almeno la nostra provincia, se oggi si parla di specificità
montana lo si fa perché a livello nazionale è stata approvata una legge che
riconosce questa specificità e che questa legge oggi mette in grado  Regione Lombardia, se lo vuole, attraverso il
Consiglio Regionale di garantire risorse e funzioni che altri territori non
possono avere. Non ci risulta sia stato fatto nulla di ciò in passato quando la
stessa Lega Nord ha governato per anni il nostro Paese.

Anche
se probabilmente deluderemo il Segretario Provinciale della Lega Nord (se ne
faccia una ragione!), il Partito Democratico della provincia di Sondrio è più
che mai intenzionato a giocare la partita della specificità montana con
proposte concrete nell’interesse dei
cittadini delle nostre Valli.

 

 

 

 

Il Segretario Provinciale

Salvatore AMBROSI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partito Democratico della provincia di Sondrio –

 Via Parolo, 38 – 23100 Sondrio -
info@pdsondrio.it

 

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Ambrosi: “La bozza regionale non cambia nulla”

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