PROMESSE ELETTORALI E CORSA ALLE CANDIDATURE

La riflessione del segretario provinciale Giovanni Curti

Durante le ultime settimane si moltiplicano le prese di posizione contro il governo di centrosinistra e le rivendicazioni da parte di numerosi esponenti del centro destra provinciale della Lega in particolare, dai piu’ giovani alle vecchie volpi vogliose di conservare la poltrona. E’ comprensibile: le elezioni si avvicinano e si avverte il profumo di collegio sicuro, quello dove non importa chi viene candidato tanto si vince.
Valutazioni legittime, come la voglia di farsi vedere sui media: mi sembra partita la lotta interna per un posto al sole.
Non possiamo però tacere sulle loro responsabilità nel governo del nostro territorio dove, almeno negli ultimi 15 anni, abbiamo avuto il filotto istituzionale con Lega e PDL/FI che governano Regione e Provincia, numerosi enti locali di primo e secondo livello, aziende municipalizzate e partecipate. Il centro-destra è attento ai posti che contano, quelli ben retribuiti (assessorati, incarichi, CDA delle aziende quali SECAM ed ALER, le ricche nomine della sanità): non so di chi sia la mangiatoia, ma non certo del PD. Questo filotto istituzionale non ha portato bene alla nostra provincia in termini di gestione dei servizi: sono molte le giuste lamentele dei cittadini sulla gestione della viabilità, imbarazzanti i disservizi sulla rete ferroviaria provinciale gestita da Trenord e del trasporto pubblico, continuo l’arretramento nell’offerta dei servizi sanitari con l’utenza che si rivolge sempre più spesso al privato… Tutto questo condito da una certa arroganza nel rispondere a chi muove delle critiche legittime a una gestione non certo virtuosa!
Eppure sotto l’albero di Natale arrivano le promesse di grandi finanziamenti, della provincia autonoma e molto altro ancora: qualcuno le chiama mance elettorali.
Sull’autonomia: le province autonome di Trento e Bolzano e le regioni a statuto speciale hanno ottenuto il loro status per ragioni storiche legate alla tenuta dell’integrità nazionale. Certo questo status andrebbe almeno in parte rivisto, ma la trasformazione della Provincia di Sondrio autonoma come Trento e Bolzano non è al momento all’ordine del giorno di nessuna reale proposta parlamentare né lo è mai stata nemmeno in passato, non ci sono le premesse né il consenso per farlo, e nemmeno la Lega e il PDL negli anni di Governo del Paese si sono sognati non solo di concederla, ma nemmeno di proporla davvero.
Con il governo di centro-sinistra è stata invece riconosciuta la specificità montana della provincia di Sondrio con la legge DelRio del 2014: è in virtù (e su obbligo) di codesta legge la Regione Lombardia può concedere funzioni e risorse alla nostra provincia. Ci sarebbe molto da attingere (proventi e intera gestione del demanio idrico, le risorse del bollo auto – che pure era stato promesso in pompa magna, l’irpef regionale): è una scelta politica che Maroni e la Lega non vogliono fare fino in fondo per non togliere alle altre province, una questione di equilibri: Maroni, non bisogna dimenticarlo ha disatteso anche le richieste e le aspettative dei Sindaci con la famosa carta di Chiavenna. Non si può chiedere l’autonomia della Regione da Roma e poi non concedere l’autonomia possibile alla provincia di Sondrio: mi sembra che la Lega sia
autonomista verso Roma ma centralista in Regione. Sarebbe necessaria un po’ di coerenza invece si punta alla propaganda.

Giovanni Curti

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La richiesta di maggiore autonomia è cosa seria

La richiesta di maggiore autonomia è cosa seria e non va buttata in caciara ai soli fini elettorali.

A distanza di qualche giorno, a  bocce  ferme, è opportuno fare il punto sul tema referendario della maggiore autonomia richiesta da Lombardia e Veneto in modo serio evitando le dichiarazioni da tifo calcistico fatte a caldo dai rispettivi fronti, spesso per marcare il territorio in vista delle prossime elezioni. Il tema è troppo importante per essere strumentalizzato o peggio distorto attribuendo significati più ampi rispetto agli stessi contenuti dei quesiti referendari.

Il referendum, non necessario e anche costoso, ha avuto una buona partecipazione, molto alta in Veneto e meno in Lombardia, ed ha confermato la richiesta di maggiore autonomia dei cittadini interessati. Richiesta legittima di una parte del paese che produce, rispetta gli impegni e pretende di potersi gestire al meglio. C’è anche un segnale preoccupante non tanto sotterraneo, che va controllato, di una crisi che morde anche al Nord e suscita segnali di ribellione verso il centro, verso l’imposizione fiscale sentita come oppressione. Una voce che va ascoltata, più equità è necessaria, ma sarebbe pericoloso lisciare il pelo a tendenze separatiste. Da soli non si va da nessuna parte.

Adesso finalmente la Lombardia ha deciso di aprire la trattativa con il governo per l’attribuzione di maggiori competenze e deleghe. Un percorso che va seguito ed aiutato, sia i rappresentanti del Partito Democratico in regione che il Sindaco di Bergamo Gori sono in prima linea per supportare il percorso legittimo, onesto e trasparente.

Da sottolineare la misura e la competenza del presidente del Consiglio aperto alla trattativa, che ha riportato tutti con i piedi per terra su una discussione seria “Il Governo è pronto a un confronto di merito con le regioni su queste funzioni – ha detto Gentiloni – per avere regioni più efficienti. E questo è possibile anzi è probabile”.
Apertura quindi nel rispetto della Costituzione, si parla di funzioni e competenze aggiuntive non di nuovi statuti speciali; si parla di come far funzionare meglio i territori premiando le virtuosità non di mettere in discussione l’Unità del Paese. Non abbiamo bisogno di ulteriori lacerazioni sociali ma di ricostruire un tessuto compromesso dalla crisi.

Trattandosi di trattativa è necessario parlare con il Governo e raggiungere un’intesa che poi dovrà essere recepita dal parlamento – un percorso lungo che o sarà condiviso oppure rischierà di interrompersi sul nascere.

Se tutto andrà bene la Lombardia avrà più materie da gestire ed i relativi fondi, fondi che non spenderà lo stato centrale in un bilancio positivo per tutti. Bisogna essere però chiari con i cittadini, questo non riguarda la materia fiscale e il famoso residuo dei 50 miliardi fantasticato da Maroni. Buttare la palla in avanti nel tentativo di far saltare il banco ai fini elettorali può essere molto pericoloso!

Questione fiscale che, a mio giudizio, va affrontata in altre sedi assieme ad una questione ancora più importante: bisogna lavorare per contrastare gli sprechi e lo sperpero delle amministrazioni che non mantengono gli impegni. Contrastare una classe dirigente che in tante regioni non virtuose fanno danno allo stato ed ai loro territori. Chi non è in grado di governare e non rispetta i vincoli va commissariato non premiato.
E’ il solo modo per recuperare credibilità e dare una spinta morale e di fiducia che serve al Paese.

Giovanni Curti – Segretario Provinciale Partito Democratico della provincia di Sondrio

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Elezione segretario del circolo di Tirano

Care democratiche, cari democratici
Domenica 29 ottobre 2017 è convocata l’assemblea del circolo mandamentale di Tirano per l’elezione del Segretario del circolo e del Coordinamento.
Sarà possibile rinnovare gli organismi come previsto dal regolamento per la fase congressuale straordinaria dei circoli approvato dalla direzione regionale del partito in data 11/09/2017.
E’ una data importante per incontrarci, per il confronto e lo scambio di idee. Auspichiamo una discussione positiva che guardi al futuro, al nostro impegno sui temi locali e nazionali, alla prospettiva di crescita ed uguaglianza per il Paese che un partito riformista deve avere.
I tempi non sono facili ma anche per questo c’è ancora piu’ bisogno del nostro impegno.
L’appuntamento è fissato presso la Vineria in Tirano dalle ore 18:00 alle ore 21:00.
Le candidature a segretario e le liste dei candidati si presentano il giorno dell’assemblea.
E’ possibile presentarsi alla riunione, partecipare alla discussione, effettuare l’iscrizione al partito per il 2017 e votare.
Può votare anche chi si iscrive il giorno dell’assemblea (29 di ottobre).

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Elezione segretario del circolo di Chiavenna

Care democratiche, cari democratici
Domenica 5 Novembre 2017 è convocata l’assemblea del circolo mandamentale di Chiavenna per l’elezione del Segretario del circolo e del Coordinamento.
Sarà possibile rinnovare gli organismi come previsto dal regolamento per la fase congressuale straordinaria dei circoli approvato dalla direzione regionale del partito in data 11/09/2017.
È una data importante per incontrarci, per il confronto e lo scambio di idee. Auspichiamo una discussione positiva che guardi al futuro, al nostro impegno sui temi locali e nazionali, alla prospettiva di crescita ed uguaglianza del Paese che un partito riformista deve avere.
I tempi non sono facili ma, anche per questo, c’è ancora piu’ bisogno del nostro impegno.
L’appuntamento è fissato presso la sede della Società Operaia a Chiavenna dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
Le candidature a segretario e le liste dei candidati si presentano il giorno dell’assemblea.
È possibile presentarsi alla riunione, partecipare alla discussione, effettuare l’iscrizione al partito per il 2017 e votare.
Può votare anche chi si iscrive il giorno dell’assemblea (il 5 novembre).

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Incontro sulla Sanità di Montagna con con la sen. De Biasi

DeBiasi15luglio

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Primarie del 30 aprile: tutti i seggi in Provincia

Primarie30aprile

 

ATTENZIONE: Il seggio di Cosio Valtellino si terrà presso l’auditorium delle Scuole Medie in via Nervi.

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Mauro Del Barba interviene sui Frontalieri

Interviene Mauro del Barba sul suo profilo facebook sulla questione “lavoratori frontalieri”

Vedo che alcuni politici e amministratori locali – che dovrebbero informare i propri cittadini e non disorientarli – diffondono e rilanciano con vari mezzi notizie false sui lavoratori #frontalieri.
Dopo essersi riempiti la bocca per anni delle parole “lavoratore frontaliero”, ora dimostrano di non sapere ciò di cui parlavano e parlano.
La fascia di 20km dal confine è un criterio in vigore fin dal ’74 (basti vedere l’opuscolo redatto dalla Provincia http://www.provincia.so.it/download.asp…) e ha dato luogo a queste due interpretazioni di “frontaliere di fascia”:
1. Tutti i comuni della provincia
2. Soltanto chi lavora nel canton #Grigioni.

Oggi, finalmente, si chiarisce che il frontaliere di fascia rimane tale anche se lavora in Canton #Ticino e nel #Vallese.

Chi continua a strumentalizzare e disinformare i #frontalieri è personalmente responsabile degli errori che questi commettono davanti al Fisco e delle pesanti sanzioni a cui molti di loro sono stati sottoposti! Ci pensino bene certi sindaci e presidenti prima di rilanciare sciocchezze.

PS: Come successe per il caso-gasolio a #Livigno per gli autotrasportatori, siamo di fronte a due approcci differenti: lavorare sodo e trovare soluzioni che migliorano lo status quo, oppure parlare a vanvera dicendo cose apparentemente a favore dei cittadini, ma procurando loro grande danno economico.

Io non ho dubbi su quale strade scegliere e a quanto leggo, purtroppo, nemmeno certi politici e amministratori locali. Peccato.

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Sondrio, nasce ufficialmente il comitato Renzi 2017

Riceviamo dal Comitato Renzi 2017 e pubblichiamo

SONDRIO, NASCE UFFICIALMENTE IL COMITATO RENZI 2017
Lanciato a Sondrio il comitato a supporto della candidatura di Matteo Renzi a segretario PD

Si è costituito ufficialmente lunedì sera a Sondrio il Comitato a sostegno di Matteo Renzi per il congresso PD 2017. “Sostenere la mozione Renzi è continuare a impegnarsi e lavorare, con coraggio e responsabilità, per cambiare davvero questo Paese: sono ancora molte le cose che non vanno e c’è bisogno di fare ancora di più.” ha dichiarato il coordinamento del Comitato in una nota. “Siamo convinti che Matteo Renzi sia la guida migliore del Partito democratico, anche come candidato premier, per proseguire sul cammino di riforme e rilancio dell’Italia. Nella sua mozione inoltre c’è tutto il coraggio di proporre un rilancio concreto dell’Europa, proprio in un momento storico nel quale i tanti che giocano allo sfascio propongono improbabili ritorni a trent’anni fa, senza accorgersi che il mondo è andato avanti e che il nostro tempo è il futuro.”
Il Comitato ha già raccolto numerose adesioni, dentro e fuori il Partito democratico: oltre al senatore “renzianissimo” Mauro Del Barba, alla rappresentante di lista Irene Bertoletti e ai coordinatori della mozione Federico Gusmeroli e Michele Bernardi, sono della partita anche il segretario provinciale Giovanni Curti, i coordinatori dem di Tirano Gloria Moiraghi e di Sondrio Massimo Zampatti, il sindaco di Sondrio Alcide Molteni, il vicesindaco Michele Iannotti e l’assessore Pierluigi Morelli, la consigliera provinciale Roberta Songini e molti altri cittadini e amministratori locali. Alle prime prove dei fatti (le convenzioni dei circoli riservate agli iscritti) la mozione Renzi ha vinto a mani basse: 82% a Morbegno e 85% a Sondrio.

“Il Partito democratico è l’unica forza politica italiana che garantisce e incentiva la partecipazione democratica e nel quale la trasparenza è un valore: non c’è nessun “capo” che decide in stanze segrete o dietro i computer, ma un grande popolo accomunato dai valori costituzionali della solidarietà, dell’Europa, del riformismo sociale ed economico.” hanno concluso gli organizzatori. “Il 30 aprile in tutta Italia centinaia di migliaia di cittadini saranno coinvolti nella grande festa democratica delle primarie, aperte a tutti gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori e più in generale a tutti quelli che vogliono concorrere alla vita interna e alle proposte del Partito democratico. In provincia di Sondrio verranno organizzati numerosi seggi, presso i quali chiunque potrà votare sottoscrivendo i valori del Partito democratico e versando due euro per le spese organizzative e l’autofinanziamento.”

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Elezione del segretario e dell’assemblea nazionale

AssembleaNazionale
Cara iscritta, caro iscritto,

mancano pochi giorni al voto delle Elezioni Primarie del 30 aprile 2017 che decideranno il Segretario nazionale del Partito Democratico.

Il clima politico nel paese non è sicuramente dei migliori. È urgente dare un forte segnale di cambiamento che riesca a rilanciare l’iniziativa politica del PD. Per questo sarà necessaria una grande partecipazione di popolo alle Primarie del PD ed alle Convenzioni dei circoli.

Nella Convenzioni dei circoli si eleggeranno, sulla base di liste a sostegno dei candidati Emiliano, Orlando e Renzi, i delegati che parteciperanno alla Convenzione Provinciale che si terrà Mercoledì 5 aprile p.v. a Sondrio, presso la sede del PD, in via Trieste n. 70, dalle ore 19.00 alle ore 23.00.

Alle Convenzioni dei Circoli possono partecipare iscritti e simpatizzanti.

Possono esercitare il diritto di voto SOLO coloro che si sono iscritti al partito ENTRO IL 28 FEBBRAIO 2017 (TESSERAMENTO 2016).

Se sei interessata/o a candidarti o a sostenere i comitati provinciali a sostegno dei tre candidati, puoi contattare uno dei referenti delle mozioni ad essi collegate.
Per individuare i referenti, puoi consultare il sito www.partitodemocratico.it, cliccando sui link dei siti dei singoli candidati.

Questa comunicazione adempie alle norme del Regolamento Congressuale. Quest’ultimo prevede la comunicazione a tutti gli iscritti della convocazione delle Convenzioni dei Circoli che si terranno nei giorni, negli orari e nelle sedi di seguito specificati:

CIRCOLO DI TIRANO (iscritti comuni Mandamento Tirano e Alta Valtellina): VENERDI’ 31/03/2017 – dalle ore 20.00
Auditorium della Scuola Media “Trombini” di Tirano con ingresso in Viale Cappuccini;

CIRCOLO DI SONDRIO (iscritti comuni Mandamento Sondrio): MERCOLEDI’ 29/03/2017 dalle ore 18.00
Sala riunioni del Partito Democratico in via Trieste, 70 – Sondrio;

CIRCOLO DI MORBEGNO (iscritti comuni Mandamento Morbegno): LUNEDI’ 27/03/2017 – dalle ore 18.00 – Sala del Museo Civico Morbegno

CIRCOLO DI CHIAVENNA (iscritti comuni Mandamento Valchiavenna): SABATO 01/04/2017 – dalle ore 16.00 -
Società operaia – Chiavenna

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Alfieri: serve coesione per il bene del paese

Alessandro Alfieri: Con i colleghi segretari regionali abbiamo sottoscritto una lettera per prendere le distanze dagli attacchi che si sono susseguiti negli ultimi giorni al Pd e a chi lo guida, arrivando alcuni ad evocare la scissione nel momento in cui avremmo bisogno della massima unità per affrontare le sfide che il Paese ha davanti. A questo appello hanno già aderito i segretari provinciali del PD in Lombardia.

Siamo veramente rattristati per le posizioni che in queste ore alcuni autorevoli esponenti del nostro partito stanno rivolgendo contro il PD e i suoi organi democraticamente eletti. In una fase politica e sociale così delicata, evocare la scissione è esattamente il contrario di ciò che il nostro popolo ci chiede e si aspetta. Minacciare le carte bollate in presenza di una assemblea nazionale che ha raggiunto, poco più di un mese fa, l’unanimità’ proprio sulla necessità di concentrarsi sul Paese anziché sulla mera conta interna, è irresponsabile. Invitare alla divisione significa compiere ancora una volta il più clamoroso degli errori.
La situazione politica dovrebbe farci riflettere e concentrare tutti sul futuro che vogliamo offrire al nostro Paese, sulle controproducenti e discriminatorie politiche di Trump, sul rilancio del ruolo dell’Europa, sulla lotta all’austerity e sulle nuova modalità di inclusione sociale, sulla lotta all’evasione fiscale e su come creare nuove opportunità di lavoro. Invece il PD finisce sui giornali per l’ansia di visibilità di qualcuno anziché per ciò che possiamo e vogliamo fare per l’Italia.
La base del Pd, la nostra gente, non può accettare questa campagna fatta da chi non rispetta le regole interne, né lo Statuto. Il rispetto delle regole interne è la premessa per la corretta vita democratica di una comunità.
Evitiamo gli errori del passato.
Unità e gioco di squadra devono essere il modo migliore per essere pronti alle elezioni ed è paradossale che coloro che brindavano per il NO al referendum come un evento epocale, oggi siano i primi a dire che tutto deve rimanere così fino al 2018.
Nei territori ricerchiamo ogni giorno le ragioni dell’unità e in alcuni casi abbiamo pagato a caro prezzo le divisioni. Non facciamo lo stesso a livello nazionale, proprio nel momento in cui i populismi non aspettano altro che approfittare delle nostre debolezze

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