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Esenzione: proseguono code e disagi (evitabili) nelle Asl lombarde

Continuano e si fanno sempre più folte le code davanti agli sportelli delle Asl lombarde. Uno scenario che si ripete dal 15 settembre 2011, da quando cioè non è più accettata l’autocertificazione dei cittadini esenti dal ticket per reddito. Fino al 31 marzo 2012 farà dunque fede la lettera inviata da Regione Lombardia, sulla base de dati forniti dall’Agenzia delle entrate, con cui si comunica che il destinatario rientra nei limiti di reddito per ottenere appunto l’esenzione. La verifica spetterà al medico curante che effettuerà gli appositi controlli visionando i registri dell’anagrafe regionale informatizzata, in corso di compilazione e poi apporrà un codice.

Il caos totale agli sportelli era una rischio che noi avevamo paventato e che si è, purtroppo, verificato. Per questo il Gruppo regionale del Pd ha presentato già da alcuni giorni alla Giunta Formigoni un’interrogazione in cui si chiedeva di semplificare la procedura di accesso alle esenzioni attraverso la Carta sanitaria, che è già in mano a tutti i cittadini e dovrebbe essere lo strumento unico anche per l’attestazione delle varie tipologie di esenzione. Perciò Formigoni intervenga subito per dare esatte indicazioni alle Aziende sanitarie locali, così da porre fine rapidamente a inaccettabili situazioni di disagio che colpiscono i più anziani.

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Esenzione ticket, da oggi è tutto più difficile

Da oggi non è più accettata l’autocertificazione dei cittadini esenti dal ticket per reddito. Fino al 31 marzo 2012 farà fede la lettera inviata da Regione Lombardia con cui si comunica, sulla base dai dati forniti dall’Agenzia delle entrate, che il destinatario rientra nei limiti di reddito per ottenere appunto l’esenzione. La verifica spetterà al medico curante che effettuerà gli appositi controlli visionando i registri dell’anagrafe regionale informatizzata, in corso di compilazione.

Il vero rischio è il caos totale agli sportelli. E per questo il Gruppo regionale del Pd ha presentato alla Giunta Formigoni un’interrogazione in cui si riassume la situazione e si aggiunge che, rispetto al resto d’Italia, in Lombardia ci sarà una complicazione in più. Il Ministero dell’Economia e Finanze, nell’attribuzione dell’esenzione per gli ultrasessantacinquenni, utilizza il limite di reddito nazionale che è pari a 36.151,98 euro ed è codificata con E01, mentre il limite reddituale in Lombardia dal 2007 è stato innalzato a 38.500 euro. Di conseguenza coloro che hanno un reddito compreso tra il limite nazionale e quello regionale, per poter aver accesso alle prestazioni gratuite, devono recarsi alla propria Asl e richiedere un’attestazione cartacea (codificata E05) con conseguente disagio e confusione.

Alla Giunta chiediamo quindi di semplificare la procedura di accesso alle esenzioni per coloro che percepiscono un reddito compreso tra i 36.151 euro e i 38.500 attraverso la Carta sanitaria, che è già in mano a tutti i cittadini, è pagata centinaia di milioni di euro  annui dai lombardi, e dovrebbe essere lo strumento unico anche per l’attestazione delle varie tipologie di esenzione. Inoltre chiediamo a Formigoni se non ritenga di definire, in maniera univoca, quali siano i redditi da valutare per accedere alle prestazioni sanitarie gratuite in Lombardia e dare esatte indicazioni alle Aziende sanitarie locali, così da non incorrere in eventuali richieste di rimborso, come, ad esempio, accaduto a suo tempo con i bonus bebè.

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Superticket farmaci generici, limiti alle prestazioni: più costi, ma meno servizi

Un superticket iniquo e ingiusto, che la Lombardia ha incomprensibilmente applicato immediatamente, seppure sia ancora in corso il confronto tra Stato e Regioni finalizzato all’azzeramento di questa misura, almeno per l’anno in corso. Una spesa in più per i cittadini lombardi a cui si aggiungono cinquanta milioni di euro per i “sovrapprezzi” applicati all’acquisto sui farmaci generici.

Il Governo toglie alla Lombardia 135 milioni di euro, ed è quanto la Regione mira ad ottenere dall’introduzione del “superticket”, peraltro modulato sul valore delle prestazioni e non su un principio di equità. Altre regioni, al contrario, hanno deciso di applicare un meccanismo progressivo legato al reddito. Di conseguenza, mentre in Lombardia un esame come la tac o la risonanza magnetica oggi costa 66 euro a tutti i cittadini non esenti, a pochi chilometri di distanza, ad esempio a Castel San Giovanni o a Piacenza, lo stesso esame ne costa 36 per chi ha un reddito familiare sotto i 36mila euro, e 50 per chi guadagna fino a 100mila euro. Continua a leggere

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Superticket alla lombarda, un balzello indigesto ed evitabile

Manca ormai poco all’entrata in vigore del cosiddetto superticket alla lombarda, che prevede aggravi di spesa per i cittadini anche di trenta euro su alcune tipologie di visite ed esami rispetto a quanto avviene in altre regioni italiane. Dal primo agosto scatterà infatti la nuova modalità di compartecipazione sanitaria, nonostante in una seduta della Conferenza Stato Regioni di giovedì il Governo abbia dato la propria disponibilità a incontrare di nuovo le Regioni il prossimo 3 agosto per dare una risposta alla richiesta unanime dei governatori di sterilizzare almeno fino a fine 2011 il ticket da 10 euro introdotto nella recente manovra finanziaria nazionale.
La Lombardia, con l’assessore regionale al bilancio Colozzi, ha ribadito giovedì a Roma ciò che il PD dice in Regione Lombardia, ovvero che il ticket sulla specialistica è sbagliato. Tuttavia rimane una grande differenza tra la decisione della giunta regionale lombarda di applicare e rimodulare il superticket, in vigore dal primo di agosto, e quella assunta da molte altre giunte regionali che hanno rifiutato di applicare un balzello utile solo a fare cassa. Tra queste anche Veneto e Friuli, i cui governatori non hanno applicato il sovrapprezzo di 10 euro e hanno annunciato ricorso contro la decisione del Governo. La Lombardia avrebbe almeno potuto attendere fino a mercoledì (3 agosto) anziché applicare il ticket con indebita solerzia. Noi rimaniamo convinti che una Regione come la Lombardia che già chiede una compartecipazione sui farmaci e l’addizionale regionale Irpef e che ha i conti in ordine possa decidere di non caricare il ticket sulle spalle dei lombardi e di trovare nel bilancio sanitario le risorse necessarie a sterilizzarlo.

Manca ormai poco alll’entrata in vigore del cosiddetto superticket alla lombarda, che prevede aggravi di spesa per i cittadini anche di trenta euro su alcune tipologie di visite ed esami rispetto a quanto avviene in altre regioni italiane. Dal primo agosto scatterà infatti la nuova modalità di compartecipazione sanitaria, nonostante in una seduta della Conferenza Stato Regioni di giovedì il Governo abbia dato la propria disponibilità a incontrare di nuovo le Regioni il prossimo 3 agosto per dare una risposta alla richiesta unanime dei governatori di sterilizzare almeno fino a fine 2011 il ticket da 10 euro introdotto nella recente manovra finanziaria nazionale.La Lombardia, con l’assessore regionale al bilancio Colozzi, ha ribadito giovedì a Roma ciò che il PD dice in Regione Lombardia, ovvero che il ticket sulla specialistica è sbagliato. Tuttavia rimane una grande differenza tra la decisione della giunta regionale lombarda di applicare e rimodulare il superticket, in vigore dal primo di agosto, e quella assunta da molte altre giunte regionali che hanno rifiutato di applicare un balzello utile solo a fare cassa. Tra queste anche Veneto e Friuli, i cui governatori non hanno applicato il sovrapprezzo di 10 euro e hanno annunciato ricorso contro la decisione del Governo. La Lombardia avrebbe almeno potuto attendere fino a mercoledì (3 agosto) anziché applicare il ticket con indebita solerzia. Noi rimaniamo convinti che una Regione come la Lombardia che già chiede una compartecipazione sui farmaci e l’addizionale regionale Irpef e che ha i conti in ordine possa decidere di non caricare il ticket sulle spalle dei lombardi e di trovare nel bilancio sanitario le risorse necessarie a sterilizzarlo.

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Ticket, la Lombardia sospenda questo ennesimo balzello

(foto: Olga e Zanni)

Togliere il nuovo ticket da 10 euro su visite ed esami. Lo stiamo chiedendo alla Giunta regionale già dai giorni precedenti l’entrata in vigore dell’ulteriore quota di compartecipazione in virtù della manovra nazionale approvata venerdì in Parlamento. E oggi la nostra richiesta viene fatta con più vigore. La Lombardia non è la Regione più virtuosa d’Italia, è una delle dieci che hanno i conti in ordine, ma tra queste è anche la sola che fa pagare ai propri cittadini sia il ticket sui farmaci, già dal 2003, che l’addizionale regionale Irpef, così come sono chiamate a fare le Regioni con piani di rientro della spesa sanitaria, cioè con i conti pesantemente in disordine. Tra le Regioni in equilibrio solo due, Lombardia e Basilicata, hanno iniziato a far pagare il ticket di dieci euro da ieri, mentre tutte le altre lo hanno almeno sospeso. Continua a leggere

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Basta ticket sanitari, la Regione metta risorse proprie

L’ultima cosa di cui ha bisogno la Lombardia è di ulteriori ticket. Eppure è in questa direzione che va la notizia che il Governo non coprirà ulteriormente il finanziamento al fondo che permette di “sterilizzare” i ticket da dieci euro sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Ticket che quindi, senza ulteriori interventi regionali, entreranno in vigore quanto prima.

Il Governo, con una manovra finanziaria insostenibile sta colpendo ancora una volta i cittadini nel loro diritto alla salute, imponendo una gabella su visite ed esami. Già si pagano ticket sulla specialistica di 36 euro e ticket sui farmaci, in Lombardia, fino a 4 euro per ricetta, di un balzello ulteriore non si avverte la necessità. Ma la Regione Lombardia che da anni vanta un bilancio in pareggio, farebbe bene a trovare nelle pieghe dei propri conti le risorse per togliere ai cittadini questo ultimo ticket di cui proprio non si sente il bisogno.

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Farmaci e ticket ambulatoriali, basta con i balzelli

Farmaci e visite sempre più cari, ma la Regione cosa fa? È quello che stiamo chiedendo in questi giorni alla giunta lombarda. I trasferimenti statali diventano sempre più esigui e tocca infatti agli utenti farsi carico delle eventuali quote aggiuntive. Come è accaduto ad aprile quando i lombardi hanno pagato il 22,5% in più rispetto all’aprile dell’anno precedente a causa del mancato allineamento del prezzo di alcuni generici da parte delle aziende produttrici. Continua a leggere

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Farmaci generici, la Regione finalmente si decide a coprire gli aumenti

Meglio tardi che mai. Regione Lombardia ha deciso finalmente di garantire la copertura sui prezzi dei farmaci generici dopo 20 giorni in cui i cittadini hanno dovuto sborsare di tasca propria la differenza tra il prezzo di vendita e il rimborso da parte del servizio sanitario nazionale. Toscana e Piemonte lo fanno da settimane.

A questo punto auspichiamo che il provvedimento appena approvato dalla Giunta in risposta alla mozione che il Pd ha presentato settimana scorsa sia temporalmente sufficiente al progressivo riallineamento che le case farmaceutiche stanno operando. Contemporaneamente speriamo che nel caso in cui non si verificasse un totale riallineamento, la Regione proroghi questa sperimentazione. Chiediamo insomma la disponibilità a prorogare anche oltre il 31 maggio questa sperimentazione se ce ne fosse necessità.

La scelta di andare a ritoccare al rialzo il costo del farmaco generico in una Regione che è fanalino di coda in Italia (29% è la spesa per i generici sulla spesa farmaceutica totale a fronte di regioni dove essa supera il 35%) ci ha spinto a ribadire nuovamente e con vigore la necessità dell’abolizione del ticket sul generico che non è uno strumento di contenimento della spesa come era stato presentato ma oggi appare più che altro un metodo per fare cassa. Infatti la spesa farmaceutica negli ultimi anni è progressivamente aumentata.

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