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Ancora tagli dalla Regione: a rischio cura e prevenzione delle dipendenze

Non si ferma la scure di Regione Lombardia. Questa volta vengono colpiti i servii di prevenzione e cura delle dipendenze. Rischiano, infatti, di essere azzerati non soltanto gli interventi di prevenzione delle dipendenze e di reinserimento, ma addirittura anche quelli di prossimità come i vari presidi territoriali in strada, nei luoghi d’incontro e divertimento, i percorsi di formazione e informazione nelle scuole e negli spazi frequentati dai giovani. Stiamo parlando di milioni di euro che sino agli scorsi anni arrivavano dal Fondo nazionale Lotta alla droga e poi, avendo il Governo bloccato i trasferimenti, sono diminuiti drasticamente. Quest’anno, come dicono i rappresentanti del Coordinamento enti accreditati e autorizzati in Lombardia che hanno manifestato davanti alla sede di Palazzo Lombardia insieme con me e con i consiglieri del Pd in Commissione Sanità, la situazione corre il rischio di essere ancora più grave. La cifra che Regione Lombardia destina a prevenzione e cura delle tossicodipendenze attraverso servizi di prossimità e osservatori delle Asl sarà infatti ulteriormente diminuita. Da parte nostra ci impegniamo a porre il tema in Consiglio regionale la settimana prossima durante le sedute dedicate al bilancio. Chiederemo, attraverso un ordine del giorno, un impegno concreto da parte della Giunta per un problema che non può essere sottovalutato perché riguarda migliaia di soggetti fragili e le loro famiglie.

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Taglio costi della politica, il Consiglio ha approvato la legge che prevede l’abolizione dei vitalizi e la riduzione delle indennità

L’approvazione in Coniglio regionale della legge sul taglio dei costi della politica, avvenuta pochi giorni fa, è il punto di arrivo di una battaglia che il Partito Democratico ha portato avanti, per primo, negli ultimi mesi.

Il testo stabilisce l’abolizione dei vitalizi e del trattamento di fine mandato, il taglio del 10% delle indennità dei consiglieri dal primo gennaio 2012 e l’uso dei parametri Istat per aggiornare le retribuzioni, per cui non più agganciate a quelle dei parlamentari, come è avvenuto fino ad oggi. Aumenta inoltre la trattenuta sulla diaria per ogni seduta mancata dal singolo consigliere. Continua a leggere

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Politiche sociali, si prospettano tempi durissimi

Per le politiche sociali le prospettive per il 2012 sono nere. Secondo notizie di stampa sul Fondo regionale politiche sociali del 2012 saranno appostati solo 40 milioni di euro, a fronte dei 70 milioni di euro dello scorso anno, risorse che, ricordo, sono arrivate con l’assestamento di bilancio di metà anno, a fronte delle richieste del Partito democratico e della manifestazione organizzata dalle associazioni dei disabili nello scorso mese di maggio davanti al Pirellone.

Un dato allarmante che si somma al fatto che il trasferimento dal fondo nazionale ammonterà a soli 25 milioni di euro anziché a 109 milioni di euro come nel 2011. I tagli nazionali sommati a quelli regionali significheranno per i Comuni una riduzione di un terzo delle risorse. Il quadro che si delinea è evidentemente di emergenza. Ridurre risorse che erano già di per se esigue rischia di avere ricadute sui servizi insostenibili. Siamo consapevoli della pesantezza dei tagli imposti e delle grave difficoltà del momento, ma riteniamo che non si possano mettere a rischio servizi essenziali per la comunità. Per questo chiederemo alla giunta di adoperarsi per trovare nuove risorse da porre a bilancio.

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Basta con i tagli al Welfare, in piazza con il Terzo Settore

Il Terzo Settore scende in piazza. Questa mattina c’è stata infatti una mobilitazione per dire basta ai tagli al sociale. Anche noi abbiamo aderito alla manifestazione di Milano che si è tenuta in piazza San Babila. Più volte in questi ultimi mesi abbiamo denunciato la pesante situazione che rischia di cancellare i tanti sforzi per costruire una sussidiarietà che funzioni e di mettere a repentaglio diversi servizi sinora garantiti ai cittadini. Il bilancio sociosanitario infatti presenta tagli consistenti sul riparto sociale (60 milioni in meno rispetto all’anno precedente) e, fin quando non ci sarà la discussione sull’assestamento di bilancio, alla fine di luglio, non sapremo esattamente se la Regione Lombardia riuscirà a far fronte ai mancati versamenti statali con risorse proprie visto che per ora si tratta soltanto di un annuncio di Formigoni fatto in fase di campagna elettorale per le comunali di Milano. Se non si interverrà verranno tagliati gli interventi sull’integrazione, sull’associazionismo, sulla disabilità, sulla famiglia.

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Tagli al personale scolastico: la Regione non stia a guardare

Ancora tagli all’organico delle nostre scuole. Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha comunicato poche settimane fa la dotazione degli organici del personale docente per il 2011/12. Le notizie non sono buone, poiché si prevede una riduzione rispetto all’attuale organico pari a 2.500 posti suddivisi tra scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Riduzioni che si vanno ad aggiungere a quelle già indicate per il triennio 2009/2012 dal piano programmatico del 2008 dello stesso Ministero, d’intesa con il Ministero dell’Economia e Finanze. Nel piano per il prossimo anno scolastico si prevede una ulteriore riduzione di 1.900 posti per personale amministrativo, tecnico, ausiliario. Continua a leggere

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Fondo sociale, l’insostenibile pesantezza dei tagli

Una sforbiciata da quasi 46 milioni di euro. A tanto ammonta il taglio al Fondo sociale regionale previsto dalla Lombardia. Nel bilancio di previsione 2011 al capitolo relativo al“Fondo Sociale Regionale” sono previsti solo 40.000.000 euro a fronte dei 85.900.000 dell’anno scorso. Troppo pochi, considerando che queste specifiche risorse destinate ai minori, ai disabili, agli anziani e all’integrazione lavorativa sono finalizzate al sostegno alle Unità d’offerta oltre che a contribuire alla riduzione delle rette a carico degli utenti.

Tutto questo complica ulteriormente una situazione difficile. A fronte della riduzione generale dei trasferimenti destinati al sociale – 68 milioni di euro in meno di cui 46 milioni tagliati da Regione Lombardia e 22 milioni dallo Stato – aumentano le competenze degli Enti Locali e, soprattutto, aumentano i bisogni dei cittadini e delle famiglie rese sempre più fragili dalla crisi economica e dal progressivo invecchiamento della popolazione. La preoccupazione è dunque generalizzata tra gli amministratori locali, il terzo settore e gli utenti, che questi tagli li vivranno sulla loro pelle. Continua a leggere

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Fondo Sociale Regionale: le risorse sono sempre più incerte

Dove sono finite le risorse per il sociale? Viene da chiederselo, visto che il Pirellone non ha ancora erogato le risorse del Fondo Sociale Regionale 2011 ai Comuni. Risorse fondamentali, che venivano trasferite in concomitanza con i contributi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze. Ma quest’anno, purtroppo, così non è ancora accaduto e l’allarme cresce. Ancora non è chiaro se e come saranno garantiti questi fondi essenziali per la gestione dei servizi sociali operati per lo più dalle realtà del Terzo Settore. Gli amministratori locali e le associazioni del settore sono giustamente molto preoccupati. A oggi il bilancio regionale prevede un taglio che porterebbe dagli 85 milioni dell’anno scorso, che sarebbero serviti a garantire la tenuta dei servizi sul territorio, ai 40 milioni di euro di quest’anno. Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio delle risorse. Per questo nei giorni scorsi abbiamo presentato una mozione urgente.

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Insegnanti di sostegno: l’Ufficio scolastico regionale preferisce difendere i tagli

“Le giustificazioni di Colosio sono inaccettabili”

Un tentativo malcelato di coprire i tagli del Governo nazionale. Ma soprattutto un passo indietro su un tema, quello dell’integrazione degli alunni disabili, di enorme importanza. Si potrebbe sintetizzare così la decisione dell’Ufficio scolastico regionale di impugnare l’ordinanza con cui il Tribunale civile di Milano aveva accolto il ricorso di alcuni genitori milanesi contro il taglio delle ore di sostegno per gli studenti disabili. Nell’ordinanza il giudice aveva stabilito che la riduzione delle ore di sostegno per gli studenti disabili – conseguenza dei tagli degli organici scolastici previsto dal Governo nell’ultima Finanziaria – fosse un comportamento discriminatorio.

Ieri il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, nello spiegare le ragioni che lo hanno spinto a impugnare l’ordinanza, ha usato giustificazioni inaccettabili, riconducendo le richieste dei genitori a una mera questione di quantità di ore, quando le cose non stanno così. Non si tratta, infatti, di accentuare le ore di sostegno, ma di vedere riconosciuto il giusto rapporto tra insegnanti di sostegno e ragazzi disabili al fine di garantire la vera integrazione nel gruppo classe, cosa oggi assai più difficile, visto i pesanti tagli effettuati dal Governo nazionale. Bisogna ricordare che Colosio stesso, lo scorso gennaio aveva annunciato che avrebbe rispettato la decisione del Tribunale di Milano. Oggi, nei fatti, si sconfessa da solo e sceglie di difendere i tagli del Governo Berlusconi e non gli interessi della scuola lombarda.

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Istruzione, la Regione taglia la dote e penalizza gli studenti delle scuole pubbliche

Diminuiscono i fondi per il diritto allo studio (foto Aria92, flickr.com)

La notizia era nell’aria e d’altra parte lo avevamo previsto. I fondi a sostegno del sistema formativo lombardo, a partire dal prossimo anno scolastico saranno infatti pesantemente ridimensionati. La Giunta regionale ha infatti rivisto al ribasso i criteri di assegnazione delle varie voci che compongono la “Dote scuola”, il contributo che la Regione mette a disposizione per sostenere il diritto allo studio. In un momento di grandi ristrettezze economiche potrebbe anche essere condivisibile la scelta di tutelare le famiglie più in difficoltà. In realtà si è persa un’occasione per rivedere completamente, come noi chiediamo da tempo, il metodo di finanziamento del sistema formativo e l’intero strumento della dote scuola. Soprattutto perché nella revisione della Giunta, si attua un’ingiustizia anche nell’applicazione dei tagli, poiché vengono più colpiti i ragazzi che frequentano le scuole pubbliche. Continua a leggere

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Tagli ai fondi per le politiche sociali, gli enti locali protestano e hanno ragione

Ieri i sindaci del Nord Milano, come già in precedenza avevano fatto alcune amministrazioni che fanno capo ad altre Asl, hanno scritto una lettera al Governo italiano e chiesto un tavolo di confronto con la Regione a fronte dei tagli alle politiche sociali operati dal Governo. Le preoccupazioni e le richieste dei primi cittadini sono più che fondate. Anche in Lombardia, lo si è già detto, le cifre sono drammatiche: tanti, troppi sono i tagli alle risorse destinate al bilancio regionale sociosanitario. Mi auguro che la richiesta dei primi cittadini di un confronto con la Regione sia accolta. Inoltre i sindaci nord milanesi hanno anche espresso la speranza di poter avere, con le nuove imminenti nomine dei vertici di Asl e aziende ospedalieri, una persona altamente qualificata a capo dell’Ao Istituti clinici di perfezionamento. Per incarichi di questo genere servono figure di spessore, che devono saper lavorare in un ottica di confronto e raccordo con le richieste dei territori e quindi dei Comuni. Cosa ben diversa dall’ottica lottizzatrice che l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani ha così dettagliatamente illustrato nei giorni scorsi.

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