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Scuola: le proposte della giunta sul reclutamento insegnanti non sono accoglibili

Nella delibera di giunta denominata “Misure per la Crescita, lo sviluppo e l’occupazione” sono inserite alcune modifiche alla legge regionale sull’autonomia scolastica. Nel testo è prevista in via sperimentale, la possibilità per gli istituti scolastici di reclutare gli insegnanti attraverso concorsi d’istituto. Un concorso che, secondo quando previsto dal nuovo testo, dovrebbe avvenire attraverso criteri “nel rispetto dei principi d’imparzialità, trasparenza e pubblicità, con deliberazione della Giunta regionale, previa intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”.

Sappiamo tutti quanto il tema del reclutamento dei docenti sia importante e urgente ed è vitale portare nuove soluzioni anche perché le attuali modalità non rispondono alle esigenze degli istituti e delle famiglie. Tutto questo però non può avvenire secondo criteri di cui ancora non si conosce nulla, e senza un adeguato confronto tra gli enti istituzionali. Un confronto che deve avvenire nei luoghi e nei modi previsti dal Titolo V della Costituzione, quindi in sede di Conferenza Stato-Regioni, come peraltro auspicato dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Qualunque forzatura, nei tempi o nei modi, è irricevibile.

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Insegnanti di sostegno: l’Ufficio scolastico regionale preferisce difendere i tagli

“Le giustificazioni di Colosio sono inaccettabili”

Un tentativo malcelato di coprire i tagli del Governo nazionale. Ma soprattutto un passo indietro su un tema, quello dell’integrazione degli alunni disabili, di enorme importanza. Si potrebbe sintetizzare così la decisione dell’Ufficio scolastico regionale di impugnare l’ordinanza con cui il Tribunale civile di Milano aveva accolto il ricorso di alcuni genitori milanesi contro il taglio delle ore di sostegno per gli studenti disabili. Nell’ordinanza il giudice aveva stabilito che la riduzione delle ore di sostegno per gli studenti disabili – conseguenza dei tagli degli organici scolastici previsto dal Governo nell’ultima Finanziaria – fosse un comportamento discriminatorio.

Ieri il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, nello spiegare le ragioni che lo hanno spinto a impugnare l’ordinanza, ha usato giustificazioni inaccettabili, riconducendo le richieste dei genitori a una mera questione di quantità di ore, quando le cose non stanno così. Non si tratta, infatti, di accentuare le ore di sostegno, ma di vedere riconosciuto il giusto rapporto tra insegnanti di sostegno e ragazzi disabili al fine di garantire la vera integrazione nel gruppo classe, cosa oggi assai più difficile, visto i pesanti tagli effettuati dal Governo nazionale. Bisogna ricordare che Colosio stesso, lo scorso gennaio aveva annunciato che avrebbe rispettato la decisione del Tribunale di Milano. Oggi, nei fatti, si sconfessa da solo e sceglie di difendere i tagli del Governo Berlusconi e non gli interessi della scuola lombarda.

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Istruzione, la Regione taglia la dote e penalizza gli studenti delle scuole pubbliche

Diminuiscono i fondi per il diritto allo studio (foto Aria92, flickr.com)

La notizia era nell’aria e d’altra parte lo avevamo previsto. I fondi a sostegno del sistema formativo lombardo, a partire dal prossimo anno scolastico saranno infatti pesantemente ridimensionati. La Giunta regionale ha infatti rivisto al ribasso i criteri di assegnazione delle varie voci che compongono la “Dote scuola”, il contributo che la Regione mette a disposizione per sostenere il diritto allo studio. In un momento di grandi ristrettezze economiche potrebbe anche essere condivisibile la scelta di tutelare le famiglie più in difficoltà. In realtà si è persa un’occasione per rivedere completamente, come noi chiediamo da tempo, il metodo di finanziamento del sistema formativo e l’intero strumento della dote scuola. Soprattutto perché nella revisione della Giunta, si attua un’ingiustizia anche nell’applicazione dei tagli, poiché vengono più colpiti i ragazzi che frequentano le scuole pubbliche. Continua a leggere

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