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San Raffaele, serve la massima trasparenza

Ieri la presidente della commissione Sanità, Margherita Peroni, ha scelto di tenere l’audizione dei sindacati del San Raffaele a porte chiuse. Ci siamo opposti a questa decisione perché riteniamo che la gravità della situazione richieda di fare chiarezza con la massima trasparenza. L’audizione peraltro ci ha permesso di acquisire informazioni che per via ordinaria non avevamo avuto. Ricordo che avevamo già presentato un’interrogazione in proposito alla quale era stata data una risposta elusiva. Attendiamo intanto anche l’audizione del nuovo board del San Raffaele, chiesta da tempo. Anche alla luce di quanto abbiamo appreso oggi riteniamo assolutamente necessario istituire una commissione d’inchiesta sull’argomento. Per questo stiamo iniziando a raccogliere le firme necessarie a formulare la richiesta”.

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Vicenda San Raffaele, serve una commissione d’inchiesta

Sono ormai troppi gli interrogativi attorno alla vicenda del San Raffaele. La gravità e la complessità dei fatti su cui la magistratura sta indagando meritano l’istituzione di una commissione d’inchiesta da parte del Consiglio regionale. Abbiamo fino ad oggi percorso le vie ordinarie ma abbiamo ricevuto risposte vaghe alle nostre interrogazioni e non abbiamo ottenuto l’audizione in commissione del board che avevamo richiesto oltre un mese e mezzo fa. Ora chiediamo l’istituzione di uno strumento straordinario com’è, appunto, la commissione d’inchiesta.

Il San Raffaele era fino a pochi mesi fa considerato la punta di diamante del sistema sanitario privato lombardo e la sua caduta, con il concordato preventivo per evitare la bancarotta, è già di per sé un evento impressionante. Ma ora la magistratura è giunta a indagare un sistema di relazioni e di potere che sarebbe responsabile dell’affossamento del San Raffaele, e in quest’ambito sono state effettuate perquisizioni anche negli uffici della Regione, in particolar modo nelle stanze di un dirigente che, tra le deleghe, detiene quella alle “sperimentazioni gestionali e collaborazioni fra soggetti pubblici e privati”. È evidente che Formigoni non può continuare a tacere, e dovrebbe almeno spiegare cosa ha portato gli inquirenti a indagare all’interno dell’assessorato regionale.

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Sul San Raffaele la giunta è omissiva, ora mantenga gli impegni presi solo ieri da tutto il Consiglio

Sul San Raffaele Bresciani è omissivo. Con un’interrogazione presentata alla fine del luglio scorso, alla quale Bresciani fino ad oggi non aveva mai risposto, avevamo chiesto quali iniziative la Regione intendesse prendere per favorire una soluzione positiva della vicenda. Ieri in Consiglio abbiamo presentato una mozione, peraltro votata all’unanimità, quindi anche dalla maggioranza, in cui si impegnava la giunta a operare per garantire la continuità dell’attività ospedaliera, la salvaguardia dei posti di lavoro e incoraggiare azioni dirette alla dismissione delle attività non strettamente legate ai servizi di carattere sanitario. Di fronte a tutto questo l’assessore Bresciani non ha ritenuto opportuno assumersi alcun impegno. La sua risposta è stata sbrigativa e omissiva. Bresciani non ha voluto fare suoi gli impegni che solo ieri, votando la mozione, tutto il Consiglio aveva assunto.

Nella stessa mozione, abbiamo chiesto alla giunta di prevedere meccanismi che garantiscano maggiore controllo, appropriatezza e trasparenza nell’assegnazione dei finanziamenti aggiuntivi nella sanità; questo proprio per evitare che si ripetano in futuro vicende come quella del San Raffaele. Di questo chiederemo conto nella prossima commissione sanità nella quale saranno di nuovo all’ordine del giorno proprio i nuovi bandi riferiti a questo genere di finanziamenti, ossia i progetti presentati dai privati per ottenere contributi extrabudget.

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Presidio a Ville Turro: il San Raffaele va salvato

Questa mattina, assieme ai consiglieri regionali del Partito Democratico Fabio Pizzul e Carlo Borghetti, ho partecipato a un presidio a Ville Turro a Milano, la sede staccata dell’ospedale che ospita i reparti di malattie infettive e neuropsichiatria, per chiedere nuovamente e a gran voce il salvataggio del presidio sanitario e dei posti di lavoro del San Raffaele.

In attesa della pronuncia del tribunale sul concordato che deciderà del salvataggio del San Raffaele abbiamo ribadito la necessità che la Regione, che in questi mesi ha osservato un singolare silenzio, si faccia parte attiva nella vicenda, intervenendo per garantire il mantenimento delle strutture ospedaliere e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Chiediamo, inoltre che il Pirellone, anche tramite la Asl Città di Milano, in accordo con il Comune, prenda in considerazione tutte le ipotesi che permettano di mantenere un servizio sanitario e sociale a Ville Turro. Smantellarlo significherebbe privare migliaia di utenti di un bene comune prioritario e irrinunciabile. Per questo martedì presenteremo una mozione in Consiglio regionale.

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San Raffaele, è tempo di avere risposte

Chiarezza. È quello che hanno chiesto oggi tutte le opposizioni di centro e di centrosinistra sulla vicenda San Raffaele, oggi a rischio fallimento. La sanità lombarda, così come quella italiana, rischiano di perdere un patrimonio di competenze di altissimo livello, senza contare che è a rischio anche il futuro dei circa 4mila dipendenti della struttura ospedaliera. Per questo, come opposizione, abbiamo chiesto quanto prima un’audizione urgente in commissione Sanità con gli attuali amministratori del San Raffaele e con le parti sociali.

Tuttavia non si può non notare come in questa vicenda il presidente della Regione Roberto Formigoni poco o nulla abbia detto o fatto. Sappiamo benissimo che, essendo una Fondazione privata, il San Raffaele non ha l’obbligo di depositare i suoi bilanci, ma c’è ormai necessità di un controllo più efficace da parte della Regione. Sul tema la Giunta non ha ancora risposto a una interrogazione depositata a luglio. Anche da qui la richiesta di trasparenza, ipotizzando una revisione del sistema di accreditamento e di erogazione dei contributi in campo sanitario.

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