Archivi tag: legge

La giunta regionale vuole cancellare il garante dell’infanzia

(©narice28 su filckr.com)

A tre anni dalla sua istituzione la giunta ha cancellato la figura del garante dei diritti dell’infanzia. A sorpresa all’interno del provvedimento su crescita e sviluppo la giunta regionale ha inserito una norma che abroga la legge, approvata all’unanimità dal Consiglio nel 2009, di istituzione del garante dell’infanzia. Una norma che nulla ha a che fare con il tema del documento.

Finora la giunta non aveva mai approvato il provvedimento attuativo del garante, tanto che, proprio in questi giorni, la Commissione Sanità avrebbe dovuto discutere una risoluzione che ne chiedeva finalmente l’approvazione e che avrebbe dovuto portare alla nomina del garante stesso.

Con questa nuova norma, invece, si vuole cancellare la legge di istituzione del garante dell’infanzia e accorparne le funzioni al difensore civico che, voglio ricordare, già dovrebbe svolgere anche il ruolo di garante dei diritti dei carcerati. Questo tradendo completamente lo spirito della legge precedente, che prevedeva che il garante avesse requisiti di competenza in materia di diritti dell’infanzia e svolgesse anche un ruolo di coordinamento delle associazioni.

In questo modo Regione Lombardia torna indietro sia rispetto a quanto già fatto in molte altre regioni, sia rispetto a quanto già approvato dal precedente governo di centrodestra, che aveva istituito la figura del garante dell’infanzia nazionale con funzioni di coordinamento dei garanti regionali. Il provvedimento è inaccettabile. Ci batteremo in commissione perché non sia approvato.

Pubblicato in Idee e politica, Sanità e welfare | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Violenza sulle donne, la Regione s’impegni a prevenire e contrastare il fenomeno

In Lombardia manca una legge per contrastare la violenza sulle donne (©European Parliament/Pietro Naj-Oleari)

La Lombardia è ormai l’ultima Regione italiana a non aver approvato una legge sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne. A oggi, a differenza di molte altre regioni del Paese, in Lombardia non esiste alcuna normativa che riconosca le case delle donne, i servizi e i centri antiviolenza delle donne, e che li consideri un presidio nella rete dei servizi alla persona, né esiste per loro alcuna forma di finanziamento che dia garanzia di omogeneità e continuità. Eppure dalla scorsa legislatura il centrosinistra ha avanzato proposte per porre rimedio a una mancanza che, alla luce dei tagli operati sugli enti locali rischia di provocare la chiusura di realtà che, ricche di competenze ed esperienza, operano sul territorio in condizioni molto delicate, a causa del muro di silenzio e paure che accompagnano il fenomeno. Sono le uniche realtà in grado di fornire i dati sulla portata del fenomeno dei maltrattamenti e sulle conseguenze sociali ed economiche dello stesso, poiché finora nella nostra Regione, non solo non esiste la legge, ma neppure alcun sistema di monitoraggio. Continua a leggere

Pubblicato in Idee e politica, Sanità e welfare, Territorio | Taggato , , , , | Lascia un commento

Violenza sulle donne: la Regione non può più stare a guardare

Pubblicato in Idee e politica, Sanità e welfare, Territorio | Taggato , , , | Lascia un commento

Criteri nomine sanità, le proposte del Pd

Oggi abbiamo presentato i contenuti della proposta di legge del PD in materia di nomine in ambito sanitario. Abbiamo ribadito la necessità di istituire un elenco degli idonei a dirigere le aziende sanitarie e di utilizzare criteri e modalità di scelta che premino il merito, a vantaggio dei cittadini. Questo ad un anno di distanza dall’ultima modifica sul tema, introdotta dalla Giunta con la delibera del 21 luglio 2010.
La delibera della Giunta aveva introdotto una stretta sui requisiti relativi al tipo di incarico svolto in precedenza per chi entra a far parte dell’elenco idonei e aveva escluso, per la prima volta, chi aveva avuto una condanna, anche in via non definitiva per reati di concussione, corruzione e peculato. Si limitava, cioè, ad aggiungere qualche fattispecie nei criteri per la rimozione. Troppo poco. Per questo il nostro progetto introduce invece nuovi paletti.
Tra questi, una comprovata esperienza di dirigente di struttura complessa acquisita nei 10 anni antecedenti alla nomina acquisita in strutture con grado di complessità e budget analoga a quella dell’incarico da conseguire. Limite dei 65 anni e dei 2 anni di mandato. Evidenza di un percorso formativo e di aggiornamento continuo anche per gli idonei già inseriti nell’albo. E nomina della lista di nomi idonei stilata da una Commissione terza composta da soli esperti (i cui membri sono indicati dall’ Università, da Agenas e dall’Istituto Superiore della Sanità).

Pubblicato in Idee e politica, Sanità e welfare | Taggato , , , | Lascia un commento