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Accorpamenti forzati degli istituti scolastici: il Consiglio regionale lombardo dice “no”

Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la nostra mozione, di cui sono prima firmataria, che si opponeva agli accorpamenti forzati degli istituti scolastici comprensivi. Il documento invitava la Giunta a studiare un’applicazione graduale e con criteri meno rigidi delle disposizioni governative che prevedono l’autonomia scolastica ai plessi con almeno mille alunni. Aver approvato questa mozione è un grosso passo in avanti, coerente con ciò che ha già fatto la Regione stessa insieme a tutta la Conferenza Stato-Regioni. A questo punto ci aspettiamo una decisione chiara e definitiva del Ministero, che vada nella direzione richiesta.

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La riduzione delle istituzioni scolastiche in Lombardia sia graduale e sostenibile

La manovra finanziaria di quest’estate impone di attuare, entro il 31 dicembre prossimo, un dimensionamento degli istituti scolastici comprensivi in tutte le regioni. Secondo la legge, infatti, dovranno avere almeno mille studenti, ad esclusione di quelli dei comuni montani e delle piccole isole, per le quali il limite minimo sarà 300. Questo senza che sia stato possibile per i Comuni, data l’esiguità del tempo previsto dalla legge per l’attuazione, consultare i soggetti istituzionali coinvolti. Una norma troppo che rischia di essere insostenibile per tante realtà territoriali, creando una condizione di incertezza per le famiglie e il rischio per i Comuni, già allo stremo per i tagli subiti, di doversi accollare i costi aggiuntivi dell’operazione, quali quelli per i trasporti e la riorganizzazione degli spazi. Per questo in una mozione abbiamo sollecitato la giunta regionale a chiedere al ministero dell’Istruzione un’applicazione graduale della legge. La Conferenza delle Regioni ci ha dato ragione e ha chiesto al ministero che ci sia tempo fino all’anno scolastico 2014-2015 per l’applicazione della norma e che l’obiettivo dei mille alunni sia raggiunto seguendo una media di carattere regionale e con criteri non rigidi, che tengano conto delle particolari esigenze dei territori.

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Istruzione, la Regione taglia la dote e penalizza gli studenti delle scuole pubbliche

Diminuiscono i fondi per il diritto allo studio (foto Aria92, flickr.com)

La notizia era nell’aria e d’altra parte lo avevamo previsto. I fondi a sostegno del sistema formativo lombardo, a partire dal prossimo anno scolastico saranno infatti pesantemente ridimensionati. La Giunta regionale ha infatti rivisto al ribasso i criteri di assegnazione delle varie voci che compongono la “Dote scuola”, il contributo che la Regione mette a disposizione per sostenere il diritto allo studio. In un momento di grandi ristrettezze economiche potrebbe anche essere condivisibile la scelta di tutelare le famiglie più in difficoltà. In realtà si è persa un’occasione per rivedere completamente, come noi chiediamo da tempo, il metodo di finanziamento del sistema formativo e l’intero strumento della dote scuola. Soprattutto perché nella revisione della Giunta, si attua un’ingiustizia anche nell’applicazione dei tagli, poiché vengono più colpiti i ragazzi che frequentano le scuole pubbliche. Continua a leggere

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Istruzione, dote Quinto anno: molto rumore per (poco o) nulla

Sembra saranno solo 140 le domande accolte (foto Olga e Zanni, www.flickr.com).

Erano stati celebrati come uno dei fiori all’occhiello della nuova istruzione lombarda, ma i fatti sembrano andare in tutt’altra direzione. I corsi annuali dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale per l’accesso all’esame di Stato, una volta spenti i megafoni, sembrano invece un grosso buco nell’acqua. Secondo i dati in nostro possesso, rispetto alle domande presentate, pare infatti che siano solo 140 gli studenti delle scuole di istruzione e formazione professionale che potranno frequentare il quinto anno propedeutico per sostenere l’esame di Stato. Troppo pochi, viste anche le celebrazioni trionfalistiche che avevano accompagnato l’approvazione di questo provvedimento. Ragion per cui abbiamo presentato un’interrogazione all’assessore Rossoni.

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