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Politiche sociali, si prospettano tempi durissimi

Per le politiche sociali le prospettive per il 2012 sono nere. Secondo notizie di stampa sul Fondo regionale politiche sociali del 2012 saranno appostati solo 40 milioni di euro, a fronte dei 70 milioni di euro dello scorso anno, risorse che, ricordo, sono arrivate con l’assestamento di bilancio di metà anno, a fronte delle richieste del Partito democratico e della manifestazione organizzata dalle associazioni dei disabili nello scorso mese di maggio davanti al Pirellone.

Un dato allarmante che si somma al fatto che il trasferimento dal fondo nazionale ammonterà a soli 25 milioni di euro anziché a 109 milioni di euro come nel 2011. I tagli nazionali sommati a quelli regionali significheranno per i Comuni una riduzione di un terzo delle risorse. Il quadro che si delinea è evidentemente di emergenza. Ridurre risorse che erano già di per se esigue rischia di avere ricadute sui servizi insostenibili. Siamo consapevoli della pesantezza dei tagli imposti e delle grave difficoltà del momento, ma riteniamo che non si possano mettere a rischio servizi essenziali per la comunità. Per questo chiederemo alla giunta di adoperarsi per trovare nuove risorse da porre a bilancio.

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Fondo per la non autosufficienza, la Regione deve rifinanziarlo e chiarire qual è l’impatto della riforma su Comuni e famiglie

Chiarezza. È quello che chiediamo da tempo sul problema della compartecipazione per la cura di anziani e disabili. Dettare le regole, come ha fatto la Regione, qualora siano giuste, è corretto. Ma il Pirellone deve anche metterci le risorse. Il motivo di merito dello stop in commissione, al di là delle tensioni politiche, non ha nulla a che vedere con il fattore famiglie. L’assessorato ha infatti deciso di intervenire su un problema rilevante, che sta a cuore anche a noi, ovvero il fatto che per le rette delle case di riposo e delle strutture dedicate alla cura di anziani e disabili non c’è oggi alcuna modulazione in base al reddito. È giusto introdurre un meccanismo di equità che tenga conto dei carichi famigliari, come hanno fatto regioni avvedute, ad esempio la Toscana. Ma, come ha fatto quest’ultima, occorre parallelamente finanziare il fondo per la non autosufficienza con cui alleggerire le famiglie da costi di cura che sono ormai insostenibili. Occorrono però risorse regionali, visto che il governo ha azzerato il corrispondente fondo nazionale.

Una riforma a costo zero per la Regione metterebbe i comuni con le spalle al muro, perché dovrebbero far fronte con le proprie risorse, sempre più esigue, alla riduzione delle rette per gli utenti meno abbienti. Noi crediamo che la Regione debba farsi carico del problema e non imporre regole come fossero principi astratti senza fornirci dati chiari sull’impatto del provvedimento sulle famiglie e sui comuni e soprattutto senza impegnare risorse. Attendiamo notizie dall’assessore e dalla maggioranza. Le nostre proposte sono chiare.

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Annuncio spot di Formigoni: “Ripristinati stanziamenti per il sociale”, giusto in tempo per le elezioni

(foto: Domenico Zauber)

A Formigoni, si sa, le sorprese in salsa elettorale sono sempre piaciute, e nemmeno questa volta ha avoluto smentirsi. Con straordinario tempismo il Governatore ha appena annunciato un ripristino degli stanziamenti per le risorse destinate alle politiche sociali. Uno spot prima del voto. Come Pd abbiamo chiesto da tempo che Regione Lombardia facesse fronte ai tagli destinati ad abbattersi sui servizi sociali per via della manovra di Tremonti. Lo spostamento di risorse da altri capitoli di bilancio, che verrà portata avanti in sede di assestamento, è perciò un atto dovuto alle associazioni dei disabili che settimana scorsa hanno riempito la piazza per chiedere a gran voce di vedere riconosciuti i loro diritti e a tutte le altre fragilità. Ad oggi per quanto riguarda molte delle voci citate si tratta di un annuncio, infatti solo a luglio, con l’assestamento si toccherà davvero con mano la sostanza di quanto detto e da quali altri capitoli del bilancio verranno spostate le risorse. Va però aggiunto che tra le risorse che nuovamente saranno destinate al sociale, (complessivamente 65,7 milioni di euro), solo 30 milioni saranno destinati ai Comuni, che vedono comunque un taglio del 19% delle risorse destinate ai piani di zona rispetto all’anno scorso.

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Fondo sociale, l’insostenibile pesantezza dei tagli

Una sforbiciata da quasi 46 milioni di euro. A tanto ammonta il taglio al Fondo sociale regionale previsto dalla Lombardia. Nel bilancio di previsione 2011 al capitolo relativo al“Fondo Sociale Regionale” sono previsti solo 40.000.000 euro a fronte dei 85.900.000 dell’anno scorso. Troppo pochi, considerando che queste specifiche risorse destinate ai minori, ai disabili, agli anziani e all’integrazione lavorativa sono finalizzate al sostegno alle Unità d’offerta oltre che a contribuire alla riduzione delle rette a carico degli utenti.

Tutto questo complica ulteriormente una situazione difficile. A fronte della riduzione generale dei trasferimenti destinati al sociale – 68 milioni di euro in meno di cui 46 milioni tagliati da Regione Lombardia e 22 milioni dallo Stato – aumentano le competenze degli Enti Locali e, soprattutto, aumentano i bisogni dei cittadini e delle famiglie rese sempre più fragili dalla crisi economica e dal progressivo invecchiamento della popolazione. La preoccupazione è dunque generalizzata tra gli amministratori locali, il terzo settore e gli utenti, che questi tagli li vivranno sulla loro pelle. Continua a leggere

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Fondo Sociale Regionale: le risorse sono sempre più incerte

Dove sono finite le risorse per il sociale? Viene da chiederselo, visto che il Pirellone non ha ancora erogato le risorse del Fondo Sociale Regionale 2011 ai Comuni. Risorse fondamentali, che venivano trasferite in concomitanza con i contributi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze. Ma quest’anno, purtroppo, così non è ancora accaduto e l’allarme cresce. Ancora non è chiaro se e come saranno garantiti questi fondi essenziali per la gestione dei servizi sociali operati per lo più dalle realtà del Terzo Settore. Gli amministratori locali e le associazioni del settore sono giustamente molto preoccupati. A oggi il bilancio regionale prevede un taglio che porterebbe dagli 85 milioni dell’anno scorso, che sarebbero serviti a garantire la tenuta dei servizi sul territorio, ai 40 milioni di euro di quest’anno. Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio delle risorse. Per questo nei giorni scorsi abbiamo presentato una mozione urgente.

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