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Sul San Raffaele la giunta è omissiva, ora mantenga gli impegni presi solo ieri da tutto il Consiglio

Sul San Raffaele Bresciani è omissivo. Con un’interrogazione presentata alla fine del luglio scorso, alla quale Bresciani fino ad oggi non aveva mai risposto, avevamo chiesto quali iniziative la Regione intendesse prendere per favorire una soluzione positiva della vicenda. Ieri in Consiglio abbiamo presentato una mozione, peraltro votata all’unanimità, quindi anche dalla maggioranza, in cui si impegnava la giunta a operare per garantire la continuità dell’attività ospedaliera, la salvaguardia dei posti di lavoro e incoraggiare azioni dirette alla dismissione delle attività non strettamente legate ai servizi di carattere sanitario. Di fronte a tutto questo l’assessore Bresciani non ha ritenuto opportuno assumersi alcun impegno. La sua risposta è stata sbrigativa e omissiva. Bresciani non ha voluto fare suoi gli impegni che solo ieri, votando la mozione, tutto il Consiglio aveva assunto.

Nella stessa mozione, abbiamo chiesto alla giunta di prevedere meccanismi che garantiscano maggiore controllo, appropriatezza e trasparenza nell’assegnazione dei finanziamenti aggiuntivi nella sanità; questo proprio per evitare che si ripetano in futuro vicende come quella del San Raffaele. Di questo chiederemo conto nella prossima commissione sanità nella quale saranno di nuovo all’ordine del giorno proprio i nuovi bandi riferiti a questo genere di finanziamenti, ossia i progetti presentati dai privati per ottenere contributi extrabudget.

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Legge 194, ora la Regione la smetta con le strumentalizzazioni

(foto: Antonella Beccaria, flickr.com)

Dopo la sentenza del Tar sulle linee guida della 194 che di fatto ha sconfessato Formigoni, l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani ha risposto alla nostra interrogazione urgente. Nel documento gli chiedevamo di commentare il pronunciamento del tribunale amministrativo. Bresciani, nel rispondere, non ha saputo però motivare efficacemente la necessità di sancire con un atto politico-amministrativo delle prassi già da anni in uso nelle strutture lombarde.

Il fatto poi che la Regione stessa, come ha spiegato Bresciani, non intenda fare ricorso in appello è un’ulteriore dimostrazione di quanto il provvedimento voluto dal Pirellone sulla 194 contenesse, molte, troppe forzature politico ideologiche. Regione Lombardia dovrebbe invece distinguere tra prassi medica e scelta politica, e preoccuparsi piuttosto di applicare in tutte le sue parti la legge nazionale 194 che è ancora oggi un’ottima legge.

I dati infatti confermano che in Lombardia, così come nel resto d’Italia, l’interruzione volontaria di gravidanza(Ivg) è, per fortuna, in forte decrescita. I protocolli interni agli ospedali lombardi applicano già le linee guida che con un provvedimento il governo Formigoni ha cercato di imporre alcuni mesi fa e che il Tar ha appena bocciato.

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Nomine sanità: ha vinto la logica lottizzatrice

Alla fine ha vinto il Bresciani “prima maniera”. Sulle nomine ai vertici della Sanità lombarda, hanno infatti prevalso gli interessi di partito. D’altra parte lo stesso assessore nei giorni scorsi aveva dichiarato alla stampa che la logica nella nomina dei direttori generali di Asl e ospedali è fondamentalmente legata al peso del voto espresso dalla popolazione. C’era stata poi una retromarcia di facciata, quando lo stesso assessore assieme al suo collega di giunta Boscagli, successivamente aveva incontrato in Regione una delegazione di sindaci. Così come di facciata era stata la dichiarazione di Formigoni, che cercava in qualche modo di prendere le distanze dalla logica lottizzatrice così ben illustrata da Bresciani. Non è andata come sarebbe stato giusto che andasse. Avrebbero potuto prevalere la trasparenza e la valorizzazione della qualità professionale nella scelta dei vertici, invece hanno prevalso altre logiche. A nostro avviso il limite d’età, il limite dei due mandati e la valutazione dei cv da parte di alte professionalità doveva essere sancito tramite una specifica norma. Un sistema senza regole chiare lascia spazio solo alla voracità e agli interessi di partiti, correnti e movimenti: quello che è puntualmente avvenuto.

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Nomine sanità lombarda: per Bresciani giusto lottizzarle, alla faccia del merito e del rinnovamento

“No” a nomine che rispondano solo alla mera spartizione politica. (foto Tamurello, www.flickr.com)

Adesso Bresciani gioca a carte scoperte. L’assessore alla Sanità lombarda ha infatti dichiarato nei giorni scorsi alla stampa che la logica nella nomina dei direttori generali di Asl e ospedali è fondamentalmente legata al peso del voto espresso dalla popolazione. Una dichiarazione inaccettabile, che avviene a meno di due settimane dalla nomina delle poltrone della sanità lombarda. E il futuro dei 44 posti è sempre più nel segno della lottizzazione.

Il metodo Bresciani delinea uno scenario inquietante e di fatto sancisce che i primari degi ospedali saranno scelti a seconda dell’appartenenza politica. E’ scandaloso che un esponente di rilievo della Lega Nord, che ha così importanti responsabilità nel governo sanitario della nostra Regione e che continua a ingannare gli elettori presentandosi come una forza di rinnovamento e pulizia, arrivi a teorizzare una lottizzazione di tale portata. Continua a leggere

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TeleOspedale, Bresciani chiarisca: non possiamo permetterci nuovi scandali

È di pochi giorni fa la notizia delle sospette tangenti per l’affidamento di un appalto relativo ad un sistema di impianti video a circuito chiuso nelle Asl e negli ospedali lombardi. In merito è in corso un’indagine che vede coinvolti, tra gli altri, il capoufficio stampa dell’assessore alla Sanità Luciano Bresciani. La denuncia è partita da un esposto alla magistratura del capogruppo della Lega in Consiglio regionale, e coincide con un momento delicato per la sanità lombarda, perché entro il mese di dicembre la Giunta dovrà procedere al rinnovo dei vertici delle aziende ospedaliere e delle Asl regionali.

Ragion per cui è necessaria la massima chiarezza su questa vicenda, e in questa direzione va l’interrogazione che ho presentato nei giorni scorsi. L’Assessore deve spiegarci in Commissione se sono vere le notizie apparse sui relativamente all’inchiesta. Deve chiarire quanto è costata l’istituzione di questi impianti ai cittadini lombardi e che utilità hanno per il miglioramento e il funzionamento delle strutture questi sistemi televisivi outdoor. E dovrà spiegare quali provvedimenti saranno presi nei confronti delle persone che risultassero eventualmente indagate per assicurare condizioni di trasparenza e correttezza e quali azioni intende intraprendere la Regione per attuare maggiori controlli sul sistema di appalti dei servizi del sistema sanitario regionale. La Lombardia non può permettersi nuovi scandali.

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Aids: i contagi non si fermano, ma la Regione taglia i servizi

È stata celebrata ieri la giornata mondiale per la lotta all’Aids. Una malattia che nel nostro Paese è tutt’altro che debellata: ogni anno in Italia ci sono 4 mila nuovi casi di sieropositività, il 50 percento di questi casi avviene in Lombardia, e il 40 per cento nel capoluogo meneghino, dove si registrano in media due contagi al giorno. Nella serata di ieri hanno sfilato per le vie di Sesto San Giovanni gli operatori e gli utenti dell’Unità operativa malattie trasmissibili sessualmente. Un servizio che garantisce una vita il più possibile vicina alla normalità a quei pazienti che, oltre a dover far fronte ai pericoli per la loro salute, sono spesso a rischio di stigma sociale e di marginalizzazione, in famiglia come sul lavoro. Un servizio che l’Asl di Milano ritiene di dover chiudere. Continua a leggere

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