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Scuola: le proposte della giunta sul reclutamento insegnanti non sono accoglibili

Nella delibera di giunta denominata “Misure per la Crescita, lo sviluppo e l’occupazione” sono inserite alcune modifiche alla legge regionale sull’autonomia scolastica. Nel testo è prevista in via sperimentale, la possibilità per gli istituti scolastici di reclutare gli insegnanti attraverso concorsi d’istituto. Un concorso che, secondo quando previsto dal nuovo testo, dovrebbe avvenire attraverso criteri “nel rispetto dei principi d’imparzialità, trasparenza e pubblicità, con deliberazione della Giunta regionale, previa intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”.

Sappiamo tutti quanto il tema del reclutamento dei docenti sia importante e urgente ed è vitale portare nuove soluzioni anche perché le attuali modalità non rispondono alle esigenze degli istituti e delle famiglie. Tutto questo però non può avvenire secondo criteri di cui ancora non si conosce nulla, e senza un adeguato confronto tra gli enti istituzionali. Un confronto che deve avvenire nei luoghi e nei modi previsti dal Titolo V della Costituzione, quindi in sede di Conferenza Stato-Regioni, come peraltro auspicato dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Qualunque forzatura, nei tempi o nei modi, è irricevibile.

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Accorpamenti forzati degli istituti scolastici: il Consiglio regionale lombardo dice “no”

Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la nostra mozione, di cui sono prima firmataria, che si opponeva agli accorpamenti forzati degli istituti scolastici comprensivi. Il documento invitava la Giunta a studiare un’applicazione graduale e con criteri meno rigidi delle disposizioni governative che prevedono l’autonomia scolastica ai plessi con almeno mille alunni. Aver approvato questa mozione è un grosso passo in avanti, coerente con ciò che ha già fatto la Regione stessa insieme a tutta la Conferenza Stato-Regioni. A questo punto ci aspettiamo una decisione chiara e definitiva del Ministero, che vada nella direzione richiesta.

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Vuoto il nido della Regione annunciato due mesi fa da Formigoni

Il nido della Regione, annunciato quasi due mesi fa in pompa magna da Formigoni, resta vuoto. Nessuno sa, infatti, che fine ha fatto l’asilo nido per i figli dei dipendenti della Regione e gli abitanti del quartiere. Il posto è pronto, arredato e illuminato ma vuoto. Eppure le attività avrebbero dovuto iniziare già ai primi di ottobre, almeno secondo quanto annunciato dallo stesso Formigoni, il 26 settembre scorso. Ma ad oggi l’asilo nido non è attivo, nonostante l’interessamento di numerosi genitori e nonostante sia noto che Infrastrutture Lombarde l’ha aggiudicato il 4 agosto scorso.

Abbiamo voluto chiedere chiarimenti, con un’interrogazione di cui sono prima firmataria, anche perché l’annuncio di Formigoni ha acceso nei dipendenti aspettative che ora sono state disattese. A loro è doveroso spiegare cosa devono attendersi, qual è il coinvolgimento di Regione Lombardia nell’attivazione del servizio e qual è l’entità del sostegno alle rette applicate. Chiediamo, inoltre se il nido avrà solo una dimensione ‘aziendale’ o se c’è stato un confronto con il Comune di Milano per arrivare ad una convenzione che ne permetta l’utilizzo anche da parte dei cittadini milanesi, contribuendo così ad accorciare le liste d’attesa.

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La riduzione delle istituzioni scolastiche in Lombardia sia graduale e sostenibile

La manovra finanziaria di quest’estate impone di attuare, entro il 31 dicembre prossimo, un dimensionamento degli istituti scolastici comprensivi in tutte le regioni. Secondo la legge, infatti, dovranno avere almeno mille studenti, ad esclusione di quelli dei comuni montani e delle piccole isole, per le quali il limite minimo sarà 300. Questo senza che sia stato possibile per i Comuni, data l’esiguità del tempo previsto dalla legge per l’attuazione, consultare i soggetti istituzionali coinvolti. Una norma troppo che rischia di essere insostenibile per tante realtà territoriali, creando una condizione di incertezza per le famiglie e il rischio per i Comuni, già allo stremo per i tagli subiti, di doversi accollare i costi aggiuntivi dell’operazione, quali quelli per i trasporti e la riorganizzazione degli spazi. Per questo in una mozione abbiamo sollecitato la giunta regionale a chiedere al ministero dell’Istruzione un’applicazione graduale della legge. La Conferenza delle Regioni ci ha dato ragione e ha chiesto al ministero che ci sia tempo fino all’anno scolastico 2014-2015 per l’applicazione della norma e che l’obiettivo dei mille alunni sia raggiunto seguendo una media di carattere regionale e con criteri non rigidi, che tengano conto delle particolari esigenze dei territori.

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Alunni disabili: raggiungere la scuola è un loro diritto, che deve essere garantito

Bisogna garantire il diritto allo studio e dunque anche il trasporto degli alunni disabili. L’integrazione è un compito cui devono far fronte le istituzioni tutte, dallo Stato alle Regioni, passando per Comuni e Province Per sostenere nei fatti i ragazzi con disabilità non bastano gli spot elettorali come quelli cui abbiamo assistito nei mesi scorsi.

Chiediamo con forza all’assessore regionale all’Istruzione Rossoni e a Regione Lombardia di dirimere al più presto la questione inerente le competenze sul tema del trasporto disabili, mettendo eventualmente a disposizione risorse aggiuntive, anche constatato lo stato di particolare difficoltà delle casse di Province e Comuni. Contrariamente i principi contenuti nel ‘Piano d’azione regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità’, che recitano ‘alla persona con disabilità deve essere garantito il medesimo diritto all’istruzione e all’istruzione e formazione professionale’, rischiano di rimanere lettera morta.

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Tagli al personale scolastico: la Regione non stia a guardare

Ancora tagli all’organico delle nostre scuole. Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha comunicato poche settimane fa la dotazione degli organici del personale docente per il 2011/12. Le notizie non sono buone, poiché si prevede una riduzione rispetto all’attuale organico pari a 2.500 posti suddivisi tra scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Riduzioni che si vanno ad aggiungere a quelle già indicate per il triennio 2009/2012 dal piano programmatico del 2008 dello stesso Ministero, d’intesa con il Ministero dell’Economia e Finanze. Nel piano per il prossimo anno scolastico si prevede una ulteriore riduzione di 1.900 posti per personale amministrativo, tecnico, ausiliario. Continua a leggere

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Istruzione, la Regione taglia la dote e penalizza gli studenti delle scuole pubbliche

Diminuiscono i fondi per il diritto allo studio (foto Aria92, flickr.com)

La notizia era nell’aria e d’altra parte lo avevamo previsto. I fondi a sostegno del sistema formativo lombardo, a partire dal prossimo anno scolastico saranno infatti pesantemente ridimensionati. La Giunta regionale ha infatti rivisto al ribasso i criteri di assegnazione delle varie voci che compongono la “Dote scuola”, il contributo che la Regione mette a disposizione per sostenere il diritto allo studio. In un momento di grandi ristrettezze economiche potrebbe anche essere condivisibile la scelta di tutelare le famiglie più in difficoltà. In realtà si è persa un’occasione per rivedere completamente, come noi chiediamo da tempo, il metodo di finanziamento del sistema formativo e l’intero strumento della dote scuola. Soprattutto perché nella revisione della Giunta, si attua un’ingiustizia anche nell’applicazione dei tagli, poiché vengono più colpiti i ragazzi che frequentano le scuole pubbliche. Continua a leggere

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Istruzione, dote Quinto anno: molto rumore per (poco o) nulla

Sembra saranno solo 140 le domande accolte (foto Olga e Zanni, www.flickr.com).

Erano stati celebrati come uno dei fiori all’occhiello della nuova istruzione lombarda, ma i fatti sembrano andare in tutt’altra direzione. I corsi annuali dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale per l’accesso all’esame di Stato, una volta spenti i megafoni, sembrano invece un grosso buco nell’acqua. Secondo i dati in nostro possesso, rispetto alle domande presentate, pare infatti che siano solo 140 gli studenti delle scuole di istruzione e formazione professionale che potranno frequentare il quinto anno propedeutico per sostenere l’esame di Stato. Troppo pochi, viste anche le celebrazioni trionfalistiche che avevano accompagnato l’approvazione di questo provvedimento. Ragion per cui abbiamo presentato un’interrogazione all’assessore Rossoni.

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Bilancio, Formigoni promette lacrime e sangue… e purtroppo è di parola

 

Diminuiscono i fondi destinati al sociale

Tagliati gli interventi per il sostegno alla disabilità (foto: funky64, da www.flickr.com)

Il presidente della Regione Roberto Formigoni aveva preannunciato per il 2011 un bilancio lacrime e sangue. Per una volta, è stato di parola, forse troppo. I primi numeri sulle risorse che il Pirellone avrà a disposizione il prossimo anno sono più che preoccupanti. I preannunciati tagli sembrano infatti peggiori delle previsioni. Diamo un’occhiata ai numeri: su cultura, formazione e sport la chiusura dei rubinetti dovrebbe portare a una diminuzione delle risorse di circa 14 milioni di euro, vale a dire una riduzione di due terzi del budget annuale. Continua a leggere

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Un blog per ascoltarci

Sara Valmaggi

“Uno spazio mio e vostro. Per ascoltare, per ascoltarci”.

“Se non porti almeno una soluzione, anche tu fai parte del problema”. È una frase di Ashleigh Ellwood Brilliant che si legge entrando in quello che, da cinque anni, è il mio ufficio in Regione Lombardia. Ormai diventata il mio motto. Ho avuto la vostra fiducia nel 2005 e me l’avete confermata pochi mesi fa, quando siete tornati a votare, e che io non ho mai dato per scontata. In questi anni ho girato in lungo e in largo tutta la Regione, anche le realtà che a me sembravano tanto lontane, cercando di non trascurare gli interessi e i bisogni, per me prioritari, della Provincia di Milano, la realtà da cui io provengo.

Insieme agli altri compagni e amici del gruppo consigliare, ho lavorato e continuo a lavorare per aumentare gli investimenti a favore della scuola, per offrire una formazione più qualificata e adeguata. Mi sono attivata per ampliare la rete dei servizi pensando ai bisogni dei più piccoli e degli anziani. Ho chiesto un sistema sanitario più efficace e trasparente senza liste d’attesa e capace di garantire la cura anche dopo il ricovero. Ho proposto incentivi e sostegni per i lavoratori in difficoltà e per i giovani in cerca di occupazione. Ho promosso il protagonismo delle donne nelle istituzioni, nella politica, nel lavoro. Nel nostro lavoro, spesso ci siamo dovuti scontrare con un modello di Governo che il più delle volte non prevede il reale confronto. Un sistema chiuso, sia al suo interno, che nei confronti dell’esterno.

Ecco perché nasce questo spazio. Uno spazio mio e vostro per informare ed essere informati, per dialogare e confrontarsi, anche criticare. Ma soprattutto per ascoltare. Per ascoltarci.

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