Archivi del mese: settembre 2017

Polemiche sulla Catalogna inutili e inopportune

No a polemiche sulla Catalogna. La decisione di non sottoscrivere un documento sulla crisi catalana proposto in ufficio di presidenza nasce dal fatto che non ritengo utile ed opportuna una presa di posizione dell’Ufficio di presidenza. Credo che la situazione sia così complicata che ogni presa di posizione potrebbe essere male interpretata o peggio strumentalizzata.Si tratterebbe, inoltre,di un’eccezione, poiché non mi risulta che in passato l’Udp abbia espresso valutazioni politiche, per di più su  particolari fatti  internazionali, senza aver ricevuto un preciso indirizzo di tutto il Consiglio.

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Città della salute – Bene l’accordo per la Scuola di alta formazione. Ora la Regione metta a bilancio le risorse necessarie

cittàsalutesestoBene la ratifica dell’accordo per la realizzazione della Scuola di alta formazione universitaria. Ora la Regione metta a bilancio le risorse necessarie. Dopo l’annuncio dato oggi dalla Regione, a seguito di un incontro al Comune di Sesto San Giovanni ci aspettiamo da Maroni un impegno economico conseguente nel bilancio di quest’anno. Un impegno che, secondo quanto dichiarato nei mesi scorsi, dovrebbe ammontare a 10 milioni di euro.

Nei prossimi giorni depositeremo un’interrogazione in consiglio, analoga a quella già presentata al Comune di Sesto San Giovanni dalla consigliera Monica Chittò a nome del gruppo Pd, per fare chiarezza sull’iter di realizzazione della Città della ricerca e della salute. La Regione deve rendere conto dello stanziamento delle risorse, dello stato di avanzamento del progetto, dell’impegno effettivo della società MilanoSesto a completare il percorso di bonifica e realizzare le opere urbanistiche e viabilistiche necessarie. Da spiegare, inoltre, la tempistica prevista per la firma definitiva del contratto per la realizzazione dell’opera.

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Passano gli anni ma gli scandali nella sanità lombarda restano

Passano gli anni, gli scandali nella sanità lombarda restano. E dalla vicenda Santa Rita a Lady Dentiera fino ad oggi lo schema è analogo, le truffe di alcuni vanno a danno della salute delle persone che si affidano alla sanità lombarda, senza contare la perdita di denaro per le casse pubbliche. E la Regione? Maroni ha creato un’agenzia, l’Arac, un sottosegretario alla trasparenza, comitati di controllo vari, ma a fermare i comportamenti illeciti deve sempre arrivare la magistratura, magari per la denuncia di un operatore onesto. È evidente che il sistema regionale dei controlli è da rivedere, perché non funziona. La nuova inchiesta sulla sanità lombarda, che ha coinvolto diversi medici di medicina generale, ortopedici e un’azienda produttrice di protesi lo dimostra.

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Presidio dei centri antiviolenza a palazzo Lombardia – No all’obbligo di denuncia. Necessario tutelare la sicurezza delle donne

WhatsApp Image 2017-09-12 at 17.43.16No all’obbligo di denucia. Necessario tutelare la sicurezza delle donne. Queste le parole d’ordine che, con molti altri esponenti del Partito democratico, abbiamo voluto ribadire oggi al presidio promosso dalla Rete lombarda dei centri antiviolenza a Palazzo Lombardia per protestare contro la politica della Regione in tema di violenza sulle donne.
La Regione, con un semplice decreto dirigenziale, ha equiparato i centri antiviolenza a un servizio pubblico, mentre anche nella legge regionale sono considerati soggetti distinti dalle unità di offerta. In questo modo ha imposto di fatto alle operatrici dei centri l’obbligo di denuncia, anche senza il consenso delle donne. SI tratta di un provvedimento inaccettabile, sia dal punto di vista formale che sostanziale. Formale perché per trasformare in incaricate di pubblico, quindi equiparate a medici e forze dell’ordine, le operatrici di centri di natura privata non basta un decreto, anzi la materia non è neppure di competenza regionale. Sostanziale perché l’obbligo di denuncia, oltre che violare la libertà di scelta delle donne, ne mette in serio pericolo la sicurezza.
La giunta regionale ha, inoltre, imposto la registrazione del codice fiscale delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza, un provvedimento che potrebbe contrastare con la modalità di lavoro improntata alla riservatezza dei centri. La Regione ha chiuso ogni interlocuzione, non tenendo in alcun conto le loro richieste. Non è questo il modo di operare di un ‘istituzione che sarebbe invece tenuta a tenere in considerazione il lavoro di chi opera da più di 30 anni nel settore, sia pure conciliandole con le esigenze di monitoraggio costante dell’entità del fenomeno e di rendicontazione della spesa.
Per questo chiediamo sia riaperto al più presto un dialogo con i centri antiviolenza, a partire dalla convocazione del tavolo antiviolenza.

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Vaccini – Essenziale realizzare l’anagrafe unica prima dei tempi previsti dalla Regione

La Vice Presidente Valmaggi intervistata dalla Rai dopo l'interrogazione posta in aula all'Assessore al Welfare Gallera in merito all'anagrafe vaccinale regionale

La Vice Presidente Valmaggi intervistata dalla Rai  in merito all’interrogazione posta in aula all’Assessore al Welfare Gallera sull’anagrafe vaccinale regionale

Prendiamo atto positivamente del fatto che, sia pur tardivamente, Regione Lombardia ha deciso di applicare in toto la normativa nazionale sui vaccini (119/2017). La decisione tardiva ha comunque generato incertezza e caos per le famiglie lombarde dato che Regione Lombardia ha scelto di  non inviare direttamente ai genitori i certificati vaccinali, scelta opinabile che risponde unicamente, come abbiamo appreso in aula oggi dall’assessore Gallera, a logiche di risparmio. Nell’interrogazione che ho posto oggi in aula ho chiesto poi  la tempistica di realizzazione dell’anagrafe unica regionale; Gallera ci ha assicurato di aver attivato un percorso per costituire l’anagrafe unica regionale entro la fine del 2017, avendo recentemente acquisito, attraverso Lombardia Informatica, il codice sorgente dell’applicativo già in uso in Veneto e di procedere, entro il 2018, alla sua diffusione in tutta la Lombardia.

Auspico che questa tempistica sia rispettata e anzi anticipata, in modo da non trovarsi impreparati di fronte alle emergenze, come già accaduto in passato, con la patologia del morbillo. L’anagrafe vaccinale omogenea è inoltre uno strumento strategico per la piena applicazione della legge.

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Vaccini – Finalmente la Regione ha deciso di applicare pienamente la legge. Ora l’anagrafe vaccinale regionale

Prendiamo atto del fatto che Regione Lombardia applicherà pienamente la legge nazionale sui vaccini (119/2017). La decisione tardiva ha comunque generato incertezza e caos per le famiglie che a oggi non hanno saputo quale percorso intraprendere. La quasi totalità delle regioni, a prescindere dal colore politico ha invece scelto di svolgere un ruolo proattivo nell’applicazione della legge, direttamente o per mezzo delle proprie aziende sanitarie locali, attraverso l’invio diretto alle famiglie, nei tempi previsti dalla legge, dell’attestazione della avvenute vaccinazioni o della segnalazione della situazione di inadempienza. Le regioni che, in un’ottica di semplificazione, hanno inviato alle famiglie attestazioni o segnalazioni di inadempienza sono Val d’Aosta, Piemonte, Liguria, Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.
Come Pd abbiamo appena presentato un’interrogazione a risposta immediata da discutere venerdì in aula, nella prossima seduta di Consiglio regionale, per chiedere quali iniziative Regione Lombardia stia assumendo per dotarsi di un sistema informativo vaccinale regionale unico e quale sia l’eventuale cronoprogramma per portare a compimento l’obiettivo. L’anagrafe vaccinale omogenea è uno strumento strategico per la piena applicazione della legge.

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Vaccini – Maroni non perda altro tempo e applichi la circolare ministeriale come tutte le altre Regioni

Maroni non perda altro tempo e applichi la circolare ministeriale sui vaccini come tutte le altre Regioni del Paese. Maroni, oggi, nelle sue dichiarazioni, sembra aver escluso la possibilità di una proroga ma prende altro tempo per indicare criteri precisi. Il rischio è di aggiungere ulteriore confusione a una sola settimana dall’apertura delle scuole. Le famiglie hanno il diritto di sapere con certezza cosa fare. La giunta si decida dunque ad applicare la circolare ministeriale, che ha tracciato un percorso facilitato, come hanno già fatto tutte le altre Regioni.
Si adoperi da subito, oltre che a realizzare l’anagrafe vaccinale, a potenziare, come hanno chiesto con una lettera all’assessore Gallera rimasta senza risposta le società scientifiche che operano in igiene e prevenzione, i servizi vaccinali e attivare una task force capace di affrontare con efficacia le sfide lanciate dalla nuova normativa.
La Regione avvii, inoltre, una vera campagna informativa sull’utilità dei vaccini. Di questo per ora non c’è traccia neppure negli annunci. Maroni è più interessato a destinare risorse alla pubblicità del suo referendum che a una campagna volta a tutelare la salute dei cittadini.

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