Archivi del mese: giugno 2017

Venerdì 30 giugno il Pd a convegno sulla sanità lombarda

Il Pd riparte dalla sanità. “Una riforma del sistema che non sta funzionando, basta incontrare gli operatori per rendersene conto. Siamo preoccupati della lunga transizione avviata e dalle difficoltà nella sua applicazione” ha detto il capogruppo Pd Enrico Brambilla oggi durante una conferenza stampa, a Palazzo Pirelli.
“La nostra principale preoccupazione oggi – ha sottolineato il segretario regionale Alessandro Alfieri – è la riorganizzazione della modalità di cura dei malati cronici, che sono un terzo dei cittadini lombardi, voluta dalla giunta regionale. Così il sistema non funziona, spersonalizza totalmente il rapporto tra il cittadino e la sanità e il malato rischia di dover fare riferimento a un call center anziché a un medico in carne ed ossa. Chiediamo una modifica precisa, e cioè che il ruolo di regia della presa in cura deve rimanere pubblica. Deve essere affidata alle aziende ospedaliere o ai medici di medicina generale, che sono il perno del sistema sanitario”.
La riorganizzazione della cronicità è uno dei cinque temi al centro del convegno dal titolo “Le sfide della sanità lombarda tra innovazione e diseguaglianze” che il Partito Democratico ha organizzato per venerdì prossimo, 30 giugno, a Palazzo Lombardia (dalle ore 14.00, sala Biagi). Oltre trentacinque gli esperti chiamati a confrontarsi, sotto la guida del segretario regionale Alessandro Alfieri, della presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia De Biasi e del coordinatore della Commissione Salute Conferenza delle Regioni e assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta. Tra loro i rettori delle università Milano Bicocca Cristina Messa e di Brescia Maurizio Tira, l’epidemiologo Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, il direttore generale della sanità della Regione Emilia Romagna Kyriakoula Petropulacos, il direttore Assistenza Farmaceutica della Regione Piemonte Loredano Giorni e molti altri.
Sarà un’occasione di confronto ambizioso perché noi come Pd abbiamo l’ambizione di governare questa regione . Se è vero che non ha senso esportare modelli, sarebbe utile però trarre ispirazione dalle buone prassi che vengono da esperienze extra regionali. Molti dei gruppi di lavoro del convegno riguardano promesse non mantenute da Maroni, come quella del taglio delle liste d’attesa che non sono diminuite nemmeno con le ultime iniziative della Giunta. Le critiche che avevamo sottolineato nel 2015, in occasione dell’approvazione della nuova legge oggi si dimostrano purtroppo fondate, a scapito di professionisti e pazienti.

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Sesto – Grave che Di Stefano menta, sestesi sapranno scegliere la correttezza di Monica Chittò

Tra pochi giorni si voterà a Sesto e si dovrà scegliere tra due persone e due modi molto diversi di intendere la trasparenza. Se Monica Chittò ha sempre dimostrato chiarezza e correttezza lo stesso non si può dire del suo avversario, Di Stefano, che a soli due giorni dal voto sceglie di dichiarare pubblicamente il falso. È un comportamento davvero grave, segno di una persona inadeguata a ricoprire il ruolo di sindaco di una città come Sesto. Conosco i sestesi e ho fiducia in loro, e sono certa che domenica sapranno scegliere fra la legalità e l’onestà di Monica Chittò e l’ostentata ma vuota trasparenza di Roberto Di Stefano.

In particolare, Di Stefano ha dichiarato di non avere pendenze con la giustizia, cosa che notoriamente non è.

Sulla vicenda della Città della Salute, sollevata oggi da diversi esponenti di centrodestra, nessuno può rimproverare a Monica Chittò di non essersi battuta per la Città della Salute, mentre tra i sostenitori di Di Stefano ne ricordo alcuni assai tiepidi in Consiglio regionale quando si trattava di difendere il progetto, mentre l’ex vicepresidente Mantovani e la Lega nord sestese erano apertamente contrari.

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Gay pride: ha ragione Scalfarotto, Regione Lombardia lontanissima dalla vita dei lombardi

Flag_1024x1024Ha ragione Scalfarotto, la Regione Lombardia è lontanissima dal sentire e dalla vita vera dei lombardi. Purtroppo per il primo anno il Consiglio regionale ha negato il patrocinio al Milano Pride, che quest’anno si terrà a Milano sabato 24 giugno; la ragione del mancato patrocinio è nell’irrigidimento in posizioni sempre più intolleranti da parte soprattutto della Lega, ormai impegnata contro tutte le battaglie per dare diritti a chi non li ha.
Da parte mia faccio gli auguri alla comunità LGBT milanese per la miglior riuscita di tutta la Pride Week.

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Maroni non faccia giochetti politici, è in ballo la salute dei bambini

Maroni non faccia giochetti politici, è in ballo la salute dei bambini. Si decida e sia chiaro: se è d’accordo con Zaia si accodi al ricorso del Veneto contro il decreto del governo che prevede l’obbligatorietà dei vaccini per i bambini e i ragazzi che si iscrivono a scuola e se ne assuma la responsabilità; se non è d’accordo applichi il decreto fino in fondo come gli ha chiesto il Consiglio regionale a grande maggioranza, a maggior ragione ora che con le ultime modifiche sono stati rimossi i problemi tecnici della prima versione.

Quella per la diffusione dei vaccini è una battaglia di civiltà, per la salute pubblica. La retromarcia di Maroni è stupefacente, soprattutto per il suo cinismo.

 

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No alla dismissione del servizio di odontoiatria di Sesto San Giovanni

In relazione alle dichiarazioni dell’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera sulla continuità del servizio odontoiatrico del presidio ospedaliero di Sesto San Giovanni auspico, come già ha fatto la sindaca Monica Chittò, che, almeno coloro che sono già in cura possano continuare a essere curati presso il servizio, questo al di là della rescissione del contratto di Servicedent. A coloro che invece hanno già fissato il primo appuntamento mi auguro sia data garanzia di presa in carico presso altri ambulatori dell’Asst nord Milano, naturalmente vicini a Sesto San Giovanni.
Chiediamo con forza sia all’assessore che al direttore dell’Asst che si possa al più presto organizzare un servizio odontoiatrico a diretta gestione pubblica nel presidio di Sesto san Giovanni. Questo per non creare un vuoto che potrebbe portare a una chiusura definitiva. La mala gestione della sanità e la corruzione non devono essere pagati dai cittadini lombardi e sestesi.

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