Asst Melegnano-Martesana. Diminuiti i servizi e incerta l’identità dei presidi ospedalieri

Si è svolta finalmente ieri, in Commissione sanità, l’audizione con i vertici dell’ASST Melegnano Martesana, chiesta mesi fa dal Pd. Già a giugno erano state audite le rappresentanze sindacali ed erano emerse le criticità di una riorganizzazione complessa. Ora ci appare preoccupante che le prime proposte attuative di una riforma che prometteva di valorizzare maggiormente il territorio, vadano proprio in senso opposto, ridimensionando i servizi territoriali in un’area che ha una storia e una complessità da non sottovalutare.

Già il dato numerico è eclatante: da 14 poliambulatori specialistici territoriali si passa a 5 e, sebbene si preveda l’aumento delle prestazioni erogate in alcuni poliambulatori, il fattore accessibilità sarà il vero problema, soprattutto per gli anziani, in mancanza di un trasporto pubblico uniforme e adeguato.

In particolare, in audizione, abbiamo voluto stigmatizzare il trasferimento della continuità assistenziale e del servizio di scelta e revoca del medico di famiglia a Vimodrone e la revisione dei servizi e dei consultori a San Giuliano, San Donato e Pieve Emanuele, dove le precedenti gestioni avevano fatto investimenti strutturali con risorse che rischiano di andare sprecate.

Può essere vero che oggi in molti casi gli utenti sociosanitari si rivolgono a strutture private o a presidi fuori territorio ma se l’obiettivo è quello di rilanciare l’offerta pubblica non ci si può limitare a prendere atto dell’esistente. La vera sfida è qualificare l’offerta e renderla accessibile a tutti. Resta, infine, il problema dell’identità dei singoli presidi ospedalieri, di Melzo e Cernusco, ancora da definire e sinora mai ben dettagliata. Auspichiamo che il rapporto con gli amministratori locali possa intensificarsi, nell’ottica di un maggiore confronto e dell’approfondimento di tutte le criticità.

Articolo scritto in Blog Dem, Sanità e welfare.



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