Archivi del mese: settembre 2016

Sanità – Una riforma zoppa che procede al rallenty

Temiamo fortemente che l’evoluzione del sistema sociosanitario voluta da Maroni stia portando ad una riduzione, anziché a un potenziamento, dei servizi territoriali e anche a un indebolimento del servizio pubblico. E questo è molto grave. Sono queste le principali preoccupazioni espresse oggi in commissione sanità all’assessore al Welfare, Giulio Gallera, intervenuto per fare il punto sulla riorganizzazione del sistema in atto, a poco più di un anno dalla riforma. Non solo. E’ stato puntato il dito anche contro la divisione non funzionale del personale tra ATS (affollate) e ASST (sguarnite), sulle liste d’attesa ancora troppo lunghe e sulla necessità di non escludere i territori nella programmazione dei piani aziendali (POAS).

La riorganizzazione, a oltre un anno di distanza dall’approvazione della legge 23/2015, per un milione e mezzo di cittadini, ossia i residenti della città di Milano e dei sei comuni del Nord Milano, non è nemmeno cominciata perché l’integrazione sociosanitaria non è ancora una realtà visto che i servizi territoriali fanno ancora capo all’ATS. La riforma sta, infatti, procedendo a pezzettini, con continui ritardi e improvvise frenate e a farne le spese sono come sempre i lombardi. Molti gli elementi non ancora a regime e le priorità su cui occorrerebbe investire al più presto, dal piano sociosanitario integrato, all’Osservatorio epidemiologico, sino alla definizione del piano delle attività effettive dell’Agenzia di controllo.

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GE-Alstom Power – La Giunta si attivi per rimarginare la frattura con la proprietà e salvaguardare l’occupazione

È stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale una mozione urgente presentata dal Pd, primo firmatario il capogruppo Enrico Brambilla, che impegna la Giunta regionale a farsi parte attiva in tutte le sedi opportune per cercare di rimarginare la frattura che si è consumata nell’incontro di ieri, presso il Ministero dello Sviluppo economico, sulla crisi della General Electric – Alstom Power di Sesto San Giovanni tra la proprietà e le rappresentanze sindacali e istituzionali. La società ha sostanzialmente negato la propria disponibilità a soluzioni alternative che scongiurino il licenziamento di 99 addetti, contrapponendo soluzioni inaccettabili come il trasferimento, peraltro solo di una parte dei lavoratori, presso gli stabilimenti di Campania e Puglia.

La mozione chiede alla Regione di fare la propria parte per salvaguardare la produzione e l’occupazione presso lo stabilimento di Sesto San Giovanni. Nel testo dell’atto il PD ricorda che Regione Lombardia ha concesso un contributo a fondo perduto di 1.411.000 euro alla Nuovo Pignone srl (società acquisita dalla GE nel 1993) per il progetto di ricerca “Tecnologie avanzate per componenti flussi caldi turbine a gas”.

Auspichiamo che venga fatto ogni sforzo dalla Giunta di questa Regione per scongiurare i licenziamenti, facendo leva proprio sui contributi pubblici ricevuti dal gruppo industriale e concessi dalla stessa al fine di favorirne uno sviluppo sul nostro territorio. Il comportamento della multinazionale ci pare inaccettabile, data la responsabilità sociale che dovrebbe avere un’azienda che ha relazioni istituzionali ed economiche nel nostro Paese e nella nostra Regione da diversi anni. Abbiamo apprezzato l’intervento dell’assessore Aprea che, dando parere favorevole all’approvazione della mozione, si è ulteriormente impegnata, così come ha già fatto il ministero, a continuare a fare pressione sull’azienda perché riconsideri le decisioni prese.

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Il Consiglio regionale destina 160 mila euro alla ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto

Oggi i consiglieri regionali all’unanimità hanno deciso di destinare 160 mila euro alla ricostruzione dei paesi colpiti del terremoto. Come è dovere di ogni rappresentante istituzionale si è voluto così tradurre il cordoglio e la vicinanza espressi da subito alle popolazioni di Amatrice, Accumoli e degli altri territori, in un atto di solidarietà concreto e si è voluto farlo condividendo la modalità d’intervento scelta insieme da tutti i consigli regionali, coordinati dai presidenti delle assemblee elettive di Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio con il capo della Protezione civile.

L’impegno comune è quello di raccogliere un milione di euro da destinare a quattro progetti di solidarietà da realizzare nei territori colpiti.

Noi, come Consiglio della Lombardia, facendo riferimento alla legge 20/2011 relativa alla solidarietà alle popolazioni colpite da calamità, abbiamo deciso di cofinanziare l’iniziativa politico amministrativa collettiva dei presidenti delle regioni con i risparmi di spesa del 2015 pari a 160 mila euro.

L’iniziativa di oggi si somma alla cifra raccolta con la devoluzione della diaria di tutti i consiglieri del 6 settembre scorso. Cifra pari a 25.308 euro.

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Cannabis terapeutica e testamento biologico – Bene i radicali, subito la discussione in commissione

Hanno ragione i radicali a chiedere che si avvii la discussione dei progetti di legge sulla cannabis terapeutica e sul testamento biologico. Chiediamo che il presidente della Commissione sanità si attivi al più presto.

Sono due temi importanti che meritano una discussione approfondita, in questa ottica, con i miei colleghi, ho presentato un nuovo testo sul tema della cannabis terapeutica, sia per spronare la commissione a discuterne, sia per evitare la tagliola dei regolamenti che per i progetti di legge di iniziativa popolare prevede un voto secco, positivo o negativo, riducendo fortemente le possibilità di successo. Per quanto ci riguarda siamo pronti a iniziare subito a discuterne.

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Asst Melegnano-Martesana. Diminuiti i servizi e incerta l’identità dei presidi ospedalieri

Si è svolta finalmente ieri, in Commissione sanità, l’audizione con i vertici dell’ASST Melegnano Martesana, chiesta mesi fa dal Pd. Già a giugno erano state audite le rappresentanze sindacali ed erano emerse le criticità di una riorganizzazione complessa. Ora ci appare preoccupante che le prime proposte attuative di una riforma che prometteva di valorizzare maggiormente il territorio, vadano proprio in senso opposto, ridimensionando i servizi territoriali in un’area che ha una storia e una complessità da non sottovalutare.

Già il dato numerico è eclatante: da 14 poliambulatori specialistici territoriali si passa a 5 e, sebbene si preveda l’aumento delle prestazioni erogate in alcuni poliambulatori, il fattore accessibilità sarà il vero problema, soprattutto per gli anziani, in mancanza di un trasporto pubblico uniforme e adeguato.

In particolare, in audizione, abbiamo voluto stigmatizzare il trasferimento della continuità assistenziale e del servizio di scelta e revoca del medico di famiglia a Vimodrone e la revisione dei servizi e dei consultori a San Giuliano, San Donato e Pieve Emanuele, dove le precedenti gestioni avevano fatto investimenti strutturali con risorse che rischiano di andare sprecate.

Può essere vero che oggi in molti casi gli utenti sociosanitari si rivolgono a strutture private o a presidi fuori territorio ma se l’obiettivo è quello di rilanciare l’offerta pubblica non ci si può limitare a prendere atto dell’esistente. La vera sfida è qualificare l’offerta e renderla accessibile a tutti. Resta, infine, il problema dell’identità dei singoli presidi ospedalieri, di Melzo e Cernusco, ancora da definire e sinora mai ben dettagliata. Auspichiamo che il rapporto con gli amministratori locali possa intensificarsi, nell’ottica di un maggiore confronto e dell’approfondimento di tutte le criticità.

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Asili nido – Necessario rivedere i criteri di accreditamento

Una revisione delle ormai datate norme di accreditamento degli asili nidi. Questo quanto chiesto in un’interrogazione, discussa oggi in aula, di cui sono prima firmataria. A seguito di gravi episodi di violenza sui bambini accaduti il luglio scorso in un asilo nido a Milano, abbiamo voluto sollecitare la Regione, che ha il potere di stabilire i criteri di accreditamento e controllo su queste strutture, a rivedere la normativa in materia, in stretta collaborazione con gli enti locali che gestiscono direttamente i servizi.

Questo è tanto più necessario a seguito dell’entrata in vigore della legge 107/2015, la cosiddetta Buona scuola, che stabilisce che i servizi per la prima infanzia siano generalizzati, ossia diretti a tutti e come tali siano regolati da norme nazionali e rispondano a criteri di qualità più stringenti, anche nel campo della garanzia di una formazione specifica.

L’assessore al Reddito di autonomia e inclusione sociale, Francesca Brianza oggi in aula ha ammesso la necessità della revisione della normativa, ormai superata. Ci auguriamo che la verifica inizi al più presto con il pieno coinvolgimento degli enti locali e del Consiglio regionale. Sebbene leggi e regole non sempre siano sufficienti a evitare episodi criminosi, come quello accaduto nella struttura di Milano, è dovere di tutte istituzioni intervenire per garantire servizi educativi di qualità per i più piccoli.

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