Archivi del mese: agosto 2016

ASST Nord Milano: troppi punti interrogativi, la Regione dia risposte

Troppa lentezza nell’attuazione della riforma sociosanitaria e troppe incertezze nell’ASST Nord Milano, l’azienda sociosanitaria territoriale che comprende il Bassini di Cinisello Balsamo e l’ospedale di Sesto San Giovanni. Per questa ragione ho scritto un’interrogazione all’assessore al welfare Giulio Gallera.

L’ASST del Nord Milano ha ancora troppi punti interrogativi a partire dal fatto che i servizi territoriali, come ad esempio i consultori e i servizi per la salute mentale, che facevano riferimento ai distretti 6 e 7 dell’ex Asl oggi non sono stati assegnati all’ASST, con il rischio di sguarnire il territorio che ha anche il problema di non ricomprendere l’area facente capo a Paderno Dugnano, che oggi è, a dispetto della funzionalità, nell’ASST Rhodense. Ma c’è anche un problema di riorganizzazione e di razionalizzazione, che non sappiamo come finirà e su cui vorremmo avere informazioni. Inoltre, troppi sono i primariati che sono o saranno a breve vacanti, e vorremmo sapere in quali tempi verranno assegnati. Infine, gli uffici amministrativi sono ancora a Milano, in via Castelvetro, e ancora non sappiamo dove la Regione intenda collocarli. Ci sono molti interrogativi che è bene risolvere in fretta e bene, tenendo conto delle specificità territoriali e delle caratteristiche degli ospedali e dei territori interessati. Quel che non si può fare è lasciar marcire i problemi.

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Violenza al nido – Ora più investimenti sui nidi pubblici

Gli episodi di violenza scoperti ieri al nido di viale Sarca sono sconvolgenti e indegni di un Paese come l’Italia e di una città come Milano. Di fronte alle menti criminali anche le regole migliori possono non bastare, ma certamente le istituzioni nazionali e regionali possono fare qualcosa per garantire meglio la qualità dei servizi educativi destinati ai più piccoli. Prima di tutto occorre che la Regione, in sinergia e sostenendo i Comuni, preveda controlli più frequenti ed efficaci e modalità di accreditamento più stringenti. Teniamo poi conto che in Lombardia le tipologie di servizi per l’infanzia sono molteplici e per alcune di esse non sono previsti requisiti stringenti per l’accreditamento. Il Governo, invece, ha già posto all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni una legge che, oltre a dettare norme valide su tutto il territorio nazionale su standard organizzativi e strutturali e livelli di formazione degli operatori, prevede anche che i servizi per l’Infanzia siano servizi generalizzati, come la scuola materna, e non semplici servizi a domanda individuale. Ciò comporterebbe, grazie a un investimento a livello nazionale, l’ampliamento del servizio fornito dai nidi pubblici, statali e comunali, e la garanzia della qualità dei servizi erogati. Purtroppo la Regione si è limitata a sostenere la misura “nidi gratis” con una parte dei fondi statali destinati ad aumentare l’offerta di posti nei nidi pubblici. La misura è condivisibile, la fonte di finanziamento molto meno.

In merito a quanto successo, presenterò un’interrogazione all’assessore regionale competente.

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Il PD presenta proposta di legge regionale per farmaci a base di cannabis. La Lombardia ha perso troppo tempo.

Una legge regionale per regolamentare e favorire anche in Lombardia l’utilizzo di farmaci a base di cannabis per tutte le patologie oncologiche e croniche previste dalla normativa nazionale. È quanto chiede il Partito Democratico che ha appena depositato in Consiglio regionale un progetto di legge, di cui sono prima firmataria e che è stato firmato anche dai colleghi del Patto Civico, al fine di colmare un vuoto normativo a cui altre undici regioni italiane hanno già posto rimedio. Un altro progetto di legge in materia, di iniziativa popolare, è stato depositato il 28 gennaio scorso corredato di 6032 firme di elettori lombardi. I promotori fanno capo all’associazione radicale Enzo Tortora tra cui il neo assessore di Milano Lorenzo Lipparini. Nell’elaborazione del proprio testo il Pd ha tenuto con essi una stretta collaborazione, ma ha deciso di formularne uno nuovo per la ragione tecnica che un progetto di legge di iniziativa popolare, a differenza di quello di iniziativa consiliare, non può essere modificato ma solo approvato o respinto dall’Aula e ciò, spesso, ne determina l’affossamento.

L’assenza di una normativa regionale di fatto inibisce la possibilità di prescrivere questo tipo di farmaci, se non per la sola SLA, e di vederli rimborsati dal Servizio sanitario regionale.

Secondo la nostra proposta, i pazienti per i quali gli specialisti avranno indicato i farmaci cannabinoidi come soluzione terapeutica potranno acquistarli nelle farmacie specializzate, anche su ricetta del medico curante, ed assumerli a casa propria, anziché, come avviene ora, solo in ospedale o in una struttura specializzata. I farmaci cannabinoidi potranno comunque essere prescritti solo in presenza di un Piano Terapeutico Individualizzato formulato da specialisti. La prosecuzione della cura, invece, potrà avvenire anche presso il domicilio del paziente. L’esito della terapia e la sua sicurezza saranno valutate dal medico prescrittore, mentre starà allo specialista confermare, o revocare, il piano terapeutico individualizzato ogni sei mesi.

La Lombardia ha perso molto tempo e noi vogliamo porre un termine a questa lacuna. Sono anni che diversi studi scientifici dimostrano l’utilità di principi attivi contenuti nella cannabis per alleviare il dolore e per curare diverse malattie, ma purtroppo ci sono una serie di ostacoli che ne impediscono l’accesso a chi ne avrebbe bisogno. Noi pensiamo che questi farmaci debbano essere accessibili, anche economicamente, per chi ne ha davvero necessità.

Le proprietà terapeutiche della cannabis sono riconosciute dalla scienza medica sia nell’ambito delle terapie del dolore in pazienti oncologici sia in patologie più specifiche come glaucoma, epilessia, diverse patologie neurologiche, alcune patologie psichiatriche, stress post-traumatico, emicrania, depressione, traumi celebrali, ictus, malattie infiammatorie croniche intestinali quali morbo di Crohn e colite ulcerosa, astenia, anoressia, sindrome bipolare e sindrome di Tourette, spasticità muscolare, artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie autoimmuni croniche, asma bronchiale, malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, còrea di Huntington e morbo di Parkinson, patologie cardiovascolari, sindrome da astinenza nelle dipendenze da sostanze e Sindrome di Immunodeficienza Acquisita (AIDS).

Con il Decreto del Ministero della Salute del 18 aprile 2007 (Aggiornamento e completamento delle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope e relative composizioni medicinali, di cui al D.P.R. 9 ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni ed integrazioni, recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina delle sostanze stupefacenti e sostanze psicotrope e di prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), ai principi attivi cannabinoidi è stato riconosciuto valore farmacologico. Dopo quella data diverse regioni hanno approvato una legge regionale attuativa: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, Umbria.

Finora la Regione Lombardia, con la DGR X/4702, ha unicamente recepito le indicazioni nazionali in materia previste dal Decreto Ministeriale del 9 novembre 2015 (Funzioni di Organismo statale per la cannabis previsto dagli artt 23 e 28 della Convenzione Unica sugli Stupefacenti del 1961, come modificata nel 1972 per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis), senza prevedere un percorso normativo che consenta l’utilizzo dei farmaci a base cannabinoide.

Qui il testo del progetto di legge utilizzo farmaci a base di cannabinoidi

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