Archivi del mese: gennaio 2016

Ex Alstom – approvata mozione urgente per difendere 236 posti di lavoro

È stata approvata all’unanimità la mozione Pd per la salvaguardia dei posti lavoro alla ex Alstom di Sesto San Giovanni, da poco acquisita da General Electric. Nel sito lombardo sono previsti, infatti, 236 licenziamenti, su 400 lavoratori all’attivo (dunque oltre la metà), per effetto della cessazione dell’attività produttiva e di un pesante ridimensionamento dei servizi.
Esprimo apprezzamento per il voto unanime alla nostra mozione urgente che siamo riusciti a portare in discussione oggi. L’assessore Parolini ha comunicato all’Aula di aver già incontrato il Ministro Guidi e di averla sollecitata su questa priorità. Il tema non è solo la difesa dei posti di lavoro ma anche la tutela delle attività produttive presenti sul territorio lombardo. Venerdì pomeriggio 22 gennaio come Pd parteciperemo al presidio indetto dai lavoratori sotto la sede del Comune di Sesto San Giovanni e abbiamo invitato i rappresentanti della Giunta che crediamo faranno lo stesso.

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Family day – Inaccettabili le motivazioni di adesione della Regione

Le motivazioni di adesione della Regione Lombardia al Family Day del 30 gennaio prossimo, con tanto di gonfalone, sono inaccettabili e connotano questo evento non come occasione per promuovere la famiglia ma come manifestazione contro il provvedimento che finalmente riconoscerà i diritti anche alle coppie omosessuali e ai loro bambini. Che poi si voglia utilizzare la facciata di Palazzo Pirelli per manifestare l’adesione all’iniziativa senza nemmeno tenere conto del parere del Consiglio regionale è del tutto scorretto. Se proprio Maroni e Cappellini ritengono di farlo, avanzino la proposta all’Ufficio di presidenza del Consiglio e lì ne discuteremo.

 

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Ex Alstom di Sesto San Giovanni – Mozione urgente per salvare 236 posti di lavoro

Insieme al consigliere Onorio Rosati ho presentato una mozione urgente che potrebbe essere discussa già domani in aula sulla questione dei lavoratori ex Alstom impiegati presso il sito di Sesto San Giovanni. La multinazionale statunitense General Electric Company ha da poco deciso di tagliare 6500 posti di lavoro nelle divisioni europee della ex Alstom, l’azienda francese ceduta a GEC a novembre per circa 8,5 miliardi.

La decisione avrà forti ripercussioni anche in Italia: in particolare, sul sito di Sesto San Giovanni, sono previsti, ad oggi, 236 licenziamenti, su 400 lavoratori, per effetto della cessazione dell’attività produttiva e di un pesante ridimensionamento dei servizi.

Dati gli effetti che le scelte di GEC potrebbero avere sull’economia lombarda, abbiamo chiesto alla Giunta di farsi parte attiva in tutte le sedi opportune, a partire dal MISE e dalla Presidenza del Consiglio e di mettere in campo ogni strumento utile a mantenere le attività e l’occupazione nel sito di Sesto, dato che è in gioco il futuro di 236 famiglie, oltre a quello di un importante settore industriale della regione.

Regione Lombardia deve farsi carico della crisi occupazionale della ex Alstom di Sesto. Tra l’altro è stato approvato a luglio uno schema d’accordo di competitività con la società “Nuovo Pignone”, acquisita da GEC e dal 2010 capofila della divisione Oil & Gas, in ordine al progetto di ricerca “Tecnologie avanzate per componenti flussi caldi turbine a gas” con l’obiettivo di rafforzare il tessuto occupazionale legato alla filiera e generare indotto, per rendere lo stabilimento dell’azienda del gruppo, che ha sede a Talamona, in provincia di Sondrio, un centro di eccellenza e un punto di riferimento per General Electric in Italia e nel mondo. Dunque, a maggior ragione, occorre aprire un tavolo per capire quali scelte ha intenzione di portare avanti in Lombardia, anche in previsione dell’audizione in Commissione attività produttive già richiesta dal Comune di Sesto insieme alle organizzazioni sindacali.

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Ospedale di Melzo – I lavori devono terminare entro aprile

L’ospedale di Melzo, che oggi è parte della ASST di Melegnano e della Martesana e prima era parte dell’AO di Melegnano, è in ristrutturazione dall’ottobre del 2011. Troppo per la tanto sbandierata eccellenza lombarda. Per questo ho presentato un’interrogazione urgente per capire quali saranno i tempi dei lavori.

Gli interventi che riguardano metà del quarto, del secondo e del terzo piano, rendono inagibili diversi ambienti da 4 anni e la mancanza di disponibilità crea problemi al presidio nel suo complesso. L’accesso al pronto soccorso è altrettanto difficoltoso. Ci risulta, tra l’altro, che per la mancanza di posti letto i pazienti sono ricoverati nell’astanteria o nelle sale d’attesa. Il personale infermieristico, inoltre, è stato temporaneamente spostato in altri presidi senza alcun piano di rientro. Secondo quanto comunicato dall’azienda sociosanitaria alla Regione si stanno effettuando verifiche strutturali sui piani e i locali  (con circa 50 posti letto) saranno con tutta probabilità disponibili entro aprile. Purtroppo l’emergenza invernale non verrà comunque fronteggiata. Monitoreremo che effettivamente vengano rimesse a disposizione le strutture e che venga specificata la modalità di riassegnazione al presidio del personale idoneo a farle funzionare.

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Corsico – Maggioranza e M5S disconoscono il pasto a scuola come momento educativo

La maggioranza che governa Regione Lombardia si allea con i cinquestelle e disconosce il servizio di ristorazione scolastica come momento di crescita educativa. Io stessa ho presentato un’interrogazione a risposta immediata in cui chiedevo che la Regione ci spiegasse come intende attivarsi per far pagare chi è realmente moroso e tutelare, invece, il diritto alla mensa, che rientra nel più ampio diritto allo studio, di chi non può davvero pagare il servizio.

Pur riconoscendo che questi diritti esistono e assicurando, per voce dell’assessore all’Istruzione Aprea, che Regione farà la sua parte, Giunta e maggioranza hanno dato ragione al Comune e difeso a spada tratta l’operato del sindaco di Corsico. Quindi, la maggioranza ha bocciato la mozione del Patto civico in cui si chiedeva di non discriminare i bambini, soprattutto platealmente, di fronte agli altri compagni, e approvato l’insensata mozione del M5s che suggerisce di lasciare libera scelta a coloro che il pranzo se lo vogliono portare da casa, togliendo di fatto ogni responsabilità all’istituzione pubblica.

Corsico è solo uno dei tanti casi, ecco perché bisogna trovare una soluzione generale al problema, ricorrerendo a tutti i mezzi possibili per riscuotere il dovuto da quelle famiglie che possono permetterselo, ma non lo hanno fatto. E i sistemi ci sono, come sanno quanti di noi hanno fatto gli amministratori e come dimostra l’operato di molte altre amministrazioni comunali anche territorialmente vicine al comune di Corsico. Ma è inaccettabile il ricatto morale nei confronti dei bambini e delle bambine, soprattutto in un momento in cui esercitano il loro diritto allo studio, dentro il quale c’è anche la refezione scolastica intesa come momento educativo.

Certo, il metodo non può essere quello di Corsico. La sacrosanta operazione di recupero delle quote non pagate è stata messa in atto senza andare a distinguere nel concreto le varie situazioni, ma in modo molto burocratico e questo si è riverberato sui bambini. Esistono sul territorio lombardo esperienze positive che hanno portato al recupero della morosità senza penalizzare i bambini e senza finire sui giornali. Un esempio? Il Comune di San Giuliano Milanese ha recuperato più di 600mila euro di arretrati, regolarizzando 200 situazioni e aiutando 87 famiglie senza lasciare nessuno senza pasto. Più di polemiche e interventi a effetto servirebbe equilibrio e concretezza. La Regione dovrebbe coordinare e diffondere le buone pratiche ed evitare le strumentalizzazioni che ricadono sui minori.

Abbiamo votato no alla mozione cinquestelle perché per noi del PD, per la nostra sensibilità e il nostro senso dei diritti e dei doveri, è un valore garantire a scuola quello che per alcuni bambini è l’unico pasto della giornata. Mentre lasciare una finta libera scelta, che significa solo lavarsi le mani di un problema sociale ben più grave e che coinvolge, loro malgrado, i più piccoli, significa non essere rispettosi dei più fragili.

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Il lupo Maroni perde il pelo, ma non il vizio

A proposito delle ultime notizie che riguardano il servizio sanitario lombardo, si può ben dire che “il lupo perde il pelo, ma non il vizio”: nella sanità lombarda non sta cambiando niente.

Da Formigoni a Maroni il sistema è sempre quello dell’interferenza politica a scapito del merito. Abbiamo ottenuto, nella nuova legge, una modalità di nomina dei direttori generali che tiene finalmente conto delle competenze. Purtroppo, però, anche se per la scelta dei direttori sanitari e sociosanitari avevamo proposto l’indizione di un bando pubblico e una scelta riconducibile agli stessi criteri di merito, questa modalità non è passata. E così ci ritroviamo in questi giorni con delle nomine frutto della ingerenza dei partiti di maggioranza.

La situazione odierna è ancora peggio ed è evidente che in alcuni casi il riferimento politico, riconducibile ad alcuni direttori generali, è stato riprodotto nella scelta dei direttori sanitari e sociosanitari.

Auspichiamo che questa sia l’ultima volta, in attesa che entri in vigore la nuova normativa nazionale che prevederà il bando pubblico e una selezione per tutti i direttori.

Per quanto concerne l’annosa questione dei ticket sanitari, ancora una volta Maroni annuncia riduzioni senza però dire come e quando avverranno. Se si vogliono tagliare davvero i ticket in Lombardia le risorse ci sono: sono i soldi avanzati dal flop delle precedenti iniziative di Maroni e, in ogni caso, il Fondo sanitario nazionale per la Lombardia per il 2016 sarà maggiore che per il 2015.

Vista la situazione, la Lombardia ha dunque bisogno di un assessore alla Sanità a tempo pieno e non di un presidente che fa l’assessore a mezzo servizio.

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Corsico – Regione Lombardia indichi linee guida ai comuni per aiutare chi ha bisogno e far pagare chi è realmente moroso

menseSi parlerà del caso della mensa di Corsico e di tutti gli episodi analoghi accaduti in Lombardia, martedì 12 gennaio 2015, durante la prima seduta dell’anno del Consiglio regionale. A sollevare il velo su una vicenda che sta assurgendo agli onori delle cronache nazionali per la sua gravità e delicatezza, un interrogazione a risposta immediata di cui è prima firmataria Sara Valmaggi, consigliera regionale del Pd e vicepresidente del Consiglio regionale lombardo.

Partendo dal provvedimento emanato dal sindaco di Corsico, Filippo Errante, in base al quale dal 7 gennaio 2016 non sono più serviti pasti in mensa nelle scuole materne, elementari e medie ai bambini delle famiglie morose, a seguito di un debito accumulatosi negli anni che arriva a un importo di 1.227.000 euro e che a essere esclusi dalla refezione risultano 235 bambini delle scuole statali e 16 nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali, chiederemo a Regione Lombardia e in particolare all’assessore all’Istruzione Aprea, cosa intenda concretamente fare.

Ma la questione non riguarda esclusivamente il singolo caso di Corsico.
Questa situazione è simile ad altre realtà comunali, in cui si è deciso di intervenire con la sospensione dei pasti nelle mense penalizzando i bambini, che si trovano ad essere discriminati poiché allontanati dalla refezione . Questi episodi accadono proprio mentre alcune famiglie si trovano in condizioni di difficoltà economica tale da non poter garantire il pagamento del servizio mensa. In questi casi, il Comune interviene con un sostegno economico, mentre nelle situazioni in cui risultano essere morose famiglie che potrebbero benissimo pagare, è necessario intervenire per sanare la situazione debitoria.

Quindi, bisogna che le amministrazioni comunali intervegano a ragion veduta, evitando di mettere i bambini in una condizione di discriminazione eticamente non accettabile. Laddove è possibile, vanno, dunque, recuperati i crediti. Chi è veramente in difficoltà, va, invece, aiutato.

All’assessore Aprea chiediamo di conoscere come intenda intervenire affinché siano attuate indicazioni e provvedimenti comuni nelle amministrazioni in cui sono presenti morosità tali da compromettere il servizio mensa, per garantire ai bambini il diritto alla mensa e ai servizi scolastici, che si inseriscono nel più complessivo diritto allo studio, la cui esigibilità è anche competenza di Regione Lombardia. E inoltre chiediamo quali provvedimenti attuare per i recupero del credito delle famiglie morose non bisognose del sostegno dei servizi sociali.

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