Archivi del mese: dicembre 2015

Bilancio 2016 – Grazie a noi finanziata la legge regionale sulla memoria della Resistenza

Grazie a un emendamento al bilancio  di previsione, presentato da me, è stata finanziata (50 mila euro) la legge regionale del 2010 per il “sostegno alle attività di studio e memoria sui fondamenti e lo sviluppo dell’assetto democratico della Repubblica”.

La cifra stanziata è indubbiamente modesta; è stata finanziata per una sola annualità e non per la spesa corrente ma si tratta di un primo piccolo passo nella piena applicazione di una legge cui, fino ad oggi, a cinque anni dalla sua approvazione, non erano ancora state destinate risorse.  Nel settantesimo anniversario della Liberazione la Regione finalmente si fa parte attiva nella valorizzazione della memoria della Resistenza, del ricordo della Shoah e dei deportati militari e politici nei campi di sterminio.

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Numero verde antigender – Dalla Lega propaganda e spreco di risorse

L’ennesima strumentalizzazione, figlia dell’ignoranza. La proposta della Lega di attivare un “call center antigender” per aiutare genitori, studenti e personale scolastico a “segnalare episodi contrari ai valori della famiglia” è solo un’ennesima strumentalizzazione, figlia dell’ignoranza. La Lega ancora una volta si ostina a non voler comprendere le politiche di genere e il rispetto delle differenze. È paradossale, inoltre, che il “numero antigender” sia proposto con un emendamento al Bilancio che andrà a gravare sulle politiche dell’istruzione. I sistemi formativi, in questo momento più che mai, hanno bisogno di ben altri interventi ma la Lega preferisce sprecare risorse in inutili strumentalizzazioni propagandistiche.

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Necessarie nuove politiche per le famiglie monogenitoriali

Una radicale trasformazione delle famiglie e la crescita costante dei nuclei monogenitoriali. Questo il quadro che è emerso da una ricerca condotta da Éupolis Lombardia sulle famiglie lombarde, presentata oggi a palazzo Pirelli.  Dalla ricerca emerge un significativo mutamento delle famiglie monogenitoriali, non più derivate solo dalla tradizionale vedovanza ma dalle separazioni e dai divorzi. A costituire famiglie genitoriali sono nella stragrande maggioranza donne: secondo l’ultimo censimento le madri sole in Lombardia sono  315.997, il 12, 1% del totale dei nuclei famigliari, mentre i padri soli sono 66.219 (solo il 2,5%). Ad accomunare le famiglie monogenitoriali, pur tra loro diversissime, sono il rischio di povertà e di esclusione sociale, questo nonostante in Italia, a differenza che nel resto d’Europa, le madri sole siano in genere lavoratrici e istruite.

La necessità è quella di mettere in campo nuove politiche sistemiche e dinamiche, capaci di rispondere ai nuovi bisogni.  Sistemiche perché gli interventi necessari si collocano al crocevia di diverse politiche (di sostegno al reddito, attive del lavoro, di conciliazione dei tempi lavori, di coesione sociale) e dinamiche e non standardizzate, perché mutevoli a seconda del periodo della vita del nucleo famigliare.

La ricerca richiama alla necessità di porsi di fronte alla nuova mutevole realtà con un atteggiamento di ascolto, senza pregiudizi. Fa emergere, infine, l’evidente necessità di pensare le nuove politiche di sostegno alle famiglie monogenitoriali al femminile. I numeri dicono che sono soprattutto le donne a vivere questa condizione di fragilità e spesso di disagio. È per loro e per i loro figli quindi che va  costruito un nuovo welfare,  che faccia da argine al rischio di povertà e marginalità sociale.

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Sanità – Regole 2016. Maroni mantenga l’impegno sul taglio dei ticket

Sono state presentate oggi, in Commissione dalla Direzione generale dell’assessorato alla Sanità, le regole di gestione dei servizi sociosanitari regionali per il 2016.  E ancora una volta è mancata la politica. A presentare indirizzi e scelte dei prossimi mesi non c’erano gli assessori ma, come ormai consuetudine, i tecnici.

Dato che da parte del Governo non c’è stato alcun decremento sul fondo sanitario, ci aspettiamo che il taglio dei ticket sul quale Maroni si era impegnato a luglio, sia effettivamente concretizzato. Prendiamo atto, poi, che c’è stato un ripensamento sull’allocazione dei distretti della città di Milano nelle diverse ASST, perché evidentemente il ridisegno proposto non rispondeva alle esigenze della città. È la dimostrazione che la riorganizzazione è stata fatta in modo affrettato, quasi non conoscendo la geografia del territorio. Auspichiamo dunque che si usino il tempo e l’ascolto necessari per procedere meglio alla messa a punto del nuovo sistema. Sul piano dell’edilizia sanitaria, auspichiamo invece che la Giunta investa le risorse aggiuntive anche sulla manutenzione e sulla riqualificazione delle strutture che ne hanno bisogno e non solo sull’informatizzazione. Infine, non è ancora chiaro se la sperimentazione “ambulatori aperti” abbia effettivamente abbattuto le code: serve una rendicontazione precisa per poter fare una valutazione.

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Riforma della sanità – Già da modificare e sotto tutela del Ministero

Due sfregi in due giorni in Commissione Sanità. La legge  di riforma della sanità approvata ad agosto è già da modificare ma noi non abbiamo partecipato al voto in Commissione sul progetto di legge di modifica, come imposto dal ministero della Salute, perché non c’è stato nemmeno il tempo di discuterlo. In due giorni questo è il secondo sfregio alla sovranità della Commissione. Lunedì non è stato possibile votare il bilancio sociosanitario per mancanza del numero legale (che  andrà in aula senza il vaglio della commissione)  e ieri la maggioranza ha approvato in fretta e furia un provvedimento che non aveva alcuna urgenza. Il Ministero, che ha chiesto, tra l’altro, di considerare “sperimentale” la legge di riordino del sistema, non ha imposto alcuna scadenza a Regione Lombardia, ma la scelta politica della Giunta è di dare avvio al nuovo sistema dal 1° gennaio prossimo a tutti i costi, indipendentemente dai correttivi necessari.

Posto che la riforma della sanità lombarda è stata messa sotto tutela dal Ministero, che ha chiesto di poterla verificare fra tre anni, lo scopo del voto senza discussione e senza modifiche è solo quello di accelerare per partire formalmente il primo gennaio, anche se le aziende non saranno pronte, e questo ci rende ancora più preoccupati sulla tenuta del sistema. Quello che conta, per il bene di tutti, non è far presto, ma far bene.

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Non sarà un regolamento a impedire alle donne velate di farsi curare in ospedale

No ai regolamenti per impedire l’accesso delle donne che portano il burqa nei presidi sanitari, voluti da Regione Lombardia. Non saremo mai tifosi del burqa o del niqab, ma da qui a dire che chi lo porta non può essere curato o non può fare visita al proprio figlio in ospedale ce ne passa. E comunque non sarà un regolamento regionale a disciplinare una materia di competenza nazionale su cui esistono leggi ben chiare.

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Dote sport – Su nostra richiesta prorogati i termini

Molti Comuni hanno segnalato di aver incontrato serie difficoltà nell’accedere ai contributi di “Dote sport”. Per questo oggi con una interrogazione,  ho chiesto all’assessore allo Sport, Antonio Rossi se non intenda prorogare il termine per la presentazione della documentazione richiesta almeno al 16 dicembre prossimo  e se pensi di rivedere per il futuro le modalità di accesso alla misura, per rendere le procedure più snelle e meno impattanti sugli uffici comunali e i cittadini.

Questa mattina, in aula, l’assessore Rossi ha confermato la volontà di prorogare i termini di presentazione della documentazione e di voler diffondere il più possibile la dote.

Auspico che la proroga si concretizzi quanto prima in un atto, che i prossimi bandi siano organizzati in maniera più fruibile da parte dei cittadini e che i Comuni vengano facilitati nel proprio compito. Necessario, inoltre, che siano messe a disposizione più risorse perché non bastano a rispondere alle richieste dei territori.

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