Archivi del mese: maggio 2015

Il patrocinio al Gay pride affranca il Consiglio dalle politiche oscurantiste della giunta

Piena soddisfazione per la decisione dell’Ufficio di presidenza di concedere il patrocinio del Consiglio regionale al Gay pride del 27 giugno prossimo. Con questa scelta il Consiglio si affranca dalle politiche oscurantiste della giunta, che lo scorso gennaio aveva sostenuto un convegno unilaterale e di chiara ispirazione omofoba.

Il patrocinio al Gay pride nell’anno di Expo è tanto più importante in quanto la regione è crocevia del mondo e come tale ha il dovere di impegnarsi in prima linea per la promozione dei diritti civili. Nel cielo di Lombardia ora si intravede uno scorcio del cielo d’Irlanda.

A Fabrizio Cecchetti il cui voto è stato ancora una volta determinante, va tutta la mia stima e il mio sostegno. Ancora una volta ha saputo scegliere in piena libertà.

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Il Consiglio in prima linea nella lotta al tumore al seno. Il Movimento 5 stelle si astiene

prevenzione-tumore-senoOggi il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione, che ha come obiettivo l’istituzione di una rete unità di senologia multidisciplinare (Breast units), volta alla prevenzione del tumore al seno.

La risoluzione è il risultato di un buon lavoro di squadra. Da parte nostra, in particolare, abbiamo chiesto l’incentivazione di tutte le attività di prevenzione e screening mammografico, l’omogenea diffusione di una rete sul territorio che offra prestazioni sicure. Questo perché in Lombardia il tasso di adesione è ancora molto basso (solo 68 donne su 100 vi si sottopongono) ed è diversificato: va dal 57% di Varese all’81% di Lecco. Per diffondere l’uso dello screening, inoltre, è essenziale la sensibilizzazione, tra gli altri operatori sanitari, dei medici di famiglia.

La necessità, inoltre, è quella di estendere la fascia di età dello screening perché l’incidenza della malattia tra le più giovani è sempre più alto. Oggi in Lombardia lo screening è previsto tra i 50 e i 69 anni. Si tratta di estenderlo dai 45 ai 74 (con cadenza annuale tra i 45 e i 49), come consigliato dalle linee guida della Conferenza Stato Regioni. I dati del 2012 dell’Associazione italiana registri tumori (Artium) infatti evidenziano che il tumore al seno è al primo posto tra quelli diagnosticati nelle donne di meno di 50 anni (41%) ed è causa del 28 % delle morti fra i giovani.

Un impegno importante che non è stato però condiviso da tutti. Il Movimento 5 stelle non ha votato la risoluzione. Ancora una volta, come in occasione della discussione sul caso Stamina, ha voluto prendere le distanze dalle posizioni della comunità scientifica e non ha voluto tenere in considerazione dati che sono di per se evidenti. I dati medico scientifici allegati alle linee d’indirizzo della Conferenza Stato Regioni dimostrano che per le donne sottoposte a screening mammografico il rischio di morte si riduce del 50%. Per questo il sostegno alla prevenzione primaria, ossia alla promozione di stili di vita sana, non può e non deve essere contrapposta alla prevenzione secondaria, (screening mammografico). L’una non può essere efficace senza l’altra.

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Sbagliato dare patrocinio a iniziativa organizzata da formazione di estrema destra. Rinviata decisione su Gay Pride.

Anche quest’anno è stato dato il patrocinio dell’assemblea regionale all’iniziativa “Diamo un calcio alla pedofilia”, organizzata per il prossimo 8 giugno dalle onlus “La caramella buona” e “Branca Comunitaria”. Quest’ultima è l’emanazione della formazione politica di destra radicale “Lealtà e Azione”.
Ritengo che il contrasto alla pedofilia sia un tema importantissimo, ma dare il patrocinio del Consiglio regionale a un’iniziativa in tal senso organizzata da un’emanazione di un gruppo politico di estrema destra è un errore che l’istituzione non avrebbe dovuto ripetere. Mi spiace che i colleghi di maggioranza dell’Ufficio di presidenza abbiano deciso diversamente.

Per quanto riguarda invece il patrocinio al Gay Pride, la decisione è stata rinviata. C’erano tutte le condizioni per esprimersi subito e per dire di sì, e in questa direzione andrà comunque il mio voto. Spero che il rinvio di una settimana serva almeno a far maturare una proposta positiva, com’è stato lo scorso anno. La Lombardia, del resto, negli ultimi due anni si è molto caratterizzata per il sostegno a senso unico alle iniziative per la famiglia naturale: è ora che il tema dei diritti delle persone omosessuali abbia piena cittadinanza.

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In ufficio di presidenza il mio sostegno forte e convinto al Milano Pride

Il mio sostegno al Milano Pride 2015 sarà forte e convinto come ogni anno. Si tratta di un appuntamento ormai tradizionale, di un momento di festa e di affermazione dei diritti civili, in primis di quelli degli omosessuali e che, sono convinta, tutte le istituzioni hanno il dovere di sostenere. Per questo, come sempre, quando il patrocinio sarà discusso in ufficio di presidenza avrà il mio convinto sostegno.

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La Commissione sanità si impegna per la lotta al tumore al seno. I grillini no

Approvata oggi in Commissione sanità una risoluzione, che ha come obiettivo l’istituzione e il coordinamento di unità di senologia multidisciplinare (Breast units), volte alla prevenzione del tumore al seno. Questo per far recepire anche alla Regione Lombardia le linee d’indirizzo approvate in Conferenza Stato Regioni.

La risoluzione, proposta dalla consigliera Lara Magoni, è il risultato di un buon lavoro di squadra. Da parte nostra, in particolare, abbiamo chiesto l’incentivazione di tutte le attività di prevenzione e screening mammografico. Questo perché in Lombardia il tasso di adesione è ancora molto basso (solo 68 donne su 100 vi si sottopongono) ed è diversificato: va dal 57% di Varese all’81% di Lecco.

La necessità, inoltre è quella di estendere la fascia di età dello screening perché l’incidenza della malattia tra le più giovani è sempre più alto. Oggi in Lombardia lo screening è previsto tra i 50 e i 69 anni. Si tratta di estenderlo dai 45 ai 74 (con cadenza annuale tra i 45 e i 49), come consigliato dalle linee guida della Conferenza Stato Regioni.

Un impegno importante quello preso dalla Commissione sanità ma non per i grillini. Il Movimento 5 stelle non ha votato la risoluzione. Spiace. Per loro sarebbe stata l’occasione per correggere l’inopportuna boutade del loro leader, che ha fatto male alla già difficile causa della diffusione della prevenzione. I dati del 2012 dell’Associazione italiana registri tumori (Artium) evidenziano che il tumore al seno è al primo posto tra quelli diagnosticati nelle donne di meno di 50 anni (41%) ed è causa del 28 % delle morti fra i giovani. Con questi numeri non si scherza.

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Riforma sanitaria – Un accordo forzato, una revisione al minimo della legge attuale

Oggi la Commissione sanità ha stabilito di scegliere come testo base per la riforma sanitaria il maxiemendamento presentato da tutti i gruppi di maggioranza. In questo modo si riparte con un accordo forzato, che ha dovuto essere firmato da tutti i capigruppo di maggioranza e si segue, ancora una volta, una procedura che non ha alcun precedente nella storia del Consiglio, che in realtà si riduce a un escamotage per uscire da un’impasse durata mesi.
Guardando ai contenuti si nota, inoltre, che l’accordo è decisamente al ribasso. La legge attuale è stata rivista solo in minima parte, (in relazione alla governance). Dei pur miseri contenuti innovativi presenti nel Libro bianco e nel primo testo depositato non è rimasto nulla.
Unica soddisfazione è aver ottenuto, con il nostro intervento, un mese di tempo per la presentazione dei subemendamenti e sventato così l’ennesimo tentativo di contingentare i tempi, evitando una vera discussione. Per la stessa ragione abbiamo già chiesto che anche nella discussione in Consiglio non ci sia contingentamento dei tempi.
Da oggi saremo impegnati in un puntuale lavoro emendativo, sollecitando un’interlocuzione seria e approfondita con tutti i soggetti interessati alla legge, che non hanno finora potuto esprimere un’opinione compiuta per mancanza di un testo di riferimento.

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