Archivi del mese: marzo 2015

La Regione controlli che sia rispettata la parità di genere negli enti pubblici e negli organismi direttivi di aziende pubbliche e private

La Regione controlli che sia rispettata la parità di genere negli enti pubblici e negli organismi direttivi delle aziende pubbliche e private. Questo quanto abbiamo chiesto in un’interrogazione di cui sono prima firmataria, depositata oggi. La legge 120/2011 (Golfo-Mosca) stabilisce che i componenti dei consigli d’amministrazione delle società quotate in borsa e pubbliche devono essere per almeno un terzo donne.
Ma non solo. La legge 215/2012 ha introdotto la doppia preferenza di genere nelle elezioni comunali. La necessità ora è quella di monitorare l’effettiva applicazione della normativa.

Il direttore generale dell’assessorato regionale alla Famiglia, solidarietà sociale, volontariato e pari opportunità, il 12 marzo scorso, nel suo intervento a un convegno sulle pari opportunità, ha annunciato che fra le priorità dell’assessorato c’è proprio il monitoraggio dell’applicazione delle due leggi.

Con la nostra interrogazione chiediamo di sapere se è partita l’azione di monitoraggio e i suoi eventuali risultati o, in caso contrario, se e quando si intende avviarla. Oltre i buoni propositi servono i fatti. PD e Patto civico, già nel luglio 2013, hanno presentato due progetti di legge il cui obiettivo è quello di dare attuazione al principio di democrazia paritaria, adeguando la normativa regionale sulle nomine alla legge Golfo-Mosca.

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Primo soccorso pediatrico – Sì a una legge che sostiene la formazione per prevenire incidenti

Prevenire gravi incidenti e traumi ai bambini. Questo l’obiettivo della legge sul primo soccorso pediatrico approvata oggi in Consiglio regionale con il voto favorevole del Partito democratico. Abbiamo voluto dire sì a una legge volta a sostenere le attività di formazione sulle tecniche di disostruzione pediatrica perché crediamo in questo progetto e siamo convinti della necessità di affermare il principio della necessità di prevenire gravi incidenti e traumi dei bambini.

Abbiamo colto con favore l’approvazione di un nostro emendamento, che prevede l’introduzione graduale dell’obbligatorietà della formazione al primo soccorso degli educatori dei nidi e servizi per l’infanzia per l’accreditamento. Questo per evitare che la legge restasse, di fatto, non applicabile.

Positiva anche l’approvazione del nostro ordine del giorno che garantisce la gratuità dei corsi per i soggetti gestori e gli educatori dei nidi e dei servizi per l’infanzia. Questo per evitare possibili speculazioni. Il nostro documento prevede anche la richiesta di modifica della legge nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavori con l’introduzione della formazione diffusa delle insegnanti nelle scuole.

Rimane un rammarico. La legge prevede criteri di premialità per le materne di cui, di fatto, usufruiranno solo le paritarie.

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Giornata regionale contro le mafie – Il nostro impegno a tenere occhi aperti e schiena dritta

fot_giornata_vs_mafieAlcuni studenti delle scuole superiori lombarde hanno ricordato alcuni ragazzi sequestrati in Lombardia negli anni ’70. È stato questo il momento centrale della “Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime”, cui ho partecipato oggi a palazzo Pirelli.
Un modo per sottolineare la necessità di coinvolgere i più giovani nella riflessione sulle mafie e fare in modo che maturi in loro una coscienza civile, vero unico antidoto alla diffusione della criminalità organizzata.

I ragazzi dell’istituto “De Amicis” e “Daniele Marignoni – Marco Polo” di Milano, e del “Don Luigi Milani” di Meda hanno ricordato Cristina Mazzotti, Emanuele Riboli e Paolo Giorgetti, ragazzi della loro stessa età, sequestrati negli anni 70 dalla ‘ndrangheta. Ragazzi che sono state le prime vittime innocenti in Lombardia di una criminalità organizzata che nel corso degli anni si è evoluta e ha paurosamente ampliato la propria sfera d’influenza. Oggi sappiamo che ha spostato la sua attenzione nell’organizzazione illegale degli appalti pubblici. A cinquant’anni esatti dalla prima legge antimafia la criminalità organizzata nella nostra regione è tutt’altro che debellata. Basti pensare che la Lombardia è una delle regioni dove maggiori sono stati i sequestri e le confische di beni e aziende dopo Sicilia, Campania e Calabria. Servono allora una vigilanza culturale, sociale e istituzionale continuamente rinnovate e attrezzate per contrastare i fenomeni mafiosi; una vigilanza capace di trasmettere un messaggio di speranza.

Per questo la giornata di oggi, al di là della retorica, è vitale per la società lombarda e le sue istituzioni che si apprestano a inaugurare Expo2015 e che hanno la necessità di proiettarsi nel mondo con un approccio limpido di legalità, tenendo sempre gli occhi aperti e la schiena dritta.

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Violenza sulle donne – Si approvi al più presto il Piano regionale e si ripartiscano i fondi nazionali

Si approvi al più presto il Piano regionale di  prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne e si ripartiscano  i fondi  stanziati dal Governo. Questo quanto ho voluto ribadire oggi partecipando al presidio organizzato a palazzo Lombardia dai centri antiviolenza della regione, in occasione del convegno sul tema promosso dall’assessore alla  Famiglia, Maria Cristina Cantù. Sono passati due anni e mezzo dall’approvazione della legge regionale contro la violenza sulle donne e non è ancora stato approvato il Piano regionale previsto.   Un’attesa davvero lunga che non si può protrarre oltre. Concordo con la valorizzazione delle reti antiviolenza, di cui sono capofila i Comuni ma il Piano deve essere approvato. Per questo la necessità  ora è quella di convocare da subito il Tavolo antiviolenza che, in un confronto schietto e leale con tutti gli interlocutori, deve chiarire ruoli e priorità degli interventi e fare chiarezza sul futuro dei centri antiviolenza.

Essenziale, infine, è ripartire le risorse a disposizione, che ammontano a 3 milioni  e 817 mila euro, di cui un milione  stanziati dalla Regione.

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In Consiglio un concerto per l’8 marzo

8MarzoConcerto_miniLe note di due chitarre per onorare l’8 marzo. Quest’anno, per onorare la Giornata internazionale della donna, abbiamo scelto la musica.
Il duo Synesthesia, composta da Griselda Gatti e Eni Lulja, allieve della Civica scuola di musica di Milano hanno regalato alle dipendenti del Consiglio un concerto di chitarra classica. La scelta di dedicare l’8 marzo alle dipendenti è doverosa; questo sia perché le donne sono i due terzi del totale dei dipendenti, sia perché oggi è più che mai necessario ricordare la necessità di fare di più per aiutarle nel difficile compito di conciliare lavoro e famiglia. I primi passi sono stati mossi ma è necessario fare di più. 8MarzoConcerto2_miniLe previsioni dicono che solo nel 2084 in Europa sarà raggiunta la parità d’accesso al lavoro e lo stesso livello salariale fra uomini e donne. La necessità di mettere in campo sia politiche di sostegno all’occupazione femminile, sia di conciliazione dei tempi è quindi evidente. Solo così si potrà raggiungere una reale parità di condizioni di lavoro fra uomini e donne. Una parità che non è solo rivendicazione ma intelligenza. La presenza massiccia delle donne nel mondo del lavoro, come dimostrano i paesi europei più avanzati, porta un grande beneficio a tutto il sistema. La crescita economica ha bisogno delle donne.

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8 marzo – “Le donne acqua nel deserto”, un libro per dire no alla violenza di genere

donne_libro_carraffa2_ridottaUn libro che racconta storie di donne che hanno subito violenza e che invita, nonostante tutto, alla speranza. Questo è “Le donne, acqua nel deserto”, un libro di Ketty Carraffa, giornalista che da anni si occupa del problema, che ho presentato questa mattina in Consiglio regionale insieme a Eleonora Cimbro, deputata del Pd. Un modo per onorare l’8 marzo, giornata internazionale della donna, ricordando, ancora una volta la necessità di combattere ogni giorno per estirpare un fenomeno che è ormai una vera emergenza sociale.

Regione Lombardia, in grande ritardo rispetto ad altre regioni, nel 2012 ha varato una legge contro la violenza sulle donne, un buon documento, che pone fra i suoi obiettivi quello che è il vero fulcro del problema: costruire una cultura del rispetto e della differenza di genere, a partire dall’infanzia. Solo  l’educazione al rispetto reciproco, appresa da bambini,  può portare a siglare un patto fra uomini e donne che metta fine per sempre ad ogni forma di violenza e sopraffazione.donne_libro_carraffa_ridotta

La legge regionale ha ricevuto i primi finanziamenti, che per ora hanno dato, per la cronica tragica mancanza di risorse, solo una risposta emergenziale al problema. Ad oggi mancano ancora le risorse per la promozione di una cultura del rispetto. Da parte mia non smetterò di impegnarmi finché questo obiettivo non sarà stato raggiunto.

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Sanità – Il Pd non parteciperà alle audizioni sulla riforma fino a quando la maggioranza non avrà un testo unico

Il Pd non parteciperà più alle audizioni sulla riforma della sanità fino a quando la maggioranza non avrà prodotto un unico progetto di legge. Per rispetto degli enti e delle associazioni convocate presenzierà un solo consigliere democratico per volta. Questo quanto abbiamo annunciato oggi in commissione, dopo che il presidente Fabio Rizzi (Lega) aveva detto no alla nostra richiesta di sospendere il programma di audizioni in attesa che la maggioranza approntasse un testo unico di riforma al posto dei tre attuali (uno della giunta, uno di Forza Italia e uno del Nuovo centro destra).
Procedere così non ha senso è una presa in giro della commissione e di chi viene convocato a dire la propria su una riforma che ancora non c’è. Tutto il processo, dal libro bianco in poi, è un’anomalia. Le audizioni le abbiamo chieste noi perché vogliamo entrare nel merito delle questioni, ma il lavoro va finalizzato; alcuni fra gli intervenuti in commissione hanno dichiarato di non sapere bene su quale testo dovessero esprimersi.
Siamo di fronte a tre progetti di legge della maggioranza e di forze politiche che si contraddicono pubblicamente. Una sintesi prima o poi la troveranno ma allora che cosa faremo, chiederemo agli oltre cento soggetti previsti e in parte già ascoltati di tornare un’altra volta? <\p>

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Il centro antiviolenza dell’ospedale San Carlo di MIlano continui a garantire soccorso e sostegno alle donne maltrattate

Il centro antiviolenza dell’ospedale San Carlo di Milano continui a garantire soccorso e sostegno alle donne maltrattate. Oggi, in aula, l’assessore Mantovani ha risposto a una question time, di cui sono prima firmataria, relativa a “Soccorso rosa”, un centro di accoglienza e assistenza alle donne vittime di violenza attivo all’ospedale san Carlo dal 2007, che la direzione aziendale, con una delibera pubblicata il 29 gennaio scorso, ha stabilito di accorpare con il Centro salute e ascolto per le donne immigrate. Mantovani ha confermato la decisione, spiegando che le due unità saranno riorganizzate e unite nel “Centro ascolto e soccorso donna”, sostenendo però che continueranno a garantire i due diversi servizi.
Auspichiamo che continuino comunque ad operare equipe multidisciplinari rivolte alle diverse utenze e che questa non sia l’occasione per una riduzione del numero degli interventi e del personale, come spesso accade con le riorganizzazioni, e, soprattutto, che venga salvaguardata la specificità degli interventi e la differenziazione di percorsi tanto delicati e complessi.
La necessità a Milano, che per altro ha avviato con largo anticipo rispetto a Regione Lombardia, con risorse proprie e in via sperimentale, la rete antiviolenza, inoltre è quella di integrare nella rete tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie di carattere ospedaliero, dedicate agli interventi di contrasto alla violenza, come ad esempio il “Soccorso Rosa” dell’ospedale San Carlo. Questo, oltre a garantire l’integrazione degli interventi, consentirebbe l’utilizzo di diverse linee di finanziamento sia nazionali che regionali.

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