Archivi del mese: febbraio 2015

Tecniche salvavita – Una legge bandiera che favorisce solo alcuni

Un provvedimento bandiera, non necessario. Il progetto di legge per la “Diffusione delle tecniche salvavita e dei concetti di prevenzione primaria, quali disostruzione pediatrica e rianimazione cardiopolmonare”, approvato oggi in Commissione sanità non può che essere definito così. Noi crediamo in questo progetto. La diffusione delle tecniche è certamente un obiettivo importante da perseguire, soprattutto nei luoghi frequentati dai bambini, ma abbiamo scelto di astenerci dal voto al provvedimento perché lo consideriamo solo l’ennesima bandiera della maggioranza. Per farlo non serviva una nuova legge. Per sensibilizzare le scuole, i centri di aggregazione e le famiglie sul tema sarebbe bastato incentivare azioni di promozione delle tecniche di disostruzione e rianimazione. Non era affatto necessario modificare più leggi, oltretutto impegnando risorse molto esigue, che basteranno a malapena finanziare una campagna di promozione.
La Regione, oltretutto, non può imporre i corsi di formazione agli insegnanti delle scuole; per questo il provvedimento si è limitato a introdurre forme di premialità e criteri di accreditamento per le strutture che dispongano di personale formato al primo soccorso. Nel farlo rischia, ancora una volta, di favorire le scuole paritarie. Queste infatti sono sempre state le uniche a usufruire dei meccanicismi di premialità regionali legati alla gestione.
Auspichiamo che i nostri emendamenti ispirati a equilibrio, buon senso e rigore normativo siano accolti nella discussione in aula.

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Vendita dell’Asl di corso Italia – Attenzione agli sprechi

Per vendere la Asl di corso Italia a Milano si rischia di sprecare milioni di euro. Il 30 dicembre scorso è stato siglato l’atto di vendita (per un totale di 25 milioni di euro) della storica sede di corso Italia 19, edificio dichiarato nel 2013 di interesse culturale. Nel 2014, quando ne era già stata decisa la vendita, però l’edificio era stato almeno in parte ristrutturato. Ma non solo. La Asl, dopo la vendita, secondo quanto previsto da un progetto elaborato da Infrastrutture lombarde, rimarrebbe per tre anni nello stesso edificio, con contratto d’affitto, in attesa del trasferimento nella nuova sede. Per fare chiarezza sull’operazione ho presentato un’interrogazione alla quale ha risposto oggi, in Commissione sanità, l’assessore Mantovani.
Mantovani ha motivato la scelta di ristrutturare l’edificio (per una spesa di 150 mila euro) prima della vendita sostenendo che fino al settembre scorso non era ancora in vigore la legge che consente l’alienazione di immobili pubblici con procedure semplificate e quindi non era affatto certo che potesse essere conclusa. Una risposta per niente soddisfacente in quanto il piano elaborato da Infrastrutture lombarde, che già prevedeva la vendita dell’immobile, risale al 2013.
Mantovani ha poi motivato la scelta di stipulare un contratto d’affitto per tre anni in attesa della ristrutturazione della nuova sede dell’Asl. Noi sappiamo però che il costo del canone ammonterebbe a 5 milioni di euro per 3 anni. Una cifra che ci pare davvero esagerata.
Sulla nuova localizzazione l’assessore è sembrato sfuggente. Ci è parso però di comprendere che la nuova sede della Asl dovrebbe essere l’ex Paolo Pini. In ogni caso, qualunque sarà la scelta operata, dovrà essere concordata con il Comune di Milano. Ricordo, inoltre, che ad oggi parte degli edifici dell’Ex Paolo Pini è occupata da realtà legate alla tutela della salute mentale.

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La Regione fa confusione nell’assegnare i fondi a una casa di cura privata. Necessario maggiore rigore e rispetto delle regole

La Regione ha fatto confusione nell’assegnare i fondi a Igea, una casa di cura privata che fa riferimento alla Asl di Milano. Ad ammetterlo oggi in aula, rispondendo a una question time di cui sono prima firmataria è stato lo stesso assessore alla Salute, Mantovani. La question time è nata dal controllo, fatto dal Pd, dei fondi destinati alle strutture socio sanitarie nel 2013 e dal loro confronto con quelli del 2012.
Analizzando i dati abbiamo notato che ad Igea nel 2013 erano stati destinati fondi ben maggiori del 40% rispetto al 2012. A Igea infatti nel 2012 erano stati assegnati 532 mila euro, nel 2013 più di 1 milione e 700 mila euro. L’aumento non rispettava i criteri stabiliti dalla delibera di giunta del luglio scorso che prevedeva che l’aumento delle risorse non tariffate (ossia destinate a coprire alcune funzioni non coperte da tariffe predefinite) non potesse essere superiore al 40 % rispetto al 2012.
Oggi Mantovani in aula ha spiegato che è in atto un contenzioso con Igea riguardo l’entità dei fondi 2012 e per questo la giunta aveva deciso di derogare dalle regole per pareggiare i conti. Il risultato è che i fondi sono ad oggi congelati.
Un pasticcio che non fa onore alla Regione. Chiediamo alla giunta un maggiore rigore e maggiore rispetto, almeno delle regole che si è data.

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Su sanità Forza Italia e Ncd vogliono logorare Maroni

“Dove vogliono andare? Sulla riforma più importante della legislatura Forza Italia e NCD stanno conducendo una guerra di logoramento allo stesso Maroni. La proposta di legge di Mantovani e colleghi è in contrasto con quella approvata dalla Giunta (senza il voto di Ncd) su punti qualificanti, a partire dal rapporto tra pubblico e privato, dall’invadenza della politica nelle nomine in sanità e dal silenzio sull’assessorato unico del welfare. Sono passi indietro significativi su cui Maroni dovrebbe dire come la pensa. Al momento è una vera Babele”.

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