Archivi del mese: gennaio 2015

La giunta spieghi cosa intende fare della sede Asl di corso Italia a Milano

La Giunta spieghi cosa intende fare della sede Asl di corso Italia a Milano. Il 30 dicembre scorso è stato siglato l’atto di vendita  (per un totale di 25 milioni di euro) della storica sede di corso Italia 19, edificio dichiarato nel 2013 di interesse culturale e almeno in parte ristrutturato nel 2014, quando con tutta probabilità ne era già stata decisa la vendita. Ad oggi però non si sa ancora cosa accadrà alla sede Asl.

Per questo, con un’interrogazione di cui sono prima firmataria, abbiamo chiesto di conoscere nel dettaglio  le ipotesi di destinazione della sede Asl elaborate da Infrastrutture lombarde,  di sapere quale cifra è stata spesa per i lavori di ristrutturazione e quale sarebbe il costo dell’affitto nel caso si decidesse di mantenere la sede Asl nell’edificio storico.

Soprattutto vogliamo sapere se la Regione ha concordato con il Comune di Milano il trasferimento della sede Asl oppure no.

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Riforma sanità – Oggi il via in Commissione. Ma la maggioranza resta in alto mare. Noi pronti da luglio

La proposta del Pd resta quella di una riforma vera del sistema socio-sanitario, per affrontare meglio i bisogni dei lombardi e le nuove emergenze. Oggi, in Commissione sanità è stato finalmente avviato il percorso di riforma, che prevede il percorso di audizioni che avevamo proposto, ma il progetto di legge che sarà discusso è quello di Maroni, diverso da quello che depositerà  il Nuovo centro destra, dunque tutto resta in alto mare. La maggioranza, nonostante Rizzi tiri dritto, non sa in realtà che pesci pigliare e non sappiamo ancora se e quando farà sintesi tra i diversi progetti. Prima del 3 febbraio non si cominceranno le audizioni, poi occorreranno settimane per metterle in calendario: di tempo se n’è perso sin troppo, per la confusione del centrodestra. Il Pd ha depositato la sua proposta, peraltro coerente con il Patto per la salute e la normativa nazionale, da mesi, e da mesi aspetta un confronto, che ancora non c’è stato.

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La riforma della sanità è da riscrivere – Dilettanti allo sbaraglio

Sono dilettanti allo sbaraglio. Una gestione così superficiale di una riforma tanto importante non si era mai vista. Ora si blocca tutto e non sarà facile per Maroni trovare un nuovo punto di equilibrio con una maggioranza sempre più divisa. E intanto i lombardi continuano ad essere alle prese con gli stessi problemi. Oggi in commissione sanità il presidente Fabio Rizzi ha ammesso che il testo di riforma, approvato dalla giunta il 23 dicembre scorso, non è conforme al regolamento consiliare (le cui modifiche, approvate a fine ottobre, sono entrate in vigore dal primo gennaio) e pertanto non può essere incardinato. In altre parole, deve essere riscritto, affinché sia in forma di modifica del testo unico della sanità anziché come testo autonomo e deve essere corredato da una relazione di compatibilità economica che espliciti in modo dettagliato l’impatto economico.

La maggioranza è implosa e con queste condizioni la riforma della sanità rischia di non essere incardinata mai. Solo per scrivere una relazione sugli impatti finanziari di un sistema così complesso e con un bilancio ridotto, gli uffici dovranno fare un lavoro enorme e, al contempo, occorrerà riscrivere tutto il provvedimento in forma di modifica del testo unico esistente. Un infortunio non da poco, che è sintomo di un malessere evidente nella maggioranza.

La maggioranza è divisa non solo su questioni formali ma anche sul metodo di lavoro con cui procedere. Il presidente Rizzi ha il dovere di proporre alla commissione un metodo di lavoro trasparente e condiviso. Ricordo peraltro che da luglio è già depositato il nostro progetto di legge. Quando ci sarà il testo definitivo della giunta si facciano le audizioni, com’è logico fare.

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Eterologa – Un piccolo passo avanti in attesa dell’inserimento definitivo nei Lea

Preso atto che è stato istituito il registro nazionale di cellule riproduttive a scopi di procreazione medicalmente assistita, dove sono registrati tutti i soggetti ammessi alla donazione, il Consiglio regionale ieri sera ha approvato all’unanimità una risoluzione presentata da me, con la quale si chiede di formalizzare i contenuti della relazione prodotta dal gruppo di lavoro regionale per l’attivazione, il monitoraggio e il controllo delle indicazioni contenute nell’apposta delibera approvata dalla Giunta regionale il 12 settembre scorso, una volta che questa sarà stata sottoposta alla Commissione “Sviluppo sanità”.

Il registro nazionale di cellule riproduttive a scopi di procreazione medicalmente assistita appena istituito dal Ministero, era stato sollecitato, sempre su mia proposta, nella risoluzione approvata il 19 novembre scorso in Commissione sanità.

Con questa risoluzione  il Consiglio si impegna a rendere la fecondazione eterologa, anche nella nostra regione dove si è scelto di metterla a  totale carico dei cittadini, fattibile e sicura. E questo è un passo avanti per il quale ci siamo battuti. La necessità, finora elusa dalla Regione, è anche quella di incentivare le donazioni. I dati dimostrano che in Italia mancano i donatori e questo rende ovviamente difficile la fecondazione.

Tra poche settimane,  comunque, Maroni non potrà tirarsi indietro di fronte alle scelte che saranno imposte dal ministero della Salute che inserirà nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) anche l’eterologa. Pertanto il provvedimento discriminatorio lombardo non avrà più senso.

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Sbagliato il convegno organizzato dalla Regione il 17 gennaio prossimo

Continuiamo a ritenere che il convegno a difesa della famiglia tradizionale organizzato dalla Regione con alcune associazioni cattoliche tradizionaliste il 17 gennaio prossimo sia sbagliato. Ancor prima che nel merito è sbagliato perché viene usata l’istituzione per un convegno di parte, dimostrando ancora una volta che la Lombardia ha un’impostazione retrograda e non al passo con la necessità di aprirsi al mondo e all’Europa.

In Consiglio la maggioranza ha bocciato la mozione di Pd e Patto Civico, che chiedeva di togliere il marchio di Expo dal convegno e di sostenere reali politiche in favore delle famiglie, confermando ancora una volta una scelta sbagliata. La Regione organizza un convegno che non fa altro che dividere, peraltro in nome di una “famiglia” che di fatto non viene poi sostenuta con atti concreti. È un vero errore impegnare anche il marchio di Expo. L’Europa è fondata su diritti di libertà, tra cui quello di essere felici e di amare, perché l’amore non ha distinzioni né confini.

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Regione e ministero della Salute si adoperino da subito per assicurare una guida stabile all’Istituto dei tumori

Dopo l’annuncio delle dimissioni del direttore generale dell’istituto, Gerolamo Corno, Regione e Ministero della Salute si adoperino da subito per assicurare una guida stabile all’Istituto dei tumori e questo sia per la Direzione generale che per quella scientifica. Gli Irccs in Lombardia hanno un valore inestimabile. La necessità è quella di metterli a sistema stabilmente, in una rete regionale di ricerca che possa contare su risorse certe. È questo infatti uno dei punti centrali del nostro progetto di legge di riforma della sanità che abbiamo depositato, primi fra tutti, già a luglio. Su un tema cruciale, come quello degli Irccs, dove servirebbe una compattezza di vedute granitica, il centrodestra invece è spaccato. E questo, anche in previsione della realizzazione della Città della salute e della ricerca, è gravissimo.

Del resto con la presentazione del nuovo progetto di riforma del Nuovo centro destra, alternativo a quello presentato dalla maggioranza stessa, è stato dissolto ogni dubbio. Sulla riforma della sanità il centrodestra è diviso su tutto. Il rischio è lo stallo totale. Chiediamo che si discuta subito in Commissione Sanità, come previsto dal calendario dei lavori della prossima settimana.

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Al convegno del 17/01 invitino anche i rappresentanti delle famiglie omogenitoriali e delle coppie di fatto

Le famiglie, tutte, si sostengono e tutelano ampliando la sfera dei diritti. I contenuti del convegno del 17 gennaio e le posizioni della Giunta Maroni e della sua maggioranza consiliare rimangono purtroppo molto indietro rispetto al sentire comune dei cittadini lombardi che dovrebbero rappresentare. L’omofobia e le posizioni retrive non sono certo un buon biglietto da visita per Expo 2015. Se gli organizzatori vogliono effettivamente sostenere la famiglia facciano un gesto di apertura e invitino al tavolo, insieme agli altri, anche i rappresentanti delle famiglie omogenitoriali e delle coppie di fatto.

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