Archivi del mese: dicembre 2014

PAT: bene la scelta di un tecnico

La scelta di un tecnico a commissario del Pio Albergo Trivulzio, condivisa come auspicato tra Regione e Comune di Milano, è opportuna e appropriata. Il dottor Sileo ha ora il compito di gestire la struttura ponendo la massima attenzione all’assistenza degli ospiti e a ristabilire un clima di fiducia e collaborazione con tutto il personale, in attesa che il prossimo consiglio di indirizzo si occupi anche della valorizzazione del patrimonio, questione cruciale per i futuri bilanci dell’ente.

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Bilancio- C’è l’impegno a finanziare la legge di contrasto alla violenza sulle donne

L’impegno a finanziare la violenza sulle donne c’è. In Consiglio regionale è stato approvato un ordine del giorno, collegato al bilancio, che invita la giunta a finanziare la legge regionale di contrasto alla violenza sulle donne. In particolare l’impegno è a realizzare il Piano quadriennale che definisce le priorità di intervento per promozione e formazione e a delineare le priorità di finanziamento, favorendo l’attività svolta dalla rete territoriali e dalle case e dai centri antiviolenza che già operano sul territorio, anche prevedendo per il 2015 maggiori risorse rispetto al 2014.
Il documento invita anche a condividere le modalità di ripartizione dei fondi stanziati dalla legge nazionale con il tavolo antiviolenza.

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Eterologa – Con il sì ai Lea Maroni non ha più scuse

L’annuncio dato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che i trattamenti per l’eterologa saranno previsti nei nuovi Lea priva Maroni di ogni scusa.
Regione Lombardia è stata l’unica ad aver deliberato che la fecondazione eterologa dovesse essere completamente a carico dei cittadini. Il provvedimento, peraltro già oggetto di un ricorso, ha creato così una grave discriminazione delle coppie più disagiate ma il presidente Maroni ha sempre sostenuto che la scelta era legittima, in quanto le prestazioni non erano previste nei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Con il nuovo decreto del Governo non ha più scuse. Sarà costretto a tornare sui suoi passi. Il nostro auspicio è che lo faccia subito in modo da restituire a migliaia di coppie il diritto a essere genitori.

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Pio Albergo Trivulzio: bene l’intesa, sull’adeguamento delle rette ognuno deve fare la propria parte

Scelta giusta chiedere l’audizione congiunta dei due assessori, Majorino e Cantù, nella logica che abbiamo sempre ribadito di evitare strumentalizzazioni politiche su una vicenda delicata come quella del PAT.

Riteniamo positiva l’unità d’intenti tra Comune e Regione sulla soluzione individuata. Oggi è stata tracciata una strada comune per andare verso un miglioramento della gestione e un’attenzione maggiore ai bisogni dell’utenza. Ci deve essere però un impegno reciproco sulla revisione delle rette: non può essere chiesto unitariamente al Comune, l’impegno deve venire anche dalla Regione per quanto riguarda la quota sanitaria.

La risoluzione definitiva di questi problemi, comunque, può essere trovata solo in una revisione del sistema nel suo complesso, che faccia dell’integrazione sociosanitaria l’elemento per una corretta ripartizione delle risorse. Occorre incrementare, cioè, quel 10% oggi riservato al sociosanitario, che copre anche i costi di strutture come queste, ormai insufficiente.

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Mantovani chiarisca cosa intende fare dell’ospedale Macedonio Melloni

Mantovani chiarisca cosa intende fare dell’ospedale Macedonio Melloni di Milano. Si è tenuta oggi in Commissione sanità, l’audizione con i vertici dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano che hanno presentato un nuovo progetto relativo ai due presidi ospedalieri, (Macedonio Melloni e Fatebenefratelli stesso).
Dopo mesi si è scoperto che il trasferimento del reparto di pediatria del Macedonio Melloni al Fatebenefratelli non era – come sostenuto dall’assessore regionale alla Sanità Mantovani in risposta a una nostra interrogazione – temporaneo, ma definitivo. Oggi si è scoperto che c’è un altro progetto. Intanto non si può non notare che il suo percorso di crescita è stato poco chiaro e pieno di omissioni. Il sospetto che il progressivo depauperamento del Macedonio Melloni avesse come fine la nascita di questo progetto è ormai una certezza. Le motivazioni, quali la carenza di pediatri, portate dai vertici del Fatebenefratelli per chiudere il reparto del Melloni, non sembrano convincenti.
È necessario che Mantovani renda note le reali intenzioni della Regione sia sul destino dei due presidi ospedalieri, sia sul riassetto generale e il riordino dei servizi materno-infantili a Milano per il quale in questi mesi sono circolati più progetti. Questo sempre che Mantovani sappia di cosa si sta parlando.

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Riforma sanità – Il centrodestra decida quale è la sua proposta. Noi da luglio siamo pronti a confrontarla con la nostra

Finalmente dopo anni la maggioranza di Centrodestra che guida la Regione ammette gli errori del sistema sociosanitario lombardo e propone di superare il modello formigoniano, come il Pd chiede da tempo, avendo depositato, già a luglio, un progetto organico di riforma del sistema. Ora non si perda altro tempo. La maggioranza decida quale testo di riforma depositare ufficialmente (se quello di Maroni o altri annunciati), da abbinare al nostro, e iniziamo una discussione seria in Commissione. Ammettere che bisogna tornare a investire sui servizi territoriali, rivedere il rapporto tra pubblico e privato, costituire un assessorato unico, correlare i ticket al reddito, sono proposte interessanti, che in realtà il Pd ha messo sul tavolo da anni. Parlare ancora di competizione tra strutture pubbliche e private non ci trova d’accordo. È necessario un riequilibrio che deve essere necessariamente realizzato attraverso una programmazione omogenea e un controllo uniforme su tutto il territorio. La riarticolazione della rete ospedaliera, inoltre, nel progetto di legge Pd, è ben più coerente ed efficace di quanto non sia quella che abbiamo potuto apprendere dalla proposta di Maroni, che ci appare confusa e contraddittoria.

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Rimpasto in Regione – Illegittima una giunta senza equilibrio di genere

Il rimpasto di giunta, attento solo agli equilibri partitici, ha fatto saltare la rappresentanza di genere, un fatto che mette in discussione la legittimità stessa della giunta. Per questo a Maroni diciamo di fare attenzione. Le precedenti giunte, dove le donne non erano rappresentate al 50%, come stabilito dallo Statuto regionale che prevede il rispetto della democrazia paritaria, sono state oggetto di ricorsi, tutti vinti.
Ma non solo. Per il cambio della delega alle Pari opportunità, che sarà forse affidata all’assessore alla Famiglia, Maria Crestina Cantù, oggi è saltato ancora una volta il tavolo antiviolenza. Il nuovo assessore si dovrà attivare da subito per stilare il piano quadriennale e chiarire le modalità di assegnazione dei fondi, così da dare piena attuazione alla legge contro la violenza sulle donne, ad oggi in parte ancora disattesa.
Auspichiamo che il nuovo assessore sostenga l’iter di approvazione del progetto di legge, ora in discussione nella Commissione Affari istituzionali, che prevede la pari rappresentanza di genere nelle società partecipate della Regione.

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Trivulzio – Sbagliato usarlo per battaglie politiche. Ora audizione con gli assessori di Comune e Regione

Dopo i gravi e gravissimi problemi di gestione emersi nella storia degli anni scorsi del Pio Albergo Trivulzio, lo sforzo riorganizzativo messo in atto dall’attuale amministrazione dell’ente risulta di notevole entità, sia rispetto alla gestione economico-patrimoniale, sia rispetto alla gestione del servizio socio-sanitario. Ciò detto è necessario approfondire meglio, con più dettaglio e con più evidenze, le criticità sull’assistenza denunciate in particolare dai medici. Dopo l’audizione avvenuta oggi in Commissione sanità dei vertici del Pat e dei rappresentanti dei medici è inoltre importante approfondire i contenuti delle sanzioni applicate dalla Asl, sia riguardo la compilazione dei fascicoli sanitari, sia per il mancato rispetto degli standard.
Resta, infine, tutto da comprendere quale sia il reale stato economico-finanziario dell’ente, al di là dei singoli numeri mostrati oggi in Commissione Sanità e quale sia il progetto sul futuro del Trivulzio. È per questo che abbiamo chiesto di audire anche l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Milano, Pier Francesco Majorino e l’assessore regionale alla Famiglia, Maria Grazia Cantù. Si sbaglia di grosso chi intende usare il PAT per battaglie politiche (o peggio ancora partitiche) o per contrapporre due istituzioni, come Regione e Comune. Farebbe il danno peggiore possibile, diventerebbe cioè responsabile di un ulteriore aggravio della situazione, che potrebbe portare al collasso l’ente.

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Sì a differenziare premi per dg sanità lombarda, ma i pagellini tornino ad essere pubblici e accessibili

Il Pd, oggi in Consiglio regionale, ha sostenuto con il voto favorevole la proposta della Lega per differenziare in modo più consistente i premi di risultato ai direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere, considerato che negli ultimi “pagellini” la distanza tra il primo e l’ultimo era di soli quattromila euro su trentamila. Il sì dei democratici alla mozione leghista, approvata questo pomeriggio in Aula con 49 voti favorevoli e nessun contrario, è stato annunciato dalla vicepresidente Sara Valmaggi, che ha ottenuto una modifica al testo: la giunta dovrà tornare a rendere pubblici i pagellini, come era fino all’anno scorso.

La premessa da fare è che occorre rivedere il sistema delle nomine dei vertici della sanità secondo il principio del merito, come chiediamo da tempo. Detto questo, i premi devono essere davvero meritati, e devono essere assegnati in base a criteri oggettivi che facciano riferimento anche alla complessità della struttura che i manager dirigono. Ovviamente occorre anche che si tenga presente anche delle indagini che hanno interessato i vertici aziendali di diverse strutture, per evitare il paradosso che dirigenti raggiunti da provvedimenti cautelari siano premiati per aver bene operato.

Grazie al nostro intervento, infine, dall’anno prossimo le pagelle torneranno ad essere immediatamente accessibili. Abbiamo ristabilito un principio di trasparenza laddove la giunta aveva voluto incomprensibilmente non darne immediata pubblicità.

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Per valorizzare il patrimonio degli IRCCS necessarie norme chiare e tempi certi

Per valorizzare il patrimonio degli IRCCS sono necessarie norme chiare e tempi certi. Si è tenuta oggi in Consiglio l’audizione con i presidenti e i direttori generali degli IRCCS pubblici lombardi, in merito alle normative sui trasferimenti a terzi dei beni del patrimonio. È legittimo che la Regione eserciti il controllo pubblico sul patrimonio degli IRCCS ma lo deve fare in modo esplicito e in tempi certi. In caso contrario si rischia la paralisi gestionale. La prima necessità è quella che la legge faccia chiarezza sul patrimonio di riferimento. Deve essere chiarito se a essere normato è solo il patrimonio “indisponibile”, ossia le strutture sanitarie stesse o anche quello “disponibile”, ossia gli immobili e le proprietà rurali’.

L’altro obiettivo centrale è valorizzare e far fruttare il patrimonio pubblico. L’idea della direzione del Policlinico di creare un nuovo ente di gestione del patrimonio deve avere come esplicita finalità quella di rispondere a un bisogno sociale e abitativo e deve rispettare i criteri di trasparenza ed evidenza pubblica nella gestione finanziaria e di bilancio.

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