Archivi del mese: ottobre 2014

Sicurezza Pronto soccorso – Chiediamo alla Regione azioni concrete

Hanno lanciato l’allarme sicurezza al Pronto soccorso i rappresentanti dei lavoratori dell’Ospedale Sacco di Milano, auditi in Commissione sanità e hanno chiesto aiuto alle istituzioni regionali. L’allarme non può rimanere inascoltato. E’ importante che Regione Lombardia metta in campo azioni per garantire il pieno livello di sicurezza del Pronto Soccorso del Sacco. Ma non solo. La Regione può fare di più: si faccia garante anche degli accordi tra polizia locale, vigili e aziende ospedaliere. Il tema della sicurezza nei Pronto Soccorsi lombardi va allargato e potenziato in una visione sistemica e permanente. L’assessorato faccia dunque il punto sulle azioni già in atto e si impegni a stilare un nuovo piano di azioni concrete e efficaci per il prossimo futuro, in modo da tutelare sia i lavoratori che i cittadini.

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Accordo su ridisegno e rilancio dei presidi sociosanitari dell’area Adda Martesana

Un accordo su ridisegno e rilancio dei presidi sociosanitari dell’area Adda Martesana.  Questo l’esito dell’incontro con l’assessore alla Sanità Mantovani, più volte sollecitato da sindaci e consiglieri regionali del Pd, cui ho partecipato ieri insieme ai sindaci di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini, di Melzo, Antonio Bruschi, di Vaprio D’Adda, Andrea Beretta, al presidente dell’assemblea dei sindaci, Umberto Gravina, agli altri componenti del Consiglio della rappresentanza, ai rappresentanti dell’Asl Milano 2 e dell’Azienda ospedaliera di Melegnano e ai consiglieri del Pd Carlo Borghetti e Fabio Pizzul. Al centro dell’incontro la scelta della Giunta di accorpare il punto nascita di Cernusco sul Naviglio a quello di Melzo e di non finanziare ancora la realizzazione di un presidio ospedaliero territoriale (Pot) a Vaprio D’Adda.

L’incontro ha avuto un esito positivo. I sindaci hanno saputo andare oltre la semplice difesa del proprio campanile ed evidenziare il problema storico dell’area, quello di non aver dato a ogni presidio ospedaliero una propria vocazione specifica, il che ha comportato a ogni cambiamento organizzativo il rischio di depauperamento delle singole strutture. Al che si aggiunge, inoltre, il fatto che il territorio ha vissuto molte vicissitudini nei continui cambi di direzione di Asl e aziende ospedaliere.

Sia i sindaci, sia i direttori di Asl e ospedali, nel prossimo mese, dovranno formulare una proposta comune, diretta a delineare il destino non solo delle strutture di Cernusco sul Naviglio, Melzo e Vaprio D’Adda ma anche di Gorgonzola, della riabilitazione di Cassano D’Adda e dei numerosi poliambulatori territoriali dell’Adda Martesana, oltre che degli altri Comuni quali Paullo, Pieve Emanuele e San Donato Milanese.

Nell’incontro ci si è accordati nel considerare sospesa la delibera di giunta di accorpamento dei due punti nascita. Qualunque sarà la scelta relativa al punto nascita dell’area Adda Martesana, è necessario che il presidio che se ne farà carico sia sostenuto e potenziato in modo da poter contare su un adeguato numero di addetti e garantire i servizi, ad esempio l’anestesia epidurale. Se ci sarà un unico presidio pubblico dovrà essere messo nelle condizioni di praticare un numero ben maggiore di 500 parti l’anno, come richiesto dai protocolli di sicurezza ed è necessario dare un futuro chiaro e certo all’offerta sociosanitaria pubblica.

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Ebola – La mozione di De Corato inutile e pericolosa

Inutile e pericolosa. La mozione presentata oggi in aula dal consigliere  De Corato (Fratelli d’Italia) non si può che definire così.  Il virus ebola non è tema liquidabile con una mozione farcita di approssimazioni, errori e strumentalizzazioni politiche. L’Organizzazione mondiale della sanità non ha raccomandato alcuna restrizione nei viaggi, tranne nei casi di effettivo o sospetto contagio. E’ del tutto evidente quindi che i controlli sanitari a tappeto che chiede De Corato su chi arriva dai paesi africani non sono stati neppure presi in considerazione.

Quello che auspichiamo è un aumento delle misure d’attenzione e il rafforzamento del protocollo e delle procedure. Azioni che peraltro sono già state attivate in Lombardia, tanto che l’assessore Mantovani per rendere votabile il dispositivo della mozione ha dovuto parzialmente correggere quanto proposto. Quello che siamo certi non serve sono allarmismi e strumentalizzazioni inutili. Per questa ragione non abbiamo partecipato al voto della mozione.

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Città della salute – Il progetto avanza con maggiore trasparenza

Si è conclusa oggi, con sorteggio pubblico, a Sesto san Giovanni la selezione della commissione di gara per la realizzazione della Città della salute e della ricerca. Dopo l’ok sulle bonifiche si aggiunge dunque un nuovo tassello alla realizzazione della Città della salute, all’insegna di maggiore trasparenza, come richiesto dall’amministrazione comunale di Sesto san Giovanni e dal gruppo regionale del Pd.

Il progetto che riunirà in una sola sede l’Istituto dei tumori e il Neurologico Besta, ha l’obiettivo di valorizzare due strutture pubbliche, ottimizzandone le sinergie e mettendo le due strutture nelle condizioni di potenziare i percorsi di cura e ricerca vicino al letto del paziente. Il progetto, del valore complessivo di 440 milioni, di cui 350 stanziati dalla Regione, 40 dallo stato e il rimanente in project financing, data la sua valenza innovativa, ha un’importanza non certo solo locale ma si inserisce nel contesto della costituenda Città metropolitana, con un  respiro nazionale ed europeo.

Nella commissione sono, tra l’altro, presenti anche esperti di edilizia sanitaria. Sarà utile, come già avevamo sottolineato, utilizzare al meglio anche le risorse esterne; immaginiamo medici e operatori sanitari, indicati da ordini professionali e università, per realizzare un’opera non solo ad alto valore tecnologico ma attenta ai percorsi di cura e ai bisogni dei pazienti.

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No ai ticket nei consultori per le giovani donne

No ai ticket nei consultori per le under 20. La legge di istituzione dei consultori (405/75) prevedeva la gratuità delle prestazioni nei consultori. La delibera regionale 4579/2012, che ha recepito le indicazioni della finanziaria nazionale, però ha introdotto un ticket sulle medesime prestazioni, aggiungendo la quota fissa regionale di 6 euro. Il risultato è che ad oggi una prima visita ginecologica si paga 28,50 euro, quella di controllo 22,40 euro. Cifre che non tutti possono sostenere, a partire dalle più giovani, le ragazze dai 15 ai 19 anni, che sono proprio quelle che più rischiano maternità inconsapevoli e malattie sessualmente trasmissibili.

La relazione annuale del Ministero della salute sull’attuazione della legge 194 evidenzia come in Lombardia nel 2011 le giovanissime che hanno ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) sono l’8% (1463) del totale, un dato che rimane stabile rispetto all’anno precedente (nel 2010 la percentuale era dell’ 8,3%) a differenza di quanto accade per le donne di età maggiore per le quali le Ivg sono in costante diminuzione. Nel 2010 erano 18959, nel 2011 invece 18264. Un dato quello lombardo relativo alle giovani donne maggiore di quello di altre regioni. Sono il 7,9% in Piemonte, il 7% in Veneto, il 6,5% in Emilia Romagna, il 7,1% in Toscana.

Per queste ragioni chiediamo, con una mozione depositata oggi, al presidente Maroni, che va dicendo di voler abolire i ticket, di eliminarli da subito per le ragazze dai 15 ai 19 anni, almeno per la prima visita ginecologica, quella di controllo e il colloquio di orientamento. Sarebbe questo un modo concreto per tutelare la salute delle donne, attuare azioni di prevenzione anche con l’obiettivo di prevenire le interruzioni volontarie di gravidanza. Questo come accade già in altre regioni, quali la Toscana, l’Emilia Romagna e il Piemonte.

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