Archivi del mese: settembre 2014

Stamina – Soddisfazione per il voto al documento finale della Commissione d’indagine. Ora prevenire altri casi

Approvata, oggi, in Consiglio regionale, dopo mesi di lavoro e audizioni, la relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sul metodo Stamina, che era stata fortemente chiesta e voluta dal Pd e si era svolta da febbraio al luglio scorso. Nella relazione sono stati indicati interventi volti a prevenire situazioni analoghe, che hanno tanto nuociuto ai pazienti e al sistema sanitario regionale nel suo complesso.

Quella di oggi è una soddisfazione anche istituzionale. Per la prima volta il Consiglio ha utilizzato la potestà regolamentare dell’indagine conoscitiva e ha approvato un documento comune a larga maggioranza. Prima che uno strumento d’indagine, la commissione è stato uno strumento di conoscenza. I lavori hanno reso chiaro che quando parliamo di infusioni Stamina non possiamo assolutamente considerarle cure compassionevoli. Ora chiediamo che la commissione ministeriale giunga, già questa settimana, a una decisione per tutelare l’attività degli Spedali civili di Brescia. Rivolgiamo, inoltre, alla Giunta alcune sollecitazioni, per fare in modo che non si verifichino mai più in ospedali pubblici vicende come questa. Anzitutto chiediamo che i comitati etici possano consultare gruppi di esperti esterni e che sia garantita la piena applicazione dell’ordinamento vigente in tema di conflitti di interesse, anche potenziali, per la dirigenza nelle strutture sanitarie e della Regione.

L’ordine del giorno alla relazione approvato, rappresenta la sintesi migliore dei lavori dell’indagine, che non era volta a individuare colpevoli, ma aveva piuttosto lo scopo di fare chiarezza. L’impegno politico di oggi è quello di fare in modo che d’ora in poi Regione Lombardia affronti diversamente vicende come queste e che l’Azienda ospedaliera di Brescia possa valutare il rilievo disciplinare circa le condotte di coloro che hanno indicato false circostanze in ordine alle condizioni di regolarità dei brevetti presentati da Stamina Foundation.

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Eterologa – Lombardia pecora nera, chiusa in isolamento oscurantista

La Lombardia pecora nera dell’equità. L’annuncio che la Lombardia, unica regione in Italia, non condividerà l’accordo nazionale sulla fecondazione eterologa che prevede un ticket di 500 euro che sarà siglato domani dalle regioni e farà pagare per intero la prestazione delude. La Lombardia non ha voluto in alcun modo sostenere il buon lavoro che tutte le altri regioni hanno svolto insieme, coordinate dall’assessore veneto alla sanità, Coletto. La sua scelta è stata quello di un isolamento oscurantista di cui faranno le spese le coppie che desiderano un figlio.

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Eterologa – La maggioranza boccia la nostra mozione e si arrocca su posizioni preconcette, ingiuste e inique

Oggi il centrodestra in Consiglio regionale ha bocciato la mozione di Pd e Patto Civico sulla fecondazione eterologa. La mozione chiedeva alla Regione Lombardia di tornare indietro sulle scelte fatte con una recente delibera, che introduce una compartecipazione alla spesa per la prestazione, iniqua, a differenza di quanto fatto dalle altre regioni che hanno scelto di far pagare solo il ticket alle coppie che decidono di accedervi.

Purtroppo la maggioranza si è arroccata sulle sue posizioni, parandosi dietro alla scusa economica, ma esplicitando chiaramente una posizione preconcetta di fondo. Rimane dunque in essere una delibera sbagliata, ingiusta e iniqua, che consentirà solo ai ricchi di poter scegliere di rivolgersi a centri privati o altrove e di pagare per avere un figlio con questa tecnica. Resta comunque l’auspicio che nella Conferenza Stato Regioni, il 25 settembre prossimo, si possa trovare una modalità di applicazione della fecondazione eterologa omogenea in tutte le regioni, a cui alla fine chiediamo che si accodi anche la Lombardia.

La questione etica è già risolta a monte dalla legge, che fissa i confini entro cui muoversi, ovvero le coppie eterosessuali, in età fertile, conviventi o sposate, come da articolo 31 della Costituzione. Il punto vero sono le modalità di applicazione di quanto stabilito dalla Corte costituzionale. E Regione Lombardia opera in tal senso la scelta più oscurantista possibile, producendo, nel tentativo di ostacolare comunque il ricorso all’eterologa, una discriminazione odiosa tra le coppie benestanti e quelle che  non potranno permettersi i costi della terapia. Il centrodestra lombardo, in modo crudele e iniquo, nega un diritto, imponendo la propria visione integralista e il paradosso è che lo fa proprio a danno di quella famiglia tante volte sbandierata come feticcio da esaltare e difendere.

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Eterologa: troppi paletti, coppie lombarde discriminate. Domani in Aula la modifica della delibera.

Si parlerà di fecondazione eterologa, domattina, fuori e dentro il Consiglio regionale, dove in contemporanea al presidio organizzato dal Pd lombardo all’ingresso di Palazzo Pirelli alle ore 9:30, in apertura di seduta si continuerà la trattazione della mozione firmata da Pd e Patto Civico interrotta in fase di discussione generale due settimane fa.

Nel frattempo la Regione ha approvato la propria delibera applicando in modo restrittivo il documento sottoscritto dalle Regioni il 4 settembre scorso. I sottoscrittori della mozione, quindi, proporranno un aggiornamento del contenuto della mozione, in particolar modo chiedendo l’introduzione di un ticket equo, come avviene in altre regioni, e l’ammissione all’eterologa di tutte le categorie di soggetti indicate dalle linee guida nazionali. Il caso specifico è quello degli aspiranti genitori “portatori di un significativo difetto genetico o che hanno una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non può essere determinato”, espressione scritta nel documento nazionale e non riportata in quello lombardo, nel quale, invece, si fa riferimento unicamente alla “sterilità o l’infertilità assoluta e irreversibile di uno dei componenti della coppia”.

Il Consiglio regionale si deve esprimere di fronte ai lombardi e noi gliene diamo l’occasione. È assurdo che per un pregiudizio ideologico le coppie milanesi o mantovane siano discriminate rispetto a coppie bolognesi o fiorentine. C’è il tema dei costi, che è francamente inaccettabile, e ci sono le limitazioni per chi è portatore di malattie genetiche o di malattie sessualmente trasmissibili. Il centrodestra lombardo ha imboccato una strada oscurantista che getta una luce cupa su tutta la nostra regione.

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Profughi – necessario un presidio in Stazione centrale

A pochi giorni dalla bocciatura in Consiglio regionale della mozione di Pd e Patto civico, che chiedeva l’istituzione di un presidio sanitario gestito dall’Asl per i profughi in transito, il coordinatore di FI e consigliere Giulio Gallera ha dichiarato che la Regione non si è mai sottratta al suo dovere di collaborazione istituzionale nel soccorso e gestione dei profughi. La nostra richiesta di collaborazione tra istituzioni, stando alle recenti dichiarazioni, non è stata colta nemmeno nello spirito, eppure sarebbe stata importante non solo per aiutare i profughi ma anche per la tutela della salute pubblica. Riconosciamo il prezioso lavoro svolto dall’Areu nel gazebo di prima accoglienza, ma era necessario un impegno maggiore della politica per realizzare un ambulatorio che garantisse la continuità, anche oraria, che il gazebo non può assicurare. Resta il fatto che l’emergenza profughi è in Stazione Centrale, per cui un presidio di controllo e tutela della salute è indispensabile proprio lì. Ancora non si coglie invece, purtroppo, la necessità di un’assunzione di responsabilità comune da parte di tutte le istituzioni. Chi ha fatto la foto del bimbo siriano sdraiato per terra in Centrale, pubblicata su Facebook, cosa ha fatto per risolvere il problema? Fermarsi alle foto è ipocrita.

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Inaccettabile secretare le pagelle dei manager della sanità. Presenteremo una richiesta di accesso agli atti per conoscerle

Oggi presenteremo una richiesta di accesso agli atti per conoscere le valutazioni dei direttori generali di Asl e ospedali e renderle pubbliche. Per la prima volta la Regione non ha rese note le pagelle dei dirigenti della sanità. E’ un fatto inaccettabile, che vìola il principio di trasparenza, peraltro tanto spesso evocato dalla giunta stessa. I cittadini hanno diritto di sapere come operano coloro che hanno la responsabilità di gestire i luoghi di cura. Ma anche di questo la giunta Maroni pare non ricordarsi.

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Eterologa – Un diritto immolato sull’altare dell’integralismo ciellino

Un diritto immolato sull’altare dell’integralismo ciellino. Non si possono che commentare così le scelte della giunta regionale, che ha dato un’interpretazione restrittiva delle linee guida sulla fecondazione eterologa approvate dalla Conferenza stato regione. In Lombardia, negando ogni forma di rimborso pubblico, di fatto si escludono dalle cure tutte le coppie non agiate. Il costo della prestazione si aggirerà infatti intorno ai 3 mila euro. Tra le 6 mila copie già oggi in lista d’attesa quante di loro potranno permettersi di pagarli?
Ma non solo. E’ chiaro che dietro le motivazioni di carattere economico c’è in realtà la volontà di limitare fortemente l’accesso alla fecondazione eterologa, come dimostrano anche le dichiarazione del Nuovo centro destra e di alcuni esponenti dell’oscurantismo leghista lombardo.
La scelta di regione Lombardia appare, inoltre, in contrasto con la sentenza della Corte costituzionale, che ha parlato di ‘un ingiustificato diverso trattamento della coppia in base alla capacità economica’ e ha posto a fondamento del proprio giudizio la necessità di garantire il principio di equità.

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Eterologa – Auspico che la giunta sia consapevole della necessità di recepire in toto le linee guida siglate dalla Conferenza stato regioni

Auspico che la giunta abbia piena consapevolezza delle scelte fondamentali che si dovranno fare in tema di fecondazione eterolga, recependo in toto le linee guida siglate dalla Conferenza Stato regioni e approvate dalla Regione Lombardia stessa. Le affermazioni di Cattaneo, Carugo, De Corato e Romeo mistificano i problemi reali. La tipologia delle coppie che potranno accedere alla fecondazione eterologa è ben delineata sia nella sentenza che nelle linee guida. Si tratta , contrariamente a quanto fa intendere De Corato, di coppie eterosessuali sposate o conviventi.
Non c’è alcuna ambiguità né possibilità di scelta da parte delle coppie riceventi rispetto alle caratteristiche fenotipiche (ad esempio colore della pelle e tratti somatici).
Risulta pericolosa, oltre che ingiustamente crudele, la proposta di Carugo di vietare l’eterologa doppia, nel caso di coppie in cui entrambi siano sterili. Questo infatti comporta un altissimo rischio di ricorsi, essendo questa possibilità già stata sancita dalla Corte costituzionale. Confidiamo che la giunta ne sia consapevole. Rispetto al limite da porre ai centri autorizzati è necessario offrire a tutti la massima sicurezza che, sono certa, i numerosi centri pubblici e privati accreditati sapranno garantire. Non inseriamo però paletti insormontabili che porterebbero a una fuga delle coppie lombarde in altre regioni.

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Stamina – Superare le carenze legislative e rafforzare gli strumenti di controllo

Approvata oggi, in Commissione sanità, con il solo voto contrario del M5S, la relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sul metodo Stamina, chiesta dal Pd e svoltasi da febbraio a luglio scorso. Nella relazione si chiede, tra l’altro, di rivedere al più presto la normativa vigente, di rendere più trasparenti le procedure interne ai comitati etici, valutando anche di formare gruppi di esperti di alto livello; di rafforzare l’applicazione del codice di comportamento etico nelle strutture sanitarie regionali; di individuare modalità che prevedano l’obbligo di astensione per coloro che si trovino in posizioni di conflitto e di individuare possibili sanzioni per quei dipendenti del servizio sanitario regionale che agiscono in maniera mendace nei confronti dello stesso e dei pazienti.

I lavori della Commissione erano rivolti infatti, alla comprensione di quanto avvenuto nel 2011 agli Spedali Civili di Brescia e l’indagine, nel suo complesso, aveva lo scopo di ricostruire i fatti e i presupposti della vicenda e di sollecitare possibili interventi per evitare altri casi simili.

Nella relazione conclusiva abbiamo tutti condiviso che qualcosa in Regione non ha funzionato, e viste le premesse non è poco. Abbiamo anche messo in luce le carenze della legislazione nazionale e creato le condizioni perché d’ora in poi si possa intervenire in modo puntuale affinché non si ripeta un caso Stamina. Il principio che ci ha guidati è sempre stato quello della tutela dei cittadini, specialmente di quelli in condizioni di estrema fragilità, e della gestione trasparente da parte delle istituzioni.
E’ la prima volta che il Consiglio attua un’indagine conoscitiva e il lavoro svolto è la prova che può svolgere un’azione di verifica e controllo. Il lavoro non è stato semplice ma ha portato a un risultato soddisfacente, anche se sono mancate, in audizione,le importanti testimonianze dell’ex assessore regionale alla Salute e dello stesso dirigente. Uno dei compiti della Commissione era quello di individuare i costi a carico del Servizio sanitario regionale; su questo la relazione evidenzia la mancanza di un documento fondamentale, quale la controdeduzione della Regione ai rilievi fatti dalla Corte dei Conti.

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La maggioranza boccia la proposta del Pd di creare un ambulatorio di emergenza per i profughi siriani in stazione centrale

Dallo scorso ottobre ad oggi a Milano sono transitati oltre 22 mila cittadini siriani provenienti dalle zone di guerra e diretti nel Nord Europa, oltre a centinaia di eritrei. Milano rappresenta per queste persone semplicemente un luogo di transito o una tappa, ma molti di essi arrivano in Stazione Centrale in condizioni di salute precaria e, nonostante la presenza dei volontari e del servizio per le urgenze, resta la necessità quotidiana di assistenza di base, dal momento che in stazione transitano ogni giorno centinaia di persone. Per questo il Pd i in Consiglio regionale aveva presentato una mozione, bocciata dall’Aula, che chiedeva di prevedere l’apertura di un ambulatorio medico gestito dall’Asl di Milano per garantire prestazioni sanitarie di primo intervento necessarie ai profughi in transito. La nostra era una richiesta di collaborazione tra istituzioni, importante non solo per aiutare queste persone ma anche proprio, a tutela della salute pubblica. Riconosciamo il prezioso lavoro svolto sin qui dall’Areu sul gazebo di prima accoglienza, ma era necessario un impegno in più della politica per realizzare un ambulatorio che potesse garantire quella continuità, anche oraria, che il gazebo non può garantire. Funzionari e tecnici di Areu si sono dimostrati, con la disponibilità prestata, ben più avanti della politica. Regione Lombardia invece si tira indietro e scarica la gestione dei profughi sul Comune di Milano, sull’Asl che collabora con il Comune presso i centri di accoglienza, su Areu e sulle associazioni, mentre si approva una mozione di sostegno ai cristiani perseguitati, ci si dimentica di chi scappa dalle guerre del Medio Oriente. Inaccettabile.

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