Archivi del mese: aprile 2014

Sì alla legge che da il via libera alle assunzioni temporanee in sanità. Un provvedimento tampone, che da però una prima risposta a un’emergenza reale.

Il progetto di legge 155 (disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa sanitaria), approvato oggi in Terza commissione è positivo ma presenta diverse criticità. Abbiamo votato a favore del provvedimento che permette l’assunzione temporanea di personale, perché risponde a un’emergenza grave e reale. Da una risposta alla necessità di assunzione di medici e altri operatori della sanità, anche in vista di Expo. Il marzo scorso avevamo presentato un ordine del giorno, in cui chiedevamo un incremento delle risorse per la prevenzione e i controlli sanitari in vista di Expo, ma la maggioranza l’aveva bocciato. Ora, sia con questo provvedimento, che con la delibera di giunta dell’11 aprile scorso, che consente assunzioni a tempo determinato per la sicurezza e i controlli in vista di Expo, la maggioranza da una parziale risposta all’emergenza. Restano però diverse criticità. Intanto si tratta di un provvedimento tampone, che non da una risposta complessiva all’esigenza di aumentare il personale sanitario in Lombardia. Non manca, inoltre, una evidente contraddizione: si lascia alla giunta l’ultima parola sulla scelta delle professionalità necessarie, questo nonostante si preveda per le Asl la possibilità di assumere.
Stupisce infine la posizione del Movimento 5 stelle, che ha espresso parere contrario a un provvedimento che, pur con i suoi limiti, permette una parziale stabilizzazione del personale sanitario della nostra regione.

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Stamina – Aifa conferma che Regione Lombardia sapeva. Ora accertare responsabilità senza più omissioni

Sono stati ascoltati questa mattina in Commissione Sanità, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul metodo Stamina, il presidente e il direttore generale dell’AIFA, Sergio Pecorelli e Luca Pani e l’ex assessore regionale alla Sanità (oggi con delega alle Attività produttive e alla Ricerca), Mario Melazzini.
Per la prima volta in un’audizione è emerso con chiarezza che l’autocertificazione degli Spedali Civili di Brescia era mendace. Come ci ha confermato anche il direttore generale di AIFA ci sono diversi atti che certificano l’interesse di qualcuno in Regione Lombardia a continuare i trattamenti, nonostante i pareri contrari di autorità preposte e di esperti. Risulta evidente che Regione Lombardia sapeva cosa accadeva ai Civili di Brescia: ciò è confermato dal fatto che i rappresentanti regionali hanno avuto atteggiamento oppositivo nel momento in cui AIFA ha emanato, nel maggio 2012, l’ordinanza per bloccare le infusioni. L’ex assessore Melazzini, poi, due giorni dopo il suo insediamento al governo regionale, a fine ottobre 2012, ha firmato una delibera “Ad Adjuvandum l’Ao Spedali Civili di Brescia”, che non può ora essere giustificata solo come atto in difesa del buon nome dell’ospedale bresciano. In prossimità della chiusura delle audizioni auspichiamo dunque che la Commissione riesca a stendere una relazione dettagliata e completa su questa pagina terribile della sanità lombarda e italiana, senza ulteriori omissioni.

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No alla chiusura dei servizi sociosanitari di via Fantoli e viale Suzzani a Milano

No alla chiusura dei servizi sociosanitari di via Fantoli e viale Suzzani di Milano. A chiederlo, con un’interrogazione di cui è prima firmataria, è la vicepresidente del Consiglio regionale, Sara Valmaggi che spiega: «nel 2013 la giunta regionale ha approvato il Piano di organizzazione aziendale della Asl di Milano, che prevede un taglio complessivo del 10% delle strutture sanitarie e sociosanitarie. A fronte di questo, lo scorso febbraio, è stato chiuso il Punto di fragilità di via Fantoli e accorpato a quello di via Oglio, meno accessibile con i mezzi pubblici e quindi di difficile utilizzo per gli utenti, che sono in grande maggioranza anziani. Intanto è già stata annunciata anche la chiusura del punto di erogazione dei farmaci sostituti (Ser.t) di viale Suzzani, destinato ad essere accorpato a quello di piazzale Accursio».
«Si tratta – commenta Valmaggi – di scelte che vanno a indebolire la già fragile rete territoriale dei servizi, finalizzata a intercettare i bisogni di salute che sfuggono agli ospedali e a fare da presidio di legalità in zone periferiche disagiate».
«Per le persone fragili – conclude Valmaggi – siano esse anziani o soggetti che soffrono di qualche forma di dipendenza (non ultime quelle affette da ludopatia che secondo la legge regionale del 2013 devono essere prese in carico proprio dai servizi territoriali) è fondamentale poter contare su servizi facilmente accessibili. Per questo nell’interrogazione abbiamo chiesto all’assessore competente di rivedere la decisione di ridurre i servizi territoriali a Milano e di non chiudere i presidi di via Fantoli e viale Suzzani».

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Prestazioni mediche fuori orario? Il Pd lo chiede da ottobre. Per farlo il Veneto ha stanziato 30 milioni

Una mozione per prestazioni diagnostiche fuori orario per abbattere le liste d’attesa sulla falsariga del Veneto. A costo zero. Questo quanto chiede la Lega Nord all’assessore alla Sanità Mantovani in una mozione presentata in Consiglio regionale. La Regione Veneto per allargare gli orari delle prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, lo scorso anno ha messo a bilancio risorse aggiuntive per 30 milioni di euro. La Giunta lombarda, solo pochi mesi fa, ha fatto invece un’altra scelta: ha deciso di spendere 25 milioni di euro per comprare pacchetti di prestazioni da strutture private per allargare l’offerta, allo stesso scopo di abbattere le liste d’attesa. I risultati evidentemente sono stati insoddisfacenti, visto che oggi la Lega arriva alla posizione del Pd, che già lo scorso ottobre aveva chiesto di seguire il modello veneto, poi utilizzato da altre regioni come la Puglia, ampliando l’orario di accesso alle strutture pubbliche. Non sa forse la mano destra cosa fa la sinistra?

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Nasko: la posizione dell’assessore Cantù è inaccettabile

La posizione dell’assessore alla Famiglia Maria Cristina Cantù e di Maroni, espressa oggi in commissione sanità, sui fondi Nasko e Cresco è inaccettabile. Escludere ideologicamente le donne straniere non è degno di una regione come la Lombardia. Ciò non significa che le misure introdotte da Formigoni ci trovino d’accordo: il sostegno alla maternità va rivisto complessivamente, prevedendo aiuti a tutte le madri che si trovano in difficoltà a prescindere dal colore della pelle e dal fatto che abbiano rinunciato o meno all’interruzione di gravidanza. Lo confermano anche i dati illustrati dall’assessore in commissione: il fondo Nasko non ha inciso sulla riduzione delle Ivg, che fortunatamente sono in diminuzione in tutta Italia, soprattutto grazie alla legge 194.

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Riforma Titolo V – Regioni come vere rappresentanze dei territori. No a battaglie di retroguardia

L’incontro tra la Conferenza delle Regioni e la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative, sul tema delle riforme costituzionali, che si è tenuto ieri a Roma, è stato proficuo: è emersa chiaramente la necessità che le Regioni debbano saper fare un passo avanti, non favorendo l’idea di una battaglia di sola difesa dell’esistente e meramente corporativa. Le Regioni, nell’ambito del processo di riforma costituzionale, potranno aspirare a rappresentare a pieno i territori se sapranno, a loro volta, riconoscere spazi di autonomia agli enti locali. Per questo l’obiettivo di trovare una sintesi positiva, anche con i Comuni, rappresenta un’occasione per aprire un’interlocuzione fruttuosa con Governo e Parlamento, al fine di migliorare la riforma proposta. Sicuramente c’è unità di intenti rispetto a una modifica che possa garantire una rappresentanza nel Senato delle autonomie locali e delle comunità regionali, proporzionale al numero degli abitanti delle singole regioni. Inoltre, è necessario chiedere un elenco particolareggiato delle competenze esclusive di Stato e Regioni, anche per evitare nuovi contenziosi, a partire da temi cardine come il governo del territorio, la tutela della salute, e soprattutto, anche in previsione della costituzione delle Città metropolitane e delle aree vaste, la riorganizzazione e la revisione degli enti locali. Nel frattempo il Pd ha deciso che domani, mercoledì 16 aprile, durante la seduta del Consiglio regionale sul dibattito sulle riforme, presenterà un proprio ordine del giorno che riaffermerà i valori del regionalismo e il sostegno al mantenimento di competenze differenziate in relazione agli indici di virtuosità delle singole Regioni, come alternativa utile a rivendicazioni irrealistiche di specialità per la Lombardia.

 

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Borse di studio – I tirocini che premiano la residenza sono un’occasione persa per la Lombardia

L’istituzione di borse di studio per lo svolgimento di tirocini e attività di ricerca nelle strutture del Consiglio, che prevede il criterio della residenzialità come motivo premiale, discussa oggi in Commissione cultura, è un’occasione persa per la Lombardia. Di per se l’iniziativa sarebbe ottima, ma premiare la residenza degli studenti snatura completamente il progetto. Come avevo già affermato, sia in occasione del voto in aula che in Ufficio di presidenza, la necessità sarebbe stata quella di garantire l’opportunità di formazione a tutti i giovani che frequentano le università lombarde. La Lombardia ha bisogno dell’intelligenza di tutti; ma anche in questa occasione la maggioranza ha voluto ignorarlo.

 

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Metodo stamina – Pericolosa scorciatoia sotto l’egida di cure compassionevoli

Le cure compassionevoli, come dal dettato della Turco-Fazio, non sono surrogabili in alcun modo con una sperimentazione scientifica di cui ancora non si conoscono i risultati, come la somministrazione del metodo Stamina. Così si è espresso oggi Giuseppe Pellicci, oncologo di fama internazionale, co-direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, audito nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione sanità del Consiglio regionale sulla vicenda Stamina. Pellicci è stato cofirmatario, nel marzo 2013, di una lettera di denuncia al Ministero, insieme a venti colleghi del mondo della ricerca e della medicina, nella quale si segnalavano le anomalie della sperimentazione avviata presso gli Spedali Civili di Brescia.

Anche da questa audizione è emerso con evidenza un quadro preoccupante nell’ambito del mancato rispetto delle regole di validazione scientifica e delle mancate garanzie per i pazienti che si sottoponevano alle cure. Pellicci ci ha fatto anzi notare come, attraverso le cure compassionevoli, si sia allentata qualsiasi forma di vigilanza regolatoria. Grave è che lo si sia fatto in un presidio pubblico e con denaro pubblico. Pellicci ha confermato come nell’Istituto di cui è attualmente co-direttore scientifico, lo IEO, non sarebbe potuto mai entrare il metodo Stamina, a carico del servizio sanitario pubblico con le modalità con cui è approdato ai Civili di Brescia: sarebbe stato fermato sia dal comitato etico che da quello scientifico anche, e non solo, per il fatto che non risulta chiaro il confine tra interesse commerciale e puro interesse di ricerca e cura.

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A palazzo Pirelli la mostra “Espressioni d’arte”. Dovere della Regione la presa in carico dei soggetti autistici

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Molti hanno talenti eccezionali, spesso ignorati, tutti se supportati possono migliorare di molto le condizioni di vita e essere inclusi in quel mondo che, se lasciati a se stessi, rimane per loro lontano e estraneo. È questo il significato della mostra “Espressioni d’arte”, fortemente voluta dall’ufficio di presidenza, inaugurata questa mattina a palazzo Pirelli, organizzata dal Consiglio regionale e dall’Associazione nazionale genitori soggetti autistici (Angsa) in occasione della Settima giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo. La mostra ospita numerose opere di soggetti autistici; questo a significare da una parte la possibilità di valorizzarne le capacità e dall’altra a testimoniare l’impegno dell’istituzione nei loro confronti.

La presa in carico dei soggetti autistici lungo tutto l’arco della vita, infatti, è dovere della Regione. In Lombardia sono presenti realtà all’avanguardia, però le persone autistiche e le loro famiglie spesso faticano a trovare accoglienza in un sistema di welfare ancora troppo frammentario. Per questo spesso l’onere della cura e dell’assistenza ricade sulle famiglie. Non deve più essere così. Un primo passo avanti è stato compiuto il 5 luglio scorso, con una delibera che prevede la messa in rete degli interventi e delle sperimentazioni già avviati in Lombardia, affidandone la regia alle Asl. Ora l’impegno deve essere quello di adoperarsi per la sua piena applicazione. Il Pd si occupa da anni dei problemi legati all’autismo. Il novembre scorso ha presentato un progetto di legge per il miglioramento della vita delle persone autistiche, stilato in stretta collaborazione con le associazioni delle famiglie coinvolte. Il nostro auspicio è che possa diventare presto legge.

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