Archivi del mese: febbraio 2014

Stamina: da Mantovani ancora atteggiamento elusivo

Finalmente ha preso avvio l’indagine conoscitiva, anche se a giudicare dalla prima audizione dell’assessore Mantovani l’atteggiamento della Giunta rimane sostanzialmente elusivo e poco chiaro. Un punto su cui non abbiamo ancora avuto le necessarie risposte è il costo per le casse pubbliche della vicenda Stamina, di cui le spese giudiziarie sono solo una quota. Abbiamo una priorità: garantire che la sanità regionale operi sempre nell’assoluto interesse dei cittadini secondo scienza e coscienza. Se così non è stato lo dobbiamo accertare perché non accada più in futuro.

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Raccogliamo l’allarme di ginecologi e anestesisti per il parto senza dolore

Il PD in Regione raccoglie l’allarme dei ginecologi, ostetrici ed anestesisti per la diffusione del parto indolore che in Lombardia è ancora di gran lunga al di sotto degli standard europei. I rappresentanti di tre società scientifiche (Società di Lombarda Ostetricia e Ginecologia, Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva), chiedono chiarezza in merito alla recente decisione della giunta regionale. Con la delibera 1185 dello scorso anno, quella che definisce le regole del sistema sanitario regionale per il 2014, la Giunta Maroni ha infatti cambiato le modalità di remunerazione agli ospedali dell’anestesia epidurale per le partorienti, introducendo un rimborso per prestazione il cui dettaglio non è ancora chiaro.

La preoccupazione che con il Pd faccio mia, è che con questa incertezza, o con decisioni successive, la pratica della parto analgesia possa non essere incentivata e quindi non crescere ai livelli europei (il 50% dei parti naturali in Francia, Spagna e Inghilterra, contro il 30% nelle città capoluogo lombarde, il 20% su base regionale), se non addirittura retrocedere.

In merito presenterò un’interrogazione all’assessore alla Sanità, Mario Mantovani.
Le preoccupazioni dei ginecologi e degli anestesisti sono anche le nostre. Molti ospedali avevano organizzato il servizio sulla base delle regole in vigore fino allo scorso anno, che non erano perfette ma avevano avuto il merito, almeno negli ospedali maggiori, di recuperare terreno rispetto ai dati europei. A questi ospedali vanno date garanzie di poter mantenere il servizio e di potenziarlo, offrendo ancora più possibilità alle donne di partorire sotto anestesia, riducendo significativamente il dolore. Inoltre, bisogna garantire che l’epidurale sia praticata in tutte le sale parto della Lombardia. Una cosa è certa, sul parto indolore la Regione deve investire con decisione.

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Expo – Chiediamo alla Regione un impegno immediato per garantire la sicurezza nei cantieri di Expo

Chiediamo alla Regione un impegno immediato per garantire la sicurezza nei cantieri di Expo. Le ragioni sono evidenti. In occasione di Expo la Asl Milano dovrà garantire servizi di controllo e assistenza nei cantieri, igiene degli alimenti e degli ambienti di vita. E’ chiara la necessità, già evidenziata dalla Cgil, di mettere a disposizione risorse aggiuntive e di ampliare l’organico della Asl. Sarà la Asl Milano infatti che dovrà dare le autorizzazioni necessarie agli eventi (ne sono previsti 3000) che si terranno nel corso dell’esposizione, e che dovrà intervenire sulle attività di riarredo urbano, oltreché vigilare sulla sicurezza dei cantieri.
Da parte sua Regione Lombardia ad oggi però non ha dato alcuna indicazione in tal senso, nonostante le risorse siano disponibili. I proventi delle sanzioni alle imprese inadempienti proprio sulla sicurezza sul lavoro e quelli derivati dal controllo degli alimenti infatti, circa 15 milioni di euro, potrebbero e dovrebbero essere utilizzate per questo.
Con un’interrogazione abbiamo chiesto all’assessore alla Sanità se intenda dare indicazioni alle Asl sull’utilizzo dei fondi delle sanzioni e se intenda dare il via libera sia all’ assunzione di personale aggiuntivo sia allo sblocco degli straordinari.

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Formalizzata dall’Ufficio di presidenza l’indagine conoscitiva su stamina

Ieri l’ufficio di presidenza ha formalizzato l’avvio dell’indagine conoscitiva su stamina, decisa la settimana scorsa in commissione Sanità. L’indagine, fortemente voluta dal Pd, non ha l’obiettivo di giudicare la validità scientifica del metodo ma di fare chiarezza sul ruolo svolto da Regione Lombardia nella vicenda e di delineare una road map, che durerà non più di 4 mesi, per arrivare a una relazione conclusiva da sottoporre al Consiglio.
Il lavoro che la Commissione Sanità dovrà portare avanti dalle prossime settimane è un lavoro delicato di acquisizione degli atti e ascolto dei diversi interlocutori: dagli assessori regionali che si sono avvicendati dal momento in cui è iniziata la sperimentazione ai presidenti dei Comitati etici, dai dirigenti dell’assessorato competente agli esperti della Commissione sviluppo sanità di Regione Lombardia. Dovrà essere presa in esame tutta la documentazione regionale, oltre che gli atti delle audizioni svolte in Senato, la relazione del Comitato etico e la relazione di Aifa al ministero della Salute. La necessità è quella di far emergere il quadro della vicenda, a cominciare dalla ragione e dai presupposti della convenzione del 2011 tra gli Spedali Civili di Brescia e Stamina Foundation, dal ruolo svolto dalla Direzione generale salute della Regione, al costo diretto e indiretto per il Servizio sanitario regionale.
In questi mesi la Regione ha tenuto un atteggiamento pilatesco, ha scaricato tutto sul governo e detto che occorre cambiare la legge nazionale. È evidente che il gioco è stato quello dello scaricabarile e dell’omissione. Nulla è stato raccontato dei rapporti tra l’assessorato alla sanità e la vicenda di Brescia. Ora, anche grazie al Pd, sarà fatta chiarezza.

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Ospedale di Sesto San Giovanni- Il servizio maternità e il centro trasfusionale saranno potenziati

Avere certezze sulla riqualificazione e il rilancio del presidio ospedaliero di Sesto San Giovanni, in particolare del servizio maternità e del centro trasfusionale. Questo il tema al centro dell’incontro che il sindaco di Sesto san Giovanni, Monica Chittò ed io abbiamo avuto oggi con il direttore dell’Icp (Istituti clinici di perfezionamento), Alessandro Visconti.
In relazione ai lavori di riqualificazione e ampliamento del’area parto ci è stato assicurato che saranno avviati entro il prossimo luglio e conclusi nel marzo del 2015. I lavori prevedono la realizzazione di tre aree travaglio/parto e una sala operatoria per i tagli cesarei. Il servizio prevede anche una casa del parto e l’opportunità di usufruire dell’analgesia epidurale 24 ore su 24.
Insieme possiamo condividere l’obiettivo del superamento della soglia dei mille parti. L’impegno è quello di far conoscere i servizi offerti dal presidio a tutti i cittadini.
Per il centro trasfusionale, vista anche l’attenzione dei cittadini e dell’Avis territoriale, abbiamo chiesto certezze sul lavoro di ampliamento e riqualificazione del centro.
Riteniamo indispensabile che la Regione si faccia garante di un investimento economico significativo, per riqualificare tutti gli spazi a disposizione e poter così usufruire di spazi separati,dedicati a donatori e pazienti sottoposti a trasfusione, tutti i giorni della settimana. Il nostro impegno sarà quello di monitorare il piano degli investimenti di Regione Lombardia.

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Eupolis – A Milano crescono povertà e marginalità

Cresce la povertà nelle aree metropolitane e il concetto non è più associabile, come in passato, a quello di territorio svantaggiato. Molti comuni, infatti, considerati svantaggiati perché situati in aree montane e comunque lontane dal centro, sono stati superati, quanto a presenza di povertà, dai capoluoghi di Provincia.
Cambia dunque la distribuzione territoriale delle nuove forme di marginalità ed esclusione sociale, che appaiono sempre più connesse ai grandi centri abitati e colpiscono il ceto medio caratterizzato da crescente vulnerabilità e insicurezza sociale. Sono queste alcune delle considerazioni emerse questa mattina, nel corso di un seminario promosso dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e svoltosi a palazzo Pirelli, in cui è stata presentata una ricerca di Éupolis Lombardia, dal titolo “Aree periferiche in Lombardia: specificità e prospettive”.
Il fenomeno della povertà estrema si annida maggiormente nell’area metropolitana milanese, nella piattaforma alpina (tra le Province di Brescia e Bergamo), nell’asse padano e lungo quello del Sempione.
Assistiamo a un fenomeno di urbanizzazione delle povertà, del quale diventa complice la crisi della famiglia e del mondo del lavoro. La famiglia diventa soggetto debole. Negli ultimi 20 anni il numero di componenti familiari è sceso da 2,7 a 2,4% e 12 milioni di italiani sono single o monogenitori. A Milano in particolare il 10,3% della popolazione (pari a 135 mila individui) vive nella povertà. Concause sono la perdita di lavoro e la situazione familiare: in città il 21% delle famiglie sono monogenitoriali.
Se la povertà a Milano aumenta, non riguarda più tanto e solo gli stranieri (nel 2011 erano il 74,5%) ma coinvolge sempre più anche gli italiani: a soffrirne sono persone che lavorano nel cosiddetto terziario basso (pulizie, manutenzione, assistenza agli anziani ecc). Perdita di lavoro e difficoltà a ricollocarsi per gli over 45, situazione abitativa precaria, maltrattamenti domestici, usura, anziani soli, minori con difficoltà scolastiche sono le principali cause della marginalità sociale.
Secondo i dati dell’osservatorio regionale sull’esclusione sociale 9 capoluoghi su 12 hanno un tasso di povertà materiale al di sopra del 5% (calcolato sulla base del numero di persone che si rivolgono a enti assistenziali) A guidare la classifica Varese, col 10,9%, seguita da Milano (10,3), Cremona e Pavia rispettivamente al 9,3 e 9,1%. E proprio nell’Oltrepò Pavese e nell’area del cremonese si concentra il fenomeno della marginalità demografica, ossia dell’invecchiamento della popolazione (due anziani ogni giovane) con un conseguente spopolamento del territorio. Nel triennio 2009-2011 i comuni interessati sono passati da 96 a 137 e la popolazione coinvolta è aumentata di 30 mila unità.
Come dimostra la ricerca di Éupolis la marginalità muta nel tempo, assume nuove forme, tutte da esplorare. La necessità per le istituzioni è innanzitutto quella di conoscerla e comprenderla in tutte le sue forme. È questa una condizione necessaria per mettere in campo politiche efficaci e flessibili di riequilibrio fra centralità e marginalità. Politiche che non devono essere parcellizzate. L’impegno, anche per la scarsità delle risorse, deve essere quello di mettere in rete tutti gli strumenti economici e umani disponibili.

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