Archivi del mese: dicembre 2013

Nomine sanità – No a una legge che lascia troppo potere alla giunta regionale

Abbiamo detto un secco no alla legge sulle nomine in sanità approvata oggi in aula perché lascia tropo potere alla giunta regionale.
Quella approvata oggi è una legge nata senza alcuna discussione in Commissione, varata in fretta, solo per consentire ancora una volta alla maggioranza di spartirsi le poltrone della sanità lombarda, che dovranno essere rinnovate a breve.
Il testo approvato si limita a recepire in maniera restrittiva il decreto Balduzzi e non cambia, per esplicita ammissione della maggioranza, nella sostanza nulla rispetto alla precedente normativa, che, non possiamo non ricordare, nel passato non ha sempre portato a una gestione trasparente della sanità. Il progetto di legge lascia alla Giunta la scelta dei vertici della sanità lombarda, invocando una responsabilità della politica che a nostro avviso è solo un alibi. Lascia il sospetto che le scelte siano fatte solo in base a criteri di spartizione e affiliazione. Una posizione diversa e lontana da quella proposta dal Partito democratico e dalla lista civica per Ambrosoli che aveva l’obiettivo di sottrarre le nomine alla discrezionalità della politica ma che è rimasta totalmente inascoltata.
La nostra proposta prevedeva l’istituzione di una commissione indipendente, altamente qualificata, composta solo da componenti esterni. La commissione avrebbe avuto il compito di valutare, non solo l’idoneità dei candidati, ma il merito e i titoli dei direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere da nominare e proporre alla giunta una rosa di nomi doppia rispetto a quelli da nominare. La proposta prevedeva, inoltre, di lasciare ai direttori generali la prerogativa di scegliere il direttore sanitario e amministrativo, tramite avviso pubblico, sulla base della loro professionalità. Infine, si prevedeva il coinvolgimento dei sindaci nell’espressione di parere sui curriculum dei direttori generali.

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Consiglio – Approvato il bilancio di previsione 2014. Tagli di quasi 10 milioni di euro ai costi della politica

Oggi l’aula ha approvato il bilancio di previsione 2014 del consiglio regionale con il nostro voto favorevole. Da sottolineare una drastica riduzione, pari a 9,8 milioni di euro, degli impegni alla voce “costi della politica”. Gran parte del risparmio si riferisce agli stanziamenti per i contributi ai gruppi consiliari, che passano da 3 milioni e 741 mila euro a 490 mila. Questo perché il Consiglio ha recepito, già al suo insediamento, la normativa nazionale, che stabiliva sia tagli alle retribuzioni dei consiglieri che ai contributi ai gruppi. Una scelta di sobrietà e trasparenza dunque. Ricordo che le cifre che ad oggi vengono pubblicate da alcuni media fanno riferimento alla precedente normativa e non a quella attuale.
Con la riduzione dei costi della politica sono state recuperate risorse per lo stanziamento di 560 mila euro per l’attivazione di borse di studio destinate agli iscritti alle università lombarde, borse su cui l’ufficio di presidenza delibererà a breve un regolamento di accesso, rigoroso e trasparente.
Confermato lo stanziamento per i patrocini, che già negli anni ha subito riduzioni significative e che resta l’unica, anche se ormai molto contenuta, forma di sostegno del Consiglio agli enti locali e alle associazioni, che versano tutti in gravi difficoltà per i tagli dei trasferimenti nazionali. Su questo l’ufficio di presidenza ha comunque espresso già oggi la disponibilità a condividere nel gruppo di lavoro sui costi della politica criteri di accesso ancora più stringenti.
Certamente si può fare di più; ad esempio rendendo più trasparenti i costi di gestione di palazzo Pirelli, (portierato, pulizia, impiantistica, telefonia, forniture di gas, luce e acqua) che, ricordiamo, sono ancora in carico per spese e appalti alla giunta.
Anticipo, infine, che l’ufficio di presidenza si è già informalmente impegnato e a breve formalizzerà l’impegno nel suo regolamento, a pubblicare sul sito del Consiglio tutte le sue delibere. Questo garantirà la massima trasparenza sulle decisioni prese, anche su quelle relative ai patrocini.

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Nomine sanità – Il Pd non partecipa al voto. Nessuna condivisione né di metodo, né di merito

Il progetto di legge sulle nomine nella sanità, approvato oggi in terza commissione, è nato da un accordo dell’ultim’ora nella maggioranza. Non è condivisibile né nel metodo, né nel merito. Per questo non abbiamo partecipato al voto. La discussione è stata confusa, ai limiti del rispetto delle regole. L’accordo sul testo approvato, che non è peraltro detto sia quello definitivo, è stato trovato all’ultimo minuto solo per salvare un equilibrio fragilissimo nella maggioranza, che si accinge a spartirsi le poltrone della sanità lombarda. Entro fine anno, infatti, dovranno essere rinnovati parte dei vertici di Asl e aziende ospedaliere.
L’iter seguito dal progetto di legge evidenzia la confusione politica della maggioranza. Dopo oltre un mese dall’inizio della discussione del progetto di legge elaborato dalla giunta Maroni per recepire i criteri del decreto Balduzzi, la settimana scorsa, è stato presentato in Commissione sanità un testo alternativo a firma del relatore Angelo Capelli, del Nuovo Centrodestra, che tecnicamente è un emendamento sostitutivo del testo dell’assessorato di Mantovani (FI). Oggi il testo nuovamente modificato è stato approvato. Un iter inaccettabile nel metodo e nel merito dunque. Il progetto di legge lascia alla Giunta la scelta dei vertici della sanità lombarda, riducendo il potere della commissione di valutazione indipendente, prevista dalla normativa nazionale. Una posizione diversa e lontana dalla nostra. La nostra proposta, che ripresenteremo in Consiglio la prossima settimana, prevede l’istituzione di una commissione indipendente, altamente qualificata, che valuti, esclusivamente il merito e i titoli dei direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere da nominare e proponga alla giunta una rosa di nomi doppia rispetto a quelli da nominare. La proposta prevede, inoltre, di lasciare ai direttori generali la prerogativa di scegliere il direttore sanitario e amministrativo tramite avviso pubblico, sulla base della loro professionalità. In questo modo si sottraggono completamente alla discrezionalità della politica nomine determinanti per la salute e la sicurezza dei cittadini. Cosa che però evidentemente non rientra nei progetti della maggioranza.

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Nomine in sanità, in Regione maggioranza in confusione

I criteri di nomina dei direttori generali di Asl e ospedali lombardi mettono in difficoltà il centrodestra in Regione. Dopo oltre un mese dall’inizio della discussione del progetto di legge elaborato dalla giunta Maroni per recepire i criteri del decreto dell’ex ministro Balduzzi, spunta ora un testo alternativo firmato dal relatore Angelo Capelli, del Nuovo Centrodestra. Il nuovo testo è stato presentato oggi in commissione sanità. Tecnicamente si tratta di un emendamento sostitutivo del testo uscito dall’assessorato di Mantovani (FI), e, nel dettaglio, mira a tenere in capo alla Giunta la potestà della scelta dei vertici della sanità lombarda, riducendo il campo d’azione della commissione di valutazione indipendente prevista dal decreto. Il progetto di legge dovrebbe essere licenziato martedì prossimo e approdare in aula il 18 dicembre.
“La maggioranza che sostiene Maroni è in piena confusione – attacca la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi, del PD -. Il tema delle nomine è attualissimo visto che entro la fine dell’anno potrebbe essere rinnovata una parte dei vertici delle Asl e delle aziende ospedaliere. Evidentemente non c’è convergenza tra le diverse anime della maggioranza che tra breve si ridistribuiranno le poltrone. Noi vorremmo che finalmente le nomine fossero del tutto svincolate dalla politica ed espressione del merito dei singoli, ma l’introduzione di una commissione di valutazione davvero indipendente che agisca liberamente selezionando i migliori profili secondo criteri davvero oggettivi, così come noi chiediamo da tempo, va contro i programmi della maggioranza in Regione.”

Milano, 4 dicembre 2013

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