Archivi del mese: ottobre 2013

Sanità, Valmaggi e Girelli (PD): da Formigoni a Maroni, la discontinuità non c’è

«Sulle funzioni non tariffabili tra Maroni e Formigoni non c’è la discontinuità annunciata. Cambiare due indicatori su ventinove e confermare sostanzialmente lo stesso investimento di quasi un miliardo di euro significa non intervenire su quegli spazi di discrezionalità nell’assegnazione delle risorse alle strutture sanitarie private che ha permesso negli anni scorsi l’avverarsi di pesanti episodi di malaffare. Questo ritocco non basta, non risponde alla richiesta di cambiamento votata a grande maggioranza in Consiglio regionale a luglio su nostra proposta e non pone rimedio a quanto rilevato dalla Corte dei Conti e dal comitato regionale dei controlli». Lo dichiarano Sara Valmaggi e Gian Antonio Girelli, rispettivamente vicepresidente del Consiglio regionale e responsabile sanità e welfare del Pd lombardo, in seguito alla conferenza stampa del dopo giunta tenuta oggi a Palazzo Lombardia.
Valmaggi e Girelli commentano anche il resoconto fatto oggi dal presidente Maroni e dal vicepresidente Mantovani in merito agli investimenti in sanità nel corso del 2013, riassunti nella cifra di 650 milioni di euro.
«Maroni e Mantovani giocano un po’ con i numeri – attaccano gli esponenti del PD -. La gran parte dei soldi investiti in sanità sono statali e appartengono al sesto accordo di programma sbloccato dal governo Monti dopo essere stato bloccato per un paio d’anni dall’esecutivo Berlusconi, in cui sedevano sia Maroni che Mantovani. Altri 100 milioni, riportati dal patto di stabilità, sono una partita di giro con gli ospedali e sono meno dello scorso anno, e altri trenta, del fondo di rotazione, sono un prestito. Insomma, fino ad ora l’amministrazione Maroni non ha lasciato sulla sanità lombarda alcuna impronta».

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Ammortizzatori sociali e misure anticrisi. Necessaria una maggiore attenzione ai giovani e agli over 50

Un indebolimento del sistema economico lombardo, con un Pil regionale in diminuzione dell’8% negli ultimi anni e un mercato del lavoro regionale che segna una diminuzione dell’occupazione dei lavoratori più giovani e delle donne nel 2012, una contrazione della domanda di lavoro (-28,5%), maggiore di 3 punti rispetto alla media nazionale (-25.4%). Questi i dati salienti di una ricerca commissionata ad Eupolis dal Consiglio regionale, presentata questa mattina a palazzo Pirelli, nel corso di un seminario dal titolo “Ammortizzatori sociali e misure anticrisi”.
Questo, nonostante l’intervento del Consiglio regionale, che ha lavorato in questi anni per attenuare l’impatto della crisi, ma che ha la necessità di affinare gli strumenti legislativi per svoltare.
Dovremo operare ricordando i limiti dei sistemi di protezione messi in campo sino a ora, che sono poveri di misure efficaci di sostegno alle fasce più giovani, quelle che cercano un primo impiego, i lavoratori autonomi, mentre vanno ripensate le misure di ricollocazione per gli over 50, che spesso non trovano un riconoscimento nei percorsi di protezione.
La Regione ha quindi, innanzitutto, l’obiettivo di attivare una contrattazione con Il governo nazionale per un incremento e un consolidamento delle risorse e, al contempo, di dare maggiore integrazione alle politiche attive e passive del lavoro, attivando un monitoraggio costante dell’efficacia degli strumenti, perché quello che vogliamo è la ripresa dello spazio competitivo della Lombardia negli scenari nazionale e globale. Il periodo che viviamo non è di ordinaria amministrazione. Ci dobbiamo comportare di conseguenza.

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Ridurre la discrezionalità della politica e mettere alla guida i migliori

La Giunta aveva presentato un testo di legge che, recependo le indicazioni contenute nel decreto Balduzzi, avrebbe reso più stringenti i criteri sulle nomine ma, a sorpresa, il relatore del provvedimento ha anticipato verbalmente oggi alla Commissione Sanità che ci saranno modifiche allo stesso testo.

I nuovi requisiti rivisti e corretti sarebbero, a quanto pare, meno stringenti. Ciò significherebbe meno garanzia di selezionare davvero le migliori competenze di questa Regione. E così la maggioranza sembra tornare a fibrillare proprio sulla delicata questione nomine.

Per il Pd resta irrinunciabile, così come previsto dal progetto di legge da noi depositato oltre 1 anno fa, una composizione della Commissione valutatrice che preveda solo membri esterni e che la nomina sia effettuata partendo da una rosa ristretta di idonei scelta dalla Commissione per garantire che la valutazione sia effettivamente fatta tra i migliori. Solo in questo modo si riduce davvero la discrezionalità della politica e si mettono alla guida i più competenti.

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Città della salute- Una grande opportunità di sviluppo per Sesto San Giovanni e tutta l’area metropolitana milanese

E’ stata firmata oggi  la convenzione  tra Regione Lombardia e Comune di Sesto San Giovanni per la Città della salute. La convenzione,  che è stata presentata oggi in una conferenza stampa dal presidente della Regione Roberto Maroni e dall’assessore alla Sanità,  Mario Mantovani  rappresenta un passo in avanti  nella realizzazione di un grande polo pubblico per la cura e la ricerca. Si tratta  di un  segnale positivo, in una fase politica e istituzionale complessa, un segnale che  risponde alla necessità di investimenti in  un settore strategico quale quello della ricerca sanitaria.

La Città della salute   è  sicuramente  una grande opportunità per Sesto San Giovanni,  ma  la sua importanza va ben oltre. L’obiettivo è quello di  guardare a tutto il contesto dell’area metropolitana milanese, anche in previsione della riorganizzazione del sistema sanitario sul territorio.

 

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