Archivi del mese: dicembre 2012

Finanziare la legge contro la violenza sulle donne dovrà essere uno dei primi impegni della prossima legislatura

Oggi in Commissione sanità è stato compiuto un piccolo passo verso la piena applicazione della legge contro la violenza sulle donne.  A essere  discussi sono stati i criteri di costituzione del tavolo antiviolenza prevista dalla norma stessa, con funzioni di proposta e elaborazione degli interventi. La Commissione ha inviato unitariamente alla giunta una raccomandazione nella quale si chiede che nel 2013 sia stanziato il doppio dei fondi previsti per il 2012 e non utilizzati. Nel documento si chiede anche che al tavolo sia rafforzata la presenza delle associazioni che hanno maturato una forte esperienza pluriennale  sul territorio nel contrasto alla violenza sulle donne.

Un  ulteriore piccolo passo avanti. dunque . Ma l’approvazione del Piano antiviolenza e il finanziamento della legge dovrà essere uno dei primi atti della prossima legislatura.

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La Città della salute, un progetto necessario per rilanciare ricerca e cura nell’area metropolitana milanese

La Città della salute è un progetto necessario per rilanciare ricerca  e cura nell’area metropolitana milanese. Nel giorno della presentazione del progetto alle aree Falck di Sesto  San Giovanni  voglio ricordare che si tratta  di un  progetto ambizioso, che   risponde all’esigenza,  da tempo evidente,  di   realizzare  una sola sede  che integri impianti, servizi generali e tecnologia dei due centri d’eccellenza Besta e Istituto dei tumori. E’ questo infatti l’unico modo per ammodernare i due istituti, a fronte di risorse economiche ridotte e  rispondere alle richieste di cura.

La necessità è anche quella di valorizzare le strutture pubbliche e creare un sistema di ricerca  e cura  innovativo, in grado di competere anche in Europa, riprendendo un’interlocuzione interrotta con l’università. Ad essere valorizzato deve essere il ruolo della ricerca, non dimenticandosi degli interventi di umanizzazione della cura.

L’intervento  deve essere una delle occasioni per ripensare l’offerta sanitaria  su scala metropolitana.  A essere rivista deve essere l’intera rete. La necessità non è quella di  costruire nuovi ospedali  ma  di riqualificare le strutture esistenti, in alcuni casi non più idonee per  garantire servizi e assistenza  di qualità.

La Città della salute  deve essere anche occasione per i sindaci della futura Città metropolitana per rivendicare il ruolo che spetta loro:fornire indirizzo e coordinamento su tutto il complesso dell’attività socio sanitaria del territorio.

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La giunta transitoria di Formigoni non può decidere i tagli e il futuro della sanità lombarda

Una giunta transitoria non può decidere i tagli e  il futuro della sanità lombarda.  Per questo l’annuncio che la riorganizzazione della rete sanitaria sarà  all’ordine del giorno della giunta del 28 dicembre prossimo preoccupa.   E’ vero che una riorganizzazione è necessaria e che doppioni e sprechi vanno eliminati.  Ma  a ispirare il provvedimento non può essere  solo  il  risparmio economico. Serve  una razionalizzazione  basata sulla   qualità, l’efficacia degli interventi e la sicurezza dei pazienti e soprattutto serve un’idea forte di sanità.  Non sono queste decisioni  che può assumere una giunta transitoria, in una seduta di fine anno, alla fine della legislatura.  Così come non può prendere provvedimenti sui piani di ristrutturazione aziendali, che già prevedono ricadute sia sul piano occupazionale che sulla qualità dei servizi ai pazienti, come hanno già denunciato operatori ed enti locali.

 

Il futuro della sanità lombarda non è un atto di ordinaria amministrazione e i tagli non sono indifferibili e urgenti. A deciderlo dovrà essere chi vincerà le  elezioni e governerà la regione per i prossimi  anni.

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Piazza Fontana- Milano non può e non deve dimenticare

Milano non può e non deve dimenticare. Per questo oggi parteciperò alla commemorazione della strage di piazza Fontana. Oggi ricorderemo le vittime   di quel tragico 12 dicembre  e offriremo un tributo alla loro memoria. E’ un dovere, al quale  nessuno si deve sottrarre. Ma non basta. Ancor più doveroso per le istituzioni è  ricordare e essere consapevoli che, a 43 anni dall’evento,  non è ancora stata fatta chiarezza sula strage. Le vittime non hanno ancora avuto giustizia.

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Il governo di Formigoni non finanzia la legge contro la violenza sulle donne. Quando governeremo la Lombardia lo faremo noi

A sei mesi dalla sua approvazione la legge di contrasto alla violenza sulle donne  non è ancora stata finanziata.  Per evitare che andassero perduti i fondi già previsti   oggi in Consiglio abbiamo presentato un emendamento al Bilancio in cui si chiedeva che  nel 2013 fosse destinato il doppio dello stanziamento appostato e non utilizzato nel 2012 , pari a 2 milioni di euro. L’emendamento è stato respinto. La maggioranza  formigoniana, appellandosi alla scarsità di risorse,  ha ancora una volta lasciato la legge senza gambe. Ora il rischio è che i presidi che operano  nell’ accoglienza, sostegno e prevenzione della violenza  chiudano per mancanza di risorse.    Un atto grave quello di cui si è resa responsabile la maggioranza in consiglio regionale che rivela una radicata  insensibilità  verso un problema drammatico che, come testimoniano le pagine di cronaca, colpisce ogni anno migliaia di donne.

 Per fortuna il ventennio formigoniano è al suo epilogo   e  con la prossima legislatura la legge potrà essere applicata e finanziata.   Quando a governare la Regione sarà il Centro sinistra porrà tra i suoi primi atti lo stanziamento delle risorse per la legge contro la violenza sulle donne.

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Donne-Il Tar boccia anche la seconda giunta Formigoni. La prossima giunta dovrà essere per metà femminile

Ennesima sconfitta di Formigoni. Il Tar  ha annullato anche la sua seconda giunta , quella  costituita il 13 febbraio scorso,  con due sole  assessori donne su 16, così come aveva già annullato il 21 giugno scorso la giunta precedente. Il Tar ha stabilito che neppure la giunta di febbraio, costituita proprio per rimediare al deficit di presenza femminile, rispettava il principio di democrazia paritaria.  Si tratta di una sentenza storica, ottenuta grazie alla tenacia delle associazioni  Articolo 51 e Donne in quota  e dell’avvocato Marilisa D’Amico, che ha difeso le associazioni in giudizio,  che hanno voluto  , nonostante la giunta in esame fosse già decaduta, far riaffermare senza se e senza ma il principio della democrazia paritaria, un principio statutario proposto dalle donne del Centro sinistra.

Un successo che fa dire ancora una volta,indietro non si torna. La prossima giunta regionale dovrà essere composta per metà da donne.

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La legge di contrasto alla violenza sulle donne deve essere finanziata e applicata

La legge di contrasto alla violenza sulle donne,   deve essere  finanziata e applicata. Per questo, insieme ad altri consiglieri di minoranza, ho presentato una raccomandazione,  che sarà discussa in Commissione sanità la settimana prossima. Con  gravissimo ritardo,  a sei mesi dall’approvazione della legge,  la giunta ha presentato la proposta  di costituzione del tavolo  antiviolenza, previsto dalla norma stessa, con funzioni di proposta e di elaborazione degli interventi. Il documento però  avrebbe bisogno di alcune precisazioni. Per questo, raccogliendo le sollecitazioni dei centri e dei servizi che operano sul territorio, ho chiesto di rafforzare alcuni principi.  Innanzitutto nella scelta dei suoi componenti credo debba essere  data  priorità alle associazioni che hanno maturato una forte esperienza pluriennale  sul territorio nel contrasto alla violenza sulle donne. I componenti, inoltre, dovrebbero restare in carica quattro anni (quanto il Piano antiviolenza) per poter seguire in modo continuativo i lavori e essere convocati , data la complessità del compito a cui sono chiamati,  almeno ogni tre mesi.  Considero inoltre  opportuno  che le regole di funzionamento siano stabilite dal tavolo stesso di cui dovrebbe anche far parte , come invitata permanente, la presidente del Consiglio regionale delle Pari opportunità.

Altro punto essenziale è il finanziamento della legge.  Le risorse stanziate non devono andare perdute. Per questo nella raccomandazione  chiedo che, nel caso non fosse possibile impegnaref il fondo di un milione di euro stanziato per il 2012, sia previsto per il 2013 un impegno pari almeno al doppio delle risorse del 2012. Per questo ho presentato anche un emendamento al bilancio che sarà discusso in  consiglio lunedì prossimo.

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