Archivi del mese: ottobre 2012

Sanità:tagli ai medici di famiglia, tracollo di interi reparti ospedalieri, nessuna efficacia dei controlli

Oggi la giunta provvisoria ha emanato un provvedimento che avrà forti ripercussioni sul sistema sanitario e sociale in fretta e furia e senza alcuna concertazione, neppure con i direttori generali delle aziende ospedaliere e delle Asl. Gli ulteriori tagli previsti per il 2013 rischiano di mettere in ginocchio l’intero sistema sanitario. Quanto approvato oggi dalla giunta non fa che peggiore il quadro. Molte sono le decisioni che preoccupano. La riduzione del 15 per cento della medicina convenzionata significa ad esempio una riduzione delle prestazioni dei servizi dei medici di famiglia, quali le vaccinazioni e la possibilità di associarsi fra medici che consente di incrementare l’orario di apertura degli ambulatori. Preoccupante anche la fusione delle reti oncologica e ematologica in oncoematologica, così come la volontà di revisione dell’organizzazione di tutte le altre reti di patologia. Ma non solo. La volontà espressa di limitare le assunzioni a tempo determinato, che molto spesso tengono in piedi interi reparti, unito al blocco di quelle a tempo indeterminato rischia di portare al tracollo del sistema ospedaliero. Questo per non parlare del sistema dei controlli. Contrariamente a quanto sostenuto da Formigoni niente, di fatto, è stato modificato. I controlli ad oggi infatti garantiscono solo l’adeguatezza formale e amministrativa. Si deve puntare invece sulla verifica della qualità e degli esiti delle prestazioni. Quello che è da modificare è il metodo dei controlli alla radice.

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In piazza per dire basta ai tagli al sociale

 I tagli al  sociale devono finire. Questo quanto ho voluto riaffermare oggi in piazza dei Mercanti, alla mobilitazione che ha visto la partecipazione di tantissime persone e decine di associazioni.

E’ necessario che non solo vengano ripristinati i fondi per le politiche sociali e la non autosufficienza ma che venga riformato un sistema di welfare che non e’ più  in grado di dare risposte efficaci ai bisogni sempre più complessi e crescenti .  Anche la Regione Lombardia e’ chiamata a cambiare registro. Ci auguriamo che al più presto una nuova amministrazione  possa realizzare questo cambio di passo, con una programmazione che veda coinvolti  tutti gli attori sociali, mettendo in campo nuove risorse: più welfare significa non solo più risposte ma anche più sviluppo.

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Le istituzioni devono sostenere la lotta alle dipendenze

Le istituzioni devono sostenere la lotta alle dipendenze.  E’ questo   il richiamo  che  ho voluto lanciare oggi al congresso di FeDerSerd Lombardia, la Federazione degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze, dal titolo “ Il prezzo della solitudine” . Le dipendenze sono in crescita e stanno assumendo nuove forme ancora più insidiose, si stanno direzionando infatti verso le sostanze lecite, alcol, farmaci e gioco d’azzardo. Per realizzare interventi efficaci è necessaria un’ integrazione del sistema socio-sanitario, capace di operare in modo sinergico sul territorio . Quello che serve è una riforma del sistema attuale, che risulta ad oggi troppo frammentato e imperniato su singoli progetti, talvolta sperimentali. La flessibilità va bene ma l’intervento non si può disperdere in mille rivoli. Occorre un intervento strutturato e continuativo. In Consiglio ci stiamo già muovendo per combattere una delle forme di dipendenza più in crescita in Lombardia, la ludopatia. Proprio in questi mesi è stato presentato un progetto di legge bipartisan per la prevenzione, il contrasto e il trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. La necessità di intervenire è urgente e per questo il nostro impegno,continuerà prima e dopo le imminenti elezioni regionali.

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Oggi alla manifestazione dei lavoratori degli ospedali milanesi

Non devono essere i lavoratori, che non hanno alcuna responsabilità, a pagare gli scandali che hanno colpito il San Raffaele. Questo quanto ho voluto ribadire ai lavoratori degli ospedali milanesi, in primis quelli del San Raffaele, che ho incontrato questa mattina nel corso della manifestazione sotto il Pirellone. La condizione dei lavoratori del San Raffaele, a cui ho espresso solidarietà e garantito tutto il mio sostegno è drammatica ma anche per la sanità pubblica il momento è di grande difficoltà, perché i pesanti tagli del governo nazionale rischiano di ripercuotersi in modo pesante anche sulle strutture lombarde. Si nota da parte del neo assessore alla Sanità, Melazzini un forte attivismo. E questo è legittimo se volto a gestire la crisi del San Raffaele, una vera emergenza che non può attendere e se cui la Regione finora ha tergiversato. Tale attivismo non è più legittimo se volto a una riforma di sistema, quale la riorganizzazione della rete ospedaliera, prevista da una delibera del 6 agosto scorso. Melazzini fa parte di una giunta che ha una precisa data di scadenza, nata per gestire solo l’emergenza e l’amministrazione ordinaria. Alle riforme di sistema potrà dedicarsi solo la nuova giunta, che sarà nominata dopo le elezioni.

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Neppure in una giunta precaria Formigoni trova spazio per le donne

Neppure in una giunta precaria Formigoni trova spazio per le donne. Il nuovo esecutivo, presentato oggi, infatti conta solo due assessore su 11 . Ancora una volta manca un’ equa rappresentanza. L’ennesimo motivo per voltare pagina, al più presto. Da parte mia, insieme a tutti i gruppi di Centro sinistra in Consiglio regionale, in occasione della discussione sulla nuova legge elettorale, che dovrebbe approdare in Consiglio venerdì prossimo, 26 ottobre, chiederò con forza che sia introdotta la doppia preferenza di genere. In Lombardia si deve aprire una uova stagione di protagonismo delle donne all’altezza del ruolo di questa regione.

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Riforma elettorale- Chiediamo con forza la doppia preferenza di genere

 

La nuova legge elettorale deve prevedere la doppia preferenza di genere. Questo per ragioni ormai evidenti. In Lombardia le donne   contano, sono affermate in tutti i settori della vita sociale  e produttiva, mentre continuano a essere  un’esigua minoranza nelle istituzioni. Non deve più essere così.  Domani in seconda commissione comincerà la discussione della nuova legge elettorale, che approderà in aula il 25 ottobre prossimo.  Per questo, con la consigliera Arianna Cavicchioli, chiediamo con forza che, oltre all’eliminazione del listino, sia introdotta la doppia preferenza di genere, che prevede l’obbligo per gli elettori di indicare comunque  un uomo e una donna. Questo  come prevede la proposta di riforma elettorale del Partito democratico e in analogia a quanto già previsto dal testo di legge per le elezioni nei Comuni approvato in Senato. La Lombardia ha bisogno di un rinnovamento profondo  che non può non coinvolgere direttamente le donne.

 

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La legge contro la violenza sulle donne deve essere finanziata

La legge contro la violenza sulle donne deve essere finanziata. In caso contrario, data la riduzione delle risorse destinate alle Regioni e agli enti locali, i presidi antiviolenza diffusi sul territorio rischiano di chiudere. Per questo, insieme ad altri consiglieri di opposizione, ho presentato un’interrogazione in cui si chiede alla giunta regionale cosa intende fare per rimediare a una condizione che si fa ogni giorno più drammatica. La legge, approvata all’unanimità il 3 luglio scorso, ha previsto di destinare per l’attuazione degli interventi un milione di euro nel 2012, finanziabili attraverso bandi. Ad oggi però, e i tempi sono sempre più stretti, non si sa ancora quando saranno emanati. Alla giunta regionale chiediamo quali sono i tempi previsti per i bandi, quali , in caso di ritardi nella loro emanazione, i provvedimenti che si intendono assumere per non perdere le risorse stanziate. Chiediamo, infine, come la giunta intenda reintegrare i fondi che la struttura delle Pari opportunità aveva destinata l’anno scorso ai presidi antiviolenza, che quest’anno non sono stati stanziati.

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San Raffaele- Il governo della Regione si attivi per riaprire la trattativa

Il governo della Regione si attivi per riaprire la trattativa con l’azienda. E’ questa la vera necessità emersa oggi al termine delle audizioni della proprietà e dei rappresentanti dei lavoratori, che si sono tenute oggi in Commissione sanità, che hanno fatto emergere un quadro davvero preoccupante. Grazie agli interventi delle parti sociali siamo finalmente venuti a conoscenza dei contenuti del piano alternativo ai licenziamenti che coinvolgerebbero 600 lavoratori tra infermieri, ausiliari, amministrativi e professionalità a contratto, proposto dalla proprietà. Ai lavoratori si chiedono sacrifici senza neppure informarli sul vero quadro economico dell’azienda ospedaliera e sul piano di sviluppo. E’ inaccettabile. E’ dovere della proprietà sciogliere al più presto questa ambiguità, oltre che adoperarsi perché, quali che siano i sacrifici richiesti, siano condivi da tutti i dipendenti. Dato che è dovere della proprietà e della Regione garantire, oltre che la difesa dei livelli occupazionali la prosecuzione e la qualità dei servizi erogati chiediamo che il governo della Regione si attivi per far ripartire una trattativa che ad oggi risulta chiusa dalla drastica comunicazione dell’azienda.

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