Archivi del mese: settembre 2012

San Raffaele-Bresciani è intervenuto.Meglio tardi che mai.Resta la necessità di un’audizione in Commissione sanità

Meglio tardi che mai.  Non si possono che commentare così gli impegni assunti oggi dall’assessore alla Sanità Luciano Bresciani, nel corso dell’incontro nella sede della Regione con i delegati sindacali del San Raffaele.   Bresciani pare finalmente essersi impegnato per il San Raffaele. Meglio tardi che mai. Si assume oggi le responsabilità che non aveva voluto prendersi il 6 settembre scorso in aula, rispondendo al question time che avevamo  già allora presentato.

Continuo  a considerare  necessaria e improrogabile   un’audizione della proprietà e dei rappresentanti   dei lavoratori in Commissione sanità per dare modo alle parti interessate di coinvolgere tutto il consiglio nell’evoluzione  della difficile trattativa.

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Patto per il welfare. Dalla Regione una consultazione zoppa

Il nuovo Patto per il welfare della Regione Lombardia continua a non convincere. Dopo le critiche del terzo settore e dei gestori dei servizi arrivano le perplessità dei sindaci in merito alla nuova governance dei servizi alla persona, presentata questa mattina agli enti locali e alle Asl della provincia di Milano dal’assessore Boscagli. Ci ha meravigliato l’assenza delle associazioni imprenditoriali, delle organizzazioni di categoria, degli enti non profit, del volontariato e delle cooperative. In questo modo la consultazione è zoppa. Inoltre, come è già successo in altri territori, all’incontro di presentazione non sono stati invitati i consiglieri  del territorio, che hanno comunque presenziato. Ma non solo. Stiamo ancora attendendo che il documento sia presentato in commissione. Ci aspettiamo di conoscere al più presto la data. Il documento porta in se contenuti pericolosi. In sostanza il sistema di servizi sposta il baricentro dal finanziamento dell’offerta a quello della domanda. Si introduce l’estensione della dote voucher, il superamento dell’accreditamento, la ricerca di nuove forme di finanziamento, con il rischio di una maggiore compartecipazione degli utenti ai costi. Di fronte alla riduzione dei finanziamenti pubblici la Regione sceglie una strada che di fatto abbandona la centralità della persona e dei suoi bisogni tanto declamata. In sostanza non si offre più all’utente il servizio di cui ha bisogno, ma gli si dà una cifra per acquistarlo, sempre che lo trovi sul territorio e che la cifra sia sufficiente. Siamo convinti che in un momento di crisi come questo la Regione debba lavorare per migliorare il governo della rete dei servizi e non per depotenziarlo: su questo siamo disponibili a portare il nostro contributo appena ce ne sarà data la possibilità.

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In Lombardia non ancora attivata la rete delle cure palliative

In Lombardia non è ancora stata attivata la rete delle cure palliative e della terapia del dolore. E questo nonostante una legge statale ne abbia stabilito l’attivazione nel 2010 e una delibera della giunta dell’agosto scorso abbia indicato il 31 ottobre prossimo come termine ultimo per il loro avvio. Ad oggi infatti la Regione non ha ancora dato alcuna indicazione ai direttori generali delle strutture sanitarie in merito. In questo modo il rischio reale è che la delibera di giunta non trovi alcuna applicazione nei piani organizzativi aziendali delle strutture, che dovranno essere presentati entro il 15 novembre prossimo. Per questo, insieme ad altri consiglieri del Pd, ho presentato un’interrogazione in cui si chiedono le ragioni del ritardo, quali provvedimenti si intendano assumere per garantire l’omogeneità e il coordinamento dei piani organizzativi delle diverse aziende ospedaliere per evitare disagi ai pazienti e alle loro famiglie e quali criteri si intendano adottare per favorire la razionalizzazione e l’ottimizzazione dei costi di gestione. Si chiede, infine, se si intenda istituire un coordinamento tra le diverse aziende ospedaliere da inserire già da ora nei piani organizzativi aziendali.

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San Raffaele: Bresciani fugge alle sue responsabilità. Chiesta l’audizione delle parti sociali e della proprietà in Commissione sanità

Sul San Raffaele Bresciani ancora una volta fugge alle sue responsabilità. In un’interrogazione sulla crisi occupazionale dell’azienda ospedaliera abbiamo chiesto di sapere se la Regione abbia giocato un ruolo nella vicenda che vede a rischio 500 posti di lavoro e abbia intenzione, come chiesto dalle parti sociali, di incontrare tutti i soggetti interessati. Abbiamo chiesto che la Regione fornisse un quadro chiaro del disavanzo economico attuale, delle ipotesi di recupero e del piano aziendale .Tutto quello che ha saputo dire Bresciani è stato che si tratta di una struttura privata e per questo la Regione non è in alcun modo tenuta a conoscere la vicenda e intervenire nella crisi. E’ inaccettabile. Il San Raffaele è un struttura privata che fornisce un servizio pubblico ed è quindi dovere della Regione intervenire per garantire la funzionalità del servizio stesso. Ma non solo. Quella che sta vivendo l’azienda ospedaliera fondata da don Verzè è una crisi gravissima ed è dovere della Regione intervenire, come peraltro ha fatto in tante altre occasioni, a tutela dei lavoratori. Da parte nostra continueremo a impegnarci sia a tutela dei lavoratori, sia a tutela dei servizi erogati, sia a salvaguardia dei progetti di ricerca avviati. Abbiamo già chiesto l’audizione in Commissione sanità delle parti sociali interessate, della proprietà e dell’assessorato.

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San Raffaele- La Regione incontri le parti sociali

La Regione intervenga a tutela dei lavoratori del San Raffaele. La situazione occupazionale è preoccupante. I numeri, gli esuberi potrebbero essere 500, sono allarmanti. A essere a rischio, oltre al personale paramedico e amministrativo sono anche i medici e i ricercatori a contratto. Ora è necessario che Regione Lombardia fornisca un quadro chiaro del disavanzo economico attuale, delle ipotesi di recupero e del piano aziendale. Questo sia a tutela dei lavoratori, che non sono in alcun modo responsabili dei danni causati dalle passate gestioni, sia a tutela dei servizi erogati ai pazienti, sia a salvaguardia dei progetti di ricerca avviati. Per questo, con altri consiglieri, ho presentato un’interrogazione all’assessore Bresciani, che sarà discussa domani in consiglio, in cui si chiede di sapere se la Regione, che in passato ha ampiamente finanziato il San Raffaele, abbia giocato un ruolo nella vicenda e abbia intenzione,. come chiesto dalle parti sociali, di incontrare tutti i soggetti interessati.

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